di Stefano Brogioni
La Nazione, 8 settembre 2025
La 26enne sarebbe stata scarcerata tra un anno. Sabato c’era stata una protesta. Monsignor Gambelli: “Sovraffollamento e strutture fatiscenti, è inaccettabile”. Il terzo dell’anno a Sollicciano. Il primo nella sezione femminile. A togliersi la vita, usando le lenzuola come una corda, Elena, rumena di 26 anni. Era detenuta da poco meno di un anno, in custodia cautelare. Lo scorso aprile, era stata condannata a quattro anni e otto mesi, in abbreviato, per una movimentata rapina, avvenuta a fine agosto nella cantina di un palazzo del centro di Firenze, in cui un anziano di 91 anni aveva rischiato di morire per le lesioni riportate.
quotidianocanavese.it, 8 settembre 2025
Andrea Pagani Pratis, 47 anni, è morto il 7 gennaio dello scorso anno nel carcere di Ivrea per un edema polmonare. Era detenuto da tempo e da sei giorni segnalava sintomi piuttosto chiari: febbre, tosse persistente e un forte malessere generale. Nonostante tre visite mediche in momenti diversi, nessuno dei sanitari in servizio avrebbe disposto esami diagnostici, cure adeguate o un trasferimento in ospedale. Ora la Procura di Ivrea, con il pubblico ministero Valentina Bossi, chiede il rinvio a giudizio per tre medici della casa circondariale. Sono accusati di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria. L’accusa sostiene che la morte di Pagani Pratis poteva essere evitata, se fosse stato seguito un protocollo medico adeguato.
di Andrea Ranaldi
latinaoggi.eu, 8 settembre 2025
Nei giorni scorsi in Procura è stato ascoltato Roberto Toselli, ritenuto il supertestimone della morte del detenuto Andrea Di Nino, nel carcere di Viterbo il 21 maggio 2018, inizialmente classificata come un suicidio e finita ora al centro di una nuova inchiesta avviata per fare chiarezza sull’accaduto, sulla base di una denuncia presentata dai familiari della vittima. Le dichiarazioni di Toselli, detenuto anche lui in quel periodo nello stesso istituto di pena Mammagialla di Viterbo, ristretto due celle dopo, sostengono l’ipotesi dell’omicidio, o comunque della morte come conseguenza di un’aggressione da parte degli agenti della penitenziaria.
di Ivan Murgana
L’Unione Sarda, 8 settembre 2025
Il caso finisce in consiglio comunale, a portarlo De Muru (Pd): “Rischio infiltrazioni criminali, la Sardegna torna ad essere una colonia penale”. Quasi gli stessi reclusi di Milano Opera, oltre il doppio di Rebibbia, a Roma: i 92 detenuti in regime di 41 bis che verranno ospitati nel reparto di massima sicurezza di prossima apertura nel penitenziario di Uta, non fanno dormire sonni tranquilli a cittadini di Capoterra, il centro abitato più vicino al carcere “Ettore Scalas”. I numeri parlano da soli, tolto il penitenziario milanese con suoi 95 detenuti, in Italia non ci sarà alcun reparto detentivo che ospiterà più mafiosi, ndranghetisti o terroristi del carcere di Uta.
di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 8 settembre 2025
Comincia a delinearsi il futuro della casa di reclusione dei Piccolini, in via Gravellona 240. La struttura sarà riconvertita in sezione 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”. Ad occuparsi dei lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento, indispensabili per accogliere detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, sarà la Tecnoedi Costruzioni s.r.l. di Cirié (Torino), che si è aggiudicata l’appalto per un importo pari a di oltre 786mila euro. Alla gara hanno preso parte anche l’azienda vigevanese Cefer, classificatasi seconda, e la Società Immobiliare Mattioda Costruzioni.
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 8 settembre 2025
È atteso oggi alle 10 il procuratore generale della Repubblica Enrico Zucca al carcere di Sanremo. Incontrerà i rappresentanti della polizia penitenziaria. Una visita “da annoverare tra gli eventi più importanti della casa circondariale” afferma Fabio Pagani, segretario regionale Uilpa. Dopo anni caratterizzati “da crisi ed eventi critici”, la situazione è mutata i primi di luglio con il sopralluogo del provveditore Mario Antonio Galati. In quel frangente, Galati adottò una linea dura: diede specifiche e stringenti disposizioni alla polizia penitenziaria. Da lì a poco è arrivato un nuovo comandante, Daniele Cutugno, incaricato di riportare ordine in una struttura dove “la legalità era diventata un’eccezione”, a detta del personale. “Dopo il 26 luglio, con queste nuove disposizioni, non si è verificato nessun evento critico” sottolinea Pagani.
laprovinciacr.it, 8 settembre 2025
Persone detenute impegnate in piccoli lavori di manutenzione, pulizia, giardinaggio nelle strutture parrocchiali e negli oratori dell’unità pastorale. È quanto succede nell’unità pastorale don Primo Mazzolari (S. Ambrogio, Cambonino, Boschetto e Migliaro). Un piccolo, ma importante segno di speranza che si è concretizzato nel rinnovo della convenzione con la Casa Circondariale di Cremona. Ne dà notizia il sito della Diocesi. “Nell’anno del Giubileo questa iniziativa acquista ancora più valore - racconta il parroco don Paolo Arienti - arricchisce i momenti celebrativi dell’Anno Santo dando concretezza al tema della speranza”.
di Daniela Gori
La Nazione, 8 settembre 2025
Una piazza Risorgimento affollata ha accolto sabato sera gli ospiti della 32^ Marcia per la Giustizia, dedicata al tema “Non c’è pace senza giustizia. Percorsi per la risoluzione dei conflitti e la tutela dei diritti”. Dal palco hanno lanciato i loro messaggi per la pace nel mondo e per la lotta contro le mafie che sono all’origine delle ingiustizie don Luigi Ciotti (fondatore Gruppo Abele e Libera), don Mattia Ferrari (Cappellano di Mediterranea Saving Humans) Giovanni Bombardieri (Procuratore della Repubblica di Torino), Tommaso Pastore (Capo Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Torino), Marialuisa Rovetta (Figlia di Alessandro Rovetta, vittima innocente delle mafie), Antonella Lombardo (Direttore artistico Laboratorio Accademico Danza e Presidente DanceLab Armonia) con le sue ballerine e ballerini. Sono inoltre intervenuti i ragazzi portavoce dei gruppi che nel pomeriggio al Parco Verde avevano partecipato al Seminario Giovani.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 8 settembre 2025
Nel febbraio scorso una reliquia del giovane santo monzese era stata donata da monsignor Sorrentino, arcivescovo di Assisi, alla Casa circondariale in provincia di Varese. Il cappellano: “Il suo dono e la sua presenza hanno dato molti frutti spirituali”. C’è Isaac, fuggito dalla Nigeria dopo che in una sparatoria in Chiesa ha perso tutta la sua famiglia, poi c’è Jamein, che a febbraio era appena stato battezzato dopo una conversione avvenuta in carcere grazie allo sguardo di Gesù riflesso nei volontari, e c’è Marco, che non può vedere suo figlio ma ogni domenica, davanti alla reliquia di Carlo Acutis prega, sapendo di affidarlo in mani sicure. Sono solo alcune delle storie che popolano la casa circondariale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, raccontate dal cappellano, don David Maria Riboldi, dopo l’eccezionale dono di cui sono stati protagonisti qualche mese fa.
di Cristina Taglietti
Corriere della Sera, 8 settembre 2025
Lo scrittore al festival di Mantova in un incontro dove si è parlato di boss, di mafia, di amore. Sette minuti di applausi per Omar El Akkad, Gad Lerner e Paola Caridi sull’emergenza Gaza. Tutti in piedi, un lunghissimo applauso (7 minuti) cronometrato come alla prima della Scala o alla Mostra del cinema, ha chiuso ieri in piazza Castello l’incontro tra Omar El Akkad, Gad Lerner, Paola Caridi. L’emergenza Gaza è nelle parole dure e nello sguardo malinconico del giornalista nato in Egitto, che da anni vive in Oregon, autore di “Un giorno tutti diranno di essere stati contro” (Gramma Feltrinelli).
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