di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 24 maggio 2022
Salvini lamenta che si voti il 12 giugno e che non ci sia abbastanza spazio in tv. Ma sono stati loro a chiedere l’abbinamento con le amministrative e a rinunciare a presentare le firme per figurare come promotori. “Mobilitazione generale”. Quando mancano solo tre settimane all’appuntamento, la Lega pare aver deciso che comincerà a credere veramente nei referendum sulla giustizia. Sono cinque e si voteranno il 12 giugno.
di Giorgio Gori*
Il Foglio, 24 maggio 2022
Lo farò con convinzione, nonostante il mio partito - il Pd - si sia espresso diversamente. Ringrazio il segretario Enrico Letta per aver esplicitamente richiamato la libertà dei singoli su questa materia. Farò dunque uso di questa libertà per tradurre in espressione di voto i princìpi garantisti nei quali mi riconosco, a mio avviso fondamentali per ogni democratico e riformista.
di Piero Senaldi
Libero, 24 maggio 2022
Di giustizia, la senatrice Giulia Bongiorno può ben parlare. Tra i principali penalisti italiani, in quanto avvocato l’esponente della Lega non va giù con il randello, ma sa far capire le cose al suo interlocutore. Quando si batteva per la fecondazione assistita portava avanti un tema caro alla sinistra, e tutti la inseguivano anche se il problema riguardava una minoranza.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 maggio 2022
Solo in 220 superano la prova scritta, ma i posti a bando erano 310. Poniz (ex Anm): “Un livello non adeguato”. Una vera e propria débâcle, un flop sconcertante. Il concorso per l’accesso in magistratura miete migliaia di vittime, su tutti italiano e diritto. Perché su 3.797 candidati che si sono presentati alla prova scritta soltanto in 220 sono stati ammessi all’orale, ovvero il 5,7 per cento del totale. Gli altri, secondo quanto riferito dalla commissione esaminatrice, avrebbe commesso strafalcioni di diritto e di italiano.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 maggio 2022
Intervista a due voci. Per una volta sia Magistratura indipendente sia Magistratura democratica sono d’accordo. Loredana Micciché per Mi al Csm, e la presidente di Md Cinzia Barillà, sono contro il collega severissimo sugli errori, perfino d’italiano.
di Giuseppe Sottile
Il Foglio, 24 maggio 2022
Una commemorazione ecumenica. Eppure trent’anni fa a Capaci non è morto solo il magistrato siciliano, ma anche il suo modo di fare giustizia. Poi è arrivata l’antimafia chiodata, con i teoremi, i finti pentiti e i processi di piazza.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 24 maggio 2022
Giovanni Falcone è stato ucciso 30 anni fa dalla mafia. Era stato ostacolato in tutti i modi e combattuto dai suoi colleghi. Il Csm prima gli negò la nomina a capo dell’ufficio istruzione, cioè di succedere a Antonino Caponnetto, poi addirittura, su denuncia di magistrati e politici di sinistra, aprì contro di lui un gravissimo procedimento disciplinare che si concluse solo con la sua morte. Fu ostacolato e messo alla gogna, sui giornali, in Tv, di fronte all’opinione pubblica.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 24 maggio 2022
Il pm Di Matteo su Falcone e le altre stragi: “Non mi piacciono le parate istituzionali e come tanti cittadini non sopporto lo sterile esercizio di una stucchevole retorica di Stato”. Nino Di Matteo ha disertato le manifestazioni ufficiali “in cui mi pare si sia data una lettura minimalista e rassicurante della strage di Capaci, come se la vendetta dei macellai corleonesi fosse il movente prevalente se non esclusivo, tralasciando due aspetti. Il primo è il ruolo di leadership in termini di politica giudiziaria che Falcone aveva assunto al ministero: aveva portato in politica la lotta alla mafia - altro che porte girevoli! - e nella sua rozzezza Riina l’aveva capito. Secondo: la contestualizzazione dell’eccidio tra l’assassinio eccellente di Salvo Lima e la stagione delle altre sei stragi successive” anche nel continente.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2022
Da un lato non si contano le commemorazioni, troppe di rito, per i 30 anni della strage di Capaci; dall’altro avviene che la Cassazione ha depositato le motivazioni dell’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Milano che, per la seconda volta, aveva negato un permesso premio a Giuseppe Barranca, uomo dei Graviano, pluriergastolano proprio per la strage di Capaci del 1992 e per le autobombe del 1993 a Milano, Firenze e Roma.
di Selvaggia Lucarelli
Il Domani, 24 maggio 2022
Emiliano è stato arrestato all’alba del 12 maggio, a Torino, insieme ad altri due ragazzi che come lui avevano manifestato tre mesi fa contro l’alternanza scuola-lavoro. Oltre a lui, quattro ragazzi hanno l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria e altri quattro ragazzi ancora si trovano agli arresti domiciliari.
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