garantedetenutilazio.it, 20 gennaio 2026
Le vite delle persone recluse raccontate attraverso foto, racconti e un documentario. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, mercoledì 14 gennaio è intervenuto alla presentazione della mostra “Un mondo alla rovescia”, progetto dedicato alla quotidianità ed alle storie vissute a Rebibbia nuovo complesso, a cura della piattaforma editoriale Hyperlocal. Avviata già a dicembre in occasione del Giubileo dei detenuti e sviluppata esternamente al carcere nel quartiere di Rebibbia, anche con talk e approfondimenti, i pannelli con foto e racconti sono stati adesso installati nel cortile principale del carcere, accanto alla chiesa.
di Paolo Becchi
Il Sole 24 Ore, 20 gennaio 2026
La sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2025 sulla legge della Regione Toscana, con la quale si disciplina il suicidio medicalmente assistito, è un vero capolavoro al contrario. Del resto, i “custodi della Costituzione” hanno ben poco da custodire su questi temi: cosa volete che i Padri costituenti potessero immaginarsi di tematiche attuali come la fecondazione medicalmente assistita o il suicidio medicalmente assistito? E allora ecco che i giudici delle leggi, hanno deciso loro di fare leggi o di smontare quelle esistenti, come nel caso della fecondazione assistita, dove il legislatore la legge l’aveva fatta e, sentenza dopo sentenza, i giudici ne hanno fatto un’altra.
di Danilo Paolini
Avvenire, 20 gennaio 2026
Nel 2026 si muore tra i banchi di un liceo sotto colpi di lama sferrati da uno come te, un ragazzo di 19 anni. Si muore a scuola o nelle vie della movida, esattamente come due o tre secoli fa nelle bettole malfamate di Roma o nei campi della Sicilia rurale ai tempi della mafia delle origini. Ogni epoca ha la sua barbarie, la sua violenza insensata portata al massimo dell’intensità. Muoiono ragazzi ammazzati da altri ragazzi, come nel ‘77 e dintorni. Loro li ricordiamo ancora, vengono commemorati - in genere con la dovuta consapevolezza dei torti fatti e subiti - dai compagni e camerati che sopravvissero a quegli anni folli, pesanti come le spranghe e le chiavi inglesi che spaccavano teste e ossa. Vengono esaltati anche dalle braccia tese e dai pugni chiusi di chi allora non era nemmeno nato, non sa niente di quel sangue, di quel terrore, non può ricordare quelle madri piegate sotto il peso di un dolore invincibile. Eroi, li chiamano. Non lo erano.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 20 gennaio 2026
Se la repressione è sbagliata, e prima ancora inefficace, l’educazione e il suo linguaggio del limite sono invece indispensabili. I ragazzi lo cercano, a scuola in primo luogo: lì, infatti, rovesciano aspettative e rabbia. È lì che dovremmo guardare anche noi: capire che le sfide che ha oggi non sono paragonabili a quelle di ieri - dato il vuoto intorno - investire seriamente per metterla nelle condizioni di fare in fondo la sua parte.
di Nadia Urbinati
Il Domani, 20 gennaio 2026
Negli Stati Uniti, dove a pesare è la forte diffusione delle armi da fuoco, sono presenti nel 10 per cento delle high schools e scende a circa il 7 per cento nelle middle schools. In Italia l’idea del ministro Valditara ha diviso i presidi, con molti dirigenti scolastici che la considerano una proposta “sbagliata e fallimentare”. Introdurre i metal detector davanti alle scuole per rafforzare la sicurezza negli istituti. La misura proposta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dopo l’accoltellamento del 18enne Abanoud Youssef, ferito a morte per mano di un compagno in una scuola di La Spezia, ha acceso la discussione sul modo in cui lo stato dovrebbe affrontare il problema della violenza giovanile. La misura, ha specificato Valditara, riguarderebbe solo le aree “disagiate e di maggior emarginazione” e non prevederebbe l’uso dei varchi a portale mobili (quelli da attraversare negli aeroporti), ma l’utilizzo delle “bacchette” portatili.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 20 gennaio 2026
Le idee del ministro Valditara su “l’emergenza giovani”. Che i metal detector non siano la soluzione lo hanno ribadito per primi i compagni di scuola di Abanoub Youssef, il ragazzo morto in classe a causa delle coltellate inferte da un coetaneo. Ieri mattina si sono riuniti davanti all’Istituto Einaudi Chiodo di La Spezia per manifestare disperazione e rabbia. “La scuola è complice”, “Vogliamo giustizia per Aba”, c’era scritto sui cartelli. Per gli studenti ci sarebbe stata una sottovalutazione dei problemi dell’accoltellatore. Man mano sono arrivate le altre scuole della città e il presidio si è trasformato in un corteo spontaneo (al quale si è unito anche il padre di Abanoub), terminato poi sotto la sede del comune de La Spezia in dissenso verso il sindaco. Il primo cittadino spezzino, Pierluigi Peracchini, subito dopo il delitto, aveva dichiarato: “L’uso dei coltelli arriva solo da certe etnie”, rifiutandosi di proclamare il lutto cittadino, salvo ripensarci dopo il “suggerimento” del ministro dell’Istruzione (e merito), Giuseppe Valditara.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 20 gennaio 2026
Con la fine dei fondi del Pnrr la giustizia rischia un ritorno al passato. L’associazione nazionale dei magistrati chiede un’audizione alla Commissione Ue: il governo è inadempiente. La situazione peggiore nelle sezioni specializzate in immigrazione. Nella sua strategia anti-migranti il governo Meloni ha scommesso tutto sul Patto Ue migrazione e asilo, in vigore dal prossimo giugno. Dovrebbe aumentare il controllo sui richiedenti protezione, semplificare le deportazioni, sbloccare i centri in Albania. Oltre alla sua dubbia compatibilità con le norme sovraordinate che tutelano i diritti fondamentali, tutta da verificare, il Patto rischia di creare problemi anche rispetto all’ingolfamento del comparto giudiziario che si occupa di asilo.
di Tania Careddu
La Repubblica, 20 gennaio 2026
Rom e sinti, settemila minori nelle baraccopoli: l’infanzia negata nei campi. Dice l’Associazione 21 luglio: “Serve un piano straordinario del Governo per il superamento definitivo degli insediamenti in cinque anni”. Quello in via Carrafiello, a Giugliano in Campania, è il più grande campo rom d’Italia: con 545 persone, di cui la metà minori, è anche “il peggior luogo dove far nascere un bambino”. Parola del presidente dell’Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla, che da decenni è impegnata in progetti strutturati per il superamento degli insediamenti che ospitano le comunità rom e sinti. La soluzione trovata negli anni 80. L’ultimo è stato istituito nel 2018, ad Afragola, e da sette anni è in corso il processo di chiusura dei ghetti abitativi monoetnici che, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, sono sorti in Italia come soluzione adottata dalla metà delle amministrazioni regionali per gestire l’arrivo di comunità in fuga dai paesi dell’Est Europa.
di Cesare Burdese*
Ristretti Orizzonti, 19 gennaio 2026
Il sistema carcerario italiano, attraverso la sua architettura e organizzazione spaziale, con l’aggiunta del sovraffollamento e la mancanza di luoghi di transizione verso l’esterno, rappresenta un ossimoro rispetto al dettato costituzionale. Le sue carceri sono spazi disumanizzanti che sospendono il futuro delle persone detenute, aggravano il conflitto sociale, non favoriscono la riabilitazione ma riproducono esclusione, immobilità e marginalità, negando la dignità della persona.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 19 gennaio 2026
La premier: “Al mio rientro da Seul vertice di governo”. E valuta l’accelerazione delle norme. Il Carroccio rilancia sulla repressione: tra le misure del partito di Salvini l’espulsione dei minori non accompagnati, vietata dalla Ue. Deciderà domani Giorgia Meloni. Alla premier, che dall’Asia ha già convocato una riunione urgente con tutti i ministri interessati dalle misure, spetterà l’ultima parola su quando e soprattutto come arrivare all’approvazione del pacchetto-sicurezza già mandato a Palazzo Chigi dal Viminale una settimana fa: un decreto-legge con 25 articoli e un più articolato disegno di legge con altre quaranta norme tra cui quelle che nel centrodestra molti (la Lega su tutti) ritengono le più urgenti, quelle per prevenire la violenza giovanile
- Salvini: “Rimpatrio per i minori stranieri non accompagnati che commettono reati”
- Ostellari: “Toglieremo ai loro genitori i bambini rom che rubano”
- “Governo inadempiente col Pnrr, rischio collasso della giustizia italiana”
- Riduzione di pena per il percorso rieducativo
- Misura cautelare valida anche se il Gip solleva il conflitto di competenza









