di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 31 ottobre 2025
Nell’inchiesta di Palermo sull’omicidio di Piersanti Mattarella, avvenuto 45 anni fa, l’ex prefetto Filippo Piritore (allora funzionario della Squadra mobile) è indagato per depistaggio. L’accusa è di aver fatto scomparire un guanto rimasto nell’autovettura dei killer e che avrebbe potuto essere utile per risalire agli autori dell’omicidio. Il caso del guanto sparito ha riacceso l’attenzione sui molti casi analoghi che si sono verificati in momenti significativi, talora nevralgici, della storia criminale di Cosa nostra. Alcuni articoli scritti da Mauro De Mauro e riposti in un cassetto della sua scrivania furono trafugati dopo la sua morte. Dopo la strage di via Carini, in cui fu ucciso il generale-prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, furono sottratti documenti custoditi nella cassaforte della Prefettura.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 ottobre 2025
Lo ha chiarito la Cassazione, con l’ordinanza n. 35419 depositata oggi, affermando un principio di diritto. Anche dopo la cd. riforma Nordio che ha sbarrato la strada all’appello del Pm contro le pronunce di proscioglimento, la parte civile rimane legittimata a impugnare con riguardo ovviamente ai soli capi concernenti la responsabilità civile. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 35419 depositata oggi, affermando un principio di diritto.
Il Centro, 31 ottobre 2025
Secondo quanto si è appreso, un detenuto italiano di 35 anni è rimasto ferito gravemente nel corso di una violenta zuffa con un altro recluso di nazionalità straniera: ha riportato gravi traumi al bacino e agli arti superiori e diverse ferite da arma da taglio alle gambe. L’uomo è stato soccorso dal personale di polizia penitenziaria e dopo una prima assistenza in infermeria, in considerazione della gravità delle sue condizioni, è stato trasferito con un’ambulanza del 118 all’ospedale di Teramo in codice rosso.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 31 ottobre 2025
Prima di scrivere siamo andati a controllare di persona, perché questa è una storia tanto folle che non sembrava vera neanche a noi. E invece è tutto vero, lo abbiamo visto con i nostri occhi: Zoran e Joao Victor stanno realmente insieme nella stessa cella da una sola persona. Non solo, ma non hanno neanche il lavandino, mentre il WC (come in tutte le celle singole, dette “cubicoli”) è a vista senza nessuno schermo per difendere la privacy. Ma andiamo con ordine.
di Salvatore Tropea
romasette.it, 31 ottobre 2025
L’incontro sul progetto Comunità educante con i carcerati, promosso dalla Pastorale carceraria della diocesi di Roma. Trincia: “Un’alternativa valida al carcere, strada da percorrere con urgenza”. Da una giustizia retributiva a una riparativa, da una pena che è solo condanna a una che rieduca. È la strada indicata dalla Pastorale carceraria della diocesi di Roma, che ha ripreso a pieno regime le attività del nuovo anno pastorale, con l’incontro di ieri, giovedì 30 ottobre, al Pontificio Seminario Romano Maggiore con Giorgio Pieri, coordinatore e ideatore del progetto Comunità educante con i carcerati (Cec) della Comunità Papa Giovanni XXIII.
di Ciro Salvucci e Piero Di Domenicantonio
L’Osservatore Romano, 31 ottobre 2025
Da che mondo è mondo, la famiglia si riunisce sempre al momento del pasto. Per questo, a Roma, c’è un posto dove la tavola è sempre imbandita e c’è posto per tutti. È il centro dell’associazione Vo.Re.Co. (Volontari Regina Coeli), in via della Lungara, nel cuore di Trastevere. Nato nel 2012 come punto di raccolta di abiti e cibo per i detenuti del carcere che sta proprio lì di fronte, ben presto è diventato la casa di una grande famiglia, aperta tutti i giorni a tutti coloro che hanno bisogno.
di Veronica Rossi
vita.it, 31 ottobre 2025
Nella casa circondariale di Busto Arsizio, grazie al Csi l’attività sportiva diventa strumento di inclusione e rinascita col progetto “Liberamente sportivi”. Allenamenti, tornei e un corso per arbitri aiutano i giovani detenuti a ritrovare fiducia e a costruire nuove possibilità, dentro e fuori dal campo. “Il carcere è un mondo che non si conosce per niente, a meno di non aver avuto qualcuno vicino che è o è stato recluso. Se ne sente parlare solo per sentito dire, per quello che si legge sui giornali, per le polemiche dei politici. Quando però entri dentro un penitenziario, cambi completamente atteggiamento.
di Rossella Montemurro
tuttoh24.info, 31 ottobre 2025
“Oggi le carceri si sono trasformate in grandi caravanserragli: sono piene di folli, di disadattati, di uomini e donne che hanno delinquito perché espunti dal mondo del lavoro, perché scarto delle crisi economiche, della perdita di lavoro, di mancanza di case; oppure di giovani, indigeni o stranieri, che non sono stati correttamente investiti di responsabilità sociali e verso i quali la scuola e le istituzioni formative tradizionali hanno fallito la propria missione, studenti non sintonizzati con il vivere civile che, forse, a essi non è stato mai spiegato o fatto comprendere come ricchezza sociale e non come mera limitazione di diritti”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 31 ottobre 2025
Al funerale dei tre carabinieri morti a Castel D’Azzano, in provincia di Verona, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, dal presidente Mattarella alla presidente del Consiglio Meloni, il ministro della Difesa Crosetto ha proclamato con commozione che i loro nomi resteranno scolpiti nella roccia della memoria del Paese. È una bella immagine per me che da bambino ho ascoltato Stelutis alpinis, il canto friulano degli alpini, morti eroicamente in montagna, ma obbliga a porsi degli interrogativi rispetto al paragone con i caduti di Nassiriya.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 31 ottobre 2025
Sostituire la rabbia con la temperanza equivale a un atto politico che libera l’economia della convivenza. Economia circolare. Non è debolezza, rassegnazione, fragilità. Al contrario: è un altro genere di potere, di forza, di energia. Che senso ha parlare di gentilezza? Metterla al centro delle nostre conversazioni e riflessioni? Farci addirittura un Festival? Che senso può avere guardare con interesse al World Kindness Movement, nato a Tokyo quasi 30 anni fa e celebrato ora con una Giornata internazionale il 13 novembre? Il nostro calendario trabocca di giornate speciali che non servono a nulla. Semmai, ci distraggono.
- I processi fantasma dei suicidi assistiti: “Lo Stato ci deve delle risposte”
- Stranieri e inclusione: “Una nuova Agenda contro l’ingiustizia”
- Brasile. Un massacro “populista” che rafforzerà la mafia, ecco perché
- Tunisia. Le persecuzioni di Saied colpiscono gli oppositori gli avvocati e i giornalisti
- Il Dap centralizza tutte le autorizzazioni. “A rischio le attività educative in carcere”











