di Franco Corleone
L’Unità, 14 gennaio 2026
È finito l’anno che avrebbe dovuto festeggiare i 50 anni dell’Ordinamento penitenziario e i 25 anni del Regolamento di esecuzione con provvedimenti diversi dalla introduzione di nuovi reati, dall’aggravamento delle pene e dal nuovo reato di resistenza passiva e di criminalizzazione di atti di protesta nonviolenta. Si sono archiviati 80 suicidi e 161 morti per cause da accertare in carcere e si è chiuso il giubileo dei detenuti senza un segno di accoglimento dell’appello di Papa Francesco e di Papa Leone. In tempi di rabbia e di odio, di crisi dello stato di diritto e del nuovo ordine mondiale fondato sulla forza non stupisce che la clemenza sia bandita e cancellato il senso di umanità. Si è ormai consolidato un fatto crudele. È stata abolita di fatto l’amnistia e non si concedono più grazie.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 14 gennaio 2026
Il 2025 si è chiuso con una vistosa crescita del malessere nei penitenziari, come certificato anche dal nuovo picco di 80 detenuti suicidi. Un malessere che ha due facce: la disperazione, con il suo portato di autolesionismo, e l’esasperazione, che si traduce in microconflittualità. Tra principali cause vi sono i numerosi provvedimenti legislativi in tema di sicurezza varati dall’attuale governo che hanno prodotto maggiori incarcerazioni e pene più lunghe. Con la conseguenza di ulteriore sovraffollamento delle celle e, dunque - checché ne dica il Guardasigilli - di drastico peggioramento delle condizioni di reclusione.
di Laura Defendi
La Prealpina, 14 gennaio 2026
Gianni Alemanno, ci spiega com’è cambiato il suo sguardo sulla politica e sulla giustizia, quando da primo cittadino di Roma è diventato cittadino” di Rebibbia? “La prima risposta più banale, ma necessaria perché ci sono molti maldicenti, è che il mio sguardo sulla Giustizia non è molto cambiato entrando in carcere. Ho sempre pensato che la Giustizia italiana abbia molti problemi e che quando il sovraffollamento carcerario supera certi livelli non bisogna “vergognarsi” - come oggi fa Giorgia Meloni - di emanare dei provvedimenti di clemenza che riducano il numero dei detenuti. Ci tengo a ribadire di essere stato uno dei tre parlamentari di destra che, in dissenso dal proprio gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, votarono a favore dell’indulto del 2006, l’ultimo che è fatto in Italia.
di Michele Ainis
La Repubblica, 14 gennaio 2026
Se nel frattempo il mondo non sarà esploso del tutto, fra un paio di mesi ci attende un referendum. Quello sulla giustizia, che per i suoi oppositori introduce viceversa un’ingiustizia. Come voteremo? Dipende dal merito di questa riforma, però anche dal metodo con cui è stata generata. Dipende dai quesiti, ma in realtà dalla percezione dei quesiti, dalla loro “narrazione”, come si dice adesso. Dipende dal testo, ma in misura anche maggiore dal contesto, dalle condizioni esterne in cui cadrà la consultazione. Difatti ogni referendum esprime una valenza che supera lo specifico oggetto dei quesiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica promosso da Mario Segni aprì la stagione della Seconda repubblica.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026
Inizia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione. Il referendum sulla giustizia è confermato per il 22 e 23 marzo prossimi. La decisione del governo, scontata, è arrivata lunedì pomeriggio. Ma adesso comincia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione: toccherebbe alla Corte costituzionale rivedere la data. Già la tempistica contrastata, tuttavia, lascia capire quali e quante tensioni si addensino sulle prossime settimane di campagna referendaria.
di Salvo Andò
La Sicilia, 14 gennaio 2026
La rissa sulla riforma della giustizia sta assumendo le caratteristiche di un confronto sempre più duro tra toghe e governo che si disputa nel primato in materia di gestione delle riforme istituzionali. Di questo si tratta, più che di promuovere riforme destinate a mettere ordine nella giurisdizione rendendola più efficace e garantista. È, questo, un conflitto che sconcerta l’opinione pubblica, la quale rivendica la giustizia giusta anziché quella infeudata a questo o a quel potere. Non pare dubbio che l’equilibrio tra i poteri non possa essere unilateralmente modificato. Insomma, eventuali conflitti verrebbero in ogni caso a trovare un punto di mediazione anche attraverso il coinvolgimento del Capo dello Stato. E, invece, le riforme sulle quali disputano toghe e politica stanno dando luogo ad aggressive campagne propagandistiche che partiti politici e partiti dei giudici promuovono senza esclusione di colpi di fronte ad un’opinione pubblica sbigottita.
di Luca Sofri
ilpost.it, 14 gennaio 2026
Sia da parte dei sostenitori sia da parte degli oppositori: e mancano ancora quasi 70 giorni al voto. Il Consiglio dei ministri ha stabilito la data del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Mancano dunque 67 giorni alla consultazione, e sarà un tempo in cui i sostenitori e i detrattori della riforma potranno spiegare le loro ragioni. La campagna referendaria però è già iniziata da tempo, almeno dalla fine di ottobre, quando il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge. E finora, da un lato e dall’altro, il dibattito è stato caratterizzato da semplificazioni e mistificazioni notevoli, più che da un confronto ragionato sul merito della riforma.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026
La democrazia è in pericolo? No, la Costituzione non vieta la separazione delle carriere. Lo dice anche la Consulta. Se si mobilitano anche Maurizio Landini e Sigfrido Ranucci, allora si può star sicuri che “la democrazia è in pericolo”: non può che trattarsi di un “attentato alla Costituzione”. E infatti, la campagna referendaria dei sostenitori del No alla separazione delle carriere dei magistrati è partita proprio così. Non è, a dire il vero, la prima volta che si grida “al lupo, al lupo” (l’ultima fu appena sei mesi fa, per abrogare il Jobs Act); e speriamo che non dovremo mai pentirci della facilità con cui in Italia si lancia l’”allarme democratico”, il giorno in cui ci dovesse servire davvero.
di Dario Conti
La Notizia, 14 gennaio 2026
Il Movimento 5 Stelle dice no al referendum sulla giustizia attraverso cinque punti con i quali critica la riforma del governo. Per il Movimento 5 Stelle, quello sulla giustizia è già diventato il referendum “salva casta”. Proprio da qui parte lo slogan della campagna promossa dal M5s in vista dell’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo, quando i cittadini saranno chiamati a votare per confermare o meno la riforma costituzionale della magistratura. “No al Referendum salva casta”, è lo slogan dei pentastellati. Ieri, in una riunione, il presidente Giuseppe Conte ha fatto il punto con il direttivo di Camera e Senato e con i parlamentari delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali più coinvolti sul tema. La campagna ‘capillare’ prevede azioni ed eventi su tutto il territorio nazionale con il contributo anche dello stesso Conte, di Giuseppe Antoci, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, e con attività sui profili social del Movimento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 gennaio 2026
I materiali di intelligence militare non possono fondare procedimenti penali: è quanto dichiarano in una nota i difensori (Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale, Samuele Zucchini) dei 33 indagati (di cui sei agli arresti e due latitanti), tra cui il leader dell’associazione palestinesi d’Italia, Mohammad Hannoun, nel procedimento per asserito finanziamento dell’organizzazione terroristica di Hamas, condotta dalla Dda di Genova. Tale eccezione sarà sollevata durante l’udienza al Tribunale del riesame di Genova per la scarcerazione che si terrà venerdì.
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