di Stefania Ascari* e Lorenzo Casadei**
sulpanaro.net, 18 gennaio 2026
Abbiamo effettuato una visita ispettiva all’Istituto Penitenziario Minorile di Bologna, incontrando il direttore Lorenzo Roccaro e visitando i due piani dell’istituto, dove sono presenti oltre 40 giovani detenuti. Abbiamo ritenuto indispensabile verificare con urgenza condizioni, procedure e presidi di sicurezza, anche alla luce del grave episodio riportato dagli organi di stampa, dove una agente di Polizia Penitenziaria sarebbe stata oggetto di molestie e violenza sessuale durante dei colloqui a distanza in una sala particolarmente isolata che rende complesso l’immediato intervento dei colleghi. A ciò si aggiunge un problema diffuso in tutto l’istituto, con molte telecamere di sorveglianza posizionate ad altezza uomo, quindi facilmente copribili o eludibili, con un evidente indebolimento delle misure di prevenzione e tutela.
La Sicilia, 18 gennaio 2026
Per la prima volta nella storia del carcere di via De Andrè, 5 detenuti hanno lasciato la Casa circondariale per svolgere attività lavorative all’esterno. Un passaggio storico per il penitenziario piazzese e il risultato più significativo del progetto “RipartiAmo”, realizzato in circa 6 mesi con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo. Il progetto è stato promosso dal Consorzio di Umana Solidarietà, con l’associazione Seconda Chance e il Centro Studi Cesta, con il supporto della Caritas e la collaborazione di aziende del territorio. Grazie ai tirocini attivati, cinque persone detenute hanno potuto lavorare fuori dal carcere, dimostrando impegno e senso di responsabilità.
di Francesco Fabbri
ansa.it, 18 gennaio 2026
L’Eroica in scena nel carcere di Frosinone, sogni e speranze guardando al futuro. Insieme, e con la capacità di cambiare, si vincono le avversità e i rovesci della vita. Un messaggio particolarmente incisivo se a trasmetterlo sono dei detenuti che stanno scontando la pena e si preparano alla vita che li attende fuori dal carcere. A dar corpo all’intenzione è lo spettacolo teatrale ‘L’Eroica’ messo in scena all’interno della casa circondariale di Frosinone. Sul palco attori veri, ancorché detenuti, che - complice una storia dal forte impatto emotivo - svelano in forma quasi onirica i pensieri, le aspirazioni, le speranze una volta lasciata alle spalle l’esperienza carceraria. In platea un pubblico di scolaresche e associazioni.
liguriaday.it, 18 gennaio 2026
“Siamo all’edizione numero 20 e già avere raggiunto questa meta è motivo di orgoglio. Era il 5 maggio 2006, sul palcoscenico del Teatro Gustavo Modena di Genova, quando debuttava il primo spettacolo intitolato “Scatenati”, spettacolo che diede poi il nome alla compagnia teatrale. Oltre cinquecento sono stati i detenuti coinvolti in qualità̀ di attori e di tecnici, circa novantamila gli spettatori che hanno assistito alle rappresentazioni, decine gli studenti universitari che hanno effettuato tirocini e incentrato le loro tesi di laurea sul nostro lavoro e decine le scuole, di ogni ordine e grado, coinvolte anche in percorsi di alternanza scuola”.
di Sabrina Rappoli
tg24.sky.it, 18 gennaio 2026
Le ragazze e i ragazzi di Teatro Puntozero Beccaria in scena con “L’Antigone” di Sofocle. I ragazzi detenuti nell’istituto per minori di Milano hanno l’opportunità di confrontarsi col palcoscenico grazie a un progetto che va avanti da circa 30 anni. Dell’importanza dell’arte nei processi di educazione, riabilitazione e reinserimento nella società abbiamo parlato con chi ci lavora. Accade che le serie tv raccontino la dura realtà delle periferie, la crescita in contesti difficili, la criminalità che si affaccia nella vita dei giovanissimi, contaminando il loro presente; in molti casi tutto ciò conduce al carcere e da lì, auspicabilmente, a un percorso di riabilitazione.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
Giovani e violenza: il disagio dei ragazzi è un problema sociale e bisogna capire che non si risolve inasprendo le pene. I numeri parlano. Nel 1971 in Italia nascevano 906.182 bambini e morivano 522.654 persone. Nel 2024 è accaduto il contrario, i nuovi nati sono stati 369.944 e i decessi 651.000. L’inverno demografico, mai così severo, ha inevitabilmente capovolto il rapporto tra speranza e paura, come sentimento collettivo. I giovani sono pochi e appaiono, lo segnalavamo fin dai tempi del Covid, smarriti, colmi di ansia, di timori, di disagio.
di Michele Arena
Il Domani, 18 gennaio 2026
La violenza che attraversa le scuole e non solo ha quasi sempre corpi maschili. E ha quasi sempre a che fare con l’incapacità di tollerare che l’altro non sia disponibile. Chi lavora con adolescenti maschi che stanno facendo il loro percorso di abbandono della propria vulnerabilità in cambio dei privilegi del patriarcato sa bene che è una fragilità che cerca di trasformarsi in dominio. La mancanza di educazione sessuo-affettiva a scuola è una responsabilità politica. Chi insegna o lavora a scuola come educatore, soprattutto nei professionali, probabilmente venerdì ha visto diventare realtà uno dei suoi peggiori incubi: un ragazzo di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato all’interno dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi di La Spezia. Chi lo ha ucciso è un compagno di scuola poco più grande di lui.
di Eraldo Affinati
La Stampa, 18 gennaio 2026
Ogni quindicenne rifà la storia dell’umanità, provando sia il bene che il male. Conosco tanti ragazzi come Youssef, ucciso da Atif all’interno dell’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia, ecco perché ogni volta che la violenza giovanile divampa non riesco a staccarmi dagli occhi i loro volti al tempo stesso smarriti e canaglieschi, deboli e forti, timidi e tracotanti. Essi non meriterebbero le speculazioni strumentali di molta classe politica che, di fronte a questa ennesima tragedia, ultima di una lunga serie destinata purtroppo a continuare, non esita a parlare di inasprimento delle norme di sicurezza, militarizzazione delle zone a rischio, sterzata nei permessi di soggiorno.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 gennaio 2026
Renzi chiama a raccolta il centrosinistra: “Basta timidezze, la destra deve spiegare”. Pd e Conte attaccano la soluzione dei nuovi reati. E anche Parolin: “Serve l’educazione”. La sicurezza è sempre più terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, rilanciata dalla bozza del nuovo decreto Sicurezza che il ministro Matteo Piantedosi porterà “in consiglio dei ministri entro fine mese per essere approvato”, ma amplificata da due drammatici casi di cronaca che non possono essere ridotti a statistica. Il 16 gennaio, infatti, un ragazzo di 18 anni è morto in seguito a una coltellata infertagli da un compagno in una scuola superiore di La Spezia; ieri invece uno studente è stato ferito da un altro con un coltello, per fortuna in modo lieve, davanti al liceo di Sora, in provincia di Frosinone.
di Laura Cuppini
Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
“Non basta fare appello a un generico disagio dei giovani per spiegare vicende come quelle di La Spezia”. Stefano Vicari, direttore della Neuropsichiatria infantile all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e professore di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore, lo dice senza mezzi termini: “È sbagliato medicalizzare tutto, quasi a voler giustificare qualcosa che invece non deve essere tollerato”.
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