di Francesco Nania
La Sicilia, 30 ottobre 2025
L’uomo, affetto da una rara patologia spinale, avrebbe bisogno di cure urgenti. Il garante dei diritti dei detenuti conferma le difficoltà: “È costretto a letto per gran parte della giornata”. Le condizioni di salute di un detenuto peggiorano e le richieste di sottoporlo a una visita specialistica finora non hanno dato alcun esito. La vicenda è stata sollevata dalla moglie di un siracusano, detenuto da circa sei mesi nella casa circondariale di Cavadonna. “L’ultima volta che mi sono recata al penitenziario per il colloquio - dice la donna - mio marito faticava anche a stare in piedi. Accusa una patologia rara, la siringomielia, una condizione neurologica caratterizzata dalla formazione di cisti piene di liquido nel midollo spinale. Una circostanza che gli causa dolori e altri sintomi come debolezza e rigidità dei muscoli”.
di Matilde Bicciato
Corriere del Veneto, 30 ottobre 2025
La Casa di Reclusione “Due Palazzi” ospita cinquanta posti in più: sono state inaugurate ieri mattina le ventiquattro nuove celle, per un totale di cinquanta posti, che potranno accogliere nuovi detenuti, aumentando la capienza dell’area dedicata alle pene lunghe. Alla presenza della direttrice del carcere, Maria Gabriella Lusi, del prefetto Giuseppe Forlenza, e del procuratore capo di Padova, Angelantonio Racanelli, e del sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia Andrea Ostellari, è stato tagliato il nastro inaugurale del nuovo spazio.
di Francesco Curzio
rossetorri.it, 30 ottobre 2025
Tra proteste dei detenuti e malcontento degli agenti la Casa Circondariale aumenta le barriere verso l’esterno. Il tema carcere in Italia salta agli onori della cronaca in genere per due motivi. Il primo è dato dalle frequenti notizie di suicidi di detenuti, proteste violente di singoli o rivolte collettive che avvengono negli istituti italiani. Il secondo deriva da sempre nuove richieste di “più carcere” con le quali i partiti di governo sono soliti rispondere a problemi che richiederebbero ben altra risposta, quali l’occupazione di strade, case o scuole, l’opposizione anche non violenta alla polizia penitenziaria e in genere qualunque resistenza a pubblico ufficiale. Il recente decreto sicurezza del 2025 viene indicato espressione di una “linea politico-criminale autoritaria” da importanti associazioni come l’Associazione Nazionale Magistrati, l’Unione Italiana delle Camere Penali, l’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale.
di Matteo Brighenti
paneacquaculture.net, 30 ottobre 2025
Intervista a Stefano Tè sull’Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere. “L’investimento sulla cultura in carcere è un beneficio tangibile per l’intera società”. Stefano Tè, Direttore artistico del Teatro dei Venti, parla della nuova Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere a Modena, e lo fa con la convinzione di chi sa di aver progettato un percorso modello per la formazione professionale dei detenuti e per la creazione di un presidio culturale stabile in carcere.
Il Mattino, 30 ottobre 2025
Il carcere di Poggioreale, il carcere di Secondigliano insieme a Il Mattino, al garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, alla Fondazione Banco di Napoli e a noi, Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, insieme per un nuovo anno di lavoro negli istituti di detenzione, in collaborazione con la popolazione carceraria per scrivere nuove pagine di cultura e di approfondimento, veicolate dal giornale più importante di Napoli e del Sud Italia. Sono tante le parole spese, soprattutto nell’ultima decade, sulla giustizia riparativa. Noi crediamo che questa esperienza condivisa possa rappresentare una nuova stagione di incontri dove le persone ristrette siano rese protagoniste di un cambiamento reale che impatta anche sul mondo esterno: ovvero leggere la cronaca, ciò che accade tra le nostre strade ma anche agli estremi confini del mondo, con il filtro delle sbarre.
di Valentina Di Salvo
radiomilazzo.it, 30 ottobre 2025
Ripariamo Vite è un’officina riabilitativa attraverso l’arte segreta del Kintsugi “messa in scena della “Giara”, con la Libera Compagnia del Teatro per Sognare dei detenuti - attori che frequentano il laboratorio teatrale di D’aRteventi, all’interno dell’Istituto penitenziario “V. Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto. Il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto ospita un evento culturale virtuoso e molto significativo: la messa in scena della “Giara” di Luigi Pirandello, interpretata dalla Compagnia dei detenuti attori, con la Compagnia delle Signore di Patti e della studentessa dell’Università di Messina di Liberi di Essere Liberi, Adriana Malignaggi e la musica popolare di Pietro Scilipoti, movimento scenico Giovanna Prizzi, trucco e parrucco Giovanna Gaudenzi.
di Andrea Florenzano
Il Fatto Quotidiano, 30 ottobre 2025
“I social hanno reso tutti noi così, distaccati dalla realtà, a vivere di fantasie”. Pelazza non fa troppa retorica, le domande, anche quelle più scomode, le fa ai ragazzini. Le risposte sono sincere e non filtrate, a volte penitenti: “Tornassi indietro non farei truffe o spaccio, il problema è che già dai 12/13 anni vogliamo diventare uomini”. “Le cose che riempiono il ventre non hanno mai saziato il cuore”. Così Don Maurizio Patriciello, sacerdote ‘storico’ della chiesa di San Paolo Apostolo di Caivano impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, ha cercato per anni di dissuadere i ragazzi dal cadere nella strada della criminalità. Poche parole, che vanno dritte al punto. La via della Camorra, per i ragazzi di Napoli che nascono nel centro storico o nelle aree ad alta densità mafiosa (vedi Secondigliano o Caivano), è quella che reputano più semplice per raggiungere una stabilità economica. L’accesso al denaro facile, però, trasforma la cosiddetta paranza in carne da macello per le mafie.
di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 30 ottobre 2025
Era stato Bergoglio a lanciare l’idea dopo averne inaugurata una a Rebibbia. Adesso saranno dieci. Davide Rampello la chiama una “bottega rinascimentale”: architetti, scultori, ingegneri, artigiani, ma c’è anche un regista, un’astrofisica e uno chef, tutti insieme per costruire dieci “porte della speranza” dinanzi ad altrettante carceri. Un’idea promossa dalla Santa Sede che, coinvolgendo la popolazione carceraria, punta a creare un simbolico passaggio tra il dentro e il fuori. “In tutto saranno un centinaio di persone”, racconta Rampello, che cura la realizzazione del progetto, “un cantiere che alla fine realizzerà queste opere d’arte”.
di Danilo Paolini
Avvenire, 30 ottobre 2025
Perché non c’è niente di più sbagliato di trasformare in odio verso gli ebrei gli errori e gli orrori di un governo come quello di Netanyahu. Un gruppo di attivisti pro Pal ha impedito lo svolgimento di un incontro-dibattito sulle prospettive di pace in Medioriente nell’Università di ca’ Foscari a Venezia, interrompendo un incontro a cui stava prendendo parte il parlamentare Emanuele Fiano (Pd), con slogan e cartelli contro il sionismo. Dunque in Europa, e nella nostra Italia, torna a farsi vedere (e sentire) il male antico e nefasto dell’antisemitismo, l’odio verso gli ebrei. Le atrocità perpetrate in Medio Oriente sembrano avere pericolosamente ravvivato una fiamma mai, in realtà, del tutto spenta.
di Sabina Cuccaro*
Il Fatto Quotidiano, 30 ottobre 2025
Se nel revenge porn l’80% delle vittime sono donne, nella sextortion il 90% sono uomini. I dati e gli strumenti di Meta per contrastare il fenomeno. Esiste una livella nel mondo della violenza digitale? No. Lo sappiamo tutti: le donne sono le principali vittime (anche qui). Eppure, c’è un contrappasso. Perché, se la violenza digitale colpisce il sesso femminile, sembra poi ‘compensare’ accanendosi sugli uomini in modo speculare e opposto.
- Medio Oriente. La “linea gialla” di Israele che restringe la Striscia sembra un’annessione
- Brasile. A Rio de Janeiro la retorica della forza a uso politico
- Darfur. La missione di Chiara negli ospedali per curare i figli della guerra
- Vapore esplosivo penitenziario
- “Il Dap vuole commissariare la sanità penitenziaria”











