di Davide Vari
Il Dubbio, 14 settembre 2025
Il presidente del sindacato delle toghe: “L’indagine su Bartolozzi? Non è una vendetta”. E lancia la battaglia contro le carriere separate. “Questa indagine non è avvenuta, come purtroppo qualcuno ha detto, come vendetta della magistratura nei confronti del governo per la riforma: questa è una insinuazione che ritengo inaccettabile”. Con questa frase decisa, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Cesare Parodi, ha preso posizione sul caso Almasri, respingendo le accuse di politicizzazione che nelle ultime ore avevano agitato il dibattito pubblico. “Non voglio parlare di un processo in corso, meno che mai della collega Giusi Bartolozzi, e credo che valga anche per lei la presunzione di innocenza. Lasciamo che giudici e avvocati lavorino serenamente”, ha aggiunto Parodi, sottolineando la necessità di mantenere separata la magistratura dalla pressione politica.
di Davide Vari
Il Dubbio, 14 settembre 2025
Il vicepresidente del Csm all’assemblea dell’Unione Triveneta: “Separazione dei poteri irrinunciabile, ma il vero nodo è la funzione del servizio giustizia”. Appello a un “tavolo 3.0” per affrontare le sfide di demografia e rivoluzione digitale. È un discorso che vale come cartina di tornasole della sfida che attende il sistema giudiziario quello che il vice presidente del Csm Fabio Pinelli ha tenuto a Venezia, all’assemblea dell’Unione Triveneta. Non si tratta soltanto di difendere prerogative costituzionali, ma di mettere in fila priorità pratiche - tempi processuali, funzioni dell’azione penale, struttura degli uffici, formazione e tecnologia - per restituire alla giustizia la sua natura di servizio ai cittadini, non di spettacolo politico.
di Carmine Paul Alexander Tedesco
lexced.com, 14 settembre 2025
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1, n. 8325, anno 2025. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato all’ergastolo, stabilendo che la pena dell’isolamento diurno non è fungibile. Non è possibile, quindi, detrarre da essa i periodi di isolamento sofferti per altre ragioni (sanitarie, cautelari o di fatto). La sentenza chiarisce la natura di sanzione penale propria dell’isolamento diurno, distinguendola nettamente dalle altre modalità di esecuzione della pena che comportano una separazione dagli altri detenuti.
ilpiacenza.it, 14 settembre 2025
All’evento “Oltre la vendetta”, il magistrato di sorveglianza Marcello Bortolato spiega che la giustizia riparativa vuole “risolvere le conseguenze che derivano dal reato, per tutte le persone coinvolte, con l’aiuto di un terzo imparziale”. La novità - o come l’ha preferito definire Bortolato “lo scandalo” - della giustizia riparativa risiede nel mettere “vicino e sullo stesso piano” coloro che hanno subito il danno e coloro che l’hanno cagionato. Trattarli da pari, in un sistema non più verticale ma orizzontale, che permette alle parti di confrontarsi sedute l’una di fianco all’altra. Non si accantona la sofferenza, non si disumanizza il reo (come nel processo ordinario), ma si tende verso l’accordo - un accordo volontario, sottolinea il magistrato - a cui il giudice poi può dare peso nel processo per concedere una riduzione di pena.
agoranotizia.it, 14 settembre 2025
Lunedì 15 settembre, a partire dalle ore 10, l’associazione “Nessuno tocchi Caino” farà visita al carcere di Borgo San Nicola e, all’uscita, prevista verso le 13.30, terrà una Conferenza stampa davanti al carcere. Sarà l’occasione per dar conto delle condizioni del carcere di Lecce in base a quanto riscontrato nel corso della visita e delle proposte volte a superare la grave situazione delle carceri in Italia che sono al collasso a causa del sovraffollamento. Saranno presenti Sergio D’Elia (segretario di “Nessuno tocchi Caino” ed Elisabetta Zamparutti (Tesoriere, i membri del Consiglio Direttivo Anna Briganti e Giuseppe Napoli, Alfredo Lonoce e Ivan Silvestro Siciliano del Movimento Indipendenza, l’avvocato Antonio Morleo Tondo e la Garante dei detenuti di Lecce Maria Mancarella.
di Asja D’Arcangelo
torinocronaca.it, 14 settembre 2025
Grazie al progetto “Ri-vesti”, Lorenzo, Michele e Thomas hanno trasformato abiti usati in una collezione completa. Una passerella insolita e ricca di significato si prepara ad animare la casa circondariale di Verbania nella mattinata di venerdì 19 settembre. L’evento rappresenta il culmine del progetto di economia carceraria “Ri-Vesti”, nato dalla collaborazione tra l’associazione Mastronauta e il Comune di Omegna, con l’obiettivo di far conoscere la realtà del carcere e sostenere le attività di rieducazione e reinserimento sociale.
di Paolo Girotti
Il Giorno, 14 settembre 2025
Una serata di emozioni e musica in carcere con il Centro musicale concertare. La Casa circondariale di Busto Arsizio da qualche mese è entrata a far parte di alcune rassegne culturali (BA Book e May fiber) e ha ospitato due concerti nell’ambito di BA Cultura per l’estate, il primo il 18 luglio e il secondo lo scorso venerdì. In scena nel cortile del carcere due band di giovanissimi, Fullstop e Zeker, che si sono esibite davanti a un gruppo di detenuti e a una cinquantina di cittadini.
di Pietro Pizzolla
gazzettadinapoli.it, 14 settembre 2025
Con professionalità ed estrema sensibilità, Annalisa Senese dà voce ai figli e alle figlie dei detenuti nel libro “Figli cancellati”. Scritto con il giornalista Antonio Vastarelli, il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi e sarà presentato per la prima volta mercoledì 17 settembre, alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, Napoli. Dialogano con l’autrice: Antonio Vastarelli, Maria de Luzenberger Milnernsheim, Lucia Castellano. “Figli cancellati” raccoglie sei storie, otto i protagonisti: Salvatore, Imma, Genny, Ciro, Enzo, Riccardo, Ambra e Anita. Bambini e bambine che crescono ai margini della libertà, osservando il mondo attraverso la lente del carcere.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 14 settembre 2025
L’omicidio in America di Charlie Kirk. Bisogna spegnere il fuoco delle parole perché alla fine degenera in violenza. Cosa ci sta succedendo? Cosa sta stravolgendo le opinioni pubbliche occidentali tanto da far smarrire i valori fondamentali che con tanta fatica e tanto sangue abbiamo conquistato nel Novecento? Siamo irriconoscibili. Come se la storia del progresso umano-espressione che dovrebbe contenere non solo il calcolo dei profitti e delle ricchezze ma soprattutto quello delle relazioni umane- si fosse bruscamente interrotto. Come se una mano guantata, medievale e tecnologica, avesse innestato la marcia indietro. Stiamo regredendo. Non accettiamo di convivere con l’altro da noi. Davvero in questi primi anni venti del nuovo millennio dobbiamo tornare a discutere se sia lecito o giustificabile uccidere un avversario politico, in democrazia?
di Massimiliano Panarari
La Stampa, 14 settembre 2025
Dalla “Bestia” leghista ai Vaffa Day, l’hate speech è cresciuto con il neopopulismo. Ma oggi il linguaggio violento usato come clava contro i nemici è trasversale. E così, l’omicidio di Charlie Kirk sembra avere spalancato la consapevolezza delle “porte dell’inferno” della violenza politica. O forse no; ed esclusivamente a senso unico, a giudicare dalle affermazioni di Trump, che ha immediatamente colto l’occasione per addossare la colpa dell’assassinio alla “sinistra radicale”, anziché chiamare la nazione all’unità come imporrebbe la carica che ricopre. E dire, appunto, che questa dovrebbe essere l’occasione per riflettere su una dialettica politica che si è sempre più impregnata di odio, dando (tristemente) ragione a chi sottolineava come l’escalation dell’incivility politics e dell’hate speech nelle nostre già assai ammaccate e denigrate democrazie liberali avrebbe prodotto conseguenze molto gravi.
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