di Irene Famà e Francesco Malfetano
La Stampa, 12 settembre 2025
L’obiettivo è estendere l’immunità alla capo di gabinetto di Nordio. Un anno fa Meloni voleva sostituire il ministro con Chiara Colosimo. I rapporti con le milizie libiche, il governo che temporeggia sino a far scadere i termini e a lasciare libero il generale accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, le contraddizioni, i dietrofronti. La giunta per le autorizzazioni a procedere affronta l’affaire Almasri, ma a tenere banco è la questione Giusi Bartolozzi. La capo di gabinetto del ministero della Giustizia è indagata dalla procura di Roma per aver mentito ai giudici quando è stata sentita come testimone sul caso. E la maggioranza tenta di temporeggiare, nella speranza di salvarla, pensando a un possibile ricorso alla Consulta.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 settembre 2025
I magistrati accusano la capo di gabinetto di Nordio di aver detto il falso, ma dalle carte emerge l’opposto. Le deduzioni fantasiose dei pm. E se Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto di Nordio, sul caso Almasri avesse detto la verità, quando ha riferito di non aver mai sottoposto al ministro della Giustizia la bozza del provvedimento che avrebbe evitato la scarcerazione del generale libico? La decisione della procura di Roma di indagare Bartolozzi per “false dichiarazioni” al Tribunale dei ministri appare più che forzata, quasi abnorme proprio sulla base delle carte depositate dai magistrati e anche della prassi che, come riferiscono al Foglio più fonti con una certa esperienza nei corridoi di Via Arenula, regola i rapporti tra il Guardasigilli e il capo di gabinetto. Nella sua relazione, il Tribunale dei ministri qualifica come “inattendibile e mendace” la versione fornita da Bartolozzi ai giudici per due ragioni principali.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 12 settembre 2025
La Cassazione, sentenza n. 30544 depositata oggi, ha accolto con rinvio il ricorso dell’imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Non scatta il reato di resistenza a pubblico ufficiale per il detenuto che si rifiuta di sottoporsi a una perquisizione “con denudamento” in assenza di una specifica autorizzazione in merito. Lo ha stabilito la Cassazione penale, sentenza n. 30544 depositata oggi, accogliendo con rinvio il ricorso dell’imputato contro la decisione della Corte di appello di Napoli che l’aveva condannato ex art. 337 codice penale. Al detenuto veniva contestato di aver usato minaccia e violenza per sottrarsi alla perquisizione disposta al termine di un colloquio con i familiari; denunciando: “Voi fate un abuso di potere”.
di Simone Francioli
umbriaon.it, 12 settembre 2025
Un detenuto tossicodipendente è morto mercoledì pomeriggio nel carcere di Spoleto. A denunciarlo è il segretario per l’Umbria, Fabrizio Bonino: “Ancora una volta le carceri umbre sono teatro di gravissimi episodi che confermano lo stato di profonda emergenza in cui versano gli istituti penitenziari della nostra regione. A Spoleto è deceduto un detenuto tossicodipendente di origini extracomunitarie, nonostante i tempestivi interventi del personale di polizia Penitenziaria e sanitario. Un episodio tragico le cui dinamiche sono al vaglio della magistratura, ma che si inserisce in un contesto già fortemente critico”.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 12 settembre 2025
Sabato mattina eravamo ancora sotto l’impressione del suicidio di Daniela Zucconelli a Rebibbia femminile, quando si è diffusa la notizia che Flavio Evangelista (inutile nascondere i cognomi, ormai) si era tolto la vita al braccio G12 di Rebibbia Nuovo Complesso. Vi ricordate di Flavio? Avevamo raccontato la storia del suo tentato suicidio, avvenuto l’8 luglio al nostro braccio G8. Era stato salvato per miracolo dai suoi compagni di cella e da altre persone detenute e poi ricoverato nella terapia intensiva di un ospedale esterno al carcere. 35 anni, malato di cancro al terzo stadio, con diverse metastasi, aveva compiuto quel gesto estremo anche perché non riceveva nessuna terapia da 3 mesi e mezzo.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 settembre 2025
Nominato dal sindaco Beppe Sala come Garante delle persone private della libertà personale del capoluogo lombardo, Luigi Pagano dice: “Milano è una città ricca di volontariato di grande qualità, forse manca una logica di insieme per quanto riguarda il carcere”. Dopo 40 anni di lavoro in carcere “mi sembra il coerente completamento”, dice Luigi Pagano, fresco di nomina come garante delle persone private della libertà personale di Milano. Direttore di diverse carceri italiane, tra cui San Vittore dal 1989 al 2004, è stato vicecapo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - Dap. “L’aspetto sociale è quello che mi interessa di più. Vedendo la popolazione detenuta di oggi, per me è molto importante l’interfaccia con il territorio”.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 12 settembre 2025
La sala della Colonne del Comune non è riuscita a contenere tutti - volontari, operatori carcerari, rappresentanti delle istituzioni - che hanno voluto essere presenti per ascoltare l’ultima relazione di Monica Cristina Gallo, garante della libertà personale della Città di Torino, sulla situazione dei luoghi di detenzione torinesi. Segno - come ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo - che la città e le realtà che ruotano attorno ai penitenziari sono grati alla garante per la passione e la dedizione con cui ha svolto il suo gravoso mandato.
di Antonio Ferrero
La Stampa, 12 settembre 2025
Il racconto Davide Danni, presidente di “Panaté Società Benefit”. Da domani a domenica Cuneo ospita il festival “Art.27 Expo - Fatti in carcere”. “Fino al 2019 non sapevo cosa potesse esserci dietro quelle mura, allora mi sono detto: se non possiamo portare la città dentro al carcere portiamo il carcere nelle città. Così è sorta l’idea di far nascere queste realtà di economia carceraria, metterle insieme e dire: facciamoci vedere, facciamoci conoscere, portiamo un messaggio di buone pratiche. Questo è il principio che ha sempre connotato questa manifestazione.
minori.gov.it, 12 settembre 2025
Si chiama “Chance” il progetto promosso da Terre des Hommes per favorire il dialogo tra minorenni detenuti, agenti e operatori offrendo nuove possibilità di espressione, crescita e comprensione reciproca. Il progetto - avviato a inizio 2025 con il sostegno di Enel Cuore, onlus del Gruppo Enel - coinvolge ragazzi, agenti e operatori degli Istituti penali per i minorenni di Milano e Catanzaro in percorsi laboratoriali che mirano a far emergere capacità e passioni dei ragazzi e degli agenti, attivando nuove risorse educative e relazionali.
di Sandro Marotta
La Stampa, 12 settembre 2025
Il direttore del dipartimento di Medicina legale dell’Asl di Torino: “Quella di Cuneo è una situazione che difficilmente si risolverà in tempi brevi”. “Sembra che tutte le celle d’Italia dedicate agli obesi siano occupate”: così il medico legale Roberto Testi, direttore del dipartimento di Medicina legale dell’Asl di Torino, sul caso del detenuto cuneese che, a causa di una grave obesità e del diabete, da più di 15 giorni è ricoverato e piantonato nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale di Cuneo. Il suo caso ha fatto emergere un vuoto di strutture e tutele sanitarie per le persone obese private della libertà e, scavando, si scopre che la situazione è complessa perché ci sono dei temi in conflitto tra loro, come la costituzionalità delle cure, le risorse della sanità e l’obbligo di detenzione e sicurezza.
- Sassari. Adelma ha una nuova famiglia: i detenuti della Comunità di don Gaetano
- Mantova. Il pane dei detenuti per ricordare il gesto di Giuseppina Rippa
- Venezia. “Mettersi alla prova in roccia”, nuove forme di educazione attraverso l’arrampicata
- Ancona. Note di libertà in carcere quando la musica unisce i mondi
- Milano. Freedom Sounds, quando la musica è evasione: in scena la band del carcere di Opera











