di Viviana Daloiso
Avvenire, 20 maggio 2026
Anche se non hanno alcuna colpa, i piccoli vivono reclusi con le loro madri. Il prezzo più duro lo pagano proprio loro, tra norme deboli e alternative insufficienti. “Apri”. Qualche giorno fa, in occasione di un incontro organizzato al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e dedicato al tema dei bambini in carcere, il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano s’è soffermato su questa parola annunciando l’imminente produzione di un cortometraggio intitolato proprio così, Apri: “Un bambino in carcere, d’altronde, dopo la prima parola “mamma” impara la parola “apri”. Perché vuole aprire la porta della cella”.
di Angela Stella
L’Unità, 20 maggio 2026
Intervista a Mauro Palma. “Da quando si è insediato l’esecutivo Meloni nelle carceri si sono prodotti solo 91 posti in più, mentre i detenuti sono aumentati di 8.127 unità”, sottolinea l’ex garante nazionale, che solleva forti dubbi sulle soluzioni cercate dalla destra: “privatistiche e capziose”. Mauro Palma, matematico, giurista già presidente del Collegio dei diritti delle persone private della libertà personale, Gennarino De Fazio, Segretario della UilPf, giovedì scorso ha aggiornato la conta dei suicidi dall’inizio dell’anno a 24 e ha scritto che nelle nostre carceri ci sono 64.550 ristretti a fronte di 46.339 posti disponibili e 20mila agenti mancanti. La situazione è davvero così disastrosa? Il dato fornito riflette la realtà.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Al convegno per il 30 anni del Cipm, il ritratto degli uomini che commettono violenze sulle donne: sono negatori e manipolatori. Ma il trattamento rieducativo, quando funziona, riduce la recidiva di reato. Fabio Roia, Tribunale di Milano: creati protocolli ad hoc. Perché preoccuparsi di “trattare” e addirittura cercare di “recuperare” un uomo che si è reso autore di reati di violenza verso una donna? Che si tratti di percosse o di violenza sessuale, o psicologica, che senso ha inventarsi protocolli e percorsi di trattamento e rieducazione per uomini maltrattanti, magari già condannati e in esecuzione della pena, ovvero in carcere? Non è preferibile “buttare via la chiave?”.
di Frank Cimini
L'Unità, 20 maggio 2026
L’avvocato Flavio Rossi Albertini pur senza molte speranze ci prova ancora una volta a sfidare l’aria che tira a livello politico e chiede al Tribunale di Sorveglianza di Roma di annullare la decisione del ministro Carlo Nordio di prorogare per altri due anni il regime carcerario del 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito che sta scontando la condanna a 23 anni di reclusione per quei due petardoni che non fecero morti e nemmeno feriti nei pressi della scuola carabinieri di Fossano. “Nel provvedimento del ministero vengono evidenziate le manifestazioni che hanno elevato Cospito a vittima e in qualche modo si prova a colpevolizzarlo di questa figura che ha assunto nel panorama politico - dice Albertini.
di Simona Musco
Il Dubbio, 20 maggio 2026
I capi delle procure provano a dettare la linea e imporre i propri veti al Csm. Un pressing che scuote Palazzo Bachelet alla vigilia del Plenum di oggi del Consiglio superiore della magistratura, chiamato a votare la delicata delibera sulla comunicazione degli uffici giudiziari svelata dal Dubbio. Quello che doveva essere un passaggio blindato, forte dell'accordo raggiunto da tutti i gruppi (nessuno escluso) in Settima Commissione - dove erano stati accolti emendamenti e osservazioni - si è trasformato in un corpo a corpo politico dell'ultimo minuto. Al centro della contesa: l'obbligo di rettifica a tutela degli indagati e le modalità di ostensione delle ordinanze cautelari ai giornalisti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 maggio 2026
Dai podcast ai canali YouTube, il true crime on line che si salda con i mezzi tradizionali condiziona procure, devasta famiglie e produce mostri. “Andrè, te vedo male”. La frase viene urlata da un passante tra i binari della stazione Termini a Roma. Andrea Sempio cammina a testa bassa, “scortato” dalla sua avvocata Angela Taccia. Non è ancora imputato in senso pieno. È un indagato, l'unico nel procedimento bis aperto dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi. Ma il verdetto, fuori dall'aula, è già stato emesso. Lo hanno emesso migliaia di canali YouTube, centinaia di podcast, decine di dirette notturne, gruppi Telegram dove si scandagliano atti processuali, ci si diletta a interpretare immagini, espressioni, audio e si instillano sospetti anche nei confronti della famiglia Poggi. È la giustizia parallela del true crime italiano, che non si celebra nelle aule ma sugli schermi degli smartphone. Con l'aggravante che tutto ciò si salda con le trasmissioni televisive tradizionali.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2026
Per la Cassazione, ordinanza n. 14851/2026, non serve alcuna formalità particolare, è invece necessario che essa sia rivolta ad una autorità statuale. La domanda di asilo produce effetti sin dal momento della sua manifestazione anche se non è stata formalizzata purché si espressa ad una autorità statale e sia idonea ad attivare il procedimento amministrativo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 14851/2026, accogliendo, con rinvio, il ricorso di un immigrato sbarcato a Lampedusa. Il ricorrente, cittadino egiziano, aveva chiesto la protezione internazionale subito dopo essere arrivato nell’isola il 3 gennaio 2023. Pur avendo manifestato subito la volontà di chiedere asilo ed essendo stato inserito in un centro di accoglienza come richiedente asilo, la domanda era stata formalmente registrata dalla Questura solo l’8 maggio 2023, dopo l’entrata in vigore del decreto Cutro.
di Federica Pacella
Il Giorno, 20 maggio 2026
Rischio suicidi superiore del 50% negli istituti penitenziari lombardi rispetto alla media nazionale. A evidenziarlo è l’analisi di PoliS Lombardia che ha preso in esame l’incidenza dei suicidi, espressa in casi ogni mille persone detenute. In questo scenario, la Lombardia emerge con una criticità rispetto al resto del Paese: con un’incidenza di 1,82 suicidi ogni mille detenuti, la regione si posiziona al di sopra della media nazionale, ferma all’1,21; il dato acquisisce ancora più peso se confrontato con realtà demograficamente simili come la Campania, dove l’incidenza si ferma a un più contenuto 0,77. Queste cifre si inseriscono nel contesto di un sistema penitenziario caratterizzato da varie problematiche, fra le quali il sovraffollamento.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 20 maggio 2026
È il boss della ‘ndrangheta Giuseppe Commisso il detenuto di Opera deceduto lo scorso 26 aprile. Versioni contrastanti sulla dinamica e il luogo del decesso: la procura di Milano ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza. Lo scorso 26 aprile un detenuto di 79 anni del carcere milanese di Opera è morto: si tratta di Giuseppe Commisso, conosciuto come “U Mastru” e indicato dagli investigatori come uno dei vertici storici dell'omonima cosca di Siderno, un comune in provincia di Reggio Calabria.
imperiapost.it, 20 maggio 2026
Via libera dal Consiglio Comunale. “Un atto di civiltà”. Il Consiglio Comunale di Imperia ha approvato l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Eletto dal Consiglio stesso, resterà in carica per 5 anni. A illustrare la pratica è stata l’assessore Laura Gandolfo. “Questa pratica - spiega l’assessore Gandolfo- vuole istituire e disciplinare il garante dei diritti delle persone detenute del Comune di Imperia. C’è una normativa nazionale che lascia agli enti locali di istituire questa importante figura, che rafforza la tutela dei diritti delle persone: diritto alla salute, alla formazione, al recupero delle persone che vengono detenute a seguito di sentenze di condanna.
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