di Matteo Marcelli
Avvenire, 23 gennaio 2026
Autore di una sua proposta sull’antisemitismo, oggetto di forti discussioni interne al Pd, Graziano Delrio è tra i senatori dem che non hanno firmato il testo di Giorgis depositato ieri in commissione. Senatore, perché non lo ha sottoscritto? Perché secondo me risponde ad alcune esigenze ma non a quella che avevo sollevato presentando la mia proposta e cioè quella di dare un segnale con una legge. Se si parlasse di discriminazione in generale, il ddl Giorgis sarebbe sicuramente adatto. Ma qui si tratta di rispondere a un fenomeno specifico, perché all’interno delle discriminazioni razziali l’antisemitismo ha una sua specificità.
di Simona Siri
La Stampa, 23 gennaio 2026
Liam, cinque anni, preso dagli agenti dell’Ice nel vialetto davanti casa e poi costretto a bussare alla porta. Così un’intera famiglia di immigrati è stata deportata da Minneapolis. Una modalità che suscita sgomento. La sua foto con il cappellino blu e le orecchie di pelo - quelle che si alzano se schiacci i due cordini ai lati - sta facendo il giro del mondo, simbolo della crudeltà a cui si è spinta l’Ice, l’agenzia anti immigrazione che da un mese sta operando nell’ambito dell’operazione “Metro Surge” a Minneapolis e in tutto il Minnesota, dopo varie incursioni in altre città americane, da Los Angeles a Washington passando per Portland e ora anche per il Maine. Liam Ramos ha cinque anni e due giorni fa è stato preso da agenti incappucciati davanti al vialetto di casa e trasferito in un centro di detenzione in Texas insieme al padre Adrian. È successo a Columbia Heights, un sobborgo di Minneapolis pieno di case monofamiliari e di gente che si aiuta a vicenda.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 23 gennaio 2026
Una giovane giornalista è stata condannata da un tribunale delle Filippine con l’accusa di “finanziamento del terrorismo” ritenuta da molti osservatori di chiara matrice politica e aspramente criticata dai difensori dei diritti umani, che hanno apertamente definito il processo “una parodia della giustizia”. Frenchie Mae Cumpio, 26 anni, è stata arrestata nel febbraio 2020 dopo che gli agenti hanno fatto irruzione nella sua casa nel cuore della notte dove dicono di aver trovato una granata a mano, un’arma da fuoco e una bandiera comunista.
di Ivan Cimmarusti
Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2026
La relazione sull’amministrazione della giustizia nel 2025 alla Camera. Alle 15 in Senato. L’istruzione una leva per arginare il rischio isolamento dei detenuti. Giachetti (Iv): “I detenuti vivono nelle porcilaie”. Nel 2025 il fenomeno dei suicidi in carcere continua a rappresentare una delle criticità più gravi del sistema penitenziario italiano. Secondo i dati illustrati alla Camera dei deputati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, i suicidi registrati nelle strutture detentive risultano in calo del 10% rispetto all’anno precedente. Un segnale che va nella direzione giusta, ma che - per come viene letto dal Ministero - non consente alcun alleggerimento dell’allerta: il tema resta strutturale e impone interventi mirati, organizzati e continuativi.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 22 gennaio 2026
Il resoconto del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla attuale condizione delle carceri e degli Istituti penali. Siamo stati bravi, siamo stati i primi, siamo i più garantisti (altro che panpenalisti), il futuro è roseo e tutto quello che non funziona non è colpa nostra, semmai della magistratura. Si potrebbe riassumere così il resoconto del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla attuale condizione delle carceri e degli Istituti penali per minorenni.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 22 gennaio 2026
Il ministro si rallegra perché i suicidi sono diminuiti del 10%. Ma rispetto all’anno scorso, che fu il peggiore di sempre, e i dati degli ultimi anni sono i più alti. Alti anche i morti complessivi, alto il sovraffollamento, cresciuto ma di pochissimo il numero dei detenuti che lavorano. Di che carceri parla? “Il 2025 ha segnato una profonda innovazione per l’amministrazione penitenziaria”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, leggendo la sua relazione in Parlamento descrive le carceri italiane come fossero le migliori del mondo. Come se l’Italia fosse la Norvegia.
di Angela Stella
L'Unità, 22 gennaio 2026
Il ministro attacca: “Petulante litania, nessun assoggettamento del pm all’esecutivo”. Bocciata risoluzione dem per assicurare una ampia campagna informativa sul voto. Scontro anche sulle carceri, Di Biase: “Ministro non cita mai l’articolo 27”. Respinta la richiesta di +Europa di misure urgenti contro il sovraffollamento. Le comunicazioni del Ministro Nordio sull’Amministrazione della Giustizia rese ieri in Parlamento si sono in parte trasformate in uno scontro dialettico sul referendum costituzionale sulla separazione delle carriere e sulle carceri.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 22 gennaio 2026
Il tempo delle pene In parlamento il lungo racconto dei grandi successi del governo. L’ira contro Serracchiani per una domanda: “Non finisce qui”. La deputata dem cita un servizio di Report sui pc dei tribunali e il guardasigilli promette denuncia. “Forse inventeranno anche un reato con il mio nome”. Alla fine, davanti ai cronisti, è la stessa Debora Serracchiani a scherzarci su. Difficile del resto prendere sul serio l’irosa uscita del ministro della giustizia Carlo Nordio, che alla fine di una lunga ma innocua mattinata alla Camera sullo stato dell’amministrazione della giustizia - un classico del gennaio parlamentare - ha minacciato di denunciare (o chissà che altro) la deputata del Pd, colpevole di aver chiesto alla premier Meloni di venire in aula a spiegare se e quanto c’entra il governo con quello che sostiene la trasmissione di Raitre Report. Cioè che nei computer di tutti i giudici, i pubblici ministeri e i funzionari di tutti i tribunali di tutta la Repubblica ci sia un software che, di fatto, permette di spiarli a distanza. E che la questione, sollevata nel 2024 dalla procura di Torino, sia stata derubricata a bagatella priva di importanza dal ministero di via Arenula, pare, dietro richiesta di palazzo Chigi.
di Irene Famà
La Stampa, 22 gennaio 2026
Il Guardasigilli non ha dubbi: la giustizia dev’essere “equilibrata e proporzionata”. Riforma costituzionale della giustizia, impiego dei fondi Pnrr, situazione delle carceri. Il bilancio del Guardasigilli Carlo Nordio, questa mattina alla Camera, si alterna tra “risultati raggiunti” e obiettivi per il futuro”. Poi un accenno, inevitabile dopo i fatti di cronaca di questi giorni, ai provvedimenti per contrastare la criminalità minorile in aumento. Sul tema degli adolescenti violenti, che ammazzano, umiliano, seviziano, il ministro sceglie la via del “buon senso” e lancia un appello: evitare “l’estremizzazione enfatica” di chi da un lato” invoca la repressione crudele” e di chi dall’altro “svilisce il problema in termini di sociologica indulgenza”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 22 gennaio 2026
Alla Camera il ministro loda la “manifestazione di sincerità” espressa sul referendum da Bettini (che pur essendo favorevole alla riforma voterà No per andare contro il governo Meloni) creando imbarazzo tra i dem. Più che una seduta sull’amministrazione della giustizia, oggi alla Camera è andata in scena una seduta sullo stato confusionale della sinistra attorno al referendum sulla giustizia. A far scattare il dramma nel Pd è stato proprio il Guardasigilli Carlo Nordio, che presentando al Parlamento la relazione annuale sulla giustizia del 2025 ha parlato anche della riforma costituzionale e della “manifestazione di sincerità” espressa da un “membro dell’opposizione, che ha detto che sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto estremamente politico che sarà pro o contro Meloni, lui voterà contro”. Il ministro è stato interrotto dalle proteste che si sono levate dai banchi dell’opposizione. “È stato l’onorevole Bettini, lo abbiamo letto sui giornali”, ha replicato Nordio allargando le braccia, generando silenzio e imbarazzo tra i deputati del Partito democratico.
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