estense.com, 30 agosto 2025
Non è con dichiarazioni come “la droga fa schifo” che si previene l’uso di sostanze illegali, lo dimostrano gli insuccessi di oltre 60 anni di politiche proibizioniste, queste sì ideologiche. La repressione ha creato solo ulteriori danni, stigma e marginalizzazione come testimoniano l’Oms e le agenzie Onu per i diritti umani. Tocca anche Ferrara il caso pipe per il consumo di crack consegnate da un’amministrazione pubblica a consumatori abituali. A intervenire il segretario di Forum Droghe e consigliere comunale a Ferrara per la Civica Anselmo Leonardo Fiorentini che evidenzia come “per l’uso problematico di sostanze come il crack serva un approccio pragmatico, scevro da impostazioni ideologiche”.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 30 agosto 2025
La comunità meta della visita di Metsola e Meloni ospita da sempre i big della scena politica nazionale e internazionale. Passerelle, si dirà, ma per una volta il giudizio rischia d’essere riduttivo. Per almeno un paio di ragioni che vale la pena qui ricordare, in un tempo in cui di dipendenza e di tossicodipendenza si parla pochissimo e si soffre sempre di più. La prima: l’Italia, fanalino di coda d’Europa e del mondo in innumerevoli e svariati ambiti, sul fronte dei percorsi di recupero è un modello d’eccellenza, oltre che un unicum.
di Domenico Bilotti
L’Unita, 30 agosto 2025
In Arabia Saudita, il Caronte dell’omicidio di Stato non disdegna di andare a prendere sull’altra sponda dell’Acheronte anime di condannati per reati commessi quando i loro presunti autori erano ragazzini. Il 21 agosto scorso è toccato a Jalal Labbad, la cui colpa, maturata all’età di sedici anni, era consistita nel partecipare alle proteste della minoranza sciita per il trattamento prevaricatorio subito dalle autorità di Riad e nel seguire le esequie funebri di suoi fratelli di fede uccisi in azioni di polizia.
di Alessia Melcangi
La Stampa, 30 agosto 2025
Con il meccanismo dello “snapback” gli E3 vogliono far pressione ma irrigidiscono gli ayotallah. Le alterne vicende legate all’Iran e alla questione del nucleare riemergono oggi agli onori della cronaca nel contesto, decisamente poco incoraggiante, di un Medio Oriente sull’orlo del baratro. Avevamo lasciato la Repubblica islamica, dopo il breve conflitto di giugno con Israele, alle prese con la Casa Bianca per giungere a un possibile compromesso che limitasse il suo programma atomico, soprattutto davanti alla scadenza, fissata per il prossimo ottobre, dello storico accordo sul programma atomico, il Jcpoa, firmato nel 2015 dopo lunghi anni di negoziati.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 29 agosto 2025
Si costruiscono muri per separare un “di qua” e un “di là”. Per dare materia a una differenza. Differenza di funzionare, di gestire, di governare, di rispondere a norme, regole, aspettative, prassi. Si costruiscono muri. La vita non ne ha, ma ne trova. La persona che ha trascorso un periodo di limitazione della libertà personale si troverà a un certo punto dall’altra parte e lì troverà le condizioni nelle quali costruire il suo vivere quotidiano. Condizioni largamente non studiate con metodi scientifici che comparino fra distretti, territori, realtà. Eppure, quelle condizioni quelle culture quelle aspettative quelle capacità faranno molta differenza. Ottenere un prestito? Aprire una azienda? Comprare casa? Avere un lavoro? Laurearsi? Cosa accade davvero quando si apre il varco dal di qua verso il di là?
di Franco Corleone
L’Espresso, 29 agosto 2025
La polemica sul numero dei suicidi in carcere non può essere ridotta a un effetto del caldo agostano. Perciò è utile ricapitolare i fatti. Il Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà pubblica il report mensile sui suicidi in carcere e sugli eventi critici, riferito al periodo gennaio-luglio 2025, e un’agenzia di stampa rilancia i dati mettendo in luce la gravità del fenomeno. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si risveglia dal torpore e dichiara che i suicidi sono diminuiti. Anche Irma Conti, a nome del Collegio del Garante, conferma la soddisfazione: solo 46 rispetto ai 58 dell’anno prima.
di Don David Maria Riboldi*
Il Dubbio, 29 agosto 2025
Il drammatico appello del cappellano del carcere di Busto Arsizio: “Come può il sovraffollamento fermare la strage?”. Vorrei ricordare quanto abbia affermato il ministro Nordio in visita a San Vittore lo scorso 22 luglio: “Ogni vita spezzata dietro le sbarre è una sconfitta dello Stato. Non possiamo rassegnarci alla retorica dell’inevitabile”. Dentro queste parole possiamo sentirci a casa. “Il sovraffollamento c’è, ma non si sente”. Così dissero gli amici di Nessuno Tocchi Caino, in visita al penitenziario di Busto Arsizio lo scorso 1 luglio.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 29 agosto 2025
Carcere Superati i 63 mila detenuti. Al Senato si lavora sulla detenzione domiciliare. “Con 63.019 detenuti presenti è stata sforata la soglia simbolica delle 63 mila presenze in carcere, a fronte di soli 46.705 posti disponibili, con un sovraffollamento reale del 134,93%”. E con un organico di polizia penitenziaria che soffre di oltre “20mila agenti mancanti, attese anche le assegnazioni soprannumerarie e illegittime in uffici ministeriali ed extra penitenziari”. A fare il punto dell’emergenza carceri è il sindacato di polizia penitenziaria Uilpa che ha anche diffuso la notizia di altri due detenuti che si sono tolti la vita negli ultimi giorni, a Busto Arsizio e a Barcellona Pozzo di Gotto (qui è il terzo in sei mesi). Sono 58 i suicidi in cella dall’inizio dell’anno, e 32 gli altri decessi per cause ancora da accertare.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 agosto 2025
Intervista a Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone. “Il linguaggio è sostanza: Quando si dice che i detenuti non devono respirare o che devono marcire in galera non è solamente l’espressione un po’ truce del politico di turno, è un messaggio politico che poi qualcuno dovrà tradurre in realtà”.
di Diana Ligorio
Il Domani, 29 agosto 2025
Ragazze e ragazzi dietro le sbarre del penitenziario romano raccontano le loro giornate che scorrono. Il minorile è come uno spioncino dal quale osservare i fallimenti della società e le famiglie disfunzionali. Nella biblioteca del carcere minorile l’orologio a muro è fermo alle 10.45. Nella stanza dei libri da un anno e mezzo il tempo segna sempre le 10.45. A scuola sarebbe l’ora della ricreazione. La pausa dalle costrizioni dello stare fermi in classe. Qui il carcere stesso è la pausa, ma non dalle costrizioni, di cui invece simboleggia l’immaginario per eccellenza. È l’intervallo tra il prima e il dopo, tra il dentro e il fuori. Qui le merendine non sono nello zaino, ma arrivano con il pacco durante il colloquio con i familiari.
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