di Gaetano Amatruda
avantionline.it, 28 agosto 2025
C’è qualcosa di profondamente ingiusto, quasi disumano, nella vicenda di Gianni Alemanno. Da mesi, l’ex sindaco di Roma è rinchiuso nel carcere di Rebibbia, condannato a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite: un reato che non esiste nel mondo, dai contorni nebulosi, “evanescente”. È una formula moralistica e non una fattispecie penale chiara. Alemanno sta pagando un prezzo altissimo. Eppure, quello che colpisce di più non è solo la severità di questa vicenda, ma il silenzio assordante della politica, della sinistra che rinuncia ad una riflessione seria e soprattutto di quella destra che Alemanno ha servito per tutta la vita, che ha contribuito a costruire e rappresentare, che ha portato al governo di Roma e dell’Italia.
La Verità, 28 agosto 2025
Ha superato le 1.000 firme la petizione su change.org che chiede al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di concedere la grazia a Renato Vallanzasca, il “bel René”, ex capo della banda della Comasina e simbolo della mala milanese degli anni Settanta. Condannato a quattro ergastoli e a 295 anni complessivi di carcere per rapine, sequestri e omicidi, Vallanzasca ha trascorso oltre mezzo secolo dietro le sbarre. Oggi ha 75 anni e vive in una Rsa di Rubano, nel padovano, specializzata in Alzheimer e demenze. Come racconta Tino Stefanini, ex compagno di banda insieme a Osvaldo “Cico” Monopoli, “la situazione di Vallanzasca è quella di una persona gravemente malata, che ha smarrito la memoria, vive in uno stato di demenza, non riesce più a parlare e a stare in piedi. Mi auguro che dopo 54 anni di galera possa morire da uomo libero e non da detenuto”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2025
Per la Cassazione, sentenza n. 29849 depositata oggi, anomalie caratteriali o alterazioni della personalità non danno luogo alla non imputabilità. Linea dura della Cassazione sulla non imputabilità dell’imputato nel caso di uccisione della convivente e della di lei madre. La Prima Sezione penale, infatti, con riguardo ad un gravissimo caso di cronaca, ha affermato che ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, “se è vero che anche i disturbi della personalità, che non sempre sono inquadrabili nel ristretto novero delle malattie mentali, possono rientrare nel concetto d’infermità, è del pari certo che ciò si afferma con la necessaria specificazione che tale approdo può darsi soltanto quando essi siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o facendola grandemente scemare, e a condizione che sussista un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale il fatto di reato sia ritenuto causalmente determinato dal disturbo mentale”.
Il Dubbio, 28 agosto 2025
Altri due suicidi in due giorni nelle carceri italiane: uno a Barcellona Pozzo di Gotto e l’altro a Busto Arsizio. Nella casa circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gottosi è tolto la vita un uomo di 48 anni, di nazionalità indiana, detenuto per un’inchiesta su maltrattamenti in famiglia. È il terzo caso registrato nell’istituto in circa sei mesi.
varesenews.it, 28 agosto 2025
Un detenuto italiano di 61 anni si è tolto la vita nella mattinata di martedì 27 agosto nel carcere di Busto Arsizio. Era recluso da appena dieci giorni, in seguito all’applicazione del cosiddetto “codice rosso”. A nulla sono valsi i tentativi di soccorso da parte della Polizia penitenziaria e del personale sanitario. Con questa tragedia, salgono a 56 i suicidi tra i detenuti nelle carceri italiane dall’inizio del 2025, ai quali si sommano anche tre suicidi tra gli operatori penitenziari. “Il carcere di Busto Arsizio - si legge nella nota della Uilpa - si conferma come uno dei penitenziari più sovraffollati del Paese: 423 detenuti stipati in 211 posti, praticamente il doppio della capienza prevista”.
di Francesco De Felice
Il Dubbio, 28 agosto 2025
“Bisogna aver visto”, scriveva Piero Calamandrei nel 1948 denunciando la disumanità delle carceri italiane. Parole che oggi, a distanza di oltre settant’anni, risuonano ancora con forza. Lo ha ricordato la visita compiuta il 14 agosto 2025 alla Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, organizzata dalla Camera Penale “Alfredo Cantàfora” nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane e dal suo Osservatorio Carcere. Un appuntamento che non è solo simbolico: entrare dietro le sbarre nel giorno di Ferragosto, mentre il Paese festeggia, significa guardare da vicino la realtà quotidiana di chi vive recluso, in condizioni che spesso sconfinano nella negazione dei diritti fondamentali.
lacnews24.it, 28 agosto 2025
I rappresentanti dei lavoratori che si occupano del funzionamento amministrativo e psico-sociale degli Istituti penitenziari lasciano la conferenza denunciando le omissioni del sottosegretario alla Giustizia: “Qui non ci sono solo sbarre e divise”. Ieri mattina il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha visitato la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, ribadendo l’impegno del Governo per la sicurezza e il rafforzamento della Polizia penitenziaria. Tuttavia, il suo intervento ha suscitato polemiche per l’assenza di riferimenti al comparto Funzioni Centrali, il settore che garantisce quotidianamente il funzionamento amministrativo, educativo e psico-sociale degli istituti penitenziari.
nove.firenze.it, 28 agosto 2025
Visita di Casini (Italia Viva) al penitenziario fiorentino: “Condizioni che definire drammatiche è poco”. “Durante la mia visita al carcere di Sollicciano di questa mattina ho avuto modo di parlare direttamente con alcuni detenuti, ascoltando le loro richieste e i loro bisogni. Mi hanno chiesto più opportunità di lavoro volontario per non stare fermi e attività riabilitative semplici, come il giardinaggio, che quest’anno hanno potuto svolgere soltanto una volta. Ho potuto constatare con i miei occhi condizioni che definire drammatiche è poco: celle sovraffollate con 6 o 7 persone, segni di cimici sulla pelle, strutture fatiscenti segnate da muffa, infiltrazioni e infestazioni, condizioni igienico-sanitarie precarie e un’emergenza psichiatrica che riguarda quasi la metà della popolazione carceraria toscana.
di Andrea Cascioli
cuneodice.it, 28 agosto 2025
Il “carcere modello” promesso un anno fa ad Alba non esiste ancora. Ne aveva parlato Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, in una visita al carcere “Giuseppe Montalto” a ridosso delle elezioni dello scorso anno. La riapertura completa della casa di reclusione si attende dal 2016, quando un’epidemia di legionella portò allo sgombero dell’istituto di pena. Nel frattempo, la perdita del tribunale cittadino l’aveva già “retrocessa” dal rango di casa circondariale. Se tutto va come previsto, i lavori dovrebbero terminare a ottobre e portare la capienza a 180 detenuti circa. Agli amministratori albesi il provveditore regionale delle carceri, Mario Antonio Galati, ha spiegato che l’idea è quella di inserire il penitenziario nel circuito dei detenuti di media sicurezza, con un’attenzione particolare ai progetti di reinserimento lavorativo.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 28 agosto 2025
Tappa in Sardegna per accendere i riflettori sulla condizione di isolamento e sofferenza dei detenuti. Avvocati stamattina in visita a Bancali. Stavolta come rappresentanti della Camera Penale Enzo Tortora di Sassari e per l’iniziativa “Ristretti ad agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Una attività nata con l’intento di accendere i riflettori sulla condizione di isolamento e sofferenza delle persone private della libertà personale, in un periodo dell’anno in cui le criticità e l’isolamento stesso sono più forti, e soprattutto per manifestare vicinanza e attenzione ai detenuti.
- Benevento. I detenuti al lavoro nei cantieri dell’alta velocità Napoli-Bari
- Avellino. Prevenzione oncologica nelle carceri, si attiva l’Azienda Sanitaria
- Frosinone. L’attività sportiva come strumento rieducativo, al via il progetto “Legalmente Sport”
- Il carcere è la pausa caffè dell’Illuminismo
- Se a Venezia non resta che il boicottaggio











