Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
Il ministro: bisogna impedire radicalmente che i giovani usino le armi. “Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”: a dirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una intervista a 4 di Sera Weekend, parlando dell’accoltellamento a La Spezia di Abanoub Youssef da parte di un compagno di scuola, Atif Zouhair.
di Vincenzo Romania e Tommaso Bertazzo
Il Manifesto, 18 gennaio 2026
La storia di riscatto che l’amministrazione non ascolta: una proposta di cooperativa a proprietà indivisa per poter restare e riqualificare l’area. Baracche, degrado, criminalità. Nulla di questo sopravvive al primo sguardo al Villaggio delle Rose, alle porte sud di Milano. Qui, da oltre venticinque anni, cinquanta famiglie rom harvati vivono in case autocostruite, stabili e curate. Non si tratta di irregolari né di migranti economici, ma di cittadini italiani, discendenti di popolazioni deportate negli anni Trenta in seguito alla forzata italianizzazione dell’Istria.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 18 gennaio 2026
Manifestazione del Partito radicale a sostegno del popolo iraniano, tra simboli monarchici, volti coperti per timore di ritorsioni e richieste di aiuto alla comunità internazionale. In testa al corteo Carlo Calenda: “Oggi onoriamo chi combatte per la libertà”. Il tricolore con il leone e il sole nascente sventola sotto lo sguardo del monumento a Giuseppe Mazzini in piazzale Ugo La Malfa. Dalla folla che pian piano comincia ad assieparsi nel piazzale per la manifestazione organizzata dal partito radicale a sostegno del popolo iraniano, svettano i cartelli con i volti e i nomi dei ragazzi trucidati dalla repressione del regime. Un ragazzo tiene un cartello che ricorda le 176 vittime del volo 752 della Ukrainan International Airlines, abbattuto poco dopo il decollo dall’aeroporto di Teheran dalla Guardie della rivoluzione l’8 gennaio 2020 come rappresaglia per l’uccisione, da parte degli Stati Uniti, del generale Qasem Soleimani, avvenuta solo poche ore prima.
di Andrea Ossino
La Repubblica, 17 gennaio 2026
Il fondatore, Massimo Barra: “Un terzo della popolazione carceraria è detenuta per reati legati alla droga. Se una persona è malata, non può stare in carcere”. La certezza della pena, ma anche della speranza. È il filo conduttore che ha attraversato il convegno “I luoghi della privazione della libertà personale: detenzione e suicidi”, organizzato nella sede di Villa Maraini - Croce Rossa Italiana, insieme all’Istituto Luca Coscioni. Una sala gremita, ieri sera, tra operatori sociali, rappresentanti delle istituzioni e forze dell’ordine, per discutere di carcere, sovraffollamento e salute mentale.
di Salvatore Saggiomo*
rivistatela.it, 17 gennaio 2026
Il 2025 si chiude con una fotografia del sistema carcerario italiano ancora profondamente critica. Sebbene negli ultimi anni siano stati posti all’attenzione pubblica i temi della rieducazione, della salute e della dignità delle persone private della libertà personale, la realtà che quotidianamente incontro nei penitenziari purtroppo conferma che siamo ancora ben lontani da condizioni accettabili. I dati più recenti mostrano che il fenomeno del sovraffollamento non è un problema episodico ma strutturale.
di Marco Sorbara
L’Unità, 17 gennaio 2026
Faccio parte della grande famiglia di Nessuno tocchi Caino da un po’ di anni. L’incontro, in un momento particolare della mia vita, è stato per me qualcosa di speciale. Ho trovato persone che mi hanno teso la mano, mi hanno accompagnato, mi hanno sostenuto quando ne avevo più bisogno. Penso che il dolore più grande per una persona sia trovarsi, a un certo punto della vita, abbandonato da tutti. Io ho avuto la fortuna che la mia famiglia, i miei ex compagni di squadra e il mio parroco - con cui sono cresciuto - non mi hanno mai lasciato solo.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 17 gennaio 2026
Lo stigma che accomuna le carceri del nostro Paese, ancora una volta si è manifestato nelle sezioni di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione Opera di Milano, a seguito della visita di Nessuno tocchi Caino, lo scorso 22 dicembre. Le condizioni materiali di detenzione riscontrate delineano un quadro di isolamento e disumanizzazione incostituzionale, in violazione dei diritti fondamentali degli ergastolani reclusi.
L’Opinione, 17 gennaio 2026
“Almeno 1.000 militari a presidio delle carceri italiane con servizi mirati di controllo, pattugliamento e sorveglianza”: è la proposta avanzata da Aldo Di Giacomo, segretario del Fsa-Cnpp-Spp (Sindacato polizia penitenziaria), con l’obiettivo dichiarato di “ristabilire legalità nei penitenziari e tutelare il personale”. Secondo il sindacato, le prime due settimane del nuovo anno hanno già confermato un quadro allarmante, in linea con il “copione” del 2025 e anzi ulteriormente aggravato. I tentativi, riusciti o sventati, di introdurre dall’esterno droga, telefoni cellulari e persino armi rudimentali si susseguono con preoccupante regolarità. L’ultimo episodio segnalato riguarda un lancio di pacco all’Itm di Roma, ma i casi più frequenti restano quelli legati all’uso dei droni, ormai impiegati per trasportare di tutto all’interno degli istituti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 gennaio 2026
Poche idee, ma confuse. Il tema della sicurezza, nel governo, sembra spaccare le posizioni di Fratelli d’Italia e Lega. Col partito della premier per nulla propenso a parlare di un’emergenza sicurezza e il Carroccio pronto a rilasciare alle agenzie dichiarazioni allarmistiche, di fatto giustificando la bontà delle nuove proposte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Proposte che riducono le garanzie dello Stato di diritto, puntando tutto sulla repressione, soprattutto dei soggetti più deboli della società: minori e migranti. Sul fronte Fratelli d’Italia è Alberto Balboni, responsabile sicurezza del partito, a smorzare i toni: “La sicurezza per noi, come ha detto Piantedosi, resta sempre una priorità assoluta e tuttavia la situazione negli ultimi tempi non è peggiorata, è, seppur faticosamente, migliorata: i reati sono diminuiti nel 2025, 3,5% in meno. Rispetto a 10 anni fa, anche gli omicidi, ma anche tutti gli altri reati, sono diminuiti.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2026
Se passerà il nuovo pacchetto Sicurezza, il poliziotto non sarà indagato quando un fatto potenzialmente criminoso è compiuto nell’adempimento di un dovere. Nonostante anche gli ultimi numeri ci dicano che la criminalità in Italia è in calo, il governo ha annunciato un altro pacchetto sicurezza. Anzi due: il primo avrà la forma del decreto legge, dunque immediatamente operativo, mentre il secondo quella del disegno di legge, la cui discussione si potrà trascinare a livello parlamentare. È quindi evidente come non sia per combattere la criminalità che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni continua senza sosta a lavorare a norme repressive e illiberali. È piuttosto per stravolgere lo stato di diritto, nel quale non ha mai creduto, per reprimere le espressioni di dissenso, per affermare il proprio sovranismo razzista nella guerra all’immigrazione.
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