di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 22 gennaio 2026
Il ministro ribadisce: l'“allarme sicurezza” è solo un problema virtuale, di “percezione” ma poi cerca un capro espiatorio. Dal Colle intanto trapelano i primi dubbi sul nuovo decreto. Riguardano libertà di manifestare, sanzioni amministrative e rimpatri. Il nuovo decreto sicurezza incontra diversi ostacoli, dal punto di vista politico e da quello strettamente tecnico. Dopo la riunione di due giorni fa, con la maggioranza alla ricerca di una quadra sulle nuove norme, Matteo Piantedosi aveva già fatto intravedere un mutamento di toni attorno al tema delle emergenze.
di Marianna Rizzini
Il Foglio, 22 gennaio 2026
Che fare intanto con i coltelli a scuola? “I primi a presentare una proposta di legge sulla limitazione del possesso delle armi da taglio per i minori sono stati i senatori dem Filippo Sensi e Valter Verini. Se il governo decide di fare qualcosa, io ci sono. Ma mi chiedo perché, dopo tre anni di governo Meloni, i ragazzi abbiano ancora i coltelli in tasca”. La sinistra ha lasciato il tema sicurezza alla destra, ha detto l’ex prefetto Franco Gabrielli su questo giornale, “Penso abbia ragione Gabrielli quando dice che non serve la sinistra del benaltrismo, quella per cui è sempre un’altra cosa quella che devi fare quando si parla di sicurezza”, dice l’ex ministro e deputata dem riformista Marianna Madia.
di Pina Mazzaglia
La Sicilia, 22 gennaio 2026
Il Progetto Respiro per dare sostegno ai figli delle vittime di femminicidio: “Ecco come interveniamo”. Li chiamano “orfani speciali” i bambini e i ragazzi vittime di femminicidio, la più grave del fenomeno della violenza sulle donne, bambini e ragazzi che non solo devono affrontare la morte della madre, ma che sono privati anche della figura del padre che finisce in carcere o, alcune volte, suicida. Sono orfani che vivono una condizione estremamente complessa: hanno assistito per anni a crimini domestici del padre nei confronti della madre, con conseguenze traumatiche profonde sul proprio sviluppo e che spesso durano anni se non vengono trattate. Il Progetto Respiro, progetto della rete Cismai, promuove un modello di intervento e di cura, percorsi di inclusione, resilienza e di presa in carico degli orfani speciali. Antonello Arculeo, psicologo e psicoterapeuta, è responsabile del Centro Famiglie per il Progetto Respiro della Sicilia.
juranet.it, 22 gennaio 2026
La sentenza n. 2192/2026 si colloca nel solco di un orientamento volto a riaffermare la centralità dei legami familiari nel trattamento penitenziario, anche nei regimi detentivi più rigorosi, ribadendo che la sicurezza collettiva non può tradursi in un sacrificio assoluto delle relazioni affettive, specie quando coinvolgono minori. L’art. 28 della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario) attribuisce rilievo centrale al mantenimento, miglioramento e ristabilimento delle relazioni familiari del detenuto e dell’internato, al fine di evitare che l’esperienza carceraria produca un’emarginazione non necessaria e una sofferenza non funzionale alla finalità rieducativa della pena.
di Marzia Piga
cagliaritoday.it, 22 gennaio 2026
Il deputato e coordinatore regionale del partito in Sardegna Pietro Pittalis annuncia battaglia dopo la pubblicazione del verbale della Conferenza Stato-Regione: “Non si parla di poche decine di detenuti, come mi era stato riferito: lo contrasterò con tutte le forze”. M5S attacca: “Meglio tardi che mai”. Il trasferimento dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis in Sardegna torna al centro dello scontro politico, dopo la pubblicazione integrale dei verbali della Conferenza Stato-Regioni, con il piano governativo illustrato dal sottosegretario meloniano Delmastro (ne abbiamo parlato per primi qui). Documenti che, secondo opposizioni e governo regionale, confermano un piano ben più ampio rispetto a quanto inizialmente rappresentato: non poche decine di detenuti, ma una quota consistente, fino a circa un terzo del totale nazionale, concentrata in tre strutture carcerarie dell’isola. Ora se ne è accorto anche il deputato sardo di Forza Italia, all’opposizione in Regione ma in maggioranza in Parlamento, e coordinatore regionale del partito Pietro Pittalis che in una nota annuncia battaglia contro quella che definisce una prospettiva inaccettabile: “La contrasterò con tutte le mie forze”, sottolinea.
ilpost.it, 22 gennaio 2026
Christian Guercio era in cella da soli tre giorni: secondo il suo avvocato nel carcere di Asti nessuno sapeva che era malato. Il 29 dicembre erano passate da poco le 17 quando Christian Guercio si è ucciso nel carcere di Asti. Aveva 38 anni, faceva l’elettricista e il deejay. Era in cella da tre giorni, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ma secondo il suo avvocato non doveva stare lì perché era malato, depresso, e già in passato aveva tentato il suicidio. La procura di Asti ha aperto un’inchiesta. La famiglia di Guercio vuole ricostruire con precisione cosa è successo, ogni passaggio, ogni decisione presa in quei tre giorni: vuole sapere soprattutto perché un uomo in quelle condizioni era in cella da solo e senza controlli.
di Angelo Palmieri
orvietonews.it, 22 gennaio 2026
Che cos'è oggi il carcere in Italia? E, soprattutto, come può diventare un luogo di cambiamento, invece che un semplice spazio di contenimento? A queste domande prova a dare voce “Quando nessuno ti guarda”, l’incontro promosso da Radio Orvieto Web a partire dal podcast “Io non sono qui”, che racconta la realtà penitenziaria con uno sguardo diretto, rifuggendo facili semplificazioni. L’appuntamento è in programma venerdì 30 gennaio, alle 17.30, a “Lo Scalo” Community Hub. Sarà un incontro aperto di confronto, pensato per mettere in dialogo esperienze e competenze diverse: la narrazione, il lavoro educativo dentro l’istituto penitenziario, la lettura sociale e le storie concrete che attraversano il “dentro”.
di Manuela Petrini
interris.it, 22 gennaio 2026
“Abbracci in libertà” è il progetto della Fondazione Santo Versace nato con lo scopo di tutelare la genitorialità e garantire la continuità affettiva tra genitori detenuti e figli. Il 21 gennaio, Giornata Mondiale dell’Abbraccio, ci ricorda quanto un gesto semplice possa diventare rifugio, forza, casa. È proprio da questo significato profondo che nasce “Abbracci in libertà”, il primo progetto nazionale della Fondazione Santo Versace - fondata dai coniugi Santo Versace e Francesca De Stefano Versace - dedicato alla tutela della genitorialità in carcere, per custodire ciò che nemmeno una cella dovrebbe mai spezzare: il legame affettivo.
di Nicoletta Salvi Ouazzene
napolimonitor.it, 22 gennaio 2026
Il volume “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”, curato da Brunella Lottero e Cinzia Morone, è uscito a maggio del 2025 per Paolo Sorba Editore, ma è rimasto sconosciuto per molti mesi persino a chi, a Torino, si occupa o si interessa di carcere. Forse perché il suo contenuto spaventava, o perlomeno metteva in imbarazzo molte istituzioni, o forse, molto più semplicemente, perché viviamo tutti dentro a bolle comunicative e relazionali sempre più ristrette e sempre meno comunicanti. Poi è arrivato il premio Sarzana: a gennaio 2026 il libro vince il “XIII premio letterario Internazionale Poesia, Narrativa, Saggistica Sarzanae” e la notizia emerge e si diffonde suscitando finalmente l’interesse che merita. Il libro riprende vita e comincia a circolare, soprattutto tra chi di carcere si occupa e nelle lotte anti-carcerarie si impegna.
di Renato Franco
Corriere della Sera, 22 gennaio 2026
“La Preside”, serie televisiva liberamente ispirata alla vera storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica diventata simbolo di coraggio e determinazione, con Luisa Ranieri protagonista, va in onda lunedì 19 gennaio alle 21.30, su Rai1. È possibile salvare i ragazzi da un destino di criminalità e analfabetismo attraverso la scuola? Anche quando non vogliono essere salvati? Eugenia crede di sì. Per questo, al suo primo incarico come preside, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese (a Napoli), ovvero l’inferno in terra. Posizionato al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, l’Ortese è tristemente famoso per l’assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse. Ma quella che ad altri potrebbe sembrare una sfida impossibile, per Eugenia diventa una missione: “Quando le cose sono così brutte, è facile immaginarsele più belle”.









