di Michele Giorgio
Il Manifesto, 20 settembre 2022
Le difficili condizioni economiche e finanziare del Libano si stanno ripercuotendo sulle già precarie condizioni di vita di 1,5 milioni di rifugiati siriani. E nei loro confronti aumenta l’ostilità della popolazione.
La Stampa, 20 settembre 2022
Elicotteri della giunta militare hanno colpito una scuola nel centro-nord della Birmania, uccidendo almeno 15 persone, tra cui undici bambini. Lo riferiscono un amministratore dell’istituto e un operatore umanitario, scrive il Guardian online. L’amministratrice della scuola Mar Mar ha raccontato che stava cercando di portare gli studenti in un nascondiglio sicuro quando, venerdì scorso, due dei quattro elicotteri governativi Mi-35 che si sono alzati a nord del villaggio di Let Yet Kone a Tabayin, a circa 110 km a nord-ovest di Mandalay, hanno iniziato a sparare con mitragliatrici e armi più pesanti contro la scuola.
di Claudia Diaconale
L’Opinione, 19 settembre 2022
Sovraffollamento, aumento dei suicidi, condizioni degradanti anche per il personale penitenziario: è ora di ripensare la detenzione.
di Angela Stella
Il Riformista, 19 settembre 2022
Sabato, nel giorno in cui Antigone ha reso noto il 61esimo suicidio dietro le sbarre dall’inizio dell’anno, la Conferenza dei Garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà personale ha organizzato un evento dal titolo “Carcere, Italia - Confronto pubblico sulle proposte per le carceri in Italia” per far uscire dall’oblio della campagna elettorale il tema dell’esecuzione penale. Sono intervenuti rappresentanti di quasi tutti i partiti, tranne la Lega per indisponibilità della senatrice Bongiorno.
di Egidio Lorito
Panorama, 19 settembre 2022
Per Enzo Cheli, vicepresidente emerito della Corte costituzionale, “i partiti hanno letteralmente marginalizzato i temi della giustizia, salvo poi rifugiarsi in candidature di autorevoli magistrati”.
di Ruggiero Capone
L’Opinione, 19 settembre 2022
Carlo Taormina è ordinario di Procedura penale e titolare di cattedra di Criminologia presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata. Ha scritto tanto in materia di diritto, e ha diretto la rivista “La Giustizia Penale”. Già deputato della Repubblica italiana e sottosegretario all’Interno, è stato estensore del testo originale della legge sul legittimo sospetto, altrimenti nota come legge Cirami.
di Rosario Russo*
Il Dubbio, 19 settembre 2022
Sappiamo, come avrebbe detto Pasolini, ma abbiamo anche le prove documentali del sistema spartitorio da anni attuato tra le correnti della magistratura all’interno del Consiglio superiore della magistratura. Abbiamo anche le prove del modo con cui le istituzioni coinvolte hanno deciso di “trattarlo”. I fatti sono eloquenti. Nessuno dei magistrati ordinari coinvolti nelle chat (neppure Palamara) è stato indagato ai sensi dell’art. 323 c. p. Soltanto Palamara è stato espulso dalla magistratura e dall’Anm. I consiglieri suoi commensali all’Hotel Champagne, nella “notte della Magistratura”, si sono dimessi dal Consiglio superiore della magistratura e (tranne l’on. Ferri, per il quale si attende la decisione della Corte Costituzionale) sono stati puniti in sede disciplinare con sanzioni non espulsive. Eccetto il dott. Criscuolo (sanzionato con l’interdizione per cinque anni), gli altri ex consiglieri si sono sottratti anche al giudizio disciplinare endoassociativo con il commodus discessus delle dimissioni, ammesso dall’Anm in immotivata violazione dell’art. 7 dello statuto. Al pari di una società segreta, l’Anm impedisce perfino ai suoi adepti di conoscere le numerose archiviazioni emesse dal Collegio dei Probiviri. Non si ha notizia neppure dell’attività disciplinare pubblica, in quanto il Procuratore Generale presso la Suprema Corte ha disposto la segretezza di tutte le archiviazioni, dopo avere statuito con improprio editto l’irrilevanza delle autopromozioni (quelle con cui il giudice si raccomanda direttamente con Palamara, senza intermediari), smentita dalla Suprema Corte e dal Consiglio superiore della magistratura. A propria volta il Consiglio superiore della magistratura ha proceduto ai sensi dell’art. 2 della Legge delle Guarentigie nei confronti dei magistrati coinvolti nelle chat (raccomandati e raccomandanti nonché consiglieri del Csm raccomandatari), rassegnandosi (con qualche “salto mortale” giuridico) quasi sempre all’archiviazione, essendo più che evidente l’improprietà del procedimento riservato alle condotte incolpevoli, laddove è arduo rinvenire un atto più doloso della raccomandazione. Dal punto di vista istituzionale, si può pertanto concludere che, tolti Palamara e i suoi commensali (non penalmente sanzionati), la raccomandazione tra magistrati ordinari e Consiglieri del Csm è stata fin qui giuridicamente (se non espressamente ammessa, certamente) irrilevante; giacché come è noto, (parafrasando R. Guastini) se una condotta vietata non è sanzionata, allora quella condotta è legittima.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 19 settembre 2022
Occorre certamente salutare con favore la recentissima sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha ampliato l’area dei danni risarcibili causati al cittadino indagato/imputato dalla azione ingiusta del magistrato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 19 settembre 2022
Il superamento del termine da parte dell’avvocato nominato dal giudice non rileva potendo l’imputato appellare personalmente. Se l’avviso di deposito della sentenza di primo grado viene comunicato al difensore di fiducia che è già stato revocato dal cliente e il giudice non nomina tempestivamente un avvocato d’ufficio i seguenti atti processuali sono nulli - secondo l’orientamento prescelto dalla Cassazione - solo se c’è stata una lesione nell’esercizio legittimo del diritto di difesa dell’imputato.
La Nuova Calabria, 19 settembre 2022
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da oltre 25 anni, impegnato a denunciare il dramma delle carceri in Italia (e, per queste sue innumerevoli battaglie sulla condizione disumana delle prigioni italiane, intervistato, il 28 febbraio 1995, finanche dal più grande giornale del mondo, The New York Times,) e l’allarmante situazione sanitaria (con le tante lotte fatte, su questo tema, in particolare in Calabria) chiede, alla luce delle drammatiche emergenze che si continuano a vivere su questi due fronti, che il Consiglio regionale calabrese proceda subito con la nomina del Garante della Salute e del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti”.
- Padova. La denuncia di 164 detenuti del Due Palazzi: “Costretti a vivere in condizioni disumane”
- Padova. Il direttore della Casa di reclusione: “Quello che manca è la libertà, per il resto facciamo il massimo”
- Napoli. Detenuto muore per malore a Poggioreale. Ciambriello: perché non una chiamata al 118?
- Ascoli. Marino del Tronto, sopralluogo del Garante in carcere
- Busto Arsizio. “Al di là dei muri”, il ruolo del Terzo settore nelle carceri









