di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 7 aprile 2022
Tensione sulla riforma. Draghi: “Spero di mantenere la promessa di non mettere la fiducia”. Alta tensione sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura, in Parlamento. Con il premier che, proprio mentre sembra ribadire il suo impegno a non ricorrere alla fiducia, vincola la propria parola ad una corrispondente “collaborazione” dei partiti, in realtà del blocco Lega-Fi-Fdi-Iv che sembra mancare all’appello.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 aprile 2022
Riforma del Csm, il deputato di Azione replica al segretario di Magistratura Democratica Stefano Musolino. Non si è lasciata attendere la reazione del responsabile giustizia di Azione, l’onorevole Enrico Costa, all’intervista pubblicata oggi sul Dubbio al Segretario di Magistratura Democratica Stefano Musolino.
di Valeria Pacelli e Ilaria Proietti
Il Fatto Quotidiano, 7 aprile 2022
Protagonista delle riforme. Nel 2021 propose una commissione sui rapporti con stampa. Prima la legge sulla presunzione di innocenza (già in vigore), poi la proposta di una sorta di pagelle per i pm (di cui si sta discutendo), prima ancora l’istituzione di una commissione parlamentare che valuti anche il “rapporto tra magistratura e mezzi di informazione” (mai concretizzata). Sono tutte iniziative che portano la firma di Enrico Costa, negli ultimi mesi protagonista delle riforme sulla giustizia. Ma chi è questo deputato di Azione le cui battaglie stanno trovando terreno fertile nei ranghi del governo?
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 aprile 2022
L’emendamento Costa prevede di inserire i fascicoli di valutazione dei magistrati sostituendo il sistema attuale che promuove oltre il 99 per cento delle toghe. Per ogni magistrato, infatti, verrà formato uno schedario che contiene le attività svolte: dati statistici e documentazione dell’attività svolta, “la tempestività nell’adozione dei provvedimenti, la sussistenza di caratteri di significativa anomalia in relazione all’esito degli atti e dei provvedimenti nelle successive fasi o nei gradi del procedimento e del giudizio”.
di Francesco Iacopino e Valerio Murgano*
Il Dubbio, 7 aprile 2022
Nel Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo, promosso dall’Unione Camere Penali, i punti 34 e 35 sono dedicati alle misure di prevenzione. Il primo sostiene che dette misure, “nate come strumento eccezionale di controllo sociale di categorie particolari di soggetti (...), tendono oggi ad assumere il carattere del diritto comune e rappresentano un sottosistema parallelo al diritto penale, destinato a colpire dove quest’ultimo non potrebbe mai giungere”.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 7 aprile 2022
Relazione Direzione investigativa antimafia: “Episodi relativi a furto vaccini e tentativi di portarli in altri Stati sono la spia del fenomeno”.
di Benedetta Tobagi
La Repubblica, 7 aprile 2022
Il verdetto sull’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione porta un po’ più di luce negli angoli bui di questo nostro Stato. La condanna di tutti e tre gli imputati nel cosiddetto “processo ai mandanti” per la strage di Bologna è un risultato importante della fatica di Sisifo della giustizia. A partire dalla mole di documenti raccolti dall’associazione delle vittime, contribuisce infatti a chiarire e ampliare il quadro mostruoso di connivenze, depistaggi e abusi di potere intorno alla strage di Bologna, oltre a confermare gli esiti dei giudizi precedenti.
di David Romoli
Il Riformista, 7 aprile 2022
Strage di Bologna, sentenza di I grado. Non c’è giustizia quando un imputato finisce alla sbarra per un’intercettazione mal interpretata. Non c’è giustizia se l’unico indizio diventa la pistola fumante. Paolo Bellini è stato condannato all’ergastolo, con un anno di isolamento diurno.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 7 aprile 2022
Le prove generali ebbero inizio quel giorno, il 7 aprile del 1979 in cui la politica si consegnò ai Pm. Prove di Repubblica Giudiziaria, che avrà il suo epilogo tredici anni dopo con Tangentopoli e di lì non ci abbandonerà più. Con le sue carceri speciali, le infinite custodie cautelari, le trattative con i “pentiti”, le imputazioni che si modificano in corso d’opera, l’uso dei reati associativi in mancanza di fatti concreti, la legislazione d’emergenza diventata ordinaria. E il Pm caput mundi. E la politica con la testa china.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2022
L’iniziale contestazione del possesso come illecito amministrativo non impedisce la successiva imputazione per finalità di spaccio.
- Sicilia. Detenuti invalidi, molti hanno perso o rischiano di perdere il sussidio
- Alessandria. Detenuto malato di Sla costretto resta in carcere: il giudice gli nega i domiciliari
- Cosenza. I penalisti chiedono l’istituzione del Consiglio di aiuto sociale
- Caserta. Progetto Onu per lavori sociali ai detenuti: formati per il primo soccorso
- Perugia. Il Comune di attiva borse-lavoro per i detenuti di Capanne









