di Gianpaolo Annese
Il Resto del Carlino, 15 gennaio 2026
È bufera dopo il permesso negato alla seduta da parte del Dap. Disguido tra Comune, casa circondariale e nuovi vertici del Dipartimento. I parlamentari Dem: “Si vuole silenziare la piaga del sovraffollamento”. Sullo stop alla seduta del Consiglio comunale in carcere prevista per oggi volano gli stracci. Il niet del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) fa litigare destra e sinistra. Da quanto si è apprende nella triangolazione tra Consiglio comunale, direzione del carcere e nuova direzione del Dap qualcosa è andato storto. Fatto sta che la maggioranza di centrosinistra è su tutte le furie e oggi pomeriggio per le 14, prima della seduta che si svolgerà in municipio, i consiglieri di Pd, Avs, M5s, Spazio democratico e Pri hanno organizzato un presidio davanti al carcere di Sant’Anna per protesta. Nel frattempo scendono in campo i parlamentari Dem che depositano un’interrogazione al ministero della Giustizia “per conoscere le iniziative che il ministro Nordio intende adottare per consentire che l’assemblea richiesta possa svolgersi come accaduto in altre città”.
L’Eco di Bergamo, 15 gennaio 2026
In una nota scritta Elena Carnevali prende posizione sulla situazione critica del carcere di Bergamo. “La situazione che vive il carcere della nostra città è da tempo insostenibile”. È un appello netto quello lanciato dalla sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, che interviene con parole dure sulle condizioni della casa circondariale, tra sovraffollamento, carenza di personale e crescenti difficoltà nella gestione dei detenuti. I numeri parlano chiaro: a fronte di 319 posti regolamentari, la popolazione detenuta arriva a sfiorare il doppio. “Il forte sottodimensionamento degli agenti di Polizia penitenziaria e del personale educativo e amministrativo - sottolinea Carnevali - ci dice con chiarezza che non c’è più tempo da perdere”.
elbapress.it, 15 gennaio 2026
Alcuni reclusi lavoreranno grazie a un’iniziativa dell’associazione Seconda Chance. Un progetto innovativo di inclusione lavorativa prende forma all’Isola d’Elba e segna un primato a livello regionale. Per la prima volta in Toscana, un’azienda ha deciso di assumere alcuni detenuti del carcere di Porto Azzurro, coinvolgendoli in attività di call center svolte all’interno dell’istituto penitenziario. L’iniziativa nasce grazie all’impegno dell’associazione no profit Seconda Chance, da anni attiva sul fronte del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute.
ivespri.it, 15 gennaio 2026
Uno spiraglio di luce sul mondo carcerario. Arriva da Catania e dall’attenzione dell’Università di Catania per il sociale. Nell’ambito del progetto internazionale Grins - un acronimo che tradotto diventa “Per una crescita resiliente, inclusiva e sostenibile” - l’ateneo etneo ha affidato una ricerca specifica all’associazione del terzo settore Seconda chance, nata oltre tre anni fa proprio per costruire un ponte fra aziende e realtà carceraria e creare opportunità di lavoro. Il progetto PriTJP - Prison Training for Job Placement, ovvero Formazione carceraria per l’inserimento lavorativo - ha concluso il suo percorso alla fine di quest’anno e i risultati portano ad aprire nuovi scenari su formazione e lavoro per le persone prive di libertà.
di Nicolò Zambelli
Il Foglio, 15 gennaio 2026
Nel Nuovo complesso penitenziario è da oggi in mostra “Un mondo alla rovescia”, un progetto realizzato da Hyperlocal che racconta le storie e la quotidianità di una ventina di detenuti. Il carcere, le sue regole, le sue persone e le loro storie, in mostra. In carcere. Ieri, 14 gennaio 2026, si è tenuta la presentazione della mostra “Un mondo alla rovescia”, un lavoro realizzato dal progetto editoriale Hyperlocal e che ha portato il Nuovo complesso del penitenziario di Rebibbia, a Roma, a ospitare una vera e propria mostra fotografica al suo interno.
di Manuela Galletta
La Stampa, 15 gennaio 2026
L’artista e architetto Alessandro Ciambrone racconta come abbia creato l’opera da Guinness sul perimetro del carcere di Santa Maria Capua Vetere: “La nuova fase? La partecipazione dei cittadini”. Un muro che diventa ponte. E che, attraverso i mille colori stesi sul cemento, porta il mondo più vicino a un non luogo per eccellenza, come se l’arte potesse allungare le mani oltre le sbarre e accorciare le distanze. Sul perimetro del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, prende forma un murale da Guinness dei primati che oggi si prepara a superare sé stesso: dopo aver conquistato il record mondiale per aver dipinto in solitaria oltre 5.500 metri quadrati di superficie, l’artista e architetto Alessandro Ciambrone apre l’opera alla partecipazione di studenti, professionisti, avvocati e detenuti, in un progetto reso possibile anche dal sostegno della direttrice dell’istituto penitenziario, Donatella Rotundo.
corrierenazionale.net, 15 gennaio 2026
Dall’avvio dell’iniziativa, nel 2016, i corsi di formazione con gli ospiti della casa circondariale di Montorio hanno coinvolto 172 persone, con la consegna di 53 diplomi di tecnico di scuderia. In dieci anni sono più di 172 le persone detenute nella casa circondariale di Montorio che hanno partecipato ai corsi di formazione professionale per tecnico di scuderia. Quinquatrie in tutto i diplomi consegnati alla fine del percorso di studio. Sono i numeri del progetto nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fieracavalli, Horse Valley ASD- Corte Molon e il carcere di Montorio, con l’obiettivo di rendere il rapporto uomo-cavallo un aiuto concreto per il reinserimento sociale attraverso l’apprendimento di nuove competenze lavorative spendibili nel settore equestre.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2026
Una canzone nata dietro le sbarre. Due gemelli di 20 anni che usano la musica per curare la loro rabbia. Così nasce “Petite”, primo singolo dei 2SHOT, fratelli originari di Salerno e detenuti nell’istituto penale per i minorenni di Airola, dove nel 2023 incontrano il rapper Luca Caiazzo, in arte Lucariello, che diventa la loro guida artistica. Lucariello, insieme ad altri artisti, si occupa dei laboratori rap nelle carceri minorili, nell’ambito del progetto dell’associazione Crisi come opportunità, presente al momento in sette istituti penali per minorenni (Treviso, Casal del Marmo, Cagliari, Airola, Nisida, Catanzaro, Acireale) su 17.
di Emilia Costantini
Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
Perché il male continua ad affascinarci, in letteratura come al cinema? È il vecchio mistero della drammaturgia che nessuna sociologia saprà mai spiegare Un giorno il fenomeno “Gomorra” verrà studiato non più come una rappresentazione della depravazione espressa dalla criminalità organizzata, come ebbe a dire in un’omelia Don Giuseppe Diana, il parroco di Casal di Principe, assassinato nel 1994 dal clan dei Casalesi per il suo impegno antimafia: “Non rendiamo questa terra la Gomorra del Paese”. No, verrà anche studiato come una grande costellazione mediale di successo, un marchio composto da articoli di giornale, romanzi, reportage, film, serie televisive, spettacoli teatrali, podcast.
di Diego Motta
Avvenire, 15 gennaio 2026
Mondo cattolico in prima linea: basta massacri, si coinvolga la comunità internazionale. Le Acli: sostenere il principio di autodeterminazione dei popoli. L’Ac: c’è bisogno di più Europa. Il Mean: diamo asilo a chi combatte per la propria libertà. La Cisl organizza una fiaccolata il 23 gennaio davanti all’ambasciata di Teheran in Italia. Manifestare per la caduta del regime a Teheran? Scendere in piazza a favore dell’opposizione in Venezuela dopo la deposizione di Maduro? In quindici giorni due grandi questioni internazionali hanno tenuto banco nell’opinione pubblica occidentale e hanno risvegliato l’eterno dibattito: come esprimere solidarietà ai popoli che chiedono libertà e democrazia, incalzando i propri governi a prendere posizione. È in particolare sulla rivolta oscurata nella Repubblica islamica che si concentra oggi l’attenzione di tanti cittadini e delle organizzazioni sociali.









