di Anna Maselli
Corriere del Veneto, 14 settembre 2025
Dieci mesi di detenzione, 302 giorni. Fra l’Italia e il Venezuela non c’è solo l’oceano ma un muro di silenzio che ogni giorno si fa più angosciante perché di Alberto Trentini nulla sappiamo, la trattativa per il rilascio sembra percorrere un binario morto. E allora la società civile, nel Chiostro del Museo M9 di Mestre, ieri mattina ha fatto rumore, con il proprio corpo ha detto “Io ci sono”. E il senatore dem Andrea Martella ha proposto “una delegazione di parlamentari che possa incontrare le autorità di Caracas, interloquire con Trentini, fare tutti gli sforzi per poterlo riportare a casa dopo oltre 300 giorni di detenzione. Noi siamo disponibili”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 13 settembre 2025
Sono quattro le donne detenute che si sono suicidate in carcere dall’inizio dell’anno. L’ultima aveva 26 anni e si è tolta la vita impiccandosi nella sua cella a Sollicciano (Firenze). Pochi giorni prima un’altra detenuta si era suicidata a Rebibbia. Daniela De Robert, giornalista e vice presidente dell’associazione Volontari in carcere: “Le donne detenute sono il 4% della popolazione detenuta: per questo hanno maggiori difficoltà nelle carceri. Non esiste un pensiero di genere sulla realtà della detenzione femminile”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 13 settembre 2025
Per il centrodestra l’intesa è fondamentale per “il reinserimento sociale”. L’opposizione: “Siamo preoccupati, non ci sono le condizioni”. Al momento è applicabile ad appena quattro condannati in via definitiva, due per parte. Servirebbe il loro consenso, ma è aggirabile. Tra qualche mese l’Italia potrà mandare i detenuti libici a scontare la pena “a casa loro”. In quelle strutture che i report internazionali denunciano per la violazione dei diritti umani dei detenuti. Potrà succedere anche il contrario: gli eventuali detenuti italiani in Libia, se condannati in via definitiva, potranno tornare in Italia. L’accordo, firmato dai ministri della Giustizia di Roma e Tripoli nel 2023, è stato approvato l’11 settembre dal Senato. La discussione è stata veloce ed è passata in sordina.
di Fabio Falbo*
L’Unità, 13 settembre 2025
Quando ho letto il Diario di Cella n. 17 scritto da Gianni Alemanno, ho provato una commozione profonda. Non perché mi abbia raccontato, ma perché l’ha fatto con verità, con rispetto, con coraggio, in un sistema che spesso ci riduce a numeri, a etichette, a reati. Gianni ha scelto di raccontare l’uomo, la storia, il cammino, e l’ha fatto dopo aver conosciuto mia moglie Maria, i miei figli Francesco, Denise, Marco Aurelio, mia sorella Isabella e sentito parlare di mio padre Francesco, che a 92 anni continua a vivere con un solo desiderio: rivedermi libero. Li ha incontrati nell’area verde di Rebibbia, durante i colloqui, ha guardato negli occhi la mia famiglia, quella che ha resistito con me in tutti questi anni, fuori dalle mura, giorno dopo giorno.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2025
“Confido di non aver bisogno del giubbotto antiproiettile”. Il viceministro Francesco Paolo Sisto, peso massimo di Forza Italia alla Giustizia, si presta con ironia al corpo a corpo con Piercamillo Davigo sulla separazione delle carriere - la riforma totem del suo partito - di fronte al pubblico non certo amico della festa del Fatto. Il confronto, moderato da Antonio Massari e Giuseppe Pipitone, è duro ma mantiene il fair-play: Davigo precisa di stimare Sisto, a differenza di “altri” (e qui ognuno può farsi un’i de a del riferimento), lui ricambia e dice di “arricchirsi” ascoltando l’ex pm di Mani Pulite.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 settembre 2025
È corsa alle posizioni chiave. Pinelli punta su pluralismo e trasparenza, per ridisegnare la mappa del potere senza cedere alle logiche correntizie. Palazzo Bachelet si avvia verso un rinnovo della geografia consiliare. Il prossimo 9 ottobre, infatti, scadranno le Commissioni e sarà necessario procedere con nuove nomine, rispetto alle quali i consiglieri possono indicare, entro il 18 settembre, la propria preferenza, sia per quanto riguarda la Commissione di destinazione sia per quanto riguarda le presidenze. A decidere sarà il Comitato di Presidenza, presieduto da Fabio Pinelli e rinnovato dopo la nomina del nuovo primo presidente Pasquale D’Ascola e del nuovo procuratore Pietro Gaeta.
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 settembre 2025
Il costituzionalista ed esponente del Pd parla del caso Almasri che agita la maggioranza di centrodestra. Si ripete, senza fortuna, che sulla giustizia servirebbe un confronto tecnico, anziché una guerra di religione. A offrire un paradigma di “civiltà possibile” nel dibattito è un esponente del Pd come Stefano Ceccanti, che da costituzionalista non esita a chiedersi “come evitare una richiesta di autorizzazione anche per Giusi Bartolozzi”, a proposito della mancata estensione, alla capo Gabinetto di Nordio, dello “scudo” riconosciuto al guardasigilli, a Piantedosi e a Mantovano.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 13 settembre 2025
Respinto il ricorso del pubblico ministero che contestava l’estinzione del primo reato oggetto del beneficio di non esecuzione immediata della pena per chi rientra nel limite di cumulo dopo la seconda condanna. Se la doppia concessione della sospensione condizionale della pena si conclude con esito positivo cioè senza commissione di un altro reato della stessa indole del primo non scatta solo l’estinzione della pena ma anche l’estinzione del reato.
di Antonio Ferrero
La Stampa, 13 settembre 2025
Iniziata ieri la parte pubblica della terza edizione del festival “Art.27 - Expo”, tre-giorni dedicata a scoprire le buone pratiche legate all’economia carceraria. Dopo il tavolo di lavoro di ieri, con la partecipazione di una “rete” di addetti ai lavori, da oggi a domenica si alterneranno discussioni, talk, spettacoli e mostre mercato dedicati al progetto di rendere il carcere un luogo di riscatto (come prevede l’articolo 27 della Costituzione) e di produzione economica. Non a caso, da quest’anno l’organizzazione dell’evento è gestita dalla neonata Associazione Articolo 27 che vede tra i fondatori “Panatè Società benefit”, la “Fondazione Industriali Ets” e “La Gemma Venture Srl”.
di Marco Turco
unionemonregalese.it, 13 settembre 2025
Quando Massimiliano è uscito, dopo otto anni, avrebbe potuto fare la cosa più ovvia: lasciarsi quelle mura alle spalle. Ne aveva tutto il diritto: aveva scontato la sua pena, era libero. Nessuno lo avrebbe biasimato per questo. Ne aveva il diritto e persino la possibilità: “Avevo l’occasione di andare a lavorare altrove, in un’azienda edile”. Invece? “Invece mi hanno chiesto di tornare nel carcere, per restare nella cooperativa che fa lavorare i detenuti” dice, sorridendo. Quanto ci hai pensato su? “Io? Ho accettato immediatamente”. È diventato un amico, non solo un collega. Uno che può portare un messaggio alla famiglia che ti aspetta fuori, magari a un genitore malato. E un esempio: di chi ce l’ha fatta, ma non si è dimenticato di chi è ancora dentro.
- Cuneo. Parole liberate: una canzone per cambiare il carcere
- Catanzaro. Galeotto fu il libro: liceali e detenuti si incontrano oltre i pregiudizi
- Monza. Quando la musica rompe le sbarre. Banda e detenuti assieme sul palco
- Quando la scuola era futuro
- Dai reparti psichiatrici alle carceri: quando la cura diventa punizione











