di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
Oggi ultimo passaggio parlamentare prima del voto La maggioranza festeggia, le opposizioni protestano. Intorno alle 12 il Senato darà il via libera finale alla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Subito dopo, le forze di maggioranza si riuniranno tutte a piazza Navona per un flash mob, pioggia permettendo. Ma intanto ieri a tenere banco ancora le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e quelle del Ministro Nordio contro l’opposizione. “Valeva un candelabro” ha risposto il Guardasigilli ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del vertice di Palazzo Madama per cui la separazione è giusta ma “forse il gioco non valeva la candela”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
C’è qualcosa di familiare, quasi di storico, nello scetticismo con cui Ignazio La Russa ha commentato la riforma della giustizia e, in particolare, la separazione delle carriere. Non è la prima volta che il presidente del Senato lascia trapelare la sua perplessità su un progetto che, per larga parte del centrodestra, rappresenta la bandiera simbolica della stagione garantista. Ma le sue parole di martedì risuonano con un’eco più profonda: quella del vecchio riflesso identitario della destra italiana, che davanti al traguardo della riforma della giustizia si scopre ogni volta impacciata, quasi restia a varcare la soglia.
di Enrico Morando
Il Foglio, 30 ottobre 2025
La sinistra non ha soltanto consentito, ma ha anche guidato, il processo di riforma che oggi può trovare compimento con la separazione delle carriere. Nel 1999 fu il centrosinistra a promuovere il lavoro politico-parlamentare sul principio del giusto processo. La campagna per il referendum sulla riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati requirenti da quelle dei magistrati giudicanti è partita sotto i peggiori auspici. Il primo ad imbrogliare le carte è stato il Ministro Nordio (Il Dubbio-16-11-24): “Siete contenti, cari cittadini, di com’è oggi la magistratura? Se non lo siete, votate sì al referendum confermativo”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 ottobre 2025
Verso il referendum. Il procuratore di Napoli già capeggia il fronte del no. Dall’altra parte c’è l’ex eroe di Mani pulite. Tra fine febbraio e inizio marzo uscirà Portobello, la serie di Bellocchio sul caso Tortora, il più grave errore giudiziario della storia della Repubblica. La destra userà anche quello. “Il popolo di Garlasco” contro “il partito della magistratura”. Lo schema è facile, la campagna è partita. Trasmissioni televisive che tengono accesa la brace sotto al calderone del cold case. Podcast di cronaca nera specializzati nella conta delle macchie di sangue. Post, reel, meme. Giovanni Donzelli l’ha detto chiaramente che a vincere il referendum sarà “quel popolo silenzioso di italiani che sono rimasti sconvolti dalle sviste, dalle indagini condotte male”.
huffingtonpost.it, 30 ottobre 2025
L’appello di un gruppo di avvocati progressisti favorevoli alla separazione delle carriere: “Ma respingiamo ogni identificazione con l’attuale maggioranza politica e questo governo”. Il Senato sta per approvare in quarta lettura la riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati, aprendo così le porte all’eventuale - ma scontato - Referendum confermativo. Già da tempo i partiti di opposizione e larghi settori della magistratura hanno cominciato a manifestare apertamente la propria ferma avversione alla Riforma, iscrivendo tutti i suoi fautori tra i nemici della magistratura e della Costituzione e facendone - per ciò solo - strenui sostenitori del Governo Meloni e delle sue politiche.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
Parla Alberto Liguori, procuratore di Civitavecchia: “Le misure cautelari più frequenti non impediscono di uccidere, bisogna puntare sulla prevenzione, con un approccio culturale che preveda la frequentazione dei centri per uomini maltrattanti”. “Nonostante il ricorso a quasi 5.000 braccialetti elettronici, le statistiche dei reati in materia di violenza domestica e di genere ci dicono che qualcosa non ha funzionato”, afferma Alberto Liguori, procuratore della Repubblica di Civitavecchia e fra i maggiori esperti nel contrasto a queste condotte criminali particolarmente intollerabili.
ansa.it, 30 ottobre 2025
È un cittadino straniero di 35 anni recluso a Campobasso. Disposta l’autopsia. Ieri mattina, nel carcere di Campobasso un detenuto di origine straniera di 35 anni è stato trovato senza vita all’interno della sua cella. Era arrivato da poco nel carcere del capoluogo e stava scontando una pena per reati legati alla droga. Al momento del ritrovamento era nel suo letto. Potrebbe trattarsi di morte naturale, ma è stata disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
Acqua fredda, muffa, campanelli spenti e non solo. Una lettera collettiva dalla casa circondariale milanese innesca una denuncia in procura e un’interrogazione parlamentare. Mancanza di acqua calda, docce rotte, muffa sulle pareti, infiltrazioni d’acqua dalle finestre, assenza di riscaldamenti, campanelli d’emergenza disattivati. Sono quarantatré le criticità specifiche documentate in una lettera collettiva firmata da 135 detenuti del quarto piano del primo blocco della Casa di Reclusione di Milano Opera. La loro denuncia ha innescato delle iniziative: prima la Procura della Repubblica di Milano, dove l’Associazione “Quei Bravi Ragazzi Family - ONLUS” ha presentato un esposto, poi il Parlamento.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 30 ottobre 2025
Raggiunto quasi il doppio della capienza. Don Tengattini: “I politici dovrebbero venire a vedere”. Marchesi: “Numeri che non sono degni di un Paese civile”. “Mai così tanti”. Quella frase, ormai ciclica se riferita al carcere di Bergamo, deve essere utilizzata per l’ennesima volta: lunedì̀, stando ai dati ufficiali del ministero della Giustizia, in via Gleno si contavano 610 detenuti. È il nuovo record negativo, toccato al termine di un’escalation che non conosce soste, qui come in gran parte d’Italia. A marzo era stata raggiunta quota 600, asticella sino a quel momento inedita, e a inizio aprile ci si spinse fino a 605. In mezzo c’è stata un’oscillazione costante, quella che anima la vita di ogni penitenziario, tra nuovi ingressi (persone arrestate o che devono scontare condanne definitive), uscite (per fine pena o misure alternative) e trasferimenti.
di Fabio Toni
umbriaon.it, 30 ottobre 2025
Il gup Chiara Mastracchio ha disposto il processo per i medici della Usl Umbria 2 indagati, operativi presso il carcere di Sabbione. Il gup di Terni, Chiara Mastracchio, ha disposto mercoledì pomeriggio il processo per cinque medici della Usl Umbria 2, operativi nel tempo presso il carcere di Terni, per le ipotesi di reato di ‘lesioni personali’ e ‘omissione di atti d’ufficio’ in relazione a quanto denunciato da un detenuto 38enne campano e sostenuto, nel corso dell’udienza preliminare, dalla procura di Terni.
- Siracusa. “Sta male e nessuno lo visita”: l’appello della moglie di un detenuto
- Padova. Inaugurate 24 celle al carcere Due Palazzi e più agenti nel 2026
- Ivrea. Non basta chiamarlo “quartiere della città” se poi ci sono zero iniziative per il carcere
- Modena. Il “dentro” è parte viva della città
- Napoli. “Parole in Libertà”: un nuovo anno di articoli negli Istituti di detenzione











