ilcrotonese.it, 18 maggio 2026
La compagnia teatrale è composta da ragazzi provenienti da Crotone e Pagliarelle che hanno trasformato il progetto in un appuntamento stabile. Torna anche quest’anno, all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro, il progetto teatrale promosso dall’associazione “Finchè non capita a te” APS, realtà che da anni porta avanti un percorso umano e artistico coinvolgendo direttamente i giovani detenuti dell’istituto catanzarese. A dare vita alla compagnia teatrale sono stati soprattutto ragazzi provenienti da Crotone e Pagliarelle, che nel tempo hanno trasformato il laboratorio in un appuntamento stabile all’interno della struttura penitenziaria minorile. Un’esperienza che unisce cultura, inclusione e crescita personale, diventando per molti un’occasione concreta di espressione e rinascita.
di Anna Maria De Luca
La Repubblica, 18 maggio 2026
Il viaggio si ispira all’educatrice napoletana che diresse la nave asilo Caracciolo, recuperando gli scugnizzi di strada insegnando loro le pratiche marinaresche. Da confiscata agli scafisti a simbolo di speranza. La Mare Nostrum Dike, che un tempo si chiamava Oceanis 473, era l’imbarcazione usata per trasportare persone migranti dalla Turchia. Ora è salpata da Napoli per un Viaggio della Legalità, con a bordo i ragazzi dell’Area Penale Minorile della città. Sulle orme di Giulia Civita Franceschi. Il viaggio si ispira all’educatrice napoletana che, tra il 1913 e il 1928, diresse la nave asilo Caracciolo, recuperando gli scugnizzi di strada attraverso le pratiche marinare.
di Pierluigi Battista
Il Foglio, 18 maggio 2026
Di fronte ai catechisti che incensano la “Carta più bella del mondo” come una reliquia, che ne ignorano la storia e le ambiguità, potreste sentirvi lievemente incostituzionali. Il libro di Antonio Polito spiega perché. Il libro di Antonio Polito, “La Costituzione non è di sinistra”, finalmente riesce a spiegarmi perché io abbia talvolta la deprecabile sensazione di essere leggermente incostituzionale. Perché abbia molte remore e persino freni ideali a genuflettermi al cospetto della sacralità della Costituzione. Di provare fastidio per i panegirici sulla “Costituzione più bella del mondo” (ma quando mai? quella americana, che sancisce addirittura il diritto alla ricerca della felicità, è molto più bella).
di Lara Ricci
Il Sole 24 Ore, 18 maggio 2026
Zadie Smith: “Non potrei uccidere una persona, non posso retoricamente sostenere la morte di qualcuno. La lingua che protegge la natura sacra della vita umana è sotto assalto. È corretto dire “voglio uccidere i sionisti”? No non lo è”. “Nelle società occidentali sulla sommità della piramide della vita c’è l’uomo che usa le risorse della natura per la sua civilizzazione: sono società basate sullo sfruttamento e sulla crescita. Abbiamo visto che problemi hanno creato. Nella filosofia degli innu e di tutte le Prime Nazioni (popoli autoctoni del Canada, ndr) non c’è una piramide, ma un cerchio, che noi chiamiamo la grande tartaruga, e che rappresenta la Terra. In un cerchio non c’è nessuno sopra o sotto, tutti sono uguali.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 18 maggio 2026
Il presidente della Cei: “Pochi politici capaci di visione grande, il vero coraggio è sfuggire alla logica diabolica del riarmo”. “E chi l’ha detto che il dialogo è facile? Il dialogo richiede coraggio. Disarmarsi richiede coraggio. E richiede soldi. Non è gratis. Bisogna investirci, sul dialogo. Ma una cosa è certa: se si investisse sul dialogo la stessa mole di denaro che si spende per le armi i risultati sarebbero molto, molto, molto superiori in qualità e quantità. Nessuna guerra ha mai risolto il problema per cui era stata fatta. Al contrario il ragionare in una logica di insieme, di fraternità tra viventi, il fermarsi per aspettare chi è indietro, è l’unica via che porta alla salvezza di tutti. L’unica via per costruire speranza e fiducia nel futuro”.
di Luca Ricci
La Stampa, 18 maggio 2026
Come nel romanzo di Camus, anche il ritratto di Salim ci parla di solitudine. Siamo un popolo diviso e impoverito: così ogni luogo può diventare polveriera. Sembrerebbe la follia l’unico movente di Salim El Koudri. Non ci sarebbe altra ragione per spiegare ciò che ha fatto, il motivo per cui è piombato con una Citroën in una via dello shopping modenese e adesso deve rispondere dell’accusa di strage e lesioni aggravate. Sebbene la dinamica ricordi un attentato jihadista, Salim El Koudri non risulta radicalizzato ed è a tutti gli effetti un cittadino incensurato (di origine marocchina, è nato e cresciuto in Italia).
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 18 maggio 2026
A migliaia dopo l’auto lanciata sui passanti in via Emilia: gli applausi ai cittadini che hanno fermato l’aggressore e l’appello all’unità del sindaco. Sulla vetrina frantumata è stato poggiato un ramo di rose bianche, con anche altri fiori. Lì, al civico 71 di via Emilia Centro, la Citroen C3 guidata da Salim El Koudri, ha schiacciato una persona, ricoverata insieme agli altri sette feriti. Per chi gira in centro sono i cinque passi più lenti e meditati del giorno. Qualcuno si ferma, abbassa gli occhi, sosta in silenzio. “Io ero lì, da sola, davanti a una persona ferita. Non sarei qui, se fossi passata dieci secondi prima. Non ho dormito” confessa Maria Rosaria Abruscia.
di Flavia Perina
La Stampa, 18 maggio 2026
La destra populista cavalca il caso per amplificare l’odio contro gli stranieri. Ma nel governo si apre una crepa: quell’approccio non ha più ritorni elettorali. La visita alquanto silenziosa di Sergio Mattarella e Giorgia Meloni a Modena - poche, pochissime parole oltre quelle dette in privato ai feriti - mostra come dovrebbe comportarsi ogni istituzione davanti ai fatti di cronaca che fanno rumore e sconcertano l’opinione pubblica. Ma rivela anche una nuova e significativa divergenza nella maggioranza, perché sul fronte del sovranismo duro e puro (Matteo Salvini e Roberto Vannacci in testa) la musica è tutt’altra.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 18 maggio 2026
A Singapore i bulli responsabili degli episodi più gravi saranno fustigati con una canna di bambù. Fino a tre colpi di bastone, eseguiti da personale qualificato, saranno autorizzati dal preside in assenza di alternative risolutive possibili. Lo studente redarguito deve avere almeno 9 anni e comunque, dopo, l’istituto monitorerà il suo benessere e i suoi progressi, offrendogli anche un supporto psicologico. Le ragazzine sono esonerate, come del resto prevede il codice di procedura penale di Singapore, che vieta la fustigazione sulle donne, ma la contempla per gli autori non ancora cinquantenni di reati come la rapina o la truffa. L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef hanno già bocciato l’iniziativa della città-stato, nonostante il ministro dell’Istruzione di Singapore, Desmond Lee, abbia assicurato che la fustigazione a scuola sarà applicata soltanto ai casi estremi e con protocolli rigorosi.
di Diana Ligorio
Il Domani, 18 maggio 2026
“La domanda non è soltanto “come dobbiamo punire il colpevole?” ma diventa “cosa si può fare per riparare la relazione che si è rotta con l’altro e con la comunità?”“, il concetto che spiega Federica Brunelli della Cooperativa Dike di Milano. “Così come accade nella giustizia penale, l’idea è quella di affiancare al sistema delle sanzioni disciplinari in ambito scolastico il modello della mediazione e della riparazione in una prospettiva di complementarietà”, spiega Federica Brunelli della Cooperativa Dike di Milano, capofila del progetto scuole riparative, promosso fin dal 2016 dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
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