di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2026
Vedremo quali saranno le risposte del governo italiano e se soddisferanno l’organismo. Si è tenuta nelle scorse ore a Ginevra, all’interno della 84esima sessione del Comitato contro la tortura (Cat) delle Nazioni Unite, la considerazione periodica dell’Italia per quanto riguarda il rispetto dell’omonima Convenzione da parte del nostro paese. Antigone era lì a portare al Comitato le nostre considerazioni (insieme a una componente di Medici Senza Frontiere in rappresentanza della rete Resst). Perché crediamo profondamente nel multilateralismo. Perché la rinuncia a parte del potere sovrano in nome dei principi più alti di pace e dignità umana sono la sola speranza dell’umanità per non distruggere se stessa, come l’attuale momento storico ci sta tragicamente dimostrando. Perché il diritto internazionale, checché ne dica il nostro ministro degli Esteri, non vale solo “fino a un certo punto”.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 17 aprile 2026
Di nuovo Maruotti, di nuovo di traverso. Il segretario dell’Anm - che non ha lasciato passare giorno dal referendum senza una polemica politica - ora piazza il suo nuovo altolà sul Gip collegiale, in vigore dal 25 agosto: tre giudici anziché uno sulla custodia cautelare. “Paralizzerà i tribunali”, “il cronoprogramma è incomprensibile e inapplicabile”. Fermate tutto. Ma di cosa stiamo parlando, davvero? Di chi ha il potere di sbattere in carcere un uomo che la Costituzione presume innocente. Di chi può - da solo - separare un padre dai figli, sospendere una vita, distruggere una reputazione, prima ancora che un processo cominci. In Italia ogni anno decine di migliaia di misure cautelari, troppe finite nel nulla tra archiviazioni e assoluzioni. Pretendere che questa decisione - la più pesante, dopo la sentenza - passi dal vaglio di tre giudici non è un lusso: è il minimo della civiltà giuridica.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 17 aprile 2026
Giustizia da riformare: Procuratori capo arbitrari, fascicolo di valutazione, Csm L’Associazione delle toghe diventata partito, ora contenuti e contenitori nuovi. Anna Gallucci è sostituto procuratore della Repubblica a Pesaro. In magistratura dal 2012, ha prestato servizio nelle procure di Termini Imerese e Rimini. Interviene sui temi della giustizia, delle garanzie nel processo e dell’ordinamento giudiziario.
di Francesco Curridori
Il Giornale, 17 aprile 2026
Cnel e Fondazione Roma promuoveranno interventi di inclusione negli istituti penitenziari. Favorire l’inclusione socio-lavorativa e ridurre il tasso di recidiva dei detenuti. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra il Cnel presieduto da Renato Brunetta e la Fondazione Roma, guidata da Franco Parasassi. L’accordo si inserisce all’interno del protocollo sottoscritto tra il Cnel e l’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e vuole contribuire all’attuazione dell’Agenda Onu 2030. Fondazione Roma e Cnel porteranno avanti azioni mirate sia all’interno degli istituti penitenziari sia nella fase di reinserimento successiva alla detenzione con progetti volti alla formazione professionale, al lavoro penitenziario, all’educazione finanziaria e alla promozione della cultura d’impresa.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 17 aprile 2026
Si chiama “Io Salvo” il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo San Nicola. Riscatto, reinserimento, aiuto per la collettività. Dalla cella al mare. La rinascita corre sul bagnasciuga. Tredici detenuti nel carcere di Lecce si apprestano a rientrare nella vita normale: uniforme e fischietto al collo, si ritroveranno in spiaggia per svolgere attività di bagnini. Si chiama, e non a caso, “Io Salvo”, il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo “San Nicola”. L’incontro, fortemente voluto dal prefetto del capoluogo salentino, Natalino Manno, ha celebrato il traguardo di 13 reclusi che, dopo un intenso percorso formativo, conseguiranno a breve il brevetto di Assistente bagnanti, titolo professionale riconosciuto a livello nazionale. Nelle prossime ore sono previste le prove pratiche sull’uso del defibrillatore e, successivamente, la prova finale a San Cataldo per la tradizionale consegna del fischietto.
La Sicilia, 17 aprile 2026
Un percorso di consapevolezza, tutela e autonomia prende forma all’interno della Casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo, dove ha preso il via il progetto “Riparto dai miei conti e dai miei diritti”, promosso dall’associazione Donne Giuriste Italia - sezione di Palermo - e da Codacons Sicilia Donna. Un’iniziativa che punta a intervenire su uno dei nodi più delicati della condizione femminile in ambito detentivo: la possibilità concreta di ricostruire un futuro attraverso strumenti reali di conoscenza e autodeterminazione. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire alle detenute un percorso strutturato che integri educazione finanziaria, conoscenza dei diritti, supporto psicologico e orientamento. Un approccio multidisciplinare che mette al centro la persona, con l’intento di accompagnare le partecipanti in un cammino di crescita e responsabilizzazione. Alla base vi è una consapevolezza condivisa: senza autonomia economica e senza una piena padronanza dei propri diritti, ogni prospettiva di reinserimento sociale rischia di restare incompiuta.
di Annamaria Carobella
Città Nuova, 17 aprile 2026
A Parma istituzioni e società civile si sono confrontate su percorsi concreti di reinserimento dei detenuti. Lavoro, formazione e relazioni sono al centro di una nuova idea di giustizia. Al convegno del 15 aprile al Palazzo del Governatore di Parma si è parlato di un nuovo modo di intendere il carcere, del valore umano e sociale dell’inclusione, del reinserimento nel mondo del lavoro di un detenuto alla volta, da accompagnare, da informare e formare con l’aiuto di un insieme di persone di buona volontà, tra difficoltà ed opportunità, grazie ad un percorso paziente e costruttivo fatto di cooperazione e di alleanza per costruire insieme un futuro di dignità.
di Marta Rosati
marsicalive.it, 17 aprile 2026
Nella mattinata di ieri, presso la sede di Avezzano del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo, si è svolto l’incontro dal titolo “(Ri)educazione e diritti dei detenuti”, inserito nel ciclo “Pena tra retribuzione e riparazione”, promosso dalle cattedre di Filosofia del Diritto e di Diritto Penale, rispettivamente dei professori Mario Sirimarco e Francesca Rocchi. L’iniziativa è nata anche grazie al contributo attivo della componente studentesca: la rappresentanza UniMov, coordinata da Pierfrancesco Maceroni, insieme a Elisa Bianchetti, studentessa del quarto anno della sede di Avezzano e vicina all’associazione.
di Franco Taverna*
Corriere della Sera, 17 aprile 2026
L’opera realizzata da 15 adolescenti di SpazioTre, centro diurno educativo integrato di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi e Consorzio Exit, in scena il 16 aprile dalle 14 alle 18 davanti alla Stazione ferroviaria di Monza. Che meraviglia, le ragazze e i ragazzi quando hanno la possibilità di esprimersi. Quando i grandi danno loro la possibilità, lasciano nelle loro mani le occasioni, gli spiragli per sussurrare, urlare, buttare fuori la rabbia o l’entusiasmo. Leggete con calma questi frammenti di testi scritti da adolescenti, piccoli uomini e piccole donne di 13, 15, 17 anni. Leggete senza distrazioni, pesando le parole: sono pensieri, sono sassi, sono fiori, dirette a voi, dirette a noi.
di Vittoria Belluschi, Francesca Ricciardi, Pietro Matino, Marco Giorgini, Anna Gialdini
magzine.it, 17 aprile 2026
La seconda giornata della ventesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo si apre all’insegna degli Epstein Files e dell’intelligenza artificiale. Arianna Ciccone, che dal 2006 cura l’ideazione e l’organizzazione della rassegna, racconta quanto sia stato inaspettato per i founder vedere crescere in questa maniera l’International Journalism Festival, che nasce già a trazione mondiale. “Siamo partiti durante un momento critico del giornalismo: erano i tempi del boom dei nuovi media che hanno segnato un cambio di rotta rispetto ai media tradizionali. L’avvento dei social ha messo in crisi il vecchio modo di fare giornalismo, ma dall’altro lato ha democratizzato l’informazione, permettendo a tutti di fare giornalismo, nonostante il perdurante problema della sostenibilità – racconta Arianna Ciccone. Quando l’informazione è troppo attaccata ai luoghi del potere, non serve a niente”, conclude, suggerendo che i valori che animano il Festival sono libertà ed indipendenza.
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