di Valerio Valeri
romatoday.it, 9 settembre 2025
In vista del Consiglio comunale straordinario che si terrà nel carcere di Rebibbia il 23 settembre, la commissione Pari Opportunità ha ascoltato la Garante dei Diritti dei detenuti Valentina Calderone. Che lancia un monito importante sulla condizione dell’istituto minorile di Casal del Marmo e delle donne recluse, soprattutto se con figli. A guidare, inevitabilmente, il confronto è la cronaca. Lo scorso 5 settembre una donna di 52 reclusa a Rebibbia si è tolta la vita: “Inevitabile parlarne - esordisce Calderone -, parliamo di una persona che seguivamo, con una pena anche abbastanza lunga. Il giorno dopo stessa sorte per un detenuto nel Nuovo Complesso. Non ricordo altrove una frequenza del genere”.
di Viviana De Vita
Il Mattino, 9 settembre 2025
Il Tribunale di Salerno ha stabilito sei mesi di reclusione per i dottori in servizio a Fuorni e al Ruggi. Assolta una quarta imputata. Una condotta corretta da parte dei medici avrebbe “con certezza” evitato la morte di Aniello Bruno, il 57enne di Angri detenuto a Fuorni, deceduto il primo aprile 2018 nel reparto di rianimazione del Ruggi dopo un intervento per shock settico, conseguenza di una peritonite stercoracea dovuta a ischemia e perforazione intestinale. È questo il cuore delle motivazioni con cui il Tribunale di Salerno (Seconda sezione penale, giudice Serretiello) ha condannato a sei mesi di reclusione - lo scorso luglio - i due medici in servizio a Fuorni, A.D.C. e C.O., e il medico del pronto soccorso del Ruggi, G.D.N.
di Peppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 9 settembre 2025
Il viceministro della Giustizia Paolo Sisto ha visitato ieri il carcere di Ascoli annunciando alcune novità. Dopo un sopralluogo nei diversi reparti detentivi, il rappresentante del Governo ha preso parte a una riunione con le sigle sindacali della polizia penitenziaria, alla presenza della direttrice dell’istituto Daniela Valentini, del provveditore del distretto marchigiano Silvio Di Gregorio, del comandante facente funzione e della responsabile regionale della sanità per le Marche, Monica Acciarri. Sisto ha annunciato un intervento strutturale sulle sezioni giudiziarie e sul reparto Marino, che sarà destinato esclusivamente ai detenuti classificati AS/3 (Alta Sicurezza), per i quali verranno predisposte attività lavorative, scolastiche e ricreative specifiche.
di Ilaria Valerini
La Nazione, 9 settembre 2025
Carcere e infanzia, due mondi apparentemente inconciliabili ma capaci di incontrarsi nel teatro, nella fiaba, nell’immaginazione. In occasione del Festival della Mente è andata in scena l’avventura di ‘Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio)’, per la regia di Enrico Casale, una produzione della settima annualità di ‘Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza’. Lo spettacolo, inserito nella rassegna per bambini e ragazzi a cura di Francesca Gianfranchi, ha ottenuto un grandissimo successo. Il gruppo di attori detenuti della casa circondariale Villa Andreino della Spezia ha dato vita a una favola poetica e surreale che ha toccato le corde più profonde di grandi e piccini. ‘Per Aspera ad Astra’, progetto promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa), è sostenuto da dodici Fondazioni di origine bancaria tra cui Fondazione Carispezia, che anche attraverso l’adesione a questa rete nazionale conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative capaci di coniugare arte, educazione e inclusione, generando un impatto reale sulla comunità e aprendo spazi di bellezza anche nei contesti più fragili.
saluspace.eu, 9 settembre 2025
Giovedì 11 settembre, a Salus Space, un evento speciale all’interno del festival “Suoni” unisce musica, poesia e impegno sociale. È un appuntamento dedicato al carcere e al potere della creatività: “Parole Liberate”. A partire dalle ore 19.00, rifletteremo su come la creatività possa diventare strumento di riscatto e integrazione sociale per le persone detenute. Nato nel 2014 a La Spezia, “Parole Liberate” è un Premio per poeti della canzone riservato a chi vive in carcere. L’iniziativa non si limita a riconoscere il talento, ma si impegna a dare vita e diffusione ai testi scritti, trasformandoli in musica grazie a cantanti e gruppi che li interpretano e li portano in concerto, dentro e fuori dagli istituti di pena.
di Alessandra Macci
Corriere del Mezzogiorno, 9 settembre 2025
Davide D’Errico, imprenditore sociale napoletano, ha pubblicato, per People Pamphlet, il libro “Contro i Giganti. Difendere la democrazia al tempo delle autocrazie”, libro che affronta il tema della legalità, della rappresentanza istituzionale, della democrazia, intrecciando esperienze personali e riflessioni sulla crisi politica e sociale contemporanea. L’autore, laureato in giurisprudenza e nipote di Lucio D’Errico, vittima innocente di camorra, ha provato a trasformare il dolore per la perdita del nonno in impegno sociale concreto a favore di chi è meno fortunato; ciò attraverso la promozione di vari enti non profit (che utilizzano anche beni sequestrati alla camorra) quali Il Vicolo della Cultura, biblioteca a cielo aperto nel quartiere della Sanità a Napoli, e il progetto Puteoli Sacra, primo sito culturale italiano gestito da giovani usciti dal carcere minorile, di cui D’Errico è stato Project manager. Speaker al TEDx Angri su opportunità e riscatto, viene invitato e partecipa a numerosi incontri su queste tematiche.
di Claudio Savino
Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2025
Dal carcere di Evin alle strade di Gaza e Israele. Dalla prigione iraniana alle città distrutte del conflitto israelo-palestinese, la reporter intreccia storie di giovani, famiglie e testimoni, restituendo il ritratto umano di una regione senza pace. “I figli dell’odio” è il titolo del nuovo libro della giornalista e reporter italiana Cecilia Sala, uscito il 2 settembre per Mondadori. Si tratta di un racconto che si dipana lungo tre direttrici, tutte intrecciate tra loro: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e l’umiliazione dell’Iran, come recita il sottotitolo che introduce un viaggio geografico e temporale realizzato dalla reporter nel corso degli ultimi anni. Tra chi vede la speranza della pace negli occhi delle nuove generazioni, cresciute tra le bombe e quindi, appunto, “figli dell’odio”, Sala scrive: “È un circolo di violenza che funziona così: i giovani si arruolano nei gruppi armati, gli israeliani fanno i raid. Gli israeliani fanno i raid, i giovani si arruolano nei gruppi armati”.
di Alex Corlazzoli*
Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2025
Caro ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, abbiamo bisogno di pace. E chi meglio di lei può aiutarci a costruirla coinvolgendo i “nuovi” cittadini, coloro che quando noi non ci saremo più saranno i responsabili della democrazia? “Nel lavoro educativo, parlare della guerra ai più piccoli deve significare soprattutto capire insieme a loro qual è il lavoro dei costruttori di pace. Come possiamo raccontare ai bambini la bellezza di costruire pace?”, scrive Alberto Pellai nel libro “Guerra. Le parole per dirla”. Sono tanti i modi con i quali maestri/e, professori e professoresse lungo l’anno lavoreranno sul tema ma il primo passo, la mossa essenziale è quella di riconoscerci tutti insieme in solidarietà, in empatia con chi si trova sotto le bombe. La guerra è lontana per chi non la vive. Il primo ostacolo per chi guarda la guerra da lontano è l’incapacità di capirla. D’immedesimarsi. “Da qui può sembrare un videogioco ma gli attori, in questo caso - scrive Paola Caridi - non sono sagome. Sono ciascuno di noi trasportato in un altro spazio”.
di Espérance Hakuzwimana
Il Domani, 9 settembre 2025
Oltre l’11% degli iscritti a scuola ha cittadinanza straniera. Sono italiani di fatto, ma per la legge restano invisibili. Entro il 2034 perderemo 1,1 milioni di studenti. Ma intanto non riconosciamo quelli che già ci tengono in vita le classi. La cittadinanza è ferma al 1992. Servono leggi nuove, una scuola inclusiva e il coraggio di dire: siete parte di noi. Non si dimenticano gli sguardi bassi e il silenzio nelle stanze e nelle chat tra gli amici, i conoscenti. Incredulità, tristezza, rabbia, “tanto si sapeva” e altri frammenti di consapevolezza e senso di abbandono da parte di un popolo che sceglie non andando a votare; e quando lo fa, il messaggio è avvilente.
di Alberto Leiss
Il Manifesto, 9 settembre 2025
Cercavo argomenti per non tornare sul tema tragico delle guerre, dei genocidi, dei terrorismi. Che pensare, per esempio, delle pagine e pagine (e spazi virtuali) dedicate all’Italia di Pippo Baudo e a quella di Giorgio Armani? Lo spettacolo e la moda non sono dimensioni profonde della nostra vita che non è solo conflitto, e spesso conflitto mortale? Differenze così forti di stile parlano di una grande ricchezza, o di equivoci storici e “identitari” mai risolti? Ma ieri mattina - un 8 settembre, tra l’altro - ascoltavo in macchina informazioni sulla possibilità di un accordo in extremis tra Hamas e Israele, spinto dagli Usa. Ci si vorrebbe credere. Più tardi la notizia sull’attentato a Gerusalemme. E l’idea, inevitabile, che se si decide di aprire le porte dell’inferno, contro un “male assoluto”, sarà impossibile ritrovare una via per la pace.











