di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 gennaio 2026
In Italia, la disciplina dell'affidamento dei figli in caso di separazione o divorzio è regolata principalmente dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54, che ha introdotto il principio della bigenitorialità. Tra le priorità individuate dalla legge il diritto riconosciuto al minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, anche dopo la rottura dell'unione. I vent'anni della legge 54 sono stati al centro di un incontro formativo in presenza e in modalità online (con oltre 1.200 partecipanti da remoto), organizzato dalla “Commissione diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni” del Consiglio nazionale forense. A vent'anni dall'introduzione della legge n. 54/2006 il bilancio tra l'intento del legislatore e la realtà applicativa nei tribunali rimane uno dei temi più dibattuti tra gli avvocati e gli esperti di diritto di famiglia. La domanda che ha costituito il sottotitolo dell'evento del Cnf - “Si scrive affidamento condiviso, si legge affidamento diviso?” - ha colto alla perfezione il paradosso di una riforma che voleva mettere al centro il minore, ma che spesso si è scontrata con prassi burocratiche e conflitti genitoriali irrisolti. La giornata di studio si è articolata in quattro sessioni con approfondimenti sull'evoluzione giurisprudenziale, senza tralasciare un richiamo all'esperienza di altri Paesi europei. Sono intervenuti Daniela Giraudo (coordinatrice della Commissione diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni Cnf, capodelegazione italiana presso il Ccbe-Consiglio degli Ordini forensi d'Europa), Filippo Romeo (Commissione diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni Cnf, ordinario di diritto privato Università “Kore” di Enna), Salvatore Patti (emerito di diritto privato, Università di Roma “Sapienza”), Rita Russo (Consigliera della Corte di Cassazione), Raffaele Sdino (presidente Prima Sezione civile del Tribunale di Napoli), Paola Donvito (Commissione diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni Cnf), Cecilia Ragaini (neuropsichiatra infantile, Università Cattolica, Milano), Gianni Ballarani (ordinario di diritto privato nella Pontificia Università Lateranense) e Davide Piazzoni (Commissione diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni Cnf).
di Leonardo Tondelli
Il Manifesto, 22 gennaio 2026
Tre giorni fa, dopo avere abbracciato i genitori di Abanoud Youssef che chiedevano un intervento immediato del governo, il ministro Valditara ha comunicato la sua soluzione: metal detector nelle scuole. In tutte? No, soltanto negli istituti a rischio. Chi dovrebbe individuare gli istituti a rischio? Ovviamente i dirigenti degli stessi istituti, mediante richiesta al prefetto. Questa è la pronta risposta del governo: si individua un problema che a causa di uno o più fatti di cronaca ha forato l’attenzione dei media (la violenza giovanile), si individua immediatamente lo strumento tecnico che può darci la sensazione di arginarlo (un metal detector), e nel medesimo momento si scarica la responsabilità sui dipendenti: al prossimo fatto di sangue, un preside dovrà rendere conto del fatto che non ha ritenuto necessario far passare qualche centinaia di studenti, tutte le mattine, sotto la stessa forca caudina che ci fa arrivare in aeroporto una o due ore prima del decollo.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 22 gennaio 2026
La commissione Affari costituzionali del Senato adotterà un testo base per avviare l'iter della legge per il contrasto dell'Antisemitismo il prossimo 27 gennaio, giorno della Memoria. E questo, viene spiegato, anche in attesa del ddl del Pd che dovrebbe arrivare nelle prossime ore, con l'assemblea dei senatori del Partito democratico convocata per questa mattina proprio per discutere della materia. Nella seduta di ieri della commissione, su proposta del presidente Alberto Balboni, si è votato sulle modalità con cui procedere ad affrontare il tema. Esclusa l'ipotesi di un comitato ristretto, che era quella di gran lunga preferita da Pd, M5S e Avs.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 22 gennaio 2026
Dibattito al via il 27 gennaio La maggioranza ha deciso: la discussione nel giorno della Memoria sul testo base Lega-Iv. Sì di Delrio. Accordo o meno, la maggioranza ha intenzione di mantenere la data simbolica del 27 gennaio (Giorno della memoria) per l’avvio del provvedimento sull’antisemitismo. I lavori sono in alto mare, tuttavia la commissione Affari costituzionali del Senato ha deciso di avviare l’iter della legge attraverso un testo base che sarà comunicato proprio martedì prossimo, nella ricorrenza. La proposta è stata votata ieri a larga maggioranza ma con il voto contrario di Pd, Avs e M5S che, invece, avevano chiesto la formazione di un comitato ristretto per elaborare un testo unificato.
di Lorenza Cerbini
Corriere della Sera, 22 gennaio 2026
Un Protocollo d'intesa per sostenere i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie nei contesti bellici dove sono sempre più alti i rischi per la salute mentale. Telefono Azzurro, Fondazione Child Ets e Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia metteranno insieme le loro competenze per realizzare interventi di supporto continuativi e percorsi formativi sul campo. È allarme per la salute mentale infantile nei contesti di guerra. I traumi da perdite, sradicamento ed esposizione prolungata alla violenza rendono urgenti interventi internazionali. Per far fronte all’emergenza, il presidente di Sos Il Telefono Azzurro Ets e Fondazione Child Ets, Ernesto Caffo, e il presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Domenico Giani, hanno presentato un Protocollo d’intesa di durata biennale che rafforza la collaborazione e amplia gli interventi congiunti a tutela della salute e del benessere dei bambini e adolescenti che vivono in situazioni di conflitto, emergenza, grave disagio psicosociale e crisi umanitarie, in Italia e nei contesti internazionali maggiormente colpiti dalla violenza.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 21 gennaio 2026
Sono stati 14.188 i destinatari, tra persone ristrette e loro familiari, dell’iniziativa “Giustizia con Misericordia”, nell’ambito del progetto “Aiutare chi aiuta” promosso da Caritas Italiana e Intesa Sanpaolo. Al via “Jobel”, un nuovo progetto nazionale per i minori in area penale, “nella convinzione che investire sui giovani possa creare opportunità concrete di inserimento e di riscatto” ha detto Paolo Bonassi, chief Social impact officer della banca. Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana: “Nonostante le difficoltà strutturali del sistema penale italiano, queste esperienze ci mostrano che esiste una speranza concreta di cambiamento”.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 21 gennaio 2026
Grazie a un piano condiviso denominato “Jobel”, sono state raggiunte in tre anni 14.188 persone in 16 regioni. È la dimostrazione che i percorsi di reinserimento dopo il carcere sono possibili. E ora il focus sarà anche sugli Istituti penali minorili. C’è chi ha trovato un lavoro a tempo indeterminato in una cooperativa sociale. Chi ha portato sul palcoscenico la propria vita. Chi è stato accompagnato in un percorso sanitario dignitoso. Tutto merito di “Giustizia con Misericordia”, il progetto per i detenuti e per le loro famiglie promosso dalla collaborazione tra Caritas italiana e Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’iniziativa “Aiutare chi Aiuta: un sostegno alle nuove fragilità”, avviata nel 2020.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 21 gennaio 2026
In principio furono i rave party, dopo un’adunata nelle campagne di Modena, punibili (ma solo sopra i cinquanta partecipanti) con una pena da 3 a 6 anni. Da allora, una raffica di nuovi reati e aggravamenti di pena, per condotte già punite prima o punibili senza ingolfare i tribunali. Peraltro, con scarsi risultati, a partire dai rave che si continuano a fare. L’unico reato soppresso, in tre anni di governo: l’abuso d’ufficio. Perfetto per i colletti bianchi e pure per aprire un contenzioso con l’Europa. Eccola, la fabbrica dei reati. Dopo che due ragazzi furono travolti e annegarono sul lago di Garda, istituito l’”omicidio nautico”. Dopo l’uccisione dell’orsa Amarena nel Parco nazionale del Gran Sasso, rischia chi cattura gli orsi marsicani: solo quelli però, non i trentini. Per chi uccide un cerbiatto, stesso codice di prima. Dopo la strage di migranti a Cutro, nel primo “decreto sicurezza” un nuovo reato per gli scafisti.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 21 gennaio 2026
Se giornali e Tv sostengono che la violenza è in aumento e che la nuova generazione è violenta e tende all’omicidio, è bene correre ai ripari se non altro per dare soddisfazione ai giornali e alle Tv. L’abitudine a preparare un nuovo provvedimento repressivo, in forma di decreto, per ogni fatto di cronaca, è ben radicata nella nostra classe politica. La violenza è in aumento e dunque occorrono provvedimenti di emergenza per frenare questo aumento. Mi correggo: la violenza è in netta diminuzione nel nostro paese e nelle nostre città. Però sono in aumento gli omicidi. No, mi correggo di nuovo: gli omicidi in Italia sono in drastica diminuzione.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 21 gennaio 2026
Oggi il Governo grida all’esplosione della criminalità minorile e alla necessità di arginare le baby gang. Se così fosse, significherebbe che l’approccio repressivo non ha funzionato. Giusto? Accade un fatto tragico come quello dello studente ucciso a La Spezia da un compagno di scuola e subito si annunciano misure generali contro la criminalità giovanile, aumenti di pena, pugno di ferro. Come quando, quasi due anni e mezzo fa, la violenza sessuale ripetuta compiuta da minorenni ai danni di due bambine a Caivano, nella periferia di Napoli, costituì il motivo dichiarato per l’emanazione dell’omonimo decreto.
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