di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 aprile 2026
Dall’Aula del Senato a quella del Csm: ieri le polemiche sul dl sicurezza si sono duplicate tra Palazzo Madama e quella che in molti definiscono la Terza Camera. Partiamo proprio da Palazzo Bachelet chiamato ad esprimere in plenum un voto sul parere fornito dalla Sesta Commissione (tre voti favorevoli - Cosentino, Papa, Laganà - due contrari - Nicotra e Porena - una astensione - Cilenti). Il provvedimento, come già spiegato nell’articolo di due giorni fa su questo giornale a firma di Simona Musco, solleva criticità su più fronti, come illustrato dal relatore di Unicost Laganà. Dalla tenuta costituzionale del fermo preventivo alle ricadute sull’attività giudiziaria, fino al rischio di compressione delle libertà fondamentali nelle manifestazioni pubbliche. Il punto più attenzionato è proprio il fermo preventivo.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 16 aprile 2026
Il disegno autoritario di repressione e criminalizzazione del dissenso non risente dell’onda lunga del No al referendum. Prova ne è la corsa, senza rispetto alcuno del dibattito parlamentare, a convertire l’ennesimo decreto (23/2026) in materia di sicurezza pubblica. Sicurezza intesa, ça va sans dire, come ordine pubblico. Un decreto che, come il precedente (ora legge 80 del 2025), è incostituzionale nella forma e nella sostanza. Ancora una volta, la violazione dei presupposti è resa palese dai riferimenti tautologici che non motivano la necessità e l’urgenza; ad acclarare la loro mancanza interviene, inoltre, il lungo lasso di tempo che intercorre tra l’annuncio in consiglio dei ministri (5 febbraio) e l’adozione (23 febbraio).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 aprile 2026
In arrivo il testo ministeriale che istituisce una nuova gerarchia per gli agenti del carcere: non saranno più dipendenti dal capo Dap. Il provvedimento modifica il Dpr del 2025. Serracchiani: “Va ritirato”. Un corpo di Polizia penitenziaria dotato di una propria autonomia, con una struttura gerarchica formata da personale in divisa proveniente dai medesimi ranghi, come avviene per la Polizia di Stato. Agenti che operano all’interno delle carceri ma non più sottoposti al controllo del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (generalmente un magistrato) e dei direttori civili degli istituti. È questo l’obiettivo del nuovo decreto ministeriale firmato dal guardasigilli Nordio la cui bozza sarebbe già in fase avanzata di discussione e avallata dal Gabinetto di Via Arenula. In questo quadro sembrerebbe più chiaro il motivo per cui il governo ha deciso di non sostituire l’ex sottosegretario con delega al personale Delmastro, che di fatto agiva come un capo della PolPen. E addirittura - secondo fonti di via Arenula - sarebbe proprio sua l’idea di questa inedita disarticolazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 aprile 2026
La procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione per l’inchiesta che cercava di capire come era stato gestito il dossier mafia appalti e il suo “doppione” di Massa Carrara, ritenuto tra le cause dell’accelerazione della strage di via d’Amelio. Ma quello che i magistrati nisseni hanno scritto tra le righe, in quasi 400 pagine firmate dal procuratore Salvatore De Luca con il procuratore aggiunto Pasquale Pacifico e i sostituti Nadia Caruso, Davide Spina e Claudia Pasciuti, è una condanna morale e professionale per un intero sistema di potere dell’allora Palazzo di Giustizia di Palermo. Il quadro che emerge dal documento depositato è quello di un isolamento scientifico, quasi chirurgico, di un uomo che stava cercando di finire il lavoro del suo amico Giovanni Falcone e che si è ritrovato circondato da silenzi, omissioni e manovre di corridoio. La parola che ricorre di più nell’atto giudiziario è “anomalia”. Il procedimento al centro di tutto è il numero 2789/1990, iscritto presso la Procura di Palermo a partire da un dossier monumentale del Ros dei Carabinieri consegnato il 16 febbraio 1991.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 16 aprile 2026
Interrogazioni di Pd e FI in Parlamento. Trasferiti i cinque autori della protesta. Arrivano in Parlamento i gravi fatti degli ultimi giorni al carcere minorile Antonio Vivaldi, dalla protesta di sabato al tentato suicidio dell’altra sera. Intanto, sono stati trasferiti ieri in un’altra struttura fuori regione i cinque responsabili della protesta. Si tratta di due ragazzi moldavi, un ucraino, un bulgaro e un italiano tra 18 e 24 anni, arrivati a fine febbraio da Treviso. Sempre ieri è stato dimesso dall’ospedale il detenuto minorenne che ha tentato di impiccarsi in cella venendo salvato dagli agenti penitenziari. Fatti questi che hanno spinto la deputata Pd Nadia Romeo a presentare un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Romeo di recente ha visitato l’istituto: “Nel corso della visita - scrive - è emerso come l’istituto sia di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 16 aprile 2026
Nuove lettere dal carcere di Opera nelle quali si denunciano nuovi presunti abusi e si contesta l’operato del Garante di cui si chiedono le dimissioni. I detenuti chiedono trasparenza, prove e interventi immediati. C’è una distanza evidente, quasi abissale, tra le parole istituzionali e quelle che arrivano dalle celle del carcere di Opera. Da una parte dichiarazioni prudenti, fatte di formule note come “verifiche in corso da parte dell’autorità giudiziaria”, dall’altra accuse dirette di violenze e abusi dei più basilari diritti umani. Questo divario emergerebbe dalle nuove lettere dei detenuti che Fanpage.it ha ricevuto negli ultimi giorni.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 aprile 2026
Il coordinamento delle associazioni specialistiche forensi ha organizzato a Firenze un convegno intitolato “I diritti della persona. Il contributo del coordinamento delle Associazioni Specialistiche Forensi”. Appuntamento domani presso l’Auditorium del nuovo Palazzo di Giustizia con inizio alle 9.30. I lavori, che proseguiranno fino alle 18.30, saranno aperti dal presidente del Cnf Francesco Greco. Seguiranno i saluti istituzionali di Sergio Paparo (presidente dell’Ordine degli avvocati Firenze) e di Tatiana Biagioni (presidente Agi), Claudio Cecchella (presidente Ondif) e Anton Giulio Lana (presidente Uftdu) in qualità di componenti del coordinamento.
di Mattia Cecchini
dire.it, 16 aprile 2026
Lo costruiranno i detenuti per accogliere i felini che non possono tornare alle colonie o trovare una casa. Il Comune stanzia i soldi, i veterinari ringraziano. Un rifugio per gatti al carcere di Padova: una struttura per ospitare almeno 60 felini, in particolare gatti adulti con problemi sanitari che non possono tornare alle colonie feline o non possono essere adottati; una struttura organizzata con spazi adeguati agli animali al personale e agli interventi veterinari. Il tutto grazie ad una collaborazione fra Comune di Padova, direzione del carcere, Servizi veterinari dell’Ulss 6 e l’associazione Granello di Senape. Conclusa la progettazione tra istituzioni e terzo settore, lunedì il Consiglio comunale discuterà la variazione di bilancio che stanzia le risorse per realizzare il rifugio e metterlo in funzione: circa 280.000 euro per la prima struttura di questo tipo che ‘risolve’ la gestione a dei gatti randagi e offre un’occasione “preziosa” di volontariato, tirocinio o altre forme di lavoro in carcere.
leccotoday.it, 16 aprile 2026
In cosa consiste l’iniziativa green che sta proseguendo nella Casa circondariale. Prosegue e si rafforza la collaborazione tra Silea e la Casa circondariale di Lecco per promuovere pratiche ambientali anche all’interno dell’istituto penitenziario di via Cesare Beccaria. Il progetto ha preso il via nel 2025 con la realizzazione di laboratori pratici dedicati al riuso dei materiali, affiancati da interventi mirati al miglioramento dell’organizzazione della raccolta differenziata nella struttura. A queste proposte si è recentemente aggiunto un ulteriore momento formativo: un incontro di educazione ambientale durante il quale gli operatori di Silea hanno coinvolto i detenuti in una lezione articolata e partecipata sui temi dell’economia circolare e della corretta gestione dei rifiuti.
ivg.it, 16 aprile 2026
Evento nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”. Domani, giovedì 16 aprile, alle ore 9 al Liceo Della Rovere il garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personali Doriano Saracino incontrerà gli alunni. L’evento si terrà nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”, finalizzato alla sensibilizzazione degli studenti e della cittadinanza ai problemi delle carceri. Le classi che parteciperanno seguono lezioni di diritto nei loro programmi di formazione. In particolare le classi 1Y e 2Y del Liceo del Made in Italy stanno approfondendo lo studio dell’economia e del diritto, dedicando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali e all’analisi degli scenari storici, geografici, artistici e culturali che sono alla base del tessuto produttivo italiano.
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