di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 novembre 2025
Intervista al ministro della Giustizia: “La legge non indebolisce, ma rafforza l’autonomia delle toghe”. Schlein e sinistra “dimenticano la propria storia”. Dall’anm “attivismo politico inopportuno”. “se vince il No, non mi dimetto”. La prima battaglia, quella dell’approvazione della riforma della giustizia in Parlamento, si è chiusa, adesso inizia quella referendaria. Come festeggia il ministro Carlo Nordio? Non con uno spritz, come qualche malizioso potrebbe pensare, ma chiudendo con le proprie mani 1.200 agnolotti.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 1 novembre 2025
Il costituzionalista Grosso alla guida del comitato delle toghe. Ma nello scontro mediatico già emerge la leadership di Gratteri. Ha il volto rassicurante, il tono di voce pacato e l’eloquio raffinato, Enrico Grosso, avvocato penalista, docente di diritto costituzionale a Torino, presidente onorario del comitato lanciato dall’Anm per sostenere il no al referendum sulla riforma della giustizia, previsto per la prossima primavera.
di Nicolò Zanon*
Il Riformista, 1 novembre 2025
I Palazzi di giustizia sono di tutti noi, non dell’Anm o dei soli magistrati. Luoghi in cui si amministra la giustizia, in cui deve regnare la neutralità. E, in riferimento a quest’ultima, per non offuscare la fiducia di cui deve godere la magistratura nella società, è essenziale il valore della stessa apparenza d’imparzialità. Chiediamoci, allora: quale immagine di imparzialità avranno, alla fine, questi magistrati, dopo l’attiva partecipazione a una durissima campagna referendaria? Inoltre, dal modo in cui si atteggia e presenta le proprie iniziative, il comitato per il No dell’Anm finisce per sembrare una organizzazione che “rappresenta” la totalità della magistratura italiana.
di Ginevra Leganza
Il Foglio, 1 novembre 2025
Parla Gaia Tortora. “L’aula è come sempre un Asilo Mariuccia - aggiunge - e la sinistra mi fa una tristezza infinita”. La giornalista di La7, figlia di Enzo Tortora, si spiega, tra lo sconforto e il raccapriccio: “Io non sono un cartello”. L’opposizione, al di là delle sfumature, tende a pensare che la riforma della giustizia del governo Meloni arrischierà il regime democratico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 novembre 2025
Parla Claudio Galoppi, segretario di Magistratura indipendente: “Serve un approccio tecnico alla riforma, non uno scontro pro o contro il governo. La partita è ancora aperta”. L’Anm parli tecnicamente della riforma, abbandoni i connotati ideologici e non si faccia coinvolgere nello scontro pro o contro governo. La partita è ancora aperta. A dirlo in questa intervista è Claudio Galoppi, segretario di Magistratura Indipendente.
di Giovanni Francesco Fidone*
L’Unità, 1 novembre 2025
Quando parlo di interdittive antimafia, e lo faccio spesso vista la mia professione, sento sempre la necessità di una premessa, per non scadere in equivoci: quella che leggerete è una critica all’istituto, per come concepito all’interno del nostro ordinamento giuridico, e non di certo alle finalità che intende perseguire. La mafia è un fenomeno che va contrastato con ogni forza e ogni strumento possibile, entro i confini del nostro stato di diritto. Ma gli strumenti delle interdittive, oltre a rivelarsi troppo spesso inefficaci sul piano pratico, determinano storture che travolgono vite di persone, aziende e diritti fondamentali.
Corriere Salentino, 1 novembre 2025
Tragedia nel reparto infermeria del carcere di Lecce, dove un detenuto di 25 anni, di origine straniera ma adottato da una famiglia salentina, si è tolto la vita. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane - tossicodipendente e con una personalità fragile - aveva già mostrato in passato segnali di disagio. Lo rende noto il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 novembre 2025
In carcere a Opera per 10 anni in sedia a rotelle e senza fisioterapia: la Cedu condanna l’Italia per trattamento disumano. La sentenza arriva secca, l’ennesima: l’Italia condannata per trattamento disumano e degradante. La Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato che il nostro Paese ha violato l’articolo 3 della Convenzione nei confronti di Teodoro Crea, detenuto presso la casa di reclusione di Opera dal marzo 2016, e difeso dall’avvocato Pasquale Loiacono. Parliamo di un uomo nato nel 1939, costretto in sedia a rotelle da ventiquattro anni per le conseguenze di una ferita d’arma da fuoco, che ha trascorso oltre un decennio di detenzione senza ricevere in modo costante quella fisioterapia che ogni singolo perito nominato dalle autorità giudiziarie aveva indicato come necessaria.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 1 novembre 2025
Il poliziotto penitenziario è accusato di omicidio colposo per la morte di Graziano Piana. C’è una svolta clamorosa nell’inchiesta sulla morte di Graziano Piana, il detenuto sassarese di 51 anni ucciso nella notte tra il 26 e il 27 luglio del 2022 nel carcere di Bancali dal compagno di cella, che lo aveva aggredito nel sonno con uno sgabello e un bastone. Su quella tragedia si riaccendono i riflettori a oltre tre anni di distanza con un nuovo indagato, un agente della polizia penitenziaria, in servizio - la notte della tragedia - come assistente capo coordinatore con funzioni di sorveglianza generale.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 1 novembre 2025
Gli amministratori del Vimercatese con l’associazione Nessuno tocchi Caino alla casa circondariale. Il garante dei detenuti Roberto Rampi: “Troppi ospiti sono fantasmi, servono scelte impopolari”. Più di 700 persone,722 per l’esattezza, per 441 posti, 93 hanno meno di 25 anni, la media delle pene è di 5. Bastano pochi dati per capire “il pugno allo stomaco” rimediato dagli amministratori del Vimercatese visitando il carcere di Monza. Mercoledì, giornata di impegno per sindaci e consiglieri di Agrate, Usmate Velate e Burago accompagnati da Nessuno tocchi Caino e da Roberto Rampi, garante dei detenuti.
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