di Giovanni Maria Jacobazzi e Errico Novi
Il Dubbio, 10 settembre 2025
Nel giorno della notizia sull’iscrizione di Bartolozzi a registro indagati, una fonte parlamentare di FdI rivela: se la consultazione confermativa sulla separazione delle carriere si tenesse oggi, la vittoria sarebbe in bilico. Chi dava per scontato un viaggio in discesa verso l’agognato Sì al referendum sulle carriere separate ora è servito. Chi pensava che la riforma Nordio, l’epocale divorzio fra giudici e pm con tanto di sorteggio ammazza-correnti, fosse una pura formalità, dovrà ricredersi.
di Angela Stella
Il Dubbio, 10 settembre 2025
La responsabile giustizia del Pd: “Dall’inizio della legislatura gli poniamo l’emergenza nazionale delle carceri: sovraffollate, fatiscenti, senza spazi trattamentali, con carenze di organico. Abbiamo denunciato la piaga dei suicidi in carcere, quattro volte superiori alla media dei suicidi fuori dal carcere, e lui ha avuto la sfrontatezza di dire che i suicidi non c’entrano con il sovraffollamento e anzi che è positivo, una specie di prevenzione del suicidio”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 settembre 2025
La Giunta per le autorizzazioni della Camera al lavoro per stabilire se il reato contestato alla dirigente di via Arenula sia connesso a quello del guardasigilli. Il caso Almasri si abbatte di nuovo su via Arenula. E questa volta con l’iscrizione sul registro degli indagati di Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del ministro Carlo Nordio, indagata per false dichiarazioni davanti al Tribunale dei ministri. Il reato ipotizzato dalla Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, è il 371 bis del codice penale, e prevede una pena fino a quattro anni di reclusione.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 10 settembre 2025
I giudici: le tesi della dirigente contraddittorie e insostenibili. Come all’inizio di questa storia, quando il procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi trasmise al Tribunale dei ministri l’esposto contro la premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano, è ancora un atto dovuto dello stesso magistrato a riaccendere conflitti e polemiche tra l’amministrazione della giustizia e la politica. Perché dopo la denuncia del Tribunale sulla “versione inattendibile e anzi mendace” da lei fornita sulla vicenda Almasri, difficilmente il procuratore Lo Voi poteva fare altro che iscrivere il nome di Giusi Bartolozzi sul registro degli indagati. Per un reato commesso il 31 marzo scorso, quando fu sentita come testimone dallo stesso Tribunale. Che non ha contestato alla capo di Gabinetto di Nordio l’omissione di atti d’ufficio e il favoreggiamento di Osama Almasri in concorso con il ministro (ipotesi per cui avrebbe dovuto sottoporre anche la sua posizione al vaglio della Camera) bensì alcune presunte “false dichiarazioni”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 settembre 2025
I magistrati non hanno chiesto l’autorizzazione a procedere anche per la capo di gabinetto, nonostante abbiano definito centrale il suo ruolo nella vicenda Almasri. I costituzionalisti Ceccanti e Curreri: “Decisione dei giudici incoerente”. Il trappolone. A servirlo è stato il Tribunale dei ministri, che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano per il caso Almasri, ma non ha fatto lo stesso con il capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi, pur sottolineando il ruolo centrale ricoperto da quest’ultima nell’intera vicenda. Risultato: la procura di Roma ieri ha iscritto Bartolozzi nel registro degli indagati per false dichiarazioni rese al Tribunale dei ministri. Una mossa che appare irrazionale a diversi costituzionalisti. Per Stefano Ceccanti, “l’autorizzazione parlamentare va richiesta per qualsiasi imputato laico, cioè non ministro, che ha commesso presunti reati in regia con i ministri”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 10 settembre 2025
L’iscrizione nel registro degli indagati della capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, rischia di avere ripercussioni sul piano politico, facendo emergere le responsabilità di ministri e sottosegretari, anche se salvati dal Parlamento. Per questo la maggioranza cercherà di sottrarla al percorso ordinario della giustizia. Ci si aspettava che anche la capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, fosse chiamata a rispondere del ruolo svolto nel caso di Osama Njeem Almasri, il comandante libico arrestato e poi rimpatriato con volo di Stato nel gennaio scorso, e così è stato. Bartolozzi è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura di Roma per il reato di cui all’art. 371-bis del codice penale, che punisce chiunque, tra l’altro, “rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa” dinanzi al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale. Bartolozzi era stata sentita dal PM del Tribunale dei ministri sul caso Almasri.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 10 settembre 2025
Ribadita la legittimità delle captazioni ambientali in case già monitorate, anche se riattivate da remoto. Un principio che ha impatti cruciali per le indagini antimafia. La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi su un tema cruciale per le indagini antimafia e di criminalità organizzata: l’utilizzabilità delle intercettazioni ambientali effettuate in un domicilio già monitorato con microspie installate in precedenza. Con la sentenza n. 29735 del 26 agosto 2025, depositata dalla Sesta sezione penale, i giudici hanno respinto la gran parte dei ricorsi proposti nel processo contro il cosiddetto clan Silenzio, radicato nell’area di Napoli, fissando un principio destinato a fare giurisprudenza.
di Gabriella De Rosa
byoblu.com, 10 settembre 2025
Suicidi in aumento, caldo asfissiante e violenze all’ordine del giorno. La situazione nelle carceri in Italia resta preoccupante nonostante il decreto svuota-carceri di Nordio. I detenuti vivono in condizioni di sovraffollamento estremo dove i loro diritti sono spesso messi da parte. Ne abbiamo parlato con Riccardo di Antigone Campania, l’osservatorio regionale dell’associazione Antigone, che tutela sul territorio i diritti e le garanzie del sistema penale, per constatare anche se ci sono maggiori problematiche nelle carceri del sud.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 10 settembre 2025
Il Garante: “Ci sono più spazi umani a Opera o Bollate che ospitano i detenuti definitivi”. “Chi dice che San Vittore deve in ogni caso restare lì dove si trova non fa i conti con la realtà. Anzi, fa i conti sulla pelle degli altri”. Da una manciata di ore Luigi Pagano ha saputo di essere il nuovo Garante per i detenuti del Comune di Milano. Pagano, che è stato direttore del carcere di San Vittore per quindici anni, ha ricevuto la notizia con l’entusiasmo di chi si accinge a un compito che sa di poter svolgere bene. E spiega le sue linee proprio partendo da una delle questioni più annose: la sorte di San Vittore.
di Andrea Joly e Diego Molino
La Stampa, 10 settembre 2025
La Garante delle persone private della libertà personale termina il secondo mandato: l’intervento del Sindaco alla relazione finale. “Colpisce l’età sempre più giovane di queste persone in carcere, quando cammino per i corridoi durante le mie visite il giorno di Natale mi chiedo cosa ho avuto di meglio per non essere anche io qui”. Parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, intervenuto alla relazione decennale della Garante delle persone private della libertà personale, Monica Gallo, che ha concluso i suoi due mandati iniziati nel luglio del 2015.
- Trento. Dal sovraffollamento al disagio psichiatrico, nel carcere 390 detenuti per 240 posti
- Caserta. Il carcere visto dall’interno con gli occhi del Garante, don Salvatore Saggiomo
- Monza. Il carcere è un inferno: vita durissima per detenuti e poliziotti penitenziari
- Terni. “Allarme suicidi in carcere, sono 25 volte in più rispetto alla società esterna”
- Livorno. Un protocollo d’intesa tra la Casa circondariale ed il Garante comunale dei detenuti











