di Giulia Merlo
Il Domani, 9 settembre 2025
Il Pd ha organizzato audizioni informali contro la riforma “che è un attacco alle toghe”. Presenti Cgil e Uil, Acli e Anpi, ma soprattutto nomi di peso come Coppi e Cassano. Infine il Pd ha iniziato la mobilitazione contro la riforma della giustizia firmata da Carlo Nordio. Non che ci fossero dubbi sull’orientamento - i dem hanno votato contro la riforma costituzionale sia alla Camera che al Senato - e già molti singoli parlamentari si sono spesi in iniziative pubbliche, ma ieri si è svolto il primo evento davvero connotante. Di fatto si è trattato del via a quella che sarà una lunga campagna referendaria fino al voto al referendum previsto probabilmente per giugno 2026: l’autunno “di lotta e di piazze” chiamato dalla segretaria Elly Schlein.
di Francesco Curridori
Il Giornale, 9 settembre 2025
Il presidente dell’Anm boccia la riforma della giustizia del governo Meloni. “Questa riforma evidentemente danneggia i cittadini e non i magistrati”. A dirlo è il presidente dell’Anm Cesare Parodi nel corso dell’audizione con il gruppo del Pd alla Camera sulla riforma della giustizia. Parodi ha confermato l’impegno dei magistrati nella “difesa di valori comuni messi in discussione dalla modifica della Costituzione”. Una riforma che “cambiando il Csm indebolisce l’indipendenza di tutti i magistrati, attraverso una progressiva allontanamento del pm dalla giurisdizione”. E ha aggiunto: “Per questo saranno i cittadini a pagarne le conseguenze”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 9 settembre 2025
Il repulisti delle tanto temute “toghe rosse” negli uffici giudiziari non c’è stato, così come non c’è stata alcuna “occupazione” dei posti che contano da parte di magistrati graditi al governo di Giorgia Meloni. Non possono non far sorridere, a rileggerli ora, i titoli con cui diversi giornali avevano annunciato l’imminente “virata” delle toghe il 26 gennaio del 2023, all’indomani cioè dell’insediamento del primo Consiglio superiore della magistratura “a trazione centrodestra” nella storia della Repubblica, con l’elezione di Fabio Pinelli, avvocato padovano voluto dalla Lega di Matteo Salvini e Luca Zaia, a vicepresidente di Palazzo Bachelet.
di Roberta De Rossi
La Nuova Venezia, 9 settembre 2025
“Il Parlamento deve reintrodurre la perseguibilità d’ufficio di alcuni reati, compreso il furto con destrezza”. Premessa necessaria: è tempo di campagna elettorale in Veneto e ogni dichiarazione rischia di non esserne immune. Ma il problema dell’imperversare dei borseggiatori e delle tensioni che provoca il loro imperversare in una città come Venezia - piccola e mondiale - è reale. Cosa si può fare di concreto per arginare questi reati “piccoli” per il codice penale, ma dal grande impatto sociale? La legge Cartabia (che pretende querela e testimonianza in aula della vittima) può essere modificata? Attualmente è una caccia a guardie-e-ladri con grande dispendio di energie e spese, ma di fatto inutile negli effetti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 settembre 2025
“Il dovere del pubblico ministero di svolgere attività di indagini a favore dell’indagato non è presidiato da alcuna sanzione processuale, essendo, peraltro, il difensore facultato a svolgere indagini difensive ai sensi degli articoli 391-bis e seguenti del codice di procedura penale; ne consegue che, sebbene ciò non autorizzi l’organo requirente a disattendere la disposizione normativa, qualsiasi doglianza in tal senso non può essere proposta con il ricorso per Cassazione”. Sono parole che tagliano la testa al toro quelle della Suprema Corte, messe nero su bianco nella sentenza della sezione VI numero 30196 del 3 settembre 2025. Una pronuncia che, al di là del caso concreto, interviene su un nodo antico e mai risolto del nostro sistema processuale: il rapporto tra il ruolo del pubblico ministero e le garanzie dell’indagato.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 9 settembre 2025
La Cassazione mette un punto fermo in tema di impugnazioni: quando due gradi di giudizio di merito giungono alle stesse conclusioni, il cosiddetto caso di “doppia conforme”, il ricorso in sede di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti. In assenza di vizi macroscopici, la Suprema Corte non rilegge le prove né rivaluta i testimoni. È il principio riaffermato dalla Terza sezione penale con la sentenza n. 26386 del 18 luglio 2025, che ha respinto il ricorso di un amministratore di una società, condannato a un anno e sei mesi di reclusione per dichiarazioni fraudolente tramite l’uso di schede carburante false.
di Marco Preve
La Repubblica, 9 settembre 2025
Il procuratore generale ha iniziato da Sanremo, istituto con molte criticità, una serie di ispezioni con incontri con gli agenti, i detenuti, il Garante e le associazioni come Antigone. Il Procuratore generale Enrico Zucca ha iniziato ieri - cominciando dal carcere di Sanremo in valle Armea - una serie di visite a tutte le carceri liguri, o meglio del distretto di Corte di Appello che comprende anche la provincia di Massa. Detto così potrebbe apparire uno dei consueti appuntamenti della routine istituzionale ma, in realtà, si tratta di una prima assoluta e nasce, oltreché da una sensibilità personale, anche dalle criticità del sistema carcerario ligure, che soffre di diverse patologie ormai croniche. A iniziare dal sovraffollamento, e poi la rarefazione delle attività lavorative, la carenza di organici della Polizia penitenziaria, il ripetersi di episodi di violenza da parte dei detenuti ma anche di abusi da parte degli agenti, per chiudere con la tragica sequenza di suicidi da parte di detenuti, dramma più volte denunciato dagli avvocati della Camera Penale.
garantedetenutilazio.it, 9 settembre 2025
Purtroppo, il fine settimana è stato funestato da altri due suicidi che portano a 61 il numero di persone detenute che si sono tolte la vita nelle carceri italiane. “Siamo addolorati per la morte di D.Z., la donna che si è tolta la vita la scorsa notte a Rebibbia femminile e che era stata seguita dai nostri uffici per il rinnovo della certificazione dell’invalidità. Una persona con una storia di dipendenze, una pena ancora lunga da scontare e senza più relazioni affettive esterne. Ancora una volta una storia di solitudine e disperazione, che testimonia una drammatica carenza di risposte sociali che finiscono inevitabilmente in carcere”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, alla notizia del suicidio di una detenuta nella Casa circondariale femminile di Rebibbia, resa nota venerdì 5 settembre.
La Nazione, 9 settembre 2025
L’associazione che opera a Sollicciano in merito all’ultima morte in cella e la drammatica situazione delle carceri toscane: “Sovraffollamento, fatiscenza delle strutture, carenze sanitarie e di personale”. Dopo l’ultima tragedia nel carcere di Sollicciano, l’associazione Pantagruel, impegnata con attività di volontariato nella casa circondariale di Sollicciano, rivolge un appello per non dimenticare i detenuti ai candidati alle elezioni regionali toscane in programma il 12 e 13 ottobre. “A rendere ancora più urgente un’approfondita riflessione pubblica sul tema delle carceri - spiegano dall’associazione - è l’ennesima tragedia avvenuta sabato scorso a Sollicciano, dove una ragazza di appena 26 anni si è tolta la vita in cella. E. era una giovane donna romena che viveva per strada: una vita fragile, difficile, segnata dall’esclusione e dal pregiudizio, fino a diventare ‘il colpevole perfetto’. La sua morte riporta con forza all’attenzione pubblica l’emergenza delle carceri toscane e italiane”.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 9 settembre 2025
Luigi Pagano, storico direttore di San Vittore prima di andare in pensione come provveditore delle carceri lombarde, è stato nominato dal sindaco Beppe sala garante dei detenuti per il Comune del capoluogo. Il ruolo era vacante sin da metà estate. Pagano sostituisce così l’ex magistrato Francesco Maisto, rimasto in carica per due mandati. Nel giorno del sessantunesimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno (è successo a Sollicciano, dove una 26enne romena è stata trovata appesa in cella la mattina dell’8 settembre, dopo che altre due persone si erano uccise a Rebibbia nei tre giorni precedenti) arriva per fortuna da Milano una buona notizia che naturalmente non risolve da sola la situazione drammatica delle nostre prigioni ma se non altro è un bel segnale: Luigi Pagano, storico direttore di San Vittore prima di andare in pensione come provveditore delle carceri lombarde, è stato nominato dal sindaco Beppe Sala garante dei detenuti per il Comune del capoluogo. Il ruolo era vacante sin da metà estate. Pagano sostituisce così l’ex magistrato Francesco Maisto, rimasto in carica per due mandati.
- Roma. La Garante accende un faro sulle donne in carcere
- Salerno. Detenuto morto a Fuorni, tre medici condannati: “potevano evitarlo”
- Ascoli. Carcere, Sisto in visita: attività lavorative per l’Alta sicurezza
- La Spezia. La “Favola di Cì” incanta tutti. In scena con detenuti attori
- La Spezia. Parliamo di carcere e mettiamo in musica le sue parole











