di Laura Berlinghieri
La Stampa, 12 settembre 2025
Il cooperante di 46 anni è in cella dal 15 novembre ma il Venezuela ancora non gli ha formalizzato nessuna accusa. La disperazione della madre: “Portatelo a casa, parlatene come avete fatto con altri italiani”. Trecento giorni, oggi, senza Alberto Trentini. Trecento giorni, per la sua famiglia del Lido di Venezia, senza poter vedere il cooperante di 46 anni, detenuto nel carcere El Rodeo I, alla periferia di Caracas, ancora senza la formalizzazione di uno straccio di accusa. Trecento giorni senza che la diplomazia italiana sia riuscita a riportarlo a casa.
di Roberta Polese e Anna Teresa Maselli
Corriere del Veneto, 12 settembre 2025
“Conosco bene il caso di Alberto Trentini, i suoi diritti umani non sono stati violati: ha un avvocato, è sotto processo, c’è un’azione legale e seguirà il suo corso”. Il ministro degli Esteri del Venezuela Ivàn Gil ha risposto così alle domande del giornalista della Cnn che due giorni fa gli ha chiesto conto del cooperante veneziano. Oggi sono 300 giorni che Alberto è ostaggio delle autorità venezuelane senza alcun motivo, con un’accusa pretestuosa e infondata di terrorismo. L’intervista alla Cnn rilasciata al giornalista italiano Stefano Pozzebon è l’unico atto pubblico in cui il governo venezuelano dice ufficialmente qualcosa su Alberto Trentini.
di Giovanni Maria Del Re
Avvenire, 12 settembre 2025
Una risoluzione del Parlamento Ue chiede agli Stati membri di fare passi più decisi per fermare Israele. Nel testo non c’è la parola “genocidio”. Votano a favore Forza Italia. Riconoscere lo Stato palestinese, sanzioni a ministri estremisti e coloni, sì allo stop di fondi a Israele, dura condanna per il blocco degli aiuti umanitari, il concetto per cui il diritto all’autodifesa non giustifica quanto sta accadendo nella Striscia. È piuttosto dura, per quanto con alcune “smussature”, la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo riunito in plenaria a Strasburgo sulla situazione a Gaza, definita “al punto di rottura”.
di Francesca Del Vecchio
La Stampa, 12 settembre 2025
La bontà dello scopo umanitario resta, ma censurare la stampa non è mai un buon segnale. “Giornalista pericolosa”. È un’etichetta che non pensavo mi si potesse attribuire, quando ho accettato di raccontare l’avventura della Global Sumud Flotilla verso Gaza. Ma è ciò che è successo e che ha comportato la mia espulsione dalla missione. Riavvolgiamo il nastro. Ad agosto vengo invitata da un’attivista, conosciuta mesi prima, a partecipare come giornalista alla spedizione verso Gaza. Ne parlo con la portavoce italiana, Maria Elena Delia, che mi dice: “Ne saremmo felici”.
Russia. Nelle prigioni di Putin c’è un altro Paese: parla il politico e attivista Davidis da Vilnius
di Andrea Massaroni*
Corriere della Sera, 12 settembre 2025
Intervista al co-presidente dello Human Rights Defense Center Memorial e responsabile del progetto Support for Political Prisoners - Memorial da tre anni vive in esilio in Lituania, insieme alla famiglia. Un caffè a ridosso del centro, scelto per poter conversare tranquilli, nelle ore del primo pomeriggio che minaccia pioggia. Al tavolo si siede Sergey Davidis, co-presidente dello Human Rights Defense Center Memorial e responsabile del progetto Support for Political Prisoners - Memorial. Da tre anni vive in esilio in Lituania, insieme alla famiglia. Lo ha costretto l’impossibilità di continuare a lavorare in Russia senza mettere a rischio la propria libertà. È la vigilia del vertice tra Putin e Trump, fissato per il 15 agosto. Davidis commenta asciutto: “Non c’è molto da attendersi. Putin non cerca compromessi, Trump cerca solo riflettori”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 12 settembre 2025
Alexei Gorinov, avvocato ed ex deputato municipale di Mosca, in carcere dalla primavera del 2022, continua a restare in isolamento. Le sue condizioni di salute inoltre sono sempre più precarie. La storia di Gorinov è particolarmente significativa, dato che si inserisce nell’ambito della persecuzione giudiziaria che ha riguardato i dissidenti politici avviata poco dopo la guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina. L’avvocato moscovita è stato arrestato il 26 aprile 2022 per aver criticato l’invasione dell’Ucraina di due mesi prima. Nei suoi confronti è stata applicata per la prima volta la legge sulle notizie false che screditano l’esercito. Per questo sta scontando una pena complessiva a dieci anni di carcere, a seguito di due distinte sentenze di condanna (l’ultima risale al novembre 2024).
L’Osservatore Romano, 12 settembre 2025
La denuncia dei vescovi delle diocesi di frontiera con gli Stati Uniti. I migranti messicani che cercano di oltrepassare il confine con gli Stati Uniti si trovano in condizioni rischiose e disumane: è quanto emerge dall’incontro, appena concluso a Piedras Negras, nello Stato di Coahuila, dei vescovi delle diocesi situate lungo la frontiera di Messico e Stati Uniti. I presuli, ancora una volta, denunciano la difficile situazione nella quale si trovano migliaia di persone. Per questa ragione hanno rivolto un appello non solo ai governi, ma a tutta la società civile, affinché si riconosca e si affronti la dignità violata. La rotta migratoria che attraversa il Messico è stata definita dall’episcopato “la più pericolosa del mondo”. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, i migranti, fuggendo da guerre, violenza e povertà estrema nei loro Paesi d’origine, si ritrovano in un territorio dove i pericoli si moltiplicano in modo esponenziale.
di Silvia Grilli
Grazia, 11 settembre 2025
Un’altra donna si è uccisa nel penitenziario di Sollicciano, a Firenze. È il 61° suicidio in una cella italiana dall’inizio dell’anno. Dobbiamo capire che questi non sono episodi isolati, ma la prova dell’indifferenza del nostro Paese. Una giovane donna di 26 anni, una detenuta nel carcere di Sollicciano, a Firenze, si è suicidata. Dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio nello stesso carcere, uno dei peggiori d’Italia, dei più abbandonati, tranne che per l’ostinazione dei volontari. Ed è il terzo suicidio in pochi giorni in Italia. La giovane donna rumena di 26 anni si è impiccata all’alba, nella sua cella. L’hanno soccorsa ma era troppo tardi.
romasette.it, 11 settembre 2025
A fine agosto le carceri italiani ospitavano 63.167 detenuti. Fra questi, finora a togliersi la vita nel 2025 sono stati in 61 detenuti, 23 dei quali da quando è iniziata l’estate, tre mesi nei quali si sono registrati i suicidi di tre donne (quattro in totale quest’anno, numeri che difficilmente in passato si erano registrati) e quello di un ragazzino di 17 anni recluso in un Istituto penale per minorenni. A stilare il bilancio di fine estate, stagione drammatica per i suicidi in carcere quando molte attività si fermano, comprese quelle scolastiche e di volontariato, e le persone sono più sole, è oggi, 10 settembre, l’associazione Antigone.
di Luca Borioni
ideawebtv.it, 11 settembre 2025
Gherardo Colombo a Cuneo per parlare di giustizia: “Le riforme tecniche non bastano, serve educare”. Il suo volto resta indissolubilmente legato a “Mani pulite”, l’inchiesta che incise profondamente sul sistema della corruzione esistente al tempo, strettamente legato al finanziamento occulto dei partiti politici. A distanza di trent’anni, però, l’ex magistrato Gherardo Colombo è costretto a ripetere una constatazione amara: “Mani pulite è finita da tempo. Non è finita la corruzione. Il vero problema è che la cultura dell’illegalità è rimasta, in forme più o meno evidenti. È un fenomeno diffuso, difficile da scalfire. Per questo insisto sul nodo culturale: senza una consapevolezza condivisa, nessuna riforma sarà davvero efficace”.
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