di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 agosto 2025
Da Area a Magistratura indipendente, passando per Unicost e Magistratura democratica: i gruppi associativi, espressione della giunta dell’Anm, sono compatti nel replicare alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni che dal palco del meeting di Comunione e liberazione a Rimini ha assicurato che la maggioranza andrà avanti sulla riforma della giustizia “nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati” e che nessun magistrato potrà porre un freno alla politica sull’immigrazione del Governo.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 29 agosto 2025
La riforma Nordio al processo penale è un episodio di alta rilevanza per il diritto italiano. Sostenerla criticamente vuol dire riconoscere il bisogno strutturale di modernizzazione, giustizia più veloce, imparziale e una direzione chiara verso sistemi più avanzati. Se accompagnata dai giusti correttivi, può rappresentare una svolta importante, un servizio alla credibilità del sistema giudiziario e dei cittadini. Chi scrive offre la seguente analisi, integrata da confronti comparati, al fine di mostrare non soltanto il “che cosa” della riforma, ma anche il “perché” valga la pena sostenerla, all’insegna di un futuro più equilibrato e funzionale del diritto processuale penale italiano.
di Alberto Iannuzzi
Il Dubbio, 29 agosto 2025
Fra tutte le riforme della giustizia proposte dal governo Meloni la separazione delle carriere è sicuramente quella che più fa discutere politica e magistratura. Devo confessare che quando si iniziò a parlarne ero contrario, perché, come molti magistrati, intravedevo il rischio che, indipendentemente dalle intenzioni del legislatore, si aprisse un varco pericoloso, che poteva condurre alla graduale subordinazione del pubblico ministero dal potere esecutivo, mediante la sottoposizione al controllo politico dell’attività di indagine e delle determinazioni riguardanti l’esercizio dell’azione penale. La separazione delle carriere mi appariva in contrasto con i principi, affermati anche in ambito europeo, che incoraggiano l’autonomia del pubblico ministero, quale presupposto fondamentale dell’indipendenza del potere giudiziario, condizione indispensabile per una giustizia equa, imparziale ed efficiente.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 29 agosto 2025
Per la Cassazione, sentenza n. 29735/2025, l’utilizzo è legittimo anche se l’autorizzazione è stata emessa in altro procedimento. Sì alla utilizzabilità delle conversazioni captate per mezzo della riattivazione da remoto di congegni installati in casa in base ad un’autorizzazione emessa in altro procedimento in quanto il provvedimento di autorizzazione riguarda l’intrusione e le captazioni e non anche le operazioni materiali di collocazione delle microspie. Lo ha chiarito la VI Sezione penale della Cassazione, sentenza n. 29735/2025, nell’ambito di un procedimento nei confronti di un’associazione di tipo mafioso denominata clan “Silenzio” operante prevalentemente nel quartiere di San Giovanni a Teduccio a Napoli, con ramificazioni in altri quartieri cittadini grazie ai rapporti con altre organizzazioni riconducibili alla compagine denominata “Alleanza di Secondigliano”, una associazione criminale armata contrapposta al clan “Mazzarella” e attiva nella realizzazione di estorsioni, nel controllo delle “piazze di spaccio”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 29 agosto 2025
Per la Cassazione, ordinanza n. 24053 depositata oggi, lo sgombero deve sempre essere eseguito; difficoltà organizzative e bilanciamento degli interessi non integrano una causa di forza maggiore. Nessuna discrezionalità da parte della Pubblica amministrazione nel dare attuazione al provvedimento giurisdizionale che ordina lo sgombero di un immobile occupato abusivamente. In particolare, “la causa di forza maggiore”, ostativa al rilascio, “non può identificarsi nelle difficoltà intrinseche dell’esecuzione forzata né nella scelta discrezionale di posporre l’interesse all’esecuzione del provvedimento giurisdizionale ad altri interessi, pur legittimi, che la P.A. è tenuta a garantire”.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 29 agosto 2025
Sopraffatto dal dolore e dalla solitudine un altro detenuto si è impiccato nella sua cella. Aveva 61 anni, era un italiano sottoposto a misura cautelare in carcere da dieci giorni in base al “codice rosso” che si applica a chi ha commesso reati di violenza domestica o di genere. La tragedia è avvenuta mercoledì mattina nella Casa circondariale di Busto Arsizio (Varese). Ma si è saputo solo ieri. Continua, dunque, la silenziosa mattanza nelle carceri italiane. Gesti estremi inascoltati, perché mancano ancora risposte concrete e adeguate. Sono arrivati a 58 i morti per suicidio dall’inizio dell’anno e 32 risultano i decessi “per cause da accertare”.
di Matteo Marcon
Corriere del Veneto, 29 agosto 2025
La manifestazione a Treviso, dove era stato portato il tunisino dopo l’arresto a Vicenza. Ieri pomeriggio, poco prima che si svolgesse il presidio “Verità e giustizia per Danilo Riahi”, l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis ha effettuato un’ispezione a sorpresa all’interno del carcere minorile di Santa Bona a Treviso. “L’Italia deve rivedere completamente il modo con cui sta declinando il sistema di giustizia minorile - ha commentato - anche in questo caso ho riscontrato come la struttura del carcere non risponda in modo adeguato a situazioni di marginalità e difficoltà, come quella emersa nel caso di Danilo Riahi”.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 29 agosto 2025
Fine mandato per il Garante dei detenuti Maisto, è giallo sulla proroga fino a nomina successore: il posto è vacante. L’ex magistrato Maisto ha dichiarato di avere ricevuto una telefonata da un funzionario che gli comunicava la decadenza. Il suo mandato è terminato il 6 agosto. Ma il regolamento dice che il garante lavora finché non viene nominato il successore. La fine del mandato di garante dei detenuti di Milano è scattata il 6 agosto (il Comune, però, contesta questa data) e, in attesa della nomina del successore, l’ex magistrato Francesco Maisto, garante uscente, non è più in carica. Secondo quanto da lui stesso riferito, un funzionario comunale gli avrebbe telefonato per comunicargli la decadenza, contrariamente a quanto prevede il regolamento che ha istituito, nel 2012, questa figura, con un voto bipartisan durante un consiglio comunale straordinario che si è svolto nel carcere di San Vittore.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 29 agosto 2025
“A Sabbione il problema del sovraffollamento è atavico. Ci sono 553 detenuti a fronte di una capienza stabilita in 422 e il personale della penitenziaria, con 206 effettivi sui 262 previsti in organico, è carente”. Il procuratore generale Sergio Sottani è appena uscito dal carcere di Sabbione. Ha voluto verificare di persona ancora una volta le condizioni all’interno del penitenziario ternano prima di recarsi nel carcere di Orvieto. A Sabbione, dal primo gennaio, si sono contati un suicidio consumato e sei tentati, 33 atti di autolesionismo e 27 aggressioni al personale della penitenziaria. Il procuratore Sottani ha visitato ogni sezione e le criticità non mancano: “Nel reparto M, quello dei protetti e delle persone che hanno compiuto reati di particolare riprovazione sociale la situazione è assolutamente inaccettabile.
di Marianna Ventura
Il Messaggero, 29 agosto 2025
Grazie al progetto Seconda Chance un ex carcerato è diventato aiuto cuoco. G. oggi cucina con la consapevolezza di chi ha attraversato la notte più buia e ha scelto di risalire, con lo sguardo fiero di chi ha affrontato il dolore e trovato una strada per ricominciare. È aiuto cuoco in un prestigioso hotel sulla costa adriatica, ma il suo percorso è iniziato in un istituto penitenziario abruzzese. Originario del Kenya, ha trascorso anni in carcere, trovando tra quelle mura una possibilità: lavorare in cucina, formarsi, mettersi alla prova.
- Cremona. Carceri, sicurezza e giustizia. Se ne è parlato alla festa del Pd
- Verona. Il racconto del confine del carcere
- Ferrara. In carcere la forza della musica: “Tra i detenuti i suoni della libertà”
- Trasformare le mura del carcere in facciate su cui scrivere
- Nisida a Venezia, il teatro voluto da Eduardo alla 82^ mostra del cinema











