di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 4 settembre 2025
Intervista al presidente della Cei: “Il Conclave? C’era chi temeva i dossier, ma questo non ha avuto conseguenze. Meloni? I rapporti sono buoni e per questo, se serve, dialettici. Se il mondo cattolico svolta a destra dopo il suo successo a Rimini? Sono stato a Rimini anche io, sono cattolico anche io, e sono cattolici anche loro”
di Salvatore Curreri
L’Unità, 4 settembre 2025
Mediterranea, Ocean Viking e Trotamar III: il triplo stop inferto alle navi di soccorso è un abuso: le convenzioni internazionali impongono di sbarcare i migranti nel più breve tempo possibile, e non di torturarli. “Lo Stato contrasta i trafficanti e coordina i soccorsi in mare, non le Ong” ha scritto su X il ministro Piantedosi. Ha ragione: dai numeri forniti dallo stesso Ministero dell’Interno solo il 15% dei naufraghi viene salvato dalle navi delle Ong. Ma se così è, viene smentita la tesi, sostenuta dallo stesso ministro, per cui le navi delle Ong sarebbero un fattore di attrazione (pull factor) perché evidentemente i migranti partono lo stesso, anche quando non sono certi di essere raccolti in mare, tantomeno dalle navi delle Ong.
di Giovanni Fattore*
Il Fatto Quotidiano, 4 settembre 2025
Nessuna misura concreta dall’Europa su Gaza: un fallimento morale e un errore storico. In molti, in Italia e in Europa, vivono con crescente scoramento e imbarazzo quanto sta accadendo a Gaza. Nonostante la scarsa enfasi dei media - anche di quelli tradizionalmente progressisti - e le flebili reazioni dei leader politici, è ormai evidente che, a partire da una reazione comprensibile alla tragedia del 7 ottobre 2023, il governo israeliano ha intrapreso un’azione che molti osservatori internazionali definiscono senza esitazione come genocidio, accompagnata da una volontà di deportazione sistematica della popolazione palestinese. L’obiettivo sembra chiaro: cancellare ogni possibilità che i palestinesi possano avere una terra.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 4 settembre 2025
In missione verso Gaza. I deputati fanno parte di Pd, 5S, Avs. Schlein e Conte: “Il governo tuteli tutto l’equipaggio”. Questa volta la missione della Global Sumud Flotilla, la più grande di sempre da quando si tenta di rompere l’assedio israeliano a Gaza, diventerà anche un caso di politica interna. Anzi lo è già diventato. Perché dopo l’enorme mobilitazione di Genova e le promesse dei portuali del Calp (“se perdiamo il contatto con le navi anche solo per venti minuti blocchiamo tutto”) ieri quattro parlamentari italiani hanno annunciato che saliranno a bordo. Sono l’eurodeputata di Avs Benedetta Scuderi e la collega Pd Annalisa Corrado, il deputato Pd Arturo Scotto e il senatore 5 Stelle Marco Croatti.
di Valeria Costantini
Corriere della Sera, 4 settembre 2025
Giornata di mobilitazione studentesca nazionale a sostegno della Global Sumud Flotilla: il 4 settembre studenti sotto i rettorati delle università capitoline. Come avverrà anche nel resto del paese, anche a Roma i movimenti studenteschi promuovono per giovedì una serie di proteste e iniziative in appoggio alla flotta partita da Genova per aiutare il popolo palestinese in ginocchio. Gli appuntamenti sono: alle 10 al rettorato di Romatre, poi alle 11 a Tor Vergata, alle 14.30 presso l’Ufficio scolastico regionale e poi alle 16 al rettorato della Sapienza. “Dopo giorni di raccolta di beni di prima necessità in tutta Italia, a cui abbiamo contribuito attivamente, - fanno sapere da Cambiare Rotta e Osa Roma, movimenti studenteschi dei licei e delle università - questo sabato dal porto di Genova è partita una nave della Global Sumud Flotilla, la più grande missione umanitaria civile della storia contemporanea, carica di 300 tonnellate di beni umanitari per la popolazione di Gaza. Centinaia di volontari hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, un enorme corteo di solidali ha attraversato le strade di Genova sabato 30 agosto, e il 4 settembre partiranno le navi da Catania con a bordo anche i compagni portuali di Genova”.
di Mario Ricciardi
Il Manifesto, 4 settembre 2025
Quando politici e opinionisti gonfiano il petto e affermano la superiorità dei “valori occidentali” è sempre più difficile non pensare che lo stesso tipo di suprematismo è stato utilizzato in ogni parte del mondo per dare una patina morale alle peggiori nefandezze. Si può vedere facilmente il filmato, perché è stato condiviso dagli account social della Casa Bianca e diffuso dai principali organi di informazione. Le immagini sono sfocate, ma si riconosce un motoscafo che procede a grande velocità con delle persone a bordo. Poi c’è un’esplosione, e il video si interrompe con lo scafo avvolto dalle fiamme.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 4 settembre 2025
Tribunale federale blocca l’uso dell’Alien Enemies Act per espellere dagli Stati uniti gli immigrati accusati di far parte di gang. Le giudici della corte d’appello federale del Quinto Circuito, Leslie Southwick e Irma Carrillo Ramirez, hanno bloccato l’uso dell’Alien Enemies Act, una legge del 1798 invocata da Donald Trump per espellere i migranti venezuelani accusati di legami con le gang, in quanto non hanno rilevato alcuna invasione o “incursione predatoria”, come previsto dalla legge, che ne giustifichi l’uso per accelerare l’espulsione dei migranti. La decisione era affidata a tre giudici, e solo Andrew Oldham, nominato da Trump, ha espresso il proprio dissenso sostenendo che “il presidente ha ampia autorità nel determinare quando la legge si applica”, e che i tribunali dovrebbero rimettersi a tale giudizio.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 3 settembre 2025
L’anno scorso 5.837 ristretti - numero record - hanno ottenuto dallo Stato uno sconto di pena o un indennizzo per le condizioni inumane della reclusione: un costo ipotetico di 8 milioni e mezzo. Un detenuto con obesità e una patologia cardiaca ha chiesto di poter scontare ai domiciliari la sua pena, inferiore ai quattro anni, per motivi di salute. E il Tribunale di sorveglianza di Torino, al quale era ricorso dopo un primo diniego da parte del magistrato di sorveglianza, ha detto sì: però non per la natura delle cure richieste dalla malattia che i giudici definiscono anzi “compatibili con la detenzione” bensì perché il penitenziario Le Vallette di Torino a cui l’uomo è stato assegnato versa in condizioni di sovraffollamento tali da determinare sofferenze aggiuntive ed eccessive per una persona malata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 settembre 2025
Cellulari e droga in cella, rispetto alla ricostruzione del procuratore di Napoli esiste una realtà diversa: traffici frammentati, spesso gestiti da detenuti comuni, familiari e agenti infedeli. “I mafiosi controllano le carceri, arricchendosi anche dietro le sbarre e usando come manovalanza i detenuti comuni”. Così Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, in diverse interviste ha riassunto la sua visione sulla gestione dei cellulari e della droga negli istituti penitenziari. Affermazioni che fotografano un pericolo reale ma che, prese così, travalicano ciò che i fatti documentati e le indagini giudiziarie permettono di dimostrare in modo uniforme sul territorio.
di don Vincenzo Russo*
Il Dubbio, 3 settembre 2025
Oggi c’è un grido, che si leva dalle nostre carceri. Seppure spesso soffocato, esso è più volte in grado di oltrepassare quella alte mura di separazione, confine arbitrario tra buoni e cattivi, e raggiungere i pensieri e le coscienze che si muovono nella libera società. In quel grido vive lo stesso spirito che ritroviamo nelle parole bibliche che descrivono il dolore e l’angoscia del povero; queste non ricadono sulla terra inascoltate, ma salgono fino a Dio dove trovano accoglimento ed intervento: “Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce” (Sal 34,7)”.
- Il carcere come casa e corpo: “Qui dentro qualcuno si occupa di me”
- Il dramma del carcere ha anche una faccia nascosta: un “buco” di 20mila agenti
- Clausura e reclusione: la vita in cella e il senso della speranza
- E Nordio disse: “I magistrati che sbagliano cambino mestiere”
- Cesare Parodi: “Noi killer? Il Governo intervenga. Sulla riforma la partita non è chiusa”











