di Sergio D’Elia
L’Unità, 20 gennaio 2026
59 anni, rinchiuso a Regina Coeli in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai. La qualità della sua vita è legata a una sedia a rotelle, appesa a un tubicino di un sacchetto di liquido nutriente. Da due anni non sente più i sapori e i profumi dei cibi siciliani dell’infanzia. Il suo esofago è sparito, distrutto da un sorso di sostanza caustica. Si chiama Giuseppe Scuderi, ha 59 anni ed è detenuto nel carcere di Regina Coeli, in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai, secondo una sentenza di condanna emessa al di qua di ogni ragionevole dubbio. Ma alla pena fino alla morte si è aggiunta ora la pena di vivere incatenato a una sedia, non autosufficiente, con una piaga da decubito al terzo stadio, il cuore sofferente, incapace di deglutire anche la sua saliva, con un buco nell’intestino da cui dipende interamente la sua nutrizione.
di Valentina Moro
La Stampa, 20 gennaio 2026
La senatrice di Avs: “Servono psichiatri che intervengano in questi casi. La procura faccia chiarezza”. Il suicidio di Christian Guercio nella casa di reclusione di Asti il 29 dicembre è stato l’ottantesimo e l’ultimo nelle carceri italiane nel 2025. “C’è qualcosa che poteva andare diversamente?”, se lo chiedono la famiglia, gli amici e ora un’interrogazione parlamentare di Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra. Sono passati 17 anni dall’omicidio di Stefano Cucchi, ma per la sorella Ilaria ora senatrice, troppo poco è cambiato. Guercio era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale mentre aveva una crisi legata all’assunzione di droghe. Nei giorni in cui il ministero dell’Interno ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza il caso avvenuto ad Asti riporta l’attenzione sulla gestione delle problematiche psichiatriche in carcere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 gennaio 2026
Nessuna risposta dal ministero della Giustizia e, intanto, al carcere di Opera la situazione continuerebbe a peggiorare. L’associazione Yairaiha torna a farsi sentire perché, dopo l’interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti che abbiamo riportato su Il Dubbio e le denunce sulla gestione dell’istituto milanese, afferma che non è cambiato nulla. Anzi, le ultime segnalazioni parlano di un clima ancora più pesante, fatto di comunicazioni confuse e diritti calpestati ogni giorno. Il cuore della nuova protesta riguarda i contatti con le famiglie, che per un detenuto sono l’unico modo per non perdere il legame con il mondo esterno. Secondo l’associazione, all’interno delle sezioni è comparso un avviso che annunciava il taglio delle telefonate mensili. All’inizio la data di partenza doveva essere il 12 gennaio 2026, ma poi qualcuno ha cambiato quella data a mano, anticipandola al primo del mese. Il risultato? Molte persone, che avevano già usato i loro minuti pensando di averne altri a disposizione, si sono ritrovate isolate per tutto il resto di gennaio. Un cortocircuito che ha creato una pressione psicologica fortissima tra le celle.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 20 gennaio 2026
“Eravamo donne immerse in un sistema istituzionale profondamente maschile, che non ha fatto altro che ricordarci costantemente che eravamo dei civili, che ci occupavamo dei servizi e che a quello avremmo dovuto limitarci. Peccato che questo principio fosse chiaro per noi, ma venisse richiamato dalle forze dell’ordine solo quando faceva loro comodo. In caso contrario ci veniva ricordato che eravamo direttrici e ci venivano attribuiti ruoli e responsabilità che non ci appartenevano”. È un duro j’accuse il testo letto in aula da Annalisa Spataro, ex direttrice del Cpr di corso Brunelleschi a processo per la morte di Moussa Balde, il 23enne originario della Guinea che nel maggio 2021 si tolse la vita in un modulo di isolamento dopo essere arrivato da Ventimiglia, dove aveva subito una violenta aggressione.
di Adelia Pantano
La Stampa, 20 gennaio 2026
L’allarme lanciato dal deputato Federico Fornaro: “La mia interrogazione senza risposta”. È dal silenzio del ministero della Giustizia che prende le mosse l’allarme lanciato dal deputato Pd Federico Fornaro sul futuro del carcere di San Michele ad Alessandria. “Nello scorso ottobre avevo presentato un’interrogazione urgente al ministro - afferma - ma da allora nessuna risposta”. Secondo il parlamentare emergono indicazioni più chiare dal verbale della Conferenza permanente Stato-Regioni del 18 dicembre scorso. In quella sede, riferisce Fornaro, il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove ha illustrato il piano di riorganizzazione del circuito del 41-bis confermando voci che circolavano da mesi: “Le carceri dedicate al regime speciale passeranno da 12 a sette. In Piemonte si scenderà da tre istituti a uno solo, il San Michele ad Alessandria”. Una scelta che comporterebbe una concentrazione senza precedenti in città: circa 150 detenuti in 41-bis, pari al 20% del totale nazionale.
vitatrentina.it, 20 gennaio 2026
Ha superato quota 21 mila euro, più del doppio dei 10 mila euro attesi all’inizio, la campagna di crowdfunding “I libri liberano”, nata per rinnovare la biblioteca della Casa circondariale di Trento con l’acquisto di cinquecento nuovi libri e dvd. Grazie alla cifra raccolta, sono già stati acquistati 255 libri, tra cui dizionari in varie lingue e frasari, romanzi, saggi, fumetti, libri in lingua straniera, manuali per la patente e scolastici. I fondi serviranno inoltre per comprare dvd, ebook, audiolibri e lettori, ma anche giochi e materiali che stimolano creatività e socialità. Non solo, le donazioni permetteranno di organizzare iniziative culturali come presentazioni di libri e spettacoli teatrali, organizzati dentro e fuori dal carcere.
di Rosa Cambara
conmagazine.it, 20 gennaio 2026
Nel silenzio di una stanza luminosa, forme e colori iniziano a intrecciarsi. Non si tratta solo di disegno, ma di ascolto. Torna il laboratorio di mandala promosso dalla Cooperativa sociale Il Sorriso grazie al progetto “Sprigiona il tuo cuore”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nelle sedi di Siracusa e Vittoria (provincia di Ragusa). Protagoniste sono le figlie di persone detenute o in misura alternativa alla detenzione, adolescenti che vivono quotidianamente l’assenza di un genitore, spesso accompagnata da un carico emotivo difficile da esprimere. A loro è stato dedicato uno spazio sicuro, creativo e libero, dove poter ritrovare un equilibrio interiore e un senso di appartenenza. Dopo un primo ciclo di incontri d’estate, il laboratorio è ripreso a ottobre per partecipanti dai 6 ai 12 anni e dai 13 ai 17 anni.
di Elena Filini
Confidenze, 20 gennaio 2026
Il penitenziario femminile della Giudecca, a Venezia, diventa luogo di riscatto: arte, lavoro e relazioni ricuciono il tempo dell’attesa e aprono strade concrete verso una seconda possibilità di futuro. Vite in attesa. Che imparano a dare valore al tempo per poter un giorno volare. Alla Giudecca, isola nell’isola, vivono le detenute del carcere femminile di Venezia in un contatto stretto e inclusivo con la città. Forse per questo nel 2024 Papa Francesco ha voluto aprire la casa di detenzione alla Biennale d’arte. Era la prima volta ed è stato un percorso emozionante: le opere di Claire Fontaine e Maurizio Cattelan che dialogavano con gli spazi della prigione, le detenute a fare da guide. È stata anche una grande occasione per la “factory veneziana” (così la chiamano in Laguna) di raccontare se stessa senza pregiudizi.
manfredonianews.it, 20 gennaio 2026
Ideato e realizzato da Daniela d’Elia, con il sostegno di Inner Wheel, coinvolgerà un gruppo di donne ristrette. In programma una mostra-evento. Prenderà il via nei prossimi giorni, presso la sezione femminile del carcere di Foggia, il progetto “Ritagli di Libertà - Ricucire il Futuro con Creatività”, ideato da Daniela d’Elia e promosso con il sostegno di Inner Wheel, che ha fortemente voluto e sostenuto l’iniziativa sotto la guida della sua presidente, Silvana Carrozzino. Il progetto nasce dalla convinzione che anche il carcere possa diventare uno spazio di trasformazione, capace di generare senso, bellezza e nuove prospettive, se attraversato da percorsi che mettono al centro la persona. Attraverso il cucito creativo, le donne detenute saranno accompagnate in un cammino di espressione e rielaborazione della propria storia, in cui ago e filo diventeranno strumenti simbolici di ricostruzione, pazienza e rinascita.
Gazzetta della Spezia, 20 gennaio 2026
Un incontro per trovare risposte concrete. Giovedì 22 gennaio, alle ore 15.30, presso il Centro Civico Nord sito in Largo Vivaldi, quartiere di Fossitermi, si svolgerà un incontro sulla partecipazione della Comunità esterna all’opera rieducativa, come previsto dall’art. 17 della legge 354\75. “Sarà un utile momento di confronto - afferma Agostino Codispoti, Garante delle persone private della libertà del Comune della Spezia - - per analizzare i risultati ottenuti, le difficoltà incontrate e le proposte per un maggiore ed efficace coinvolgimento della cittadinanza.
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