di Cesare Burdese*
L’Unità, 28 novembre 2025
“L’architetto della prigione è il primo esecutore della pena. Egli è il primo artefice dello strumento del supplizio”, sosteneva l’Ispettore generale delle carceri francesi Louis Mathurin Moreau-Christophe già nel 1838. I “luoghi della pena” è un capitolo dell’ultimo libro di Nessuno tocchi Caino “Non giudicare!”. Sarà anche un punto all’ordine del giorno del Congresso, il 18, 19 e 20 dicembre a Milano presso il Teatro Puntozero del Carcere Beccaria. Da decenni entro nelle prigioni, per lo più per ragioni professionali. Misuro le celle, prendo appunti. Quei “muri”, violando bisogni e diritti, denunciano l’impellenza di dare dignità e umanità al carcere. Elisabetta Zamparutti e Sergio D’Elia li conosco dal 2022, Rita Bernardini l’ho conosciuta nel 2013 in Commissione ministeriale istituita dopo la sentenza “Torreggiani”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 28 novembre 2025
La fuga di Elia Del Grande dalla “casa lavoro” fa emergere una realtà aberrante che risale al codice Rocco. Bisogna essere grati a Elia Del Grande per avere denunciato la “realtà barbara” delle case lavoro che l’arcivescovo di Chieti-Vasto, il teologo Bruno Forte, chiede con forza che siano chiuse subito perché costituiscono un insulto alla Costituzione e alla giustizia. Gli articoli di cronaca purtroppo hanno dato fondo alla retorica securitaria parlando di una clamorosa evasione di un pericoloso criminale. Da dove? Non dal carcere, perché Del Grande era uscito dal carcere nel 2023 dopo avere scontato la pena di 26 anni e 4 mesi per un grave delitto.
di Silvia Pogliaghi
trendsanita.it, 28 novembre 2025
Nel 2024 si sono suicidati 91 detenuti e 6 agenti penitenziari: un dramma doppio che rivela il disagio psicologico condiviso dentro il carcere. È sempre argomento delicato e doloroso, parlare di salute mentale e suicidi in carcere. Farlo significa affrontare la fragilità estrema dello Stato e dell’animo umano e personalmente, con questo articolo, proverò a trattarlo con il massimo rispetto e rigore scientifico. Nel 2024, nelle carceri italiane, si sono tolte la vita 91 persone detenute, il numero più alto mai registrato. La sofferenza psicologica però non riguarda solo le persone detenute che hanno perso alcuni diritti civili e politici, ma anche coloro che sono in ambienti ristretti per via del lavoro che svolgono. Tra gli agenti di polizia penitenziaria, uomini e donne che ogni giorno vivono immersi nella tensione carceraria, si contano sei suicidi solo nel 2024 e 57 casi tra il 2014 e il 2022, secondo i dati di Cerchio Blu. Una tragedia parallela che raramente trova spazio nel dibattito pubblico.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 28 novembre 2025
È molto difficile che la riforma della giustizia possa rivitalizzare immediatamente il modello accusatorio di processo e la cultura dei giudici e dei pm. Tuttavia, si spera idealmente che possa influire sulle consolidate percezioni del ruolo dei magistrati accusatori e giudicanti. Da anni le forze politiche tendono a strumentalizzare le leggi in materia di giustizia penale per dare segnali sul piano della comunicazione politica e/o su quello del generale orientamento culturale dei cittadini. Un recente esempio emblematico, per di più bipartisan, la progettata riforma della violenza sessuale, che la incentra sull’assenza di un consenso libero e attuale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 novembre 2025
Un documento contro la separazione delle carriere accende la polemica nell’Associazione Pisapia e divide studiosi e direttivo. Rivolta tra i professori di procedura penale. Come anticipato ieri l’Accademia è spaccata sulla riforma targata Nordio e Meloni. Vediamo la seconda puntata. “A seguito della pubblicazione, da parte del Direttivo dell’Associazione, del documento di adesione alla riforma costituzionale, riteniamo di esprimere il nostro dissenso, attraverso il documento allegato che verrà diffuso”. Con questa email è partita qualche giorno la raccolta firme a un elaborato di alcuni professori di procedura penale contro la riforma della separazione delle carriere e soprattutto in contrasto con quello del direttivo dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale “G. D. Pisapia”.
di Adolfo Scalfati*
Il Dubbio, 28 novembre 2025
In qualità di Presidente dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale G. D. Pisapia, in ordine agli articoli a firma di Valentina Stella del 26 e 27 novembre 2025 - relativi a due documenti, l’uno favorevole, l’altro contrario alla legge di riforma sulla cd. separazione delle carriere - devo precisare aspetti necessari per la rappresentazione dei fatti. Il documento contrario alla legge costituzionale redatto a nome di 41 professori di Procedura penale contribuisce ad un fisiologico dibattito; trattandosi di un documento aperto alla firma ed essendo stato sottoscritto anche da non soci, esso trasferisce la dialettica all’esterno dell’Associazione. Che ben venga.
di Giulia Merlo
Il Domani, 28 novembre 2025
All’ombra della campagna sul referendum della giustizia, Via Arenula ha chiesto a tutti i tribunali dei minori di fornire i dati. Anche i penalisti hanno chiesto ai tribunali la percentuale di accoglimento, da parte del Gip, delle richieste di misure cautelari personali e reali avanzate dagli uffici di procura. Si sa, sapere è potere ed è ancora più vero in politica. Soprattutto se è in corso una campagna referendaria come quella per la riforma della giustizia. Forse proprio per questo il ministero della Giustizia si sta affannando a recuperare dati statistici: l’ultima caccia riguarda i dati statistici relativi ai minori allontanati dalle famiglie d’origine. La missiva che Domani ha potuto visionare è protocollata dal ministero e inviata a tutti i presidenti dei tribunali per i minorenni, con oggetto “Rilevazione urgente”, richiesta dal Gabinetto del ministro.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 novembre 2025
Pestaggio dei detenuti a Santa Maria Capua Vetere, i difensori contro la sostituzione del presidente chiedono il rinvio in Consulta. I legali: “Violato l’articolo 25 della Carta”. Le vittime temono lo stop al dibattimento. Un ricorso alla Corte costituzionale potenzialmente esiziale, per uno dei dibattimenti “più grandi e importanti della storia della nostra Repubblica”, come lo ha definito l’associazione Antigone che ne è parte civile. Dopo tre anni fitti fitti di udienze e decine di testimonianze videoregistrate, il maxi processo per le violenze e le torture inflitte il 6 aprile 2020 ai detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) rischia uno stop che può tramutarsi in un affossamento. Il pericolo è rappresentato dalla questione di legittimità costituzionale che alcuni degli avvocati difensori dei 105 imputati vorrebbero venisse sollevata dalla stessa Corte d’Assise davanti alla quale si svolge il dibattimento, relativamente all’inaspettata - e anche un po’ anomala - sostituzione del presidente del collegio.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 28 novembre 2025
È stato violentato in carcere per tre giorni consecutivi e nessuno se n’è accorto. È stata la vittima a sussurrare con un filo di voce ciò che accadeva in cella, nel carcere Cerialdo di Cuneo, durante un colloquio con la psicologa dell’istituto penitenziario. È una vicenda delicatissima che riguarda violenze e minacce avvenute qualche giorno fa ai danni di un detenuto con difficoltà nel muoversi, fragilità psichiche e un passato difficile, costellato da autolesionismo e tentativi di suicidio. Secondo quanto si apprende l’uomo, italiano, 61 anni, in carcere da tanti anni per reati di truffa e lesioni personali, sarebbe stato stuprato da un altro detenuto di origine africana, in carcere per questioni legate alla droga: condividevano la cella, l’aggressore era il suo “piantone” e avrebbe dovuto aiutare il compagno non autosufficiente nelle necessità personali e nelle attività che non era in grado di svolgere. Erano da poco tempo in cella insieme.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 novembre 2025
Il presidente della Regione Eugenio Giani incontrerà oggi pomeriggio i volontari dell’associazione Pantagruel per un confronto sulle drammatiche condizioni all’interno del carcere di Sollicciano. L’incontro arriva dopo l’appello di Pantagruel e all’indomani della protesta di una settantina detenuti per la mancanza di acqua calda: “Purtroppo non manca solo l’acqua calda a Sollicciano - hanno scritto i volontari al governatore - Per i detenuti le condizioni di vita continuano a essere lontane dalla dignità, i percorsi di salute mentale sono frammentati, il reinserimento sociale è quasi inesistente e le manutenzioni strutturali del penitenziario sono portate avanti con ritardi gravi e incomprensibili. Per questo chiediamo alla nuova giunta regionale di mettere il carcere tra le priorità”.
- Volterra (Pi). Carcere, sì ai colloqui intimi: detenuto vince il ricorso. “L’affettività è un diritto”
- Venezia. “Io, una napoletana per dirigere il carcere femminile. Qui dentro c’è lavoro e amore”
- Milano. Laura Giuliani ai detenuti: “Tra cadute e parate: così si può imparare”
- Napoli. “Un’altra chance”, un progetto per i detenuti
- Milano. Il concerto di Natale del Coro Amici della Nave a favore di Medici con l’Africa Cuamm











