di Gianpaolo Catanzariti*
Il Riformista, 13 gennaio 2026
Tutte le volte che i giornali e le tv diffondono la notizia di un delitto commesso con violenza da un detenuto in misura alternativa al carcere, un vortice irrazionale travolge la nostra società. In realtà, proprio in queste drammatiche occasioni, con la forza della ragione, bisogna difendere, rivendicandone l’allargamento, le misure alternative e le opportunità di lavoro all’esterno. Senza aggiungere l’ennesimo “chiodo sulla bara” ad un sistema di per sé già sgangherato. Se vogliamo dare forma ai princìpi costituzionali sulle pene e sul carcere, rendendo, così, più sicura la società, dobbiamo pretendere condizioni detentive rispettose della dignità umana. Solo attraverso uno sviluppo personale e sociale del reo possiamo favorire il suo reinserimento, rafforzando, così, la sicurezza collettiva. Lo avevano chiaro i costituenti nel 1948.
di Francesco d’Errico*
Il Riformista, 13 gennaio 2026
I dati offrono uno scenario chiaro ed inequivocabile: da un lato chi esegue la pena esclusivamente in carcere torna a delinquere circa nel 70% dei casi, dall’altro chi accede alle misure alternative lo fa solo nel 17% delle volte. Più carcere non equivale a maggiore sicurezza. Anzi, statistiche alla mano, corrisponde al suo esatto contrario. Le misure alternative, speriamo presto principali, rappresentano uno strumento fondamentale sia per inverare un modello davvero garantista di pena, sia per assicurare alla comunità maggiore ordine. Lo scenario politico, non si può negare, indurrebbe a relegare questo programma a un futuro remoto. Tuttavia, anche per ottenere risultati positivi a breve termine, è necessario avere chiara la prospettiva di fondo a cui si vuole tendere. Per uscire dall’era della regressione illiberale, bisogna cominciare a illuminare il volto costituzionale della giustizia penale.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 13 gennaio 2026
Il referendum sulla riforma della giustizia si terrà il 22 e 23 marzo. Come annunciato dalla premier in conferenza stampa, il Cdm ha ufficializzato ieri la data. Nelle stesse giornate si svolgeranno le elezioni suppletive per i due seggi del Veneto vacanti dopo il passaggio al governo della Regione di Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Perché il referendum sia ufficialmente promulgato manca solo la firma del capo dello Stato che è intenzionato a fare presto: entro il 17 gennaio, data in cui scadranno i 60 giorni dall’approvazione da parte della Cassazione delle quattro richieste di indire il referendum avanzate dai parlamentari sia della maggioranza che dell’opposizione. Dal Colle si segnala infatti che Mattarella ritiene non esistano problemi di costituzionalità.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 13 gennaio 2026
È bello immaginare Rossana Rossanda con la sua fierezza battagliera, e Luigi Pintor e la sua distaccata ironia, seduti al fianco, o magari alla guida, della “sinistra che vota SÌ” sul referendum, riunita a Firenze. Gli eretici di un tempo, ben più trasgressivi di quelli di oggi, uniti ai fratelli minori proprio sul tema della giustizia. Quella che separò e portò su sponde opposte, negli anni in cui non c’era ancora neppure il processo accusatorio, i fondatori del “Manifesto”, quotidiano comunista, dall’ “Unità”, organo del Pci. Il partito da cui Rossanda e Pintor erano stati radiati per aver difeso i comunisti di Praga dai carri armati sovietici. Garantisti contro giustizialisti, eretici contro ortodossi.
di Caterina Soffici
La Stampa, 13 gennaio 2026
Voleva ammazzare la moglie a colpi di forbice e coltello, ma per un giudice di Imperia non è tentato femminicidio perché lei si prostituiva. Questa, riassunta in maniera brutale, la morale (come altro definirla?) di un’ordinanza che fa già discutere. La vicenda di cronaca appare abbastanza lineare: un uomo di 65 anni tenta di ammazzare la moglie brasiliana di 44 anni, che per sfuggire alla violenza si getta dal balcone. Accade a Ventimiglia l’8 gennaio. L’uomo è arrestato, ma l’accusa di tentato femminicidio contestata dal pubblico ministero (pena massima l’ergastolo) viene derubricata a tentato omicidio, perché secondo il gip non ci sono le condizioni del femminicidio.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 13 gennaio 2026
L’avvio della fase di esecuzione penale, in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza sul carcere o la misura alternativa, blocca l’espulsione. Stop all’espulsione, e dunque al trattenimento nel Cpr, per l’immigrato condannato a una pena detentiva, sotto i quattro anni, in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza sul carcere o una misura alternativa. La Cassazione (sentenza 1039/2026) prende le distanze dall’orientamento affermato con la sentenza 36545/2023 e nega la possibilità di dare il nulla osta per l’espulsione amministrativa nel caso dei liberi sospesi. È così accolto il ricorso di un immigrato, condannato a tre anni e undici mesi, contro la decisione della Corte d’Appello di convalidare il trattenimento in un Cpr.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 13 gennaio 2026
Il pm non è in grado di prevedere i tempi dell’operazione di estrapolazione e analisi dei dati informatici al momento della richiesta. Nessun necessario vincolo cronologico per le operazioni di sequestro di smartphone e device in generale. La Cassazione, Sesta sezione penale, sentenza 543, ha affermato che la necessità di garantire la proporzionalità del sequestro probatorio con oggetto dati contenuti in dispositivi informatici o telematici non impone che sia indicato, già nel decreto che lo dispone, il termine esatto della sua durata o che siano prefissati, in modo determinato e inderogabile, i tempi per il compimento delle operazioni di estrapolazione e di analisi dei dati informatici. Il pubblico ministero, infatti, non è in grado di prevederli sin dal momento della richiesta. Esiste infatti il rischio di penalizzare, in modo eccessivo, le iniziative finalizzate all’accertamento dei reati e comunque la durata eccessiva del vincolo sullo strumento è contestabile anche in seguito, attraverso richiesta di restituzione sulla base dell’articolo 262 del Codice di procedura penale.
di Emma Panini
scambieuropei.info, 13 gennaio 2026
È recente la notizia che annuncia lo spostamento di almeno un centinaio di detenuti in regime di massima sicurezza entro febbraio 2026 in diverse carceri della Sardegna. Il provvedimento interessa vari istituti di detenzione, tra i quali Badu e Carros a Nuoro e Uta a Cagliari. Secondo l’informativa del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, l’intenzione è quella di trasformare i centri di Nuoro, Cagliari e Sassari in istituti interamente dedicati alla detenzione in regime speciale.
L’Unione Sarda, 13 gennaio 2026
“Con la consegna del padiglione, dal Ministero delle Infrastrutture a quello della Giustizia, è ufficialmente iniziata l’era del 41 bis nella casa circondariale di Cagliari-Uta”. Lo afferma la presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, Maria Grazia Caligaris, sottolineando che “il passaggio tra i due Ministeri, avvenuto con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del 15 gennaio, fa ritenere che il Dipartimento intende completare il trasferimento dei detenuti in tempi brevi, indifferente alle proteste e alle richieste di un’intera comunità”.
Adnkronos, 13 gennaio 2026
La Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria di Avellino hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misura coercitiva della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura, nei confronti di 7 persone, ritenute gravemente indiziate di omicidio aggravato. I fatti risalgono alla sera del 22 ottobre 2024: presso la Casa Circondariale “A. Graziano’ di Avellino scoppiò una rivolta culminata con il ferimento di un detenuto, poi trasportato all’ospedale Moscati di Avellino in prognosi riservata.
- Padova. I detenuti protestano per il freddo. Bincoletto: “Sovraffollamento peggiora la situazione”
- Brescia. Sovraffollamento record nelle carceri bresciane
- Orvieto (Pg). I tanti nodi del carcere di via Roma: “Preservare il reinserimento sociale”
- Milano. Giustizia e reinserimento dei detenuti: il ruolo dei commercialisti
- Milano. Le note del Mare a Opera, la musica che cambia le vite









