di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 2026
Non può eludere l’esame del diritto all’unità familiare solo perché non è stato contratto matrimonio o perché lo straniero non ha chiesto autorizzazione ad hoc per permanere sul territorio nazionale in presenza di figli minori. La presenza di un figlio minore in Italia rileva come elemento ostativo all’espulsione dello straniero anche quando quest’ultimo non abbia richiesto al tribunale dei minorenni la formale autorizzazione alla permanenza nel territorio nazionale in ragione del rapporto di filiazione. Lo stesso vale - in termini ostativi all’esecuzione dell’ordine amministrativo espulsivo - per la sussistenza di un legame affettivo di carattere “familiare” quale è una relazione sentimentale con persona regolarmente soggiornante in Italia. E la relazione sentimentale, che può avere rilevanza anche in assenza di matrimonio, impone al giudice dell’opposizione di tenerne conto, anche se si tratti di mera convivenza more uxorio o anche - come l’evoluzione giurisprudenziale sta affermando - anche per legami esistenti tra non conviventi.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
La carenza di personale costringe a ridurre le iniziative a favore dei detenuti. Limitazioni anche per le telefonate. A Canton Mombello sovraffollamento e carenza d’organico continuano a ripercuotersi sulle condizioni dei detenuti. Nella casa circondariale “Nerio Fischione” dovrebbero essere 182 i posti regolamentari, ma all’interno si trovano oltre il doppio delle persone: 386 alla fine dello scorso anno, con un tasso di sovraffollamento (212%), tra i più alti d’Italia. Più detenuti significa anche maggior lavoro per chi deve curarsi di loro: dalla polizia penitenziaria agli educatori, passando per medici, psicologi e volontari vari, il carico di lavoro è diventato insostenibile. Solo con questa doverosa premessa si possono comprendere i fatti che si registrano all’interno dell’istituto di pena, che a parole tutti vorrebbero chiudere una volta per tutte per ampliare quello di Verziano (attualmente anch’esso sovraffollato, ma non a questi livelli e con una struttura e servizi decisamente meno fatiscenti), ma che invece rimane sempre aperto, con vecchi problemi ai quali se ne aggiungono di nuovi.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 25 gennaio 2026
Per il ministro il sovraffollamento sta migliorando ma garante e sindacati restano critici. In poco più di un mese e mezzo, “tra l’1 ottobre e il 19 novembre 2025”, al carcere della Dozza si sono contati “18 aggressioni tra ristretti, 33 fatti di danneggiamento, 7 incendi, 5 proteste collettive, 19 proteste individuali, un tentativo di evasione e 6 episodi di introduzione di oggetti non consentiti”. A fornire i numeri e a promettere “interventi, alcuni già concretizzati e altri in attuazione, a sostegno della struttura bolognese” è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione dei senatori del M5s su quali iniziative abbia intenzione di “attivare per ristabilire condizioni minime di sicurezza”, hanno scritto nell’atto ispettivo i pentastellati, ricordando anche di un sovraffollamento cronico e di un organico sottodimensionato.
di Roberto Lazzari
triesteprima.it, 25 gennaio 2026
A dirlo è il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita di ieri, 23 gennaio. Le condizioni di sovraffollamento e i numerosi problemi, anche sistemici, sembrano essere all’estremo. Il garante spinge anche per lo studio della possibilità di amnistia (“non di indulto”), purché con rigorosi criteri di reinserimento in società. Scrive di “condizioni non poche volte mortificanti” all’interno del Coroneo il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita in delegazione di ieri, 23 gennaio, per fare il punto della situazione. La serie di problematiche riscontrate non lascia uscita: “A Trieste si impone la realizzazione di un nuovo e funzionale istituto penitenziario”, per restituire dignità a detenuti e operatori.
di Martina Capovin
Il Dolomiti, 25 gennaio 2026
Bozen Solidale: “Kompatscher vuole creare un lager di Stato”. Previsti cento posti nella Casa circondariale e cinquanta nel Centro di permanenza per i rimpatri. Il progetto per il nuovo carcere e per il Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Bolzano esce finalmente dalle secche della burocrazia. È questo l’esito del vertice istituzionale svoltosi al Palazzo del Viminale tra il presidente della Provincia altoatesina, Arno Kompatscher, l’assessora alla sicurezza Ulli Mair e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un incontro che ha sancito l’accelerazione decisiva per un’opera che il territorio attende, tra promesse e rinvii, dai tempi della giunta Durnwalder.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026
Bedin: “Da noi chi ha misure alternative al carcere”. “Da vent’anni ormai accogliamo detenuti che vengono condannati agli arresti domiciliari e quelli che usufruiscono delle misure alternative al carcere, come l’affidamento in prova”. Domenico Bedin, presidente dell’associazione Viale K, si trova nell’azienda agricola Parco Contadino Pratolungo. È mezzogiorno, ora di pranzo. Pratolungo è un’azienda agricola sociale, è una delle strutture che fanno parte di Viale K. Le misure alternative al carcere nel nostro paese includono principalmente l’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibertà, la liberazione anticipata, e le pene sostitutive come i lavori di pubblica utilità, che permettono di scontare la pena fuori e oltre le sbarre, spesso in cambio di attività lavorative, terapeutiche o sociali. Vengono disposte in alternativa alla detenzione carceraria per reati di minore gravità o in base alle condizioni personali.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026
Progetti e speranza: da Ferrara il racconto di un 31enne, condannato a 10 anni, di cui 6 già scontati. “Sono pentito, voglio costruirmi un futuro migliore”. Le lancette dell’orologio si sono fermate alle 12, i volontari e gli ospiti si mettono a tavola insieme. È tutto pronto, il profumo del cibo si respira nella sala, insieme alla voglia di ritrovarsi. Piatti, bicchieri e tovaglioli. I volontari hanno servito minestra di verdura, lenticchie con pezzetti di mortadella. Poi arriverà anche la frutta e alla fine il caffè. È mezzogiorno nell’azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo, la sede si trova nella zona dei Prati di Palmirano.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 25 gennaio 2026
Ok all’indennizzo del Ministero. Gli episodi nel carcere di Marino del Tronto. Una rissa sedata, con tanto di lesioni subite, e due soccorsi in extremis per salvare i detenuti dal suicidio. Un fardello emotivo troppo pesante da sopportare per un agente della Polizia penitenziaria che, all’epoca dei fatti, operava nel carcere di Marino del Tronto. Episodi gravi che gli hanno causato un “pregresso stato ansioso” tale da chiedere al Ministero il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. Tradotto: un equo indennizzo a causa della patologia sviluppata per motivi di lavoro.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
L’architetto Stefano Boeri firma il progetto che farà dialogare il carcere con la movida. Nei giorni scorsi un sopralluogo nell’istituto penitenziario. Lontano dai riflettori ed in gran segreto questa settimana il carcere di Canton Mombello ha ospitato il gruppo di progettisti che saranno impegnati ad installare la “porta della speranza” all’interno della casa circondariale. Anzi, le “porte della speranza”, perché a Brescia queste opere d’arte saranno due e renderanno il progetto promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis dello Stato Vaticano in collaborazione con il DAP e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con la fondamentale direzione artistica di Rampello & Partners, decisamente inedito rispetto quelli che si possono o potranno vedere fuori dagli istituti penitenziari di Milano, Venezia, Lecce, Palermo, Roma, Reggio Calabria e Napoli.
di Angela Gorelllini
La Nazione, 25 gennaio 2026
Alla casa circondariale di Siena sono arrivati gli attori di “Malinconico. Moderatamente felice”. Un momento di svago tra aneddoti, curiosità e l’esibizione dei “Cellamusica” con brani del loro cd. Al teatro della casa circondariale di Santo Spirito, sono arrivati gli attori di ‘Malinconico. Moderatamente felice’: Massimiliano Gallo, Greta Esposito, Eleonora Rella, Biagio Musella, Diego d’Elia e Manuel Mazia. Artisti in tournée, con sveglia all’alba e valigie sempre pronte, che hanno scelto di regalare una mattina di svago ai detenuti. Un gesto concreto: nessuna posa, solo presenza e tempo da dedicare ad altri. Il progetto “Artisti dietro le sbarre” del Cpia1 di Siena va avanti da più di dieci anni. Ha portato a Santo Spirito decine di nomi prestigiosi e, ogni volta, è successo qualcosa di indimenticabile. Anche stavolta.
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