di Francesca Lagatta
lacnews24.it, 1 settembre 2025
Mattia Spanò ha finito di pagare i conti con la giustizia ma non può tornare a casa, perché il giudice lo ritiene socialmente pericoloso, e non può entrare in una struttura sanitaria idonea ad accogliere gli autori di reato affetti da disturbi mentali perché non c’è disponibilità. Mattia Spanò, classe 1993, ha finito di scontare la sua condanna in carcere lo scorso 15 agosto, ma non potrà uscire né sottoporsi alle cure psichiatriche di cui ha bisogno, perché nelle Rems calabresi, le Residenze per l’Emissione delle Misure di Sicurezza, non ci sono posti disponibili. Ora i suoi genitori, preoccupati per le sue sorti, hanno deciso di rendere pubblica la sua storia.
di Cadigia Perini
giornalelavoce.it, 1 settembre 2025
Tra retorica dell’inclusione e simboli vuoti, al carcere di Ivrea si spengono le voci e crescono tensioni e disorganizzazione: l’articolo 27 resta lettera morta. “Il carcere è un quartiere di Ivrea”, si sente dire fra le menti più aperte della città. L’intento è quello di trasmettere inclusione, affermare che il carcere non è cosa avulsa dalla città, ma sua parte integrante. Ma il passaggio all’atto pratico, dalle belle parole alle azioni concrete, è pieno di ostacoli. La responsabilità, a mio parere, sta in due questioni. Da un lato, il cambio di direzione della Casa circondariale che ha ostacolato fino a cancellarle iniziative di scambio dentro-fuori, di comprensione del disagio, di prospettiva. Penso alla chiusura della redazione La Fenice o alla cancellazione di laboratori espressivi.
genteveneta.it, 1 settembre 2025
Nata nel 1999 per porre l’attenzione sul tema dell’adozione e dell’affido, cui dal 2003 è seguito l’accompagnamento dei figli delle detenute del carcere femminile della Giudecca all’asilo nido, l’associazione la Gabbianella e altri animali (con sede a Sacca Fisola) è stata guidata fin dalla sua fondazione da Carla Forcolin, che in prima persona si è spesa sul tema degli affidi, ma anche sulla questione della detenzione dei bambini accanto alle loro madri in carcere, intervenendo più volte in Parlamento sulle problematiche dei minori costretti a crescere dietro le sbarre.
di Alessandro Antonini
corrieredimaremma.it, 1 settembre 2025
Il progetto Semi si Carità della Caritas entrerà nel vivo nel mese di settembre. Entrerà nel vivo nel mese di settembre il progetto Semi di carità, promosso dalla Caritas, che prevede l’avvio di due percorsi pilota nei quartieri di Monteluce e Fontivegge con la costruzione di modelli di giustizia riparativa da mettere a servizio delle comunità. “Si tratta - spiega una nota della Caritas - di un percorso che inaugura una nuova fase per l’Umbria, ponendola sulla scia delle esperienze nazionali più avanzate nel campo della giustizia riparativa. Questo progetto getta le basi per un territorio più consapevole, equo e coeso, trasformando valori, principi e pratiche in opportunità concrete di crescita e rafforzando il senso di comunità”.
di Angela Lombardo
La Nazione, 1 settembre 2025
Anche l’attualità è cultura: la kermesse ha offerto spazi qualificati di approfondimento e riflessione. Tre giorni di un intenso e ricco flusso di idee e conoscenze premiati da una grande affluenza di pubblico. “E ora, dopo un fine settimana in cui siamo diventati più intelligenti, torniamo tutti stupidi per gli altri 362 giorni dell’anno”. È la frase che serpeggia tra i sarzanesi al termine di ogni edizione del Festival della Mente. C’è chi la pronuncia come battuta fra due risate. Chi con il rammarico di non avere altre manifestazioni di analogo rilievo nel resto dell’anno in città. Chi con un filo di invidia per essere escluso dall’organizzazione pur ritenendo di averne i meriti. Chi si sente sollevato per il ritorno a una sonnacchiosa normalità dopo tre giorni di gran trambusto.
di Francesca Pierleoni
ansa.it, 1 settembre 2025
Fuori concorso al Lido la serie ispirata dal film di Audiard. La realtà carceraria “non è ‘altra’, è uno specchio della nostra società in tutti i suoi aspetti, aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo”. Ne è convinto Enrico Maria Artale, regista di Un prophète, la serie francese in otto episodi (ispirata dal capolavoro cinematografico del 2009 di Jacques Audiard, parte del team creativo è lo stesso) al debutto alla Mostra del cinema di Venezia fuori concorso e in onda su Canal+ nel 2026.
di Sara D’Ascenzo
Corriere della Sera, 1 settembre 2025
Lunedi alle 9.30 il documentarista veneziano sarà ospite nello spazio Che Spettracolo! al Festival di Venezia per la “Bussola” di Paolo Baldini. Racconta il suo progetto Laguna Film Lab: in 25 giorni realizzati cinque cortometraggi che raccontano Chioggia. C’è la laguna più conosciuta e celebrata, che bagna e asciuga l’eterna Venezia. E c’è la laguna più appartata, a Sud, dove l’acqua si ritira tra le voci dei pescatori, un universo di soprannomi che si attaccano come mitili sugli scogli ai nomi: Pecchie, Mela, Sale. Lì, tra le calli e i campi di Chioggia, ogni anno cinque giovani registi provenienti da tutto il mondo hanno l’occasione lunga venticinque giorni di raccontare la città con un cortometraggio che in meno di un mese viene pensato, scritto, girato e perfino proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 1 settembre 2025
Senza un ripensamento del sistema, c’è il rischio che crollino le politiche sociali. La sfida più difficile riguarda quei Paesi come l’Italia, meno esposti alla minaccia della guerra, meno coesi internamente e culturalmente. Un nuovo inizio o declino? Lo stato sociale è a un bivio storico, che richiede serietà di analisi e coraggio nelle azioni di governo. Questo tema cruciale per il futuro dell’Europa è stato al centro di un importante convegno internazionale (Espanet 2025) conclusosi venerdì scorso nell’Università Statale di Milano.
di Mario Iannucci e Gemma Brandi*
quotidianosanita.it, 1 settembre 2025
Il 29 agosto era il compleanno di uno di noi. Fra i regali ricevuti c’è stato un video nel quale Basaglia, con molta obiettività e misura, parla della possibile pericolosità sociale dei malati di menti. Già: si può negare finché si vuole che i depressi non si suicidino più degli altri, o che talune forme di malattia mentale (specie i deliri cronici) non comportino, in talune fasi della malattia, un cospicuo aumento della pericolosità sociale. Si può negare, ma in questo caso si sarà lontani da un buon esame di realtà e ci si avvicinerà al delirio.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 1 settembre 2025
Ritardi e sciatteria: gli istituti non rispettano l’obbligo di dotarsi delle credenziali minime. I dati di due rapporti. Anche ieri due scosse. Entrambe 3.3 della scala Richter. Nella scia di altre migliaia, negli ultimi anni. Tutto “normale”, forse, per chi sa cosa sono i Campi Flegrei. Meno per chi ha letto lo sconcertante dossier di Tuttoscuola sulla sciatteria con cui gli edifici scolastici rispondono all’obbligo di dotarsi di cinque credenziali sulla sicurezza sismica e idrogeologica. Spiega dunque quel rapporto, elaborato sui dati 2023/2024 forniti dal governo il 14 luglio scorso, che nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida, classificati “zona 2” cioè a rischio di “possibili forti terremoti” ci sono complessivamente 160 scuole delle quali 46 dell’infanzia e 50 della primaria, ospitate in 85 edifici scolastici.
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