di Claudio Bottan
L’Osservatore Romano, 17 gennaio 2026
La sartoria della Cooperativa sociale Al Revés di Palermo, un progetto di inclusione “trasversale”. “Il bene comune siamo noi”. È il mantra di Rosalba Romano, che di mestiere farebbe l’assistente Sociale Specialista presso il Dipartimento Giustizia Minorile di Palermo, ma per passione dedica ogni minuto del suo tempo libero ad un progetto di inclusione “trasversale”. Le sue esternazioni le ritroviamo spesso stampate su t-shirt e borse che fanno l’occhiolino dalle vetrine di Sartoria Sociale. “Siamo tutti ex di qualcosa” e “No War” sono il biglietto da visita del laboratorio sorto in un bene confiscato alla mafia, non a caso a pochi passi dal carcere minorile Malaspina.
cataniatoday.it, 17 gennaio 2026
È tempo di tracciare bilanci, valutare le ricadute concrete sul territorio e fornire prospettive per il progetto “Senza Catene”, un’opera segno del Giubileo 2025 dell’Arcidiocesi di Catania interamente dedicata al recupero e al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Caritas e il Servizio di Pastorale Carceraria dell’Arcidiocesi, si è concentrata sull’attivazione di una rete capillare di sostegno e sull’avvio di percorsi lavorativi concreti per le persone detenute ed ex detenute, offrendo loro una reale opportunità di riscatto e di ritorno dignitoso nella società. “Senza Catene” ha beneficiato di una raccolta di fondi destinata a intervenire su esigenze concrete come lavoro e studio: oltre 50mila euro da parrocchie, scuole, associazioni confederali, aziende, confraternite, associazioni agatine, club service, privati cittadini e organismi diocesani. Un impegno condiviso e diffuso che ha determinato risultati e altri ne farà emergere nell’anno in corso.
di Annalisa Picardi
unitedworldproject.org, 17 gennaio 2026
Nel carcere di Casal del Marmo (Roma), Pastificio Futuro è un progetto di produzione di pasta che offre formazione tecnica e impiego reale ai giovani detenuti. Un’iniziativa di economia sociale che vede nella gastronomia artigianale un percorso di reinserimento. Un muro può dividere, proteggere, nascondere. Ma può anche diventare una soglia. Casal del Marmo, carcere minorile. Dal novembre 2025 il muro di cinta dell’istituto penitenziario minorile racconta una storia diversa. Lì dove per anni il grigio del cemento segnava un confine netto, ora si apre un lungo murale fatto di colore, simboli e futuro. È il murale del Pastificio Futuro, un progetto che intreccia lavoro, arte e accompagnamento umano per offrire una seconda possibilità a giovani che hanno conosciuto il carcere.
csvbrindisilecce.it, 17 gennaio 2026
A San Michele Salentino due giorni di confronto con garanti, istituzioni e associazioni del Terzo Settore per rafforzare il sistema di tutela dei detenuti e valorizzare percorsi di reinserimento sociale e professionale. Nel cuore di San Michele Salentino, negli spazi del Salone Lerna - la100lab, si terrà, il 19 e 20 gennaio, una significativa tavola rotonda dedicata ai diritti dei detenuti. Un incontro che vedrà la presenza congiunta di garanti territoriali, rappresentanti del sistema penitenziario, cooperative, associazioni e realtà del terzo settore impegnate nel reinserimento dei detenuti nella società. La giornata inaugurale sarà il 19 gennaio alle ore 17:00 nella quale interverranno figure istituzionali come Piero Rossi, Luigi Pannarale, Maria Mancarella, Valentina Farina, Pierpaolo D’Andria, Carlo Martello, Carmelo Rollo e Leonardo Palmisano.
di Matteo Lancini*
La Stampa, 17 gennaio 2026
Questo non è un conflitto generazionale: l’aggressività è contro se stessi o contro i propri coetanei. La violenza giovanile odierna non è quasi mai l’espressione di un conflitto generazionale. Nonostante l’evidente disinteresse adulto nei riguardi del presente e del futuro dei più giovani, il gesto violento è sempre più spesso rivolto contro se stessi o contro i coetanei. Anche la consapevolezza delle ineguaglianze sociali di chi cresce ai margini e nelle periferie non si traduce frequentemente in impegno politico, in richiesta di maggiore eguaglianza, in movimento collettivo che lotta per il riconoscimento dei propri diritti. Il conflitto generazionale è ai minimi termini. Se la trasgressione e l’opposizione non sono più la cifra distintiva dell’adolescenza odierna, allora sarà un problema educativo.
di Marica Fantauzzi
Il Dubbio, 17 gennaio 2026
La stretta repressiva in atto sta cancellando un modello che aveva messo al centro i ragazzi. Parla Francesca Mosiello, psicologa e mediatrice penale. Francesca Mosiello ha 23 anni quando per la prima volta varca la soglia dell’Istituto penale per minorenni di Casal Marmo. Era il 2003 e lei era una tirocinante in psicologia. È una delle prime cose che racconta, anche oggi, quando entra in Istituto. Tra i fatti che incuriosiscono di più i giovani detenuti che la ascoltano ce n’è uno, che oggi appare inverosimile: all’epoca, le ragazze e i ragazzi condividevano gli spazi detentivi comuni e la divisione tra i sessi nelle attività, ora considerata un paradigma della detenzione (anche) minorile, non era prevista.
di Alfio Sciacca e Andrea Barsanti
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026
L’inseguimento in classe e anche fuori, poi la coltellata che ha trafitto la milza. Un professore: “Ma non siamo il Bronx”. La vittima studiava e lavorava in pizzeria per aiutare la famiglia. Il killer aveva già portato armi a scuola. La speranza di familiari e amici che per tutto il pomeriggio hanno imprecato e pregato davanti al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di La Spezia si è dissolta alle 8 di sera. Abanoub Youssef, che tutti chiamavano “Abu”, egiziano, non ce l’ha fatta a superare le conseguenze della devastante coltellata al torace. Al suo arrivo in ospedale è andato in arresto cardiaco ed è stato rianimato per 90 minuti. I medici sono riusciti comunque a far ripartire il battito. Poi in sala operatoria per tre ore. Ma poco dopo il trasferimento in Rianimazione è deceduto.
di Giuliana Ubbiali
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026
Sempre più diffuso l’uso di coltelli: “Dicono di averli come tutti, minimizzano fatti gravi”. “Il termine maranza? È sicuramente gergale, noi giudici non lo usiamo, salvo per volerci riferire al nuovo fenomeno di gruppi di ragazzini, spesso minorenni o neomaggiorenni, che stazionano nelle nostre città e commettono reati, a volte senza rendersene conto. L’etichetta però è una semplificazione, perché quando si esaminano i singoli comportamenti ci si accorge che ogni caso è a sé e il fenomeno è estremamente complesso”. Droga, psicofarmaci, problemi psichiatrici, coltelli, social, adulti smarriti di fronte a cambiamenti veloci: ecco la complessità.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026
“Un decreto anti lame”, la maggioranza vuole accelerare dopo l’assassinio di La Spezia. Il Pd: “Solo slogan”. Il ministro dell’Interno Piantedosi spinge sul pacchetto sicurezza. Valditara: “Una tragedia per l’intero Paese”. La Lega ha fretta. La morte a La Spezia del giovane Youssef Abanoub, accoltellato a scuola da un suo compagno di classe, potrebbe accelerare ulteriormente la stretta decisa solo tre giorni fa dal governo Meloni per punire i reati legati alle lame, secondo l’Istat in crescita allarmante. “Sconvolgente, doloroso, assurdo - scrive su X il vicepremier Matteo Salvini. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi”.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026
Il mondo è stretto tra le difficoltà della democrazia e la fine dell’ordine internazionale. Da quando, 80 anni fa, la Carta delle Nazioni Unite ha proibito il ricorso alle guerre, vi sono stati nel mondo circa 200 conflitti bellici. Da quando, 20 anni fa, è stato avviato il programma delle Nazioni Unite per promuovere la democrazia, in circa 50 Paesi la democrazia è arretrata. Ma mai era accaduto quello che ora succede, e cioè che le due crisi, quella del diritto internazionale e quella della democrazia, si intrecciassero. Questa è la peculiarità della situazione odierna nel mondo.
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