di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026
L’identità del fatto per cui viene promossa una seconda azione penale fa scattare la causa di improcedibilità prevista dall’articolo 649 del Codice di procedura penale. Il condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia asseritamente realizzati con violenza sulla persona non può essere nuovamente o separatamente processato per i medesimi comportamenti a titolo di lesioni. Così la Corte di cassazione - con la sentenza n. 1341/2026 - ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e quella di primo grado che condannavano il ricorrente per lesioni aggravate contro la moglie.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026
La Cassazione, sentenza n. 1049 depositata oggi, chiarisce che il rimedio è previsto solo per i “condannati” e non anche in caso di “misure amministrative”. In un procedimento contro la proroga del “trattenimento” nel Cpr, lo straniero, non rivestendo la qualifica di condannato, non è neppure legittimato a proporre il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto (ex art. 625-bis Cpp) contro la sentenza della Cassazione che ha dichiarato inammissibile o rigettato il suo precedente ricorso. Lo ha stabilito la Quinta sezione penale, sentenza n. 1049 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino marocchino trattenuto in un Centro di permanenza per i rimpatri.
di Graziano Pintori
Il Manifesto Sardo, 14 gennaio 2026
In Italia è in atto un ulteriore aggravamento generale delle condizioni detentive, si tratta del programma di concentrare i 750 detenuti sottoposti al 41 bis in poche carceri, già selezionate dal ministero della giustizia. Il programma securitario, esposto dal sottosegretario Delmastro nella conferenza Stato Regioni, prevede che le regioni dove si trasferiranno i 41 bis saranno ridotte da dodici a cinque. In Sardegna tre saranno le carceri incluse nel programma: Badu e Carros, Bancali e Uta, destinate a ospitare 240 detenuti. Le prime due dovrebbero ospitare esclusivamente detenuti sottoposti al carcere duro, un’evenienza che potrebbe portare questa tipologia di carcerati a 500 presenze.
di Lisa Ferreli
italiachecambia.org, 14 gennaio 2026
“Se l’arrivo di detenuti al 41-bis fa paura, il problema non è il carcere ma l’istituzione”. Il dibattito sul trasferimento di detenuti al 41-bis in Sardegna mette in luce soprattutto le lacune istituzionali. Ne parliamo con l’assistente sociale Claudia Camarda, esponente del Partito sardo d’azione. Quello tracciato dall’associazione Socialismo Diritti e Riforme attraverso il resoconto annuale sull’andamento della situazione detentiva in Sardegna, è un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. “Il 2025 è un anno da dimenticare per le carceri dell’isola” ha dichiarato la presidente, Maria Grazia Caligaris. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà a effettuare colloqui e una sanità penitenziaria “che fatica a dare risposte adeguate”.
di Edoardo Iacolucci
La Capitale, 14 gennaio 2026
“Dopo il 2023 e il 2024, anche il 2025 si conferma un anno nero per le carceri italiane”. Ispezione a Regina Coeli con l’europarlamentare Ilaria Salis e la senatrice Ilaria Cucchi: sovraffollamento, disagio psichico e diritti negati. Il 2025 è stato un anno nero per le carceri italiane. Così era stato il 2024 e prima ancora il 2023. I cosiddetti “decreti sicurezza” varati negli ultimi anni non hanno risolto le criticità strutturali del sistema penitenziario e, secondo chi visita gli istituti, continuano a lasciare sullo sfondo la dignità delle persone detenute. Anche il 2026, avvertono parlamentari e attivisti, rischia di aprirsi senza un cambio di rotta sui diritti fondamentali.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 14 gennaio 2026
Per Sollicciano, che in questo periodo è un Regno dei Ghiacci tanto da far concorrenza alla contesa Groenlandia, più che un tavolo servirebbe una stufa. Ma per il momento si è scelto di privilegiare un diverso elemento di arredo, completo di sedie ciascuna delle quali riservata a chi istituzionalmente ha competenze più prossime sull’istituto. Ma fuori da ogni ironia va detto che lo strumento di cui ha voluto dotarsi l’amministrazione comunale potrà avere - se lo si vorrà - un ruolo positivo nel medio periodo. I temi dell’alloggio per chi ha finito la pena, dei permessi di soggiorno per coloro che magari hanno costruito nel periodo di detenzione un nuovo presente di integrazione e di lavoro, un’attenzione più marcata per le persone con problemi sanitari e in particolare di tipo psichiatrico non a caso sono stati al centro del primo incontro.
di Bruno Carrà*
piacenzasera.it, 14 gennaio 2026
Sovraffollamento, strutture fatiscenti, indifferenza e silenzi politici. Così si fotografa il bilancio di un sistema penitenziario allo stremo, fuori controllo e lontano da diritti e reinserimento. Alla fine di novembre 2025 le carceri italiane contavano 63mila e 868 persone detenute, quasi duemila in più rispetto a dodici mesi prima, a fronte di una capienza effettiva di 46.124 posti (700 in meno di quelli che si conteggiavano all’inizio del 2025): il tasso di sovraffollamento medio ha così raggiunto il 138,5 per cento. Le pene non possono mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, così sancisce il terzo comma dell’art. 27 della Costituzione italiana. Le condizioni del sistema penitenziario italiano inducono a richiamare una questione ineludibile di civiltà. Nel carcere di Piacenza, per venire nel nostro territorio, i detenuti presenti sono 543 per una capienza di 414 posti, il 131,1%.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2026
Autorizzazione negata. Doccia fredda per l’amministrazione modenese. La seduta del Consiglio comunale di Modena di domani, inizialmente prevista presso la Casa circondariale di Sant’Anna, si terrà come sempre in Municipio. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha infatti stoppato il Comune. “Con rammarico, prendo atto che la seduta alla Casa circondariale di Sant’Anna non potrà avere luogo perché l’ufficio competente Dap ha ritenuto di negare la relativa autorizzazione necessaria alla Direzione del penitenziario modenese - spiega il presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri.
di Stefano Gabbiano
lapiazzaweb.it, 14 gennaio 2026
Il Garante dei detenuti denuncia la situazione critica nella Casa Circondariale del Due Palazzi. La Casa Circondariale di Padova, una delle strutture penitenziarie più rilevanti della città, sta vivendo un sovraffollamento senza precedenti. Secondo la segnalazione fatta ieri dal direttore della struttura, Luigi Morante, al Garante dei detenuti di Padova, Antonio Bincoletto, il numero di persone detenute nella sola ala di custodia cautelare ha raggiunto i 269 detenuti, ben al di sopra della capacità regolamentare di 188. Questo dato segna un livello di sovraffollamento “mai raggiunto prima”.
lecceprima.it, 14 gennaio 2026
Maria Mancarella si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre dopo circa venti anni di inattività, evidenziando anomalie e disservizi. La Garante leccese dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre, dopo circa venti anni di inattività. La capienza massima è di 27 ragazzi, al momento ve ne sono soltanto quattro, tutti italiani, provenienti dall’istituto di Airola interessato da lavori di ristrutturazione.
- Livorno. La denuncia del Garante: “C’è chi vorrebbe tenere aperte le vecchie sezioni detentive”
- Verona. Torture in questura, i pm chiedono pene dure: “Parlano le immagini”
- Roma. A Villa Maraini confronto con detenuti in percorsi alternativi
- Roma. “Ero in carcere… e siete venuti”. Un convegno sulla dignità nel contesto carcerario
- Siena. “Vite Libera”, un percorso di formazione enologica per i detenuti









