di Diana Ligorio
Il Domani, 3 settembre 2025
“Non ho paura della terza guerra mondiale. Noi stiamo in galera e le galere non le bombardano”, Margherita tira su i grandi occhiali che le sono scivolati sul naso. Diciannove anni, è arrivata al minorile di Casal del Marmo due anni fa. Il carcere, lo chiama galera. Nelle occasioni importanti diventa istituto: “Ipm, quando c’è il direttore”. In caso di conflitto armato tra potenze invece lo chiama zona di confort. Quando è da sola con i suoi pensieri, la galera diventa caleidoscopio del tempo: piccoli frammenti del dentro e del fuori, del prima e del dopo compongono forme che si proiettano nello spazio fisico della detenzione. Il tempo in carcere è qualcosa che si vede, si tocca.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 3 settembre 2025
Tante sono, secondo i sindacati, le persone che mancano nel garantire sicurezza dietro le sbarre. Uilpa: pochi e con carichi di lavoro disumani. Detenuti oltre quota 63mila, sovraffollamento record. Oggi gli agenti in servizio nei 192 istituti di pena italiani sono 31.000, un numero largamente insufficiente alle necessità. La pianta organica stabilita dal ministero della Giustizia segna 34.162 unità, ma il fabbisogno, visto il sovraffollamento delle prigioni e le violente tensioni che si manifestano dietro le sbarre, in realtà va assai oltre le 4mila unità che mancano (cioè il 16% del totale). È questa l’altra faccia, nascosta, del dramma carceri. Nel 2025 è stato indetto un concorso per l’assunzione di 3.246 allievi agenti, il che porterebbe a una copertura dell’organico previsto sulla carta, ma va tenuto conto di chi nel frattempo è andato in pensione o si è dimesso. Inoltre, prima che i nuovi assunti possano essere destinati a un incarico dovranno espletare corsi di formazione che durano, a seconda della qualifica, dai 9 ai 24 mesi.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 3 settembre 2025
L’abate generale dei Cistercensi, padre Lepori, e l’incontro con i detenuti. “Da loro ho imparato ad accogliere gli aspetti negativi della vita, frutto dei nostri errori, o dei limiti degli altri”. L’abate generale dei Cistercensi in dialogo con i detenuti. Un incontro che non ti aspetti, ospitato nel salone di un carcere, al quale ne sono seguiti altri che hanno generato rapporti fecondi e scoperte inattese. Cosa hanno in comune questi due mondi? La cella che - per scelta o per necessità - è la loro dimora. Ma c’è molto di più, come racconta padre Mauro Giuseppe Lepori, ticinese, dal 2010 alla guida di uno degli Ordini religiosi più antichi nella storia della Chiesa, che ebbe origine nell’abbazia di Citeaux - in latino Cistercium - in Borgogna, fondata da Roberto di Molesme nel 1098 e che oggi conta 130 monasteri nel mondo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 settembre 2025
L’attacco del ministro della Giustizia a Venezia dopo la proiezione della serie tv su Enzo Tortora. “Il magistrato che sbaglia perché non conosce le leggi o le carte, o perché, per ottusità preconcetta, manda in prigione un innocente, non deve pagare con il portafoglio: deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere”: è duro l’attacco che il Ministro Nordio ha riservato ieri alla magistratura. L’occasione gli è stata fornita dalla proiezione dei primi due episodi di Portobello, la nuova serie diretta da Marco Bellocchio sulla vicenda di Enzo Tortora e presentata Fuori Concorso alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia. Nel mirino del Guardasigilli ci sarebbero quei pm responsabili di “indagini frettolose” e di gip troppo appiattiti sull’accusa.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 3 settembre 2025
Il presidente dell’Anm: “Le parole di Musumeci avvilenti. Col centrodestra dialogo difficile”. “Magistrati killer? Le frasi del ministro Musumeci mi hanno avvilito, ma se posso ho una domanda anche io”. Prego. “Non ho percepito nessuno che abbia preso le distanze dalle sue affermazioni: né dal governo né dalle associazioni dell’avvocatura. Sbaglio?”. In attesa che qualcuno dell’esecutivo lo smentisca, il presidente dell’Anm Cesare Parodi accelera sul referendum (“il comitato sarà pronto tra 10 giorni”) e non abdica alle cassandre che vedono l’esito dei quesiti in salita per chi auspica il blocco delle nuove leggi in materia di giustizia: “Non credo che la partita sia chiusa”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 settembre 2025
La campagna di comunicazione che l’Associazione nazionale magistrati sta realizzando per contrastare la separazione delle carriere è il trionfo di slogan apocalittici e fake news. Ma il pubblico non sembra abboccare. “La riforma vuole ridimensionare la magistratura”, “lo stato di diritto sarà intaccato”, “si crea uno sbilanciamento di pesi e contrappesi”, “si arriverà inevitabilmente alla dipendenza del pm dall’esecutivo”, “il vero scopo è sottrarre i poteri forti al controllo della magistratura”. La campagna di comunicazione che l’Associazione nazionale magistrati sta realizzando sui social network per contrastare la riforma Nordio è un climax di slogan apocalittici e anche di fake news, con l’aggravante che questi vengono pronunciati direttamente dai rappresentanti della giunta del sindacato delle toghe.
di Andrea Viola*
Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2025
Il Coordinamento nazionale ha proclamato per il 3 settembre uno sciopero nazionale che coinvolgerà tutti gli uffici giudiziari. La macchina amministrativa per funzionare ha bisogno di queste professionalità. Il Coordinamento nazionale direttori giustizia ha infatti proclamato per mercoledì 3 settembre 2025 uno sciopero nazionale che coinvolgerà tutti gli uffici giudiziari del Paese, accompagnato da presidi e manifestazioni sul territorio. Al centro della protesta c’è sempre la bozza del nuovo Ordinamento professionale del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria, predisposta dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e diffusa ai sindacati il 26 giugno scorso.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2025
Nel carcere è entrata nel 1998, tramite i malati di Aids residenti in una Casa della Caritas. “Avevo cominciato a occuparmene perché erano esclusi da tutto, a causa di un pesante giudizio etico. Ma facilmente finivano in carcere”. Laura Fersini, oggi 86 anni, è volontaria in carcere da oltre venticinque anni. Il primo “impiego” come volontaria Caritas a Rebibbia Nuovo Complesso, appunto nel reparto malati di Aids. “Dopo l’esperienza in infermeria ho voluto conoscere il carcere come problema sociale e ho cominciato il giro. Prima Casal del Marmo, minorile - dove mi hanno affidato una ragazza che poi ho seguita anche nella Casa Famiglia in cui l’hanno trasferita; poi sono passata a Rebibbia Penale, dove ci sono detenuti con condanne definitive e lunghe, infine Rebibbia Femminile; e qui mi sono fermata, con l’intenzione di conoscere bene proprio quelle detenute.
di Ettore Saladini
La Repubblica, 3 settembre 2025
L’ex sindaco di Roma ed ex ministro torna a parlare dal carcere: “Rebibbia Nuovo Complesso è ormai al collasso finale. L’amministrazione non sa più dove mettere i nuovi giunti e le persone detenute che debbono stare in isolamento. Considerato che Regina Coeli, l’altro carcere romano, è in una condizione di sovraffollamento e di degrado ancora peggiore, possiamo dire che tutto il sistema penitenziario della Capitale rischia d’esplodere”, ha scritto in un post firmato insieme a Fabio Falbo, altro detenuto. Alemanno, detenuto a Rebibbia dal 31 dicembre 2024 per non aver rispettato gli obblighi imposti dal giudice di sorveglianza in seguito alla condanna definitiva per influenze illecite, ora punta a un intervento del ministero della Giustizia: “Attendiamo la riapertura delle Camere e la ripresa dell’attività parlamentare e attendiamo che, a settembre, il ministero della Giustizia, come promesso, faccia il punto della situazione con le sue task force. Ma quanto tempo pensiamo ancora di avere, prima che scoppi tutto?”, continua il post.
cuneodice.it, 3 settembre 2025
In Piemonte solo due posti per persone in queste condizioni. L’Osapp: “Dieci agenti della Penitenziaria impiegati a turno nel piantonamento, sottraendo risorse al personale già in sofferenza”. Dal 23 agosto occupa, piantonato, una stanza del reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale “Santa Croce” di Cuneo. L’uomo, condannato per diverse truffe, è attualmente ospitato nella struttura sanitaria in quanto in carcere mancano posti adeguati per una persona nelle sue condizioni fisiche. “Per detenuti di questo tipo in tutto il Piemonte ci sono solo due posti letto, entrambi a Torino ed entrambi occupati”, ha spiegato al TgR Rai il garante dei detenuti di Cuneo Alberto Valmaggia.
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