di Lina Lucci
Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2026
Omicidi, regolamenti di conti, stese, violenza giovanile e criminalità organizzata: limitarsi a chiedere “più pattuglie” o “più carcere” produce spesso consenso immediato ma risultati limitati. Per una città come Napoli chi governa dovrebbe cambiare approccio: serve una proposta che tratti la violenza come un fenomeno urbano complesso, criminale, economico, educativo, psicologico e territoriale insieme. Le proposte viste finora, a mio modesto avviso, contengono due errori: un eccesso di retorica astratta e di approccio repressivo. Il limite non è nei dispositivi di sicurezza. È politico. C’è un’amministrazione comunale percepita come autoreferenziale, chiusa nel palazzo, incapace di costruire una vera alleanza con la città reale.
di Marilicia Salvia
Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2026
I ragazzi hanno bisogno di educatori, ma prima, fuori dal carcere, non quando è già troppo tardi. Di fronte ad escalation come questa che stiamo vivendo un crescendo quotidiano di omicidi, tentati omicidi, risse sanguinose che si consumano in pieno centro come in periferia, ad ogni ora del giorno e della notte, con vittime e carnefici di ogni età e ogni etnia - la sensazione è che sia anche, anzi soprattutto altrove che bisogna volgere lo sguardo e mettersi finalmente a lavorare, si fa più netta, più convinta. Perché poi anche qui, anche sul tema delle cose da fare per togliere i coltelli a quei ragazzini ancora senza un filo di barba e i pensieri confusi per i quali si sta riorganizzando la Procura dei minori, dell’impegno da mettere perché nessun quartiere venga mai più svegliato di soprassalto da una stesa o dalle urla di chi si prende a botte o a bottigliate, sul tema della prevenzione insomma di una violenza sempre più precoce e pervasiva e spavalda, non è che il discorso parte da zero.
di Luigi Ballerini*
Avvenire, 14 maggio 2026
Ciò che accade in aula e fuori, negli spazi comuni non è riducibile né riconducibile al solo evento verifica-interrogazione-voto. È molto di più. Quando i ragazzi parlano di scuola stanno raccontando un’esperienza a tutto tondo. Nella loro definizione non è solo il luogo dove si apprendono contenuti, è il posto in cui si cresce, si sta insieme, si fa amicizia, si conosce il mondo. Questo documenta in modo molto preciso quanto l’apprendimento sia affettivo. Non avviene mai in astratto, non si riduce a un mero passaggio di informazioni. Accade dentro le relazioni, dentro un clima, dentro un legame con chi insegna così come con i compagni di banco. Definiscono gli insegnanti delle “guide” e riconoscono in questo modo che si impara attraverso qualcuno, che non si può fare tutto da soli, che c’è bisogno di essere accompagnati. Tra l’altro dicono che la scuola è “principalmente” fatta dagli insegnanti. Trovo interessante che non traspaia una vena polemica o critica in questo, ma piuttosto un’aspettativa. I grandi a scuola non sono tanto tollerati o sopportati, quanto attesi, e sperati, come portatori di qualcosa di positivo.
di Alberto Infelise
La Stampa, 14 maggio 2026
Gianrico Carofiglio di fatto inaugura questa edizione del Salone del libro stamattina, alle 10.30, incontrando all’Arena Bookstock i ragazzi delle scuole medie per discutere di potere, libertà e cittadinanza partendo dal suo nuovo libro Accendere i fuochi. Il tema del Salone è “Il mondo salvato dai ragazzini” e il suo libro è perfetto per l’occasione. Un proverbio yiddish dice: “Quando l’uomo fa progetti, Dio ride”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2026
Nell’ultimo documento dei magistrati, proposte per “liberare” i Tribunali di sorveglianza. Il rapporto dell’Anm con il problema carcerario non è mai stato univoco. A seconda dei periodi e delle giunte che l’hanno guidato, il sindacato dei magistrati ha espresso posizioni ora garantiste ora conservatrici. Certo, soprattutto nell’ultimo anno, anche in virtù della linea oppositiva a un governo decisamente “carcerocentrico”, più voci all’interno dell’associazione si sono levate per chiedere interventi efficaci e urgenti, compresa l’amnistia. Adesso che la battaglia referendaria è però conclusa, l’Anm torna comunque a porre molta attenzione all’esecuzione penale: non a caso è l’aspetto che occupa maggiore spazio all’interno del documento di proposte inviate al guardasigilli Carlo Nordio lo scorso 7 maggio. Ve ne sono alcune strutturali, altre chirurgiche.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 13 maggio 2026
Sono tossicodipendenti o fragili senza dimora destinati a scontare la pena in enti di accoglienza. I dubbi delle minoranze. L’estate incombe, un altro anno è passato invano sulla testa delle 64mila persone detenute (a fronte dei 45mila posti effettivi) nelle stesse inaccettabili condizioni: schiacciate tra sovraffollamento al 140 per cento, inadeguatezza di spazi e servizi, sanità e diritti negati. Così il Guardasigilli Carlo Nordio deve recuperare quattro anni di promesse e rinvii del governo su quella che il presidente Mattarella aveva definito, nel suo duro j’accuse, “vera emergenza sociale”.
di Mattia Feltri
La Stampa, 13 maggio 2026
È difficile trovare le parole per definire le basi culturali di un Governo che ritiene sia giusto negare la musica e la lettura a un detenuto in isolamento, difficile perché sono basi culturali che poggiano sul nulla: sono assenza di pensiero. Nel frattempo - forse ci siamo un po’ distratti, di sicuro mi sono distratto io - qualche giorno fa è stato confermato il 41bis, il carcere duro, per Alfredo Cospito. Anarchico, condannato per reati gravi, fra cui la tentata strage, è al carcere duro dal maggio del 2022 e ci resterà almeno fino al maggio 2028; e carcere duro significa isolamento, un solo colloquio al mese e di una sola ora coi parenti, controllo della corrispondenza, sorveglianza ventiquattro ore al giorno.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 13 maggio 2026
Martedì la Camera è tornata a discutere la proposta di legge costituzionale che prevede di inserire all’articolo 24 della Carta - quello che sancisce il diritto inviolabile e universale alla difesa giudiziaria - un riferimento alla tutela delle vittime dei reati. Come tutte le proposte demagogiche e culturalmente corrive, ci sono buone speranze che vada in porto senza incontrare troppi ostacoli, e che maggioranza e opposizione facciano poi a gara per intestarsela. Il caso vuole che negli stessi giorni il magistrato di sorveglianza abbia negato all’ergastolano Cesare Battisti il permesso di incontrare il figlio dodicenne fuori dal carcere di Massa.
garantedetenutilazio.it, 13 maggio 2026
Anastasìa: “C’è il rischio che nella Polizia penitenziaria si crei una linea di comando alternativa a quella che ha nel Capo del Dap il suo vertice legale”. “Sul recente riassetto delle direzioni generali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), il provvedimento dove sono state istituite due nuove direzioni generali; quello delle specialità del corpo di polizia del penitenziario e quella dei servizi logistici del corpo penitenziario, sono intervenuti sia il coordinamento dei dirigenti penitenziari, sia la magistratura ordinaria, sia l’unione delle camere penali”. È quanto si legge in una nota della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale. “In pratica - prosegue la nota - le nuove disposizioni possono portare uno svuotamento del ruolo dirigenziale a favore di una logica custodiale e repressiva, svuotando la funzione dei direttori delle carceri e delle stesse aree educative”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2026
Alla Pontificia Università della Santa Croce il confronto tra istituzioni, ricerca e imprese sociali su nuovi modelli di inclusione. In un contesto segnato da trasformazioni economiche e sociali profonde, la marginalità non riguarda più soltanto il reddito, ma sempre più l’accesso al lavoro, alle relazioni e alle opportunità di partecipazione. In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e più di 3 milioni si collocano ai margini del mercato del lavoro; a livello europeo, quasi una persona su cinque è a rischio di esclusione sociale.
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