di Francesco Frangella
marsilinotizie.it, 11 maggio 2022
“Riabilitazione” forse non è un termine appropriato per descrivere quanto è stato presentato ieri a Badia, antico complesso nella periferia meridionale di Paola, dove è stata messa in atto un’ulteriore iniziativa volta ad accorciare le distanze tra chi è soggetto ad un regime di detenzione e la società civile.
officinadeigiornalisti.com, 11 maggio 2022
“Riteniamo che sia importante focalizzare l’attenzione sui temi del carcere, del funzionamento delle istituzioni, del controllo sociale e della repressione”. Venerdì 13 maggio alle ore 18 a Casa del Popolo a Campobasso, incontro per conoscere più da vicino le problematiche legate alla situazione degli istituti di pena, alla condizione delle persone detenute, alle violenze e alla negazione di alcuni diritti fondamentali nonché della dignità che coinvolge in primis le persone detenute nel loro rapporto con altre categorie (direzioni, operatori, agenti) dell’istituzione carceraria.
mincioedintorni.com, 11 maggio 2022
L’orto più segreto di Mantova, quello coltivato dai detenuti che abitano il carcere di via Carlo Poma, aprirà eccezionalmente le porte al pubblico di Interno Verde. Il festival dedicato ai giardini più suggestivi e curiosi della città - che quest’anno si terrà sabato 28 e domenica 29 maggio - inaugura la quarta edizione con un evento decisamente inusuale.
di Michela Altoviti
romasette.it, 11 maggio 2022
Anche gli istituti di reclusioni coinvolti nel cammino sinodale. Il coordinatore dei cappellani di Rebibbia don Fibbi: “I detenuti partecipanti disponibili nel parlare della loro esperienza di Chiesa”. Il cammino sinodale tocca e coinvolge anche le carceri, dove gli operatori della pastorale penitenziaria hanno svolto in questi mesi un percorso di particolare ascolto della realtà in cui operano.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 11 maggio 2022
Nove detenuti della Casa circondariale di Reggio Emilia hanno realizzato un veliero in miniatura, utilizzando soltanto materiali riciclati. Poi, nei giorni scorsi, hanno donato il modellino a Davide Dionisi, giornalista, ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica “I Cellanti”, in onda la domenica pomeriggio sulle frequenze di Radio Vaticana. Gli autori del manufatto, in carcere, seguono il laboratorio artistico Liberi Art, gestito dalla volontaria Anna Protopapa.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 11 maggio 2022
Il dramma Stabat Mater per raccontare il dolore più grande e lacerante di una madre, il carcere come luogo per rappresentarlo, un gruppo di detenuti per dargli voce e corpo. Al Teatro Stabile di Napoli è stato presentato il film Stabat mater, un corto girato in carcere dal regista fiorentino Giuseppe Tesi e realizzato da Electra teatro.
di Cosima Buccoliero*
Il Domani, 11 maggio 2022
Il carcere è soprattutto privazione, non è solo perdita della libertà personale: una duratura condizione di privazione totale. In carcere per qualunque situazione, esigenza, bisogno, si deve chiedere il permesso a qualcuno. Tutto quello che qui si muove, si inventa, si immagina è regolato dalla pratica della scrittura su svariate tipologie di moduli. Ho bisogno di una sveglia diventa: “Alla cortese attenzione ecc. avrei bisogno di una sveglia ecc.”. Stesura, rilettura. Firma.
di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
Corriere della Sera, 11 maggio 2022
Ognuno di noi può augurarsi due cose: la prima è quella di attraversare l’esistenza e diventare anziani, la seconda di essere poi in grado di badarci da soli. E se non dovesse andare così, di poter essere assistiti dignitosamente. Oggi in Italia, secondo le ultime stime Istat, ci sono 3,8 milioni di anziani non autosufficienti, ovvero con gravi limitazioni motorie, sensoriali (vista/udito) o cognitive. Per loro è indispensabile essere affiancati e sostenuti in tutte le attività di base della vita quotidiana. Tra i 250 e i 300 mila sono ospiti nelle case di riposo (qui il Dataroom del novembre 2020), all’incirca 3,5 milioni vivono a casa.
di Massimo Recalcati
La Stampa, 11 maggio 2022
In una recente intervista la scrittrice Edith Bruck, sopravvissuta ad Auschwitz, denuncia il suo sconforto nel constatare come l’evidenza dei massacri di civili inermi perpetrati dall’esercito russo in Ucraina anziché sollevare un coro unanime di sdegno animi invece crescenti dubbi e perplessità. Gli stessi che gli storici definiti “negazionisti” adottarono per provare a sconfermare l’esistenza traumatica della Shoah.
di Luca Attanasio
Il Domani, 11 maggio 2022
È una vetta senza precedenti che segnala una crescita dello 0,7 percento rispetto al 2020 e un incremento del 12 percento negli ultimi dieci anni. In molti casi le armi, esportate dai maggiori spenditori, prima vengono inviate per “aiuto”, come nei casi dell’Afghanistan, dell’Iraq o della stessa Ucraina, poi, una volta terminato il confronto militare, restano sul territorio e finiscono sempre in mani sbagliate. L’elenco degli esempi di ammassamenti di armi sfociati in drammatici fallimenti è talmente lungo da apparire imbarazzante.
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