di Luigi Manconi
La Stampa, 18 settembre 2022
La definizione adottata dalla risoluzione del Parlamento europeo a proposito del regime ungherese di Viktor Orbán è nitida e tagliente: “Autocrazia elettorale”, ovvero un sistema costituzionale in cui si svolgono le elezioni ma dove manca il rispetto di norme e standard di democrazia. L’elenco delle aree di quel regime politico, dove è in atto una torsione autoritaria, è puntuale e non breve: il funzionamento del sistema costituzionale e di quello elettorale, l’indipendenza della magistratura, la corruzione e i conflitti di interesse, la protezione dei dati personali, la libertà di espressione e di stampa, quella accademica e di religione e di associazione, i diritti delle persone appartenenti a minoranze, quelli dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati e quelli economici e sociali. La risoluzione è stata approvata a maggioranza con il voto favorevole dei parlamentari di Forza Italia e con quello contrario dei gruppi di Fratelli d’Italia e di Lega. Come mai, a distanza di appena dieci giorni dal voto del 25 settembre, e mentre Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sbracciano per giurare sulla propria affidabilità come possibili leader di governo, si è verificata questa ostentata dissociazione rispetto ai principi e ai valori dell’Unione europea e dello Stato di diritto? Come mai, senza nemmeno la foglia di fico di una pudica astensione, si è scelta questa forma di pubblica adesione a un regime “autocratico-elettorale”?
di Sabato Angieri
L’Espresso, 18 settembre 2022
Nel Paese ha creato un sistema neo-feudale che gli garantisce il controllo capillare di quasi ogni aspetto della vita quotidiana. Con due terzi dei deputati il partito del premier decide da solo.
di Dario De Lucia
collettiva.it, 18 settembre 2022
Il giornalista australiano è detenuto in Gran Bretagna dal 2019 in attesa della decisione sull’estradizione richiesta dagli Usa dove rischia 175 anni di carcere e una detenzione durissima. Tutto questo, spiega la giornalista Stefania Maurizi, “mentre i crimini denunciati in Wikileaks restano impuniti”
huffingtonpost.it, 18 settembre 2022
Restano 36 detenuti, e costano uno sproposito. Il supercarcere è stato aperto nel 2002 e da allora ha ospitato circa 800 detenuti per costo di 7 miliardi di dollari.
di Leonardo Pini
La Stampa, 18 settembre 2022
Due bus carichi di profughi illegali davanti a casa di Kamala Harris. Il governatore della Florida, invece, prenota due aerei e li spedisce a Martha’s Vineyard. Martha’s Vineyard è un’isola da sempre considerata come un paradiso in terra. Nell’immaginario americano quella lingua di terra a largo delle coste del Massachusetts è trafficata da presidenti americani e celebrità, mentre nella cultura popolare è famosa perché lì è sepolto John Belushi e Steven Spielberg ci ha ambientato il primo film della serie Lo Squalo. Più di recente, invece, a togliere del glitter dall’isola ci hanno pensato la crisi dei migranti e la crisi abitativa e socio-economico riportata dal Washington Post. A innescare la crisi dei migranti ci hanno pensato i governatori repubblicani di Texas e Florida, Greg Abbott e Ron De Santis. Apparentemente con l’inganno, i due stanno cercando di portare avanti una battaglia politica a tema immigrazione.
di Emanuele Giordana
Il Manifesto, 18 settembre 2022
Assemblea generale dell’Onu. Diaspora birmana mobilitata per il no del Palazzo di vetro all’ambasciatore scelto dai militari. “Quello che facciamo è cercare soluzioni concrete dove è possibile, anche in Ucraina» dice il Segretario generale dell’Onu nel presentare alla stampa la 77ma sessione dell’Assemblea generale dell’Onu. Evento che entrerà nel vivo martedì col primo discorso affidato, come vuole il cerimoniale, al Brasile.
di Daniele Nalbone e Ylenia Sina
L’Espresso, 18 settembre 2022
False accuse, arresti pretestuosi, fonti bruciate, perquisizioni e hater scatenati ad arte. La vendetta della politica contro i cronisti più impegnati nella lotta alla corruzione. E nel mirino finiscono anche i magistrati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 settembre 2022
“Basta l’isolamento delle coop sociali, bisogna co- progettare mettendo al centro l’inclusione lavorativa per i detenuti e la giustizia riparativa: aumentano soggetti plurisvantaggiati e il rischio di un “carcere sociale”. In vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre, l’associazione Legacoopsociali che raggruppa le cooperative sociali, ha elaborato alcune richieste da presentare alle forze politiche che si candidano alla guida del Paese, rivendicando il proprio ruolo che non può essere quello di cui servirsi quando è necessario.
di Giulia D’Aleo
Il Manifesto, 17 settembre 2022
Il confronto con le forze politiche indetto dai Garanti territoriali per le persone private della libertà, alla presenza del Garante nazionale Mauro Palma e del capo del Dap Carlo Renoldi.
rainews.it, 17 settembre 2022
Sovraffollamento, strutture fatiscenti, suicidi e atti di autolesionismo. La proposta per invertire la rotta: depenalizzazione dei reati minori. Le carceri italiane nelle parole di chi le conosce bene: i garanti dei detenuti, che si ritrovano a convegno a Roma, confrontando esperienze che sono drammi.
- Detenuti, votate! La libertà è partecipazione
- Psicologi nelle carceri, nuovi stanziamenti per quasi quattro milioni di euro
- Valerio Spigarelli: “Misure di prevenzione, quasi una rappresaglia contro chi è assolto”
- “Unicost si è rinnovata. Al Csm riscriveremo le regole sugli incarichi”
- C’era una volta il dissenso. Nell’era della legalità c’è spazio soltanto per vittime e colpevoli









