di Lorenzo Monachesi
Il Resto del Carlino, 7 settembre 2025
Dopodomani l’appuntamento finale del progetto “La casa in riva al mare”. Il festival ha coinvolto i reclusi come giurati e in alcuni laboratori musicali. I vincitori di Musicultura in concerto nel carcere del Barcaglione ad Ancona. È l’epilogo de “La casa in riva al mare”, il progetto a tutela della dignità umana dei detenuti e a favore del loro reinserimento, già segnalato nel 2024 come Best Practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. L’appuntamento è per dopodomani, quando i protagonisti della 36esima edizione del festival maceratese entreranno nella casa di reclusione.
di Maurizio Carucci
Avvenire, 7 settembre 2025
La nota dopo la denuncia delle associazioni: “Ecco come sono stati ripartiti i soldi”. Ma i conti sono diversi da quelli del Forum. Dopo la denuncia del Forum Terzo settore, il ministero rassicura sui fondi. È direttamente il dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali a offrire una rilettura dei numeri. “Quest’anno - spiega Alessandro Lombardi, capo Dipartimento per le politiche sociali, del Terzo settore e migratorie del ministero - sono stati stanziati 141 milioni di euro a favore degli Ets-Enti del Terzo settore. Il parametro di riferimento non sono però i 175 milioni previsti nell’analogo atto di indirizzo del 2022, ma i 169 effettivamente messi a bando nel triennio (tale riduzione è stata causata da tagli alla spesa pubblica e da variazioni contabili).
di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 7 settembre 2025
La filosofa: “Lo Stato fallisce se i crimini contro le donne diventano di massa”. “È possibile vivere con gli uomini?”. Manon Garcia nell’introduzione del suo ultimo libro si dice consapevole del fatto che una simile domanda possa “infastidire”. Ma la filosofa e femminista francese, docente alla Freie Universität di Berlino, non può fare a meno di sollevarla dopo aver seguito al Tribunale di Avignone il processo per gli stupri di Mazan.
di Ilaria Sesana
Avvenire, 7 settembre 2025
Al via il viaggio-denuncia della società civile che vuole la chiusura dei centri rimpatrio. La Cassazione dà ragione ad un richiedente asilo portato in Albania: senza convalida, va liberato in 48 ore. Un viaggio nei Centri di permanenza per il rimpatrio per verificare le condizioni di vita all’interno delle strutture. A compierlo Marco Cavallo, il cavallo di legno di colore azzurro simbolo della rivoluzione di Franco Basaglia. Dopo aver attraversato l’Italia per denunciare l’inumanità degli ospedali psichiatrici giudiziari, ha intrapreso un nuovo viaggio per chiedere la chiusura dei Cpr, identificati come istituzioni totali, al pari dei vecchi manicomi.
reggiotoday.it, 7 settembre 2025
È stata inaugurata al Castello Aragonese, in una sala gremita, la mostra fotografica “I volti della povertà in carcere” che documenta gli aspetti più umani della condizione carceraria delle persone private di libertà. L’esposizione di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero nasce dall’idea di poter dar voce a chi non ha voce in carcere con “i volti rivolti” alle povertà difficili da immaginare fuori dalle sbarre, sul sentiero degli invisibili tracciato da Papa Francesco. Un lavoro di oltre un anno di raccolta di materiale fotografico e interviste per mettere in luce l’umanità spesso dimenticata, la povertà nelle varie sfaccettature emersa dai racconti di detenuti e operatori e la “speranza” che si può costruire nonostante “le sbarre”.
di Gianfranco Mascia*
Il Fatto Quotidiano, 7 settembre 2025
Qualcuno diventa un ricordo, altri un numero. Il flusso costante di immagini e numeri ha un effetto anestetizzante, e l’orrore ripetuto inizia a sembrare un fenomeno normale. La morte non è mai coerente, per nessuno. Non mi riferisco al dolore privato, che è sempre individuale e inestimabile, ma al suo riflesso nella cultura, ciò che crea una storia comune. La morte, in altre parole, come fatto sociale.
di Raul Caruso
Avvenire, 7 settembre 2025
Stucchevoli esibizioni di forza, annunci di investimenti nel settore bellico, armi nucleari: il pianeta pare scivolare inesorabilmente su una china pericolosa, senza più impegni di non-proliferazione. In queste ultime settimane stiamo assistendo a stucchevoli esibizioni di forza da parte dei leader mondiali in parate militari e nel contempo continuiamo a ricevere informazioni in merito alla corsa agli armamenti in cui i Paesi del mondo sono oramai tutti coinvolti. Ultima notizia in questo senso è stato l’annuncio del ministro della difesa giapponese di un budget per il 2026 di poco più di 60 miliardi di dollari dopo i numerosi annunci in merito al maggiore impegno militare dei paesi europei.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 7 settembre 2025
Per gli autocrati, grandi e piccoli, il passato è la tavolozza con cui dipingere il quadro. Allo stesso tempo, questi personaggi usano la tecnologia più avanzata per garantirsi il controllo della nazione e la supremazia militare. Tra le nuove mattane di Donald Trump - arruolare i dirigenti delle Big Tech nelle forze armate, cambiare il nome del dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra, etc. - ne segnalo una, sfuggita a molti. Un ordine esecutivo - l’ennesimo - ha stabilito che gli edifici governativi a Washington DC devono tornare allo stile neoclassico, salvo casi eccezionali. George Washington, aggiunge Trump, ammirava quel tipo di architettura.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 7 settembre 2025
La Flotilla per Gaza è una provocazione ben più che una missione umanitaria, come ha giustamente osservato Anna Foa. Fermo restando il principio che la provocazione è un meccanismo politico e morale talora salutare, talora necessario. Ferma restando l’evidenza che il supporto umanitario in cammino attraverso il Mediterraneo insieme agli attivisti imbarcati sarà del tutto marginale anche se riuscirà nell’arduo intento di sbarcare a Gaza e consegnare quel che trasporta - una goccia nel mare di camion carichi di aiuti che al momento entrano a Gaza. Fermo restando che Israele farebbe bene a chiudere un occhio e magari anche due permettendo alla Flotilla di rompere un blocco navale imposto sin da quando Hamas ha preso il potere nella Striscia.
di Lorenzo Monachesi
Il Resto del Carlino, 7 settembre 2025
Dopodomani l’appuntamento finale del progetto “La casa in riva al mare”. Il festival ha coinvolto i reclusi come giurati e in alcuni laboratori musicali. I vincitori di Musicultura in concerto nel carcere del Barcaglione ad Ancona. È l’epilogo de “La casa in riva al mare”, il progetto a tutela della dignità umana dei detenuti e a favore del loro reinserimento, già segnalato nel 2024 come Best Practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. L’appuntamento è per dopodomani, quando i protagonisti della 36esima edizione del festival maceratese entreranno nella casa di reclusione.
- Secondo l’Osce ci sono più di 2.500 prigionieri di guerra ucraini nelle carceri russe
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