di Andrea Cascioli
cuneodice.it, 3 settembre 2025
I detenuti sono 63mila, a fronte di meno di 47mila posti disponibili. Nei primi otto mesi del 2025 ci sono stati 60 suicidi tra carcerati e operatori e 2mila aggressioni. L’emergenza carceraria torna in discussione nel Consiglio comunale di Cuneo. Se ne parlerà nella prossima seduta, fra tre settimane, grazie a un ordine del giorno presentato da Beppe Lauria del movimento Indipendenza. In provincia gli istituti penitenziari sono quattro, un record a livello nazionale, con una popolazione carceraria che ammontava a 912 persone nel marzo scorso. A Cuneo, in soli due anni, è cresciuta da 240 unità fino alle attuali 400, con la compresenza di due circuiti tra loro molto diversi, la media sicurezza e il 41 bis. Un altro fronte caldo è quello di Alba, dove i “lavori in corso” si protraggono dal 2016: l’ex casa circondariale, trasformata in casa di lavoro, accoglie una cinquantina di detenuti, molti dei quali hanno problemi psichiatrici. Solo nel mese di agosto i sindacati hanno denunciato quattro episodi di devastazione o aggressione ai danni del personale e la videosorveglianza è ora fuori uso.
di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 3 settembre 2025
Lenzuola che non vengono cambiate da due mesi, infiltrazioni d’acqua in alcuni locali e varie altre carenze igienico-sanitarie: lo denuncia il sindacato Fp Cgil, con una nota firmata da Antonino Soletta e Salvatore Bianco. Parlano di una situazione “indecorosa” nella Casa Circondariale “dove sono attualmente presenti 800 detenuti. Oltre alla situazione di sovraffollamento” che il sindacato “denuncia da tempo immemore, senza che l’Amministrazione vi abbia mai messo rimedio, si aggiunge la drammatica situazione igienico-sanitaria che si sta venendo a creare. Da circa due mesi, non si provvede al cambio lenzuola” dei detenuti “e le lenzuola disponibili” per i nuovi arrivati “sono praticamente esaurite, tanto che si sta provvedendo alla distribuzione di quelle poche lenzuola di carta disponibili”.
teleantenna.it, 3 settembre 2025
Sala Dora Bassi gremita venerdì sera per l’evento “Le dipendenze nei penitenziari”, promosso dall’associazione Dipende da me e occasione per la consegna dei riconoscimenti della prima edizione del premio letterario nazionale “inVISIBILI nell’INvisibile”. “La presenza attenta del pubblico dimostra quanto sia urgente dare risposte concrete ai problemi del sistema carcerario” ha sottolineato Michela Porta, giornalista e presidente dell’associazione. Al centro del dibattito la necessità di un lavoro integrato tra Ser.D, CSM, medicina penitenziaria e istituti di detenzione, con un’attenzione reale alla persona e ai percorsi individuali.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 settembre 2025
Standing ovation per i primi due episodi di Portobello, la serie tv firmata da Marco Bellocchio che attraversa l’incubo giudiziario del conduttore tv. Ci sono voluti 42 anni per rovesciare lo schiamazzo dei giornalisti all’arresto di Enzo Tortora nella standing ovation della platea che ieri si è commossa di fronte alla parabola di un uomo innocente fustigato dalla giustizia. Nove lunghi minuti di applausi hanno già sancito il successo della nuova serie tv firmata da Marco Bellocchio, Portobello, sbarcata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con i primi due episodi. Un assaggio dell’incubo giudiziario che il Paese non ha mai voluto guardare negli occhi, dice il regista. Che racconta il dramma privato dell’uomo dentro la “cecità collettiva” di un’Italia “dapprima sgomenta e poi colpevolista”.
di Pino Di Pino*
Il Manifesto, 3 settembre 2025
Faccio l’operatore della riduzione del danno da tanto tempo, e storie in cui ho sofferto l’oppressione, mia o di un’altra persona, sono davvero tante. È difficile sceglierne una. Annibale (un nome di fantasia, ovviamente) ha quasi trent’anni. È cresciuto sui monti del bellunese con un padre rude che beveva forse troppo e una madre che combatteva chissà quale demone. La sua biografia meriterebbe un libro, ma salto direttamente a quando finisce in strada, cacciato di casa perché nella sua vita è entrata la droga. Dopo due anni di comunità, stanco di regole che sente assurde e sigarette contate, abbandona: spera nel compagno, che invece lo rifiuta. Così si ritrova di nuovo in strada, senza residenza in una città che non è la sua. Non vuole tornare sui monti: quel paesaggio lo angoscia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 settembre 2025
I legali dell’ong, che aveva disobbedito al Viminale, annunciano un ricorso di urgenza. Per la nave ora c’è il rischio confisca. Due mesi di fermo amministrativo e diecimila euro di multa. È il prezzo che il governo Meloni vuole far pagare a Mediterranea per aver disobbedito - alla prima missione con la nuova nave - all’ordine di andare nel lontanissimo porto di Genova per sbarcare i dieci naufraghi soccorsi in condizioni drammatiche, quando erano già in acqua, nella notte tra il 20 e il 21 agosto. Due giorni dopo l’ong si era infatti diretta a Trapani. Dove ieri la prefettura ha deciso di applicare direttamente il secondo livello di sanzioni previsto dal decreto anti-ong di Piantedosi (il primo è un blocco di 20 giorni e una multa più bassa). “Si ha reiterazione nel caso di nuova violazione commessa con l’utilizzo della medesima nave, contestata anche soltanto a uno degli autori o degli obbligati in solido nei cui confronti, nel quinquennio precedente, sia stata accertata, con provvedimento esecutivo, una precedente violazione”, si legge nell’ordinanza di fermo.
di Amos Oz*
Il Dubbio, 3 settembre 2025
“Per prima cosa vorrei presentare il mio amico e collega Izzat Ghazzawi, autore palestinese profondo e toccante, con il quale mi trovo in disaccordo su molte cose, ma cui guardo sostanzialmente come a una voce palestinese autentica, una finestra sincera sull’esperienza dolorosa del popolo palestinese nella seconda metà del secolo, nonché scrittore eccellente, un essere umano meraviglioso e, se posso dire, anche un caro amico. Izzat Ghazzawi e io abbiamo contrasti, e prospettive diverse, idee diverse. È cosa più che naturale - persino all’interno della società palestinese è difficile trovare due persone d’accordo fra loro, e più che mai nella società israeliana.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 2 settembre 2025
Al sovraffollamento degli istituti di pena che supera il 134% il Guardasigilli ha risposto con un piano di edilizia penitenziaria, a partire dai container in otto carceri. Ma il piano appena partito è già in ritardo perché l’appalto è da rifare e i costi, dai 32 milioni di euro inizialmente previsti, sono saliti a 45,6 milioni. Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino: “Da 22 giorni scandisco la chiusura delle attività parlamentari con lo sciopero della fame. Parlamento e Governo sono andati in ferie lasciando le carceri in una situazione di totale illegalità”.
di Diana Ligorio
Il Domani, 2 settembre 2025
Romano, 21 anni, è detenuto nel carcere minorile di Casal del Marmo. “In carcere non ti tutela nessuno - dice - Si litiga per qualsiasi motivo, ma non ti puoi ammazzare ogni giorno”. Intanto non riesce a immaginare la sua vita quando uscirà: si metterà a lavorare o tornerà a spacciare? “Fra tre giorni sono quattro mesi che sto carcerato”. Li conta i giorni, Mirko. Ma il tempo in carcere gli scivola via veloce: il corso di ex-art, il laboratorio di rap, gli incontri con l’educatrice. “Mai fatte tutte ‘ste cose”. Mirko striscia l’indice sotto il naso e mette subito in chiaro una cosa: tra un’ora e mezza ha il colloquio con la famiglia e non se lo può perdere per nessuna ragione. Vengono a trovarlo la mamma e la sorella. Gli porteranno il pacco.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 settembre 2025
La riforma costituzionale della separazione delle carriere potrebbe essere l’unica vera riforma che questo governo riuscirà a varare. Alla premier Giorgia Meloni non resta che puntare su quella della giustizia o meglio dell’ordinamento giudiziario, avendo accantonate al momento quelle del premierato (troppo divisiva e complessa) e quella dell’autonomia differenziata (ridimensionata dalla Corte costituzionale), benché il ministro Roberto Calderoli sia tornato a farsi sentire e a fare pressioni agli alleati con cui avrà un incontro in settimana sul tema. In più occasioni, da ultima il palco di Comunione e liberazione di Rimini, la presidente del Consiglio ha assicurato che la modifica costituzionale si farà e non si lascerà frenare da “giudici politicizzati”.
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