di Enrico Caria, Luca Musella
Il Manifesto, 30 agosto 2025
Disegnato dall’architetto borbonico Nicolini con l’ambizione di controllare tutte le celle disposte su bracci radiali, il carcere napoletano è lo specchio del disastro civile che sono le carceri italiane. Se pensate che al circolo vizioso riscaldamento globale più condizionatori d’aria, e ancora più riscaldamento globale più condizionatori, e così via, nessuno provi a trovar rimedio, vi sbagliate di grosso: qualcuno, almeno in Italia, che tenta di farlo c’è. Parliamo dei quasi 63.000, tra uomini e donne, vecchi e bambini, che nonostante l’estate, nelle loro stanzette la temperatura media arriva pure a 37/38 gradi, non solo l’aria condizionata non la usano, ma hanno remore a usare pure uno di quei vecchi ventilatori messi talvolta a disposizione dalla struttura carceraria solo a pagamento. Se al caldo torrido poi, aggiungiamo l’endemico sovraffollamento delle nostre patrie galere, l’inferno dantesco è illustrato stavolta non dal pennino di Dorè ma dal rapporto di Antigone.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 agosto 2025
“Uniti più che mai”. La maggioranza è divisa quasi su tutto. Su vaccini, temi etici e pure sul riarmo. Ma non sulla riforma della giustizia che, dicono all’unisono i partiti che formano l’esecutivo, non si tocca. E a ricompattare gli alleati ci ha pensato Giorgia Meloni in persona, che al meeting di Rimini ha ribadito la volontà di portare fino in fondo la separazione delle carriere. Una dichiarazione che - in un momento tutt’altro che sereno per la maggioranza - ha avuto l’effetto di rinvigorire l’unità tra i partiti, chiamati dalla premier a vincere l’eterna battaglia con le toghe. Per il governo, la magistratura rappresenta l’opposizione più dura e simbolica, anche alla luce della campagna comunicativa avviata dall’Associazione nazionale magistrati in vista del referendum. Dalle colonne del Dubbio, i gruppi associativi del sindacato delle toghe respingono le accuse di “giudici politicizzati” e denunciano invece un tentativo del governo di piegare la giustizia al potere esecutivo. Parole che, agli occhi della maggioranza, non sono altro che l’ennesima dimostrazione di una “resistenza culturale al cambiamento”, rafforzando la compattezza dell’esecutivo in uno dei pochi temi di reale unità.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 agosto 2025
Sebbene la separazione delle carriere sia una “riforma sgangherata” pensata con lo scopo di “punire” la magistratura, occorre scongiurare lo scontro istituzionale con il governo, evitare “toni inutilmente polemici”, sottrarsi dal partecipare ad eventi organizzati dai partiti politici. Altrimenti la magistratura ne pagherà le conseguenze. A dirlo in questa intervista è Claudio Galoppi, segretario di Magistratura indipendente.
di Bruno Larosa
L’Unità, 30 agosto 2025
Uno dei principali argomenti usati dai detrattori della riforma è che il magistrato antimafia non abbia mai propugnato la separazione. Falso. Lo fece pubblicamente due volte. In modo nettissimo. Queste sono le premesse ed è il successivo quadro nel quale si mossero i Costituenti, e allora lascerei da parte tanto Licio Gelli, la sua P2 e Silvio Berlusconi. Piuttosto segnalo lo scopo evidentemente perseguito dai sostenitori di questo slogan: tentare di criminalizzare o mettere in cattiva luce coloro che oggi - in tempi in cui il rosso simbolico si è molto scolorito - propugnano la separazione delle carriere.
di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 30 agosto 2025
Il sistema carcerario umbro è caratterizzato da un grave sovraffollamento (29%), carenza di personale di polizia penitenziaria (-19.5%) e un alto numero di detenuti stranieri e con problemi psichiatrici. Nonostante i gravi problemi di ordine e sicurezza (aumento aggressioni, telefoni cellulari), si registra un calo di episodi di autolesionismo. La Procura evidenzia il divario tra le progettualità annunciate e la lentezza della loro attuazione concreta, chiedendo interventi urgenti sul Provveditorato Regionale e sulla Rems, e sottolineando l’importanza del lavoro come strumento fondamentale per il reinserimento e la riduzione della recidiva.
messinaora.it, 30 agosto 2025
Oggi è prevista l’autopsia sul corpo dell’uomo di 48 anni, indiano, trovato impiccato nel bagno della cella del sesto reparto del carcere di Barcellona lo scorso 25 agosto. L’esame, disposto dal sostituto procuratore Luca Gorgone e affidato al dottore Letterio Visalli, dovrà stabilire le cause della morte. È il terzo suicidio rilevato nel giro di sei mesi, e ripropone con urgenza il tema delle condizioni della struttura, della sicurezza e dell’assistenza psicologica per i detenuti nell’ex ospedale psichiatrico.
di Sarah Crespi
La Prealpina, 30 agosto 2025
L’intervento della Camera penale dopo il suicidio in cella di un detenuto nel carcere di Busto Arsizio. È stata già dissequestrata la salma del detenuto sessantunenne che mercoledì 27 agosto si è impiccato in cella nel carcere di Busto Arsizio. Il pubblico ministero Roberto Bonfanti non ritiene ci siano cause da approfondire dietro il cinquantottesimo suicidio carcerario, a livello nazionale, dal primo gennaio. L’uomo era rinchiuso da ferragosto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, l’avvocato Sandro Cannalire proprio mercoledì aveva depositato il ricorso al tribunale del riesame ma l’indagato non ha avuto la forza di combattere per dimostrare la sua innocenza.
triesteprima.it, 30 agosto 2025
“Condizioni subumane, sia per i detenuti che per gli operatori della polizia penitenziaria al carcere del Coroneo”. A denunciarlo, dopo un sopralluogo, sono stati la Camera penale di Trieste e l’associazione “Nessuno tocchi Caino”, che hanno messo in luce criticità ormai strutturali e diffuse in gran parte degli istituti italiani. A Trieste si parla di un sovraffollamento pari al 170 per cento, oltre 230 detenuti con una capienza di 150 persone, attualmente ridotta a 135 per lavori in corso. Secondo i dati raccolti, due detenuti su tre provengono da paesi stranieri, anche a causa della rotta balcanica. A questo si aggiunge il fatto che circa la metà delle persone recluse non sta scontando una condanna definitiva, ma si trova in attesa di giudizio, il che renderebbe estremamente difficile il programma di rieducazione.
di Mario Pari
Brescia Oggi, 30 agosto 2025
Nella casa circondariale bresciana il tasso di sovraffollamento rispetto all’estate scorsa è cresciuto del 4%. Sulla base dei dati diffusi dal sindacato di polizia penitenziaria Uilpa PP la situazione rimane “insostenibile” nonostante un anno fa fossero stati lanciati appelli al presidente Sergio Mattarella e a Papa Francesco. Un anno, o poco più. È trascorso dall’estate degli appelli, delle lettere, delle richieste d’aiuto. Il risultato? Un incremento della percentuale del sovraffollamento nella casa circondariale di Canton Mombello. Si è passati dal 205% al 209%. E se l’estate, il periodo più duro e pesante per i detenuti, volge al termine, non si può non tenere presente che alle lettere inviate non sempre è arrivata una risposta diretta. Ma, soprattutto, c’è questo dato del sovraffollamento, diffuso dal segretario di polizia penitenziaria Uilpa PP, che partendo dai numeri nazionali arriva fino al quarto posto nazionale, quello occupato da Canton Mombello, dietro a Lucca, Milano San Vittore, Foggia (in ordine decrescente).
di Cesare Burdese*
L’Unità, 30 agosto 2025
I primi di agosto, con Nessuno tocchi Caino, ho visitato la Casa di Reclusione di Vigevano. Normalmente alle visite partecipano iscritti all’associazione, membri delle Camere Penali e amministratori e rappresentanti locali. Quel giorno con me c’erano solo Elisabetta Zamparutti, Sergio D’Elia e Marco Federico, un iscritto locale all’associazione. Assente giustificata la presidente Rita Bernardini, impegnata a Roma per promuovere l’approvazione di una legge che riduca il sovraffollamento nelle carceri, attraverso la riduzione della pena.
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