di Edoardo Mazzanti
Il Riformista, 14 aprile 2026
Lo scorso 26 marzo, a margine dell’approvazione della proposta di direttiva UE sull’armonizzazione delle sanzioni penali contro la corruzione, la relatrice on. García Hermida van der Walle confermava che l’Italia sarà tenuta a reintrodurre il reato di abuso d’ufficio, abrogato nel 2024 in un clima di forte contesa politica e giuridica. L’affermazione riaccende i riflettori sul più generale problema, consolidato e complesso, degli obblighi d’incriminazione. Sintetizzando con una domanda: i legislatori nazionali, detentori della sovranità penale, possono essere obbligati a esercitarla? Nel tentativo di sciogliere questo dilemma, è utile abbozzare la fisionomia di tali obblighi, esaminandone fonti, ragioni, portata e implicazioni problematiche.
di Laura Finiti
Il Riformista, 14 aprile 2026
“Qualificare un fatto come reato costituisce l’esercizio di un potere sovrano affidato al Parlamento non perché si tratti di un consesso di sapienti. A legittimarlo al perseguimento discrezionale di finalità politico-criminali, nel rispetto dei princìpi costituzionali, è il suo essere direttamente rappresentativo del corpo sociale. Secondo l’impostazione più diffusa e radicale, gli obblighi di tutela sovranazionali rappresentano il sovvertimento di questo assetto”. Già dal preambolo, si comprende come a Fausto Giunta - avvocato e professore ordinario di diritto penale - stia poco a genio un ribaltamento del piano in nome del Leviatano europeo.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2026
Sono passati vent’anni. Ma il nuovo tentativo del guardasigilli Carlo Nordio, in un’altra vita pm e procuratore aggiunto, di impedire ai suoi ex colleghi di ricorrere in appello dopo una sconfitta in primo grado, approda di nuovo alla Consulta. Allora furono i giudici di Milano e Roma a incassare la vittoria del 2007 che cancellò la legge di Gaetano Pecorella, l’ex presidente delle Camere penali. Nelle vesti di berlusconiano di ferro, nonché presidente della commissione Giustizia della Camera, aveva firmato la legge per cancellare il diritto del pm di presentare appello se sconfitto in primo grado.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 aprile 2026
I pm non hanno concretizzato le accuse a carico di ignoti, che restano tali, nelle indagini sulla morte di Falcone e Borsellino. La Procura di Caltanissetta ha depositato la richiesta di archiviazione per uno dei filoni d’indagine sulle stragi di Capaci e via D’Amelio. Lo ha fatto per il procedimento a carico di ignoti che riguardava la pista del dossier mafia e appalti, considerata una delle concause che portarono all’uccisione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, insieme agli agenti delle loro scorte.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 14 aprile 2026
Rosalia Marino, direttrice della struttura di Opera: laboratori, avviamento al lavoro e tema casa. “Insieme si crea fiducia”: verso Milano Civil Week. La cosa più difficile? “Costruire comunicazione e dialogo con tutti, dentro e fuori dal carcere”. La più necessaria? “Costruire comunicazione e dialogo con tutti, dentro e fuori dal carcere”. Perché? “Difficile perché il mondo fuori, a parte qualcuno, del carcere non vuole sapere. In certi momenti, e purtroppo questo è uno, i più vorrebbero che per chi sta dentro si buttasse la chiave e stop. Ma parlarne è necessario, perché il carcere non è una storia a parte. E un pezzo di noi. Ogni volta in cui uno che esce torna dentro significa che il carcere ha fallito il suo scopo”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 14 aprile 2026
Sangermano: “Nessun tentativo di evasione, solo insubordinazione”. Tensione in consiglio. Sono stati trasferiti fuori regione, a Bologna o a Milano, i cinque detenuti del carcere minorile che sabato sera hanno animato una violenta protesta. Due moldavi, un ucraino, un bulgaro e un italiano tra 18 e 24 anni, trasferiti a fine febbraio dal carcere di Treviso, dopo aver rotto vetri e suppellettili, avrebbero cercato di fuggire scavalcando il muro di cinta della struttura, che conta 20 detenuti su un massimo di 31 e 37 poliziotti invece dei 47 in pianta organica. L’istituto mii norile di Rovigo funziona da meno di due mesi, dopo la riqualificazione che lo aveva presentato come carcere modello e pilota in Italia.
di Andrea D’Aurelio
Il Centro, 14 aprile 2026
I ragazzi, entrambi 17enni, avevano ingoiato alcuni pezzi per protesta: i medici valutano il rischio che possano perforare organi interni. Sono gravi le condizioni di due dei tre detenuti di 17 anni che nei giorni scorsi hanno ingerito per protesta pezzi di ceramica nel carcere minore dell’Aquila. I due reclusi minorenni restano sotto osservazione nell’ospedale San Salvatore dove i medici mantengono la prognosi riservata. Secondo i sanitari, i corpi estranei ingeriti potrebbero lacerare in modo significativo i tessuti degli organi interni. Per questo la situazione resta particolarmente complessa sul piano clinico.
rainews.it, 14 aprile 2026
Il garante dei Diritti della Persona ricorda che il Coroneo fu costruito nel 1911, ben prima della Costituzione. Mentre procedono secondo cronogramma i lavori di realizzazione del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, una struttura attesa da oltre 30 anni, e che dovrebbe essere pronta nei primi mesi del 2027, a Trieste Enrico Sbriglia - Garante dei Diritti della persona, in passato a lungo direttore del carcere di Trieste - con una nota stampa “auspica la necessità di realizzare un nuovo istituto penitenziario a Trieste, capace di offrire i servizi pubblici previsti dalle leggi penitenziarie”. La proposta che - sentendo la Regione - non è stata ancora mai materia di interlocuzione formale, diventerà più concreta il 25 maggio quando in Consiglio regionale si terrà un convegno al quale parteciperanno gli ordini degli Avvocati, degli Ingegneri e degli Architetti. Invitato anche il presidente dell’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili.
La Sicilia, 14 aprile 2026
“Mio figlio rischia di morire in carcere. Ma questo sembra non interessare a nessuno”. La pachinese Vincenza Campisi, madre del trentaduenne Gianluca Morana, da tempo recluso al carcere di Cavadonna, torna a denunciare la situazione del figlio, a tre mesi di distanza dal suo precedente intervento. “Rispetto a gennaio, le condizioni di salute di mio figlio sono peggiorate e di molto. Sono stata a trovarlo: le sue condizioni di salute sono pietose. Basta guardarlo in faccia. Lo stato di tossicodipendenza lo sta devastando. Cosa mi devo aspettare? Forse la comunicazione che mio figlio è deceduto in carcere? Perché nessuno interviene? La vita di mia figlio non vale niente?”. Un appello disperato, quello di Vincenza Campisi che tre mesi addietro, dalle colonne de La Sicilia, ha chiesto il trasferimento del figlio in una Cta, la Comunità terapeutica di recupero, per poterlo curare e seguirlo in un percorso di uscita dalla dipendenza.
Corriere di Bologna, 14 aprile 2026
Dopo uno stop temporaneo nel 2019 per questioni gestionali, grazie a Granarolo si tornano a produrre mozzarelle e formaggi all’interno del carcere della Dozza di Bologna. Il colosso del latte, infatti, un anno fa è entrato a fare parte di Fid, “Fare impresa in Dozza”, un progetto presieduto da Maurizio Marchesini che ha consentito nel 2013 di avviare un laboratorio di lavorazioni meccaniche che rifornisce alcune grandi imprese bolognesi del packaging (Marchesini, Ima, Gd).
- Roma. “Vola pensiero mio”: teatro penitenziario e giustizia riparativa
- Brescia. “Carcere, non muri ma aperture”, inaugurata la seconda Porta della Speranza
- Chi pratica la poesia rifugge dalle armi
- Non ci debbono essere più scuse per le guerre
- Gli uomini che odiano le donne? Si allenano nella “manosfera”









