di Danilo Lupo
Il Fatto Quotidiano, 18 gennaio 2026
A L’Aquila, Lecce e Rovigo tre inaugurazioni in pompa magna: ma sono strutture aperte senza agibilità e manca il personale adatto. Tre inaugurazioni in cinque mesi, il 5 agosto a L’Aquila, il 20 novembre a Lecce, l’8 gennaio a Rovigo. Il taglio del nastro delle carceri minorili sembra diventato lo sport preferito del sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari. A parole, una risposta del ministro Nordio al sovraffollamento dovuto al decreto Caivano, che ha quasi raddoppiato i ragazzini in carcere: i dati elaborati da Antigone parlano di 611 detenuti nel 2025, quasi il doppio dei 381 alla fine del 2022. Nei fatti però la risposta resta sulla carta, visto che gli istituti aperti da Ostellari presentano enormi falle.
di Simona Musco
Il Dubbio, 18 gennaio 2026
Dopo l’omicidio del giovane studente, la Lega invoca nuove strette penali mentre Fratelli d’Italia frena sugli allarmismi. Il pacchetto sicurezza di Piantedosi diventa terreno di scontro politico e rischio per diritti e garanzie. Poche idee, ma confuse. Il tema della sicurezza, nel governo, sembra spaccare le posizioni di Fratelli d’Italia e Lega. Col partito della premier per nulla propenso a parlare di un’emergenza sicurezza e il Carroccio pronto a rilasciare alle agenzie dichiarazioni allarmistiche, di fatto giustificando la bontà delle nuove proposte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Proposte che riducono le garanzie dello Stato di diritto, puntando tutto sulla repressione, soprattutto dei soggetti più deboli della società: minori e migranti.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 18 gennaio 2026
L’omicidio di La Spezia, con la tragica morte dello studente Youssef Zaki, accoltellato da un coetaneo compagno di classe, si connota come una profezia che si auto-adempie, dove le conseguenze giustificano i presupposti. L’omicidio di La Spezia, con la tragica morte dello studente Youssef Zaki, accoltellato da un coetaneo compagno di classe, si connota come una profezia che si auto-adempie, dove le conseguenze giustificano i presupposti. Un lustro passato a criminalizzare i minori e i giovani, a produrre e mettere in circolazione allarme sociale, a promulgare leggi repressive, l’ultima delle quali, il cosiddetto decreto anti-maranza, sembra ricevere conferma dalla tragedia avvenuta l’altro ieri nella città ligure.
di Marco Boato
L’Unità, 18 gennaio 2026
Nella prossima primavera del 2026, forse il 22-23 marzo, come finora deciso, o forse oltre (essendo state raggiunte le 500.000 firme anche per la richiesta di iniziativa popolare) si celebrerà il referendum sulla riforma costituzionale introdotta con la legge intitolata “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Come prevede l’art.138 della Costituzione, la legge costituzionale ha dovuto essere approvata in duplice lettura dalla Camera e dal Senato, ottenendo obbligatoriamente la maggioranza assoluta dei componenti (non dei soli votanti) nella seconda votazione di ciascun ramo del Parlamento. Questo è avvenuto il 18 settembre 2025 alla Camera e poi il 30 ottobre 2025 al Senato.
di Salvatore Curreri
L’Unità, 18 gennaio 2026
Per i contrari alla riforma il Csm è e deve rimanere un organo in cui i magistrati eletti devono rappresentare le “correnti” ideologiche e culturali di fatto presenti nell’Anm e che hanno trasformato tale associazione - un unicum nel panorama comparato - “da movimento a carattere prevalentemente sindacale in movimento anche politico” (Pizzorusso). Per Costituzione (artt. 105.1 e 107.1), il Csm non è un organo di rappresentanza politica dei magistrati ma di “alta amministrazione” perché chiamato ad esercitare autonomamente specifiche funzioni che, memori della esperienza fascista, si sono volute sottrarre alla competenza del ministro della Giustizia affinché tramite esse i giudici non fossero condizionati nell’esercizio delle loro funzioni.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 18 gennaio 2026
L’ex ministro Pd spiega le ragioni della sua scelta: “Nessuno vuole sottomettere i magistrati. Con la riforma aumenta la certezza della pena, il paese sarà più sicuro. Il sorteggio del Csm? Aiuterà a rompere il correntismo”. L’appello a destra e sinistra: “Si discuta aspramente, ma non si arrivi alla rottura totale”. “Ritengo che questa riforma sia un passo in avanti, che rende l’Italia più moderna, più europea e anche più sicura. Permetterà di rompere il potere del correntismo. Per questo voterò sì al referendum sulla giustizia”.
di Biagio Salvati
Il Mattino, 18 gennaio 2026
Avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Tragedia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove un detenuto di origine marocchina, E.H., si è tolto la vita. Il giovane, accusato di furto e in attesa di giudizio, avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Si trovava in regime di isolamento nel reparto Danubio quando si è impiccato con alcune lenzuola arrotolate. Immediato l’intervento dei soccorsi, ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasferita all’ospedale di Caserta per gli accertamenti medico-legali di rito ed ora si trova nell’obitorio.
viterbotoday.it, 18 gennaio 2026
Visita nel penitenziario Nicandro Izzo a Mammagialla della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino, accompagnati da una delegazione di giovani avvocati dell’Aiga. “Abbiamo constatato, ancora una volta, la crisi profonda del sistema penitenziario italiano”, riporta Elisabetta Zamparutti di Nessuno tocchi Caino. A pieno regime Mammagialla dispone di 440 posti regolamentari ma 35 sono attualmente non disponibili, a fronte di 705 detenuti reclusi. Per Zamparutti si tratta di “un sovraffollamento grave, strutturale, che incide direttamente sulla dignità delle persone detenute e sulle condizioni di lavoro di chi opera nell’istituto”. Il personale penitenziario, infatti, è ben al di sotto degli organici previsti.
di Ludovica Lopetti
Il Fatto Quotidiano, 18 gennaio 2026
Ma il Tar sospende il provvedimento. Punito per aver denunciato sovraffollamento e carenza di personale al TG5, un poliziotto penitenziario ottiene dal Tar la sospensione della sanzione: per i giudici potrebbe trattarsi di whistleblowing. Sospeso per sei mesi dal servizio e dallo stipendio per aver rilasciato un’intervista in cui denunciava le difficili condizioni di lavoro in carcere. È quanto accaduto a un agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino: lo si apprende dall’ordinanza con cui il Tar ha sospeso l’efficacia della sanzione disciplinare, accogliendo il suo ricorso cautelare in attesa del giudizio di merito.
Il Messaggero, 18 gennaio 2026
“Devi combattere con il tuo carattere”. “Sento gli autobus sulla via Tiburtina, ma non vedo quasi nulla”. La vita in carcere è fatta di attese, di silenzi, di immaginare il mondo fuori e un futuro che sembra lontano. A raccontarla, in prima persona, sono le voci dei detenuti raccolte da Hyperlocal, magazine che racconta luoghi e quartieri unici nel mondo globalizzato e che ha dedicato un numero al penitenziario di Rebibbia, a Roma, una delle carceri con più capienza in Italia oltre che il penitenziario femminile più grande d’Europa. I giornalisti sono stati per due mesi a contatto con i detenuti, le foto e i testi realizzati sono stati esposti in una mostra con 20 manifesti fuori dalla fermata metro di Rebibbia e poi all’interno dello stesso penitenziario, nel cortile che viene usato per l’ora d’aria.
- Bologna. All’Ipm criticità strutturali e carenze di organico mettono a rischio detenuti e agenti
- Piazza Armerina (En). “RipartiAmo”, lavoro e dignità oltre le sbarre del carcere
- Frosinone. Detenuti sul palco, studenti in platea: il teatro ponte per la rinascita
- Genova. Teatro Necessario compie 20 anni
- Milano. Teatro Puntozero Beccaria, se il carcere diventa luogo di cultura









