di Alexia Delzenne
L’Opinione, 11 settembre 2025
“Il carcere non è vendetta” non è stata un’attenuante emotiva, ma la domanda politica e culturale messa al centro dall’incontro che si è svolto il 4 settembre al Palazzo San Sebastiano, nell’ambito del Festivaletteratura, con Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e la moderatrice Verdiana Benatti. Il confronto ha spostato l’asse dal castigo alla responsabilità, dalla punizione alla riparazione del danno e della fiducia sociale. L’Italia ha scolpito nella Costituzione che la pena deve “tendere alla rieducazione”: un principio spesso evocato e troppo raramente valutato nei suoi esiti.
di Alessandro Cannavò
Corriere della Sera, 11 settembre 2025
I lavori di consapevolezza a Bollate: “I reati di natura sessuale sono quelli con il più alto tasso di negazione”. Quanto vorrei essere utile per rintracciare e fermare qualcuno che sta per commettere il mio reato “. In 25 anni di lavoro, per Roberto Bezzi, responsabile dell’Area educativa del carcere di Bollate, questa frase pronunciata da più detenuti condannati per femminicidio, resta una delle più belle e potenti nel dimostrare i segni di un cambiamento. Bezzi partecipa a “L’educazione affettiva degli InVisibili”, l’incontro in programma sabato 13 settembre alle 16.3o, che avrà come ospiti anche il direttore generale della Fondazione Reggio Children Christian Fabbri e Martina Fuga, presidente di Coordown.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 settembre 2025
L’apertura della questione dinanzi alla Consulta per la dirigente di via Arenula può disinnescare la “trappola libica” solo se si arriva al referendum in pochi mesi. Come uscirne? Ecco il quesito che costringe Palazzo Chigi a scervellarsi: come sfuggire alle sabbie mobili in cui si è tramutata, nella migliore tradizione degli incubi, la marcia trionfale verso la separazione delle carriere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 settembre 2025
Valerio Spigarelli, già presidente dell’Unione Camere Penali. Secondo lei esiste un asse politico Anm/ Pd per fronteggiare insieme il referendum per la separazione delle carriere? L’Anm si difende sostenendo che vanno ovunque li invitano, anche da Atreju. Se sostengono questo, difficile contestare la loro posizione. Il problema sono invece gli argomenti che usano contro la riforma e che svieranno il dibattito dall’oggetto del referendum al suo presunto significato politico. Mi spiego meglio.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 11 settembre 2025
La presidente uscente della Cassazione: “Autonomia e indipendenza vanno praticate in concreto”. Margherita Cassano è appena uscita dall’organico della magistratura dopo una carriera lunga e strepitosa. Prima donna ad essere stata Presidente della Cassazione. L’avevano accolta con grandi applausi forse perché qualcuno si aspettava in lei una figura malleabile, ma non è stato così. “Non penso che quando si parla di una donna la si possa necessariamente identificare con un essere fragile e indifeso, no? Ognuno ha la sua formazione. Io devo ringraziare dei maestri che mi hanno insegnato non soltanto a tentare di esercitare al meglio la professione, ma anche che non basta declamare l’autonomia e l’indipendenza. Bisogna praticarle in concreto”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 settembre 2025
Al via i lavori in Giunta: lunga relazione del dem Gianassi sul caso nato dal rimpatrio del generale libico. Trentaquattro omicidi, 22 violenze sessuali documentate, torture sistematiche e detenzioni arbitrarie. È questo il ritratto del generale libico Njeem Osama Almasri, capo della Polizia giudiziaria di Tripoli liberato dal governo italiano lo scorso gennaio, dopo l’arresto avvenuto a Torino su ordine della Corte penale internazionale. Un ritratto tracciato da Federico Gianassi, deputato del Pd, nella relazione letta in Giunta per le Autorizzazioni sulla richiesta di procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Piantedosi (Interno), e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Tutti e tre sono accusati di favoreggiamento; a Piantedosi e Mantovano si contesta anche il peculato, mentre a Nordio l’omissione di atti d’ufficio.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 settembre 2025
Secondo i tecnici che assistono la maggioranza, Bartolozzi dovrà sottoporre autonomamente alla Camera la richiesta di essere “scudata” dal Parlamento, attraverso la sollevazione di un conflitto di attribuzione con il Tribunale dei ministri. Proprio quest’ultimo potrebbe sollevare un secondo ricorso alla Consulta. Uno o due conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Sarà questa la logica conseguenza giudiziaria del caso Almasri, come riferiscono al Foglio diverse fonti autorevoli della maggioranza.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 11 settembre 2025
Gli 80 anni del fondatore di Libera e del Gruppo Abele: “Entrai in seminario già 20enne non con l’idea di fare il prete ma per spendermi per gli altri”. Il nipotino del mugnaio, la faccia scavata, fa oggi ottant’anni. E continua a macinare. Macina chilometri, macina incontri, macina preghiere e battaglie e sfuriate contro le ingiustizie. E nella canonica di Pieve di Cadore, tra i monti dove tutto iniziò e dove ha chiesto di farsi riportare “quando verrà il momento, con una tomba rivolta agli Spòute de Tór”, il gruppo dolomitico sullo sfondo del borgo natio, ricostruisce la sua storia di poveri, Calabrie, occhialerie, baracche, vocazioni, eresie... Partendo dal nonno del quale ereditò il nome: Pio Luigi Ciotti.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 11 settembre 2025
Il caso di un detenuto a cui è non è mai stato recapitato il plico con gli atti: per la Suprema Corte la violazione dei diritti sanciti dalla Cedu deve avere un impatto concreto sul processo. Con la sentenza n. 30182 della sezione penale, la Corte di Cassazione ha tracciato un confine netto e rigoroso, adottando un approccio più stringente e meno garantista: le violazioni dei diritti del detenuto accertate dalla Corte Edu contano solo se dimostrano un impatto reale, diretto o indiretto, sul processo e sulla condanna.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 11 settembre 2025
La Corte d’Appello di Lecce si rivolge alla Corte Costituzionale: al vaglio del giudice delle leggi la sospensione del regime sui reati commessi tra il 2017 e il 2018. La prescrizione torna al centro del dibattito giudiziario. Con un’ordinanza, la Corte d’appello di Lecce ha deciso di sospendere il processo a carico di un imputato e di rivolgersi direttamente alla Corte costituzionale. In discussione non c’è solo il destino del singolo procedimento, ma un nodo che riguarda centinaia di fascicoli in tutta Italia: la sorte dei reati presuntivamente commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, gli anni della cosiddetta “legge Orlando”.
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