di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 16 dicembre 2019
I commenti alla elezione di Marta Cartabia a presidente della Corte costituzionale hanno prevedibilmente e giustamente sottolineato il fatto nuovo - la prima volta - della presidenza di una donna. Tuttavia la professoressa Cartabia non è stata eletta perché donna o nonostante sia donna.
di Giuseppe Amato
Il Sole 24 Ore, 16 dicembre 2019
Cassazione - Sezione IV penale - Sentenza 12 ottobre 2019 n. 42892. In tema di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, il giudice è tenuto a motivare sulle forme di estrinsecazione del comportamento incriminato, al fine di valutarne la gravità, l'entità del contrasto rispetto alla legge e, conseguentemente, il bisogno di pena, essendo insufficiente il richiamo a mere clausole di stile. Lo stabilisce la Cassazione con la sentenza n. 42892 del 2019.
Ai fini dell'apprezzamento circa l'applicabilità dell'articolo 131-bis del codice penale, ha osservato la Corte in parte motiva, occorre accertare, tra l'altro, che il fatto illecito non abbia generato un contesto concretamente e significativamente dannoso con riguardo al bene tutelato dalla norma incriminatrice.
Il giudizio sulla tenuità del fatto richiede, dunque, una valutazione complessa in relazione alle modalità della condotta e all'esiguità del danno o del pericolo e richiede una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità del caso concreto. Proprio sulla base di queste premesse, la Cassazione ha annullato con rinvio per difetto di motivazione la sentenza di non doversi procedere per il reato di lesioni conseguenti a infortunio sul lavoro addebito al datore di lavoro motivata sulla scorta del concorso causale della vittima, del permanere di conseguenze invalidanti limiate (8% tabella Inail), del lieve grado della colpa, desumibile anche dalla circostanza dell'ottemperanza all'adeguamento di sicurezza e dell'intervenuto risarcimento.
Secondo la Corte, infatti, in tal modo, il giudicante, da un lato, si era limitato a evidenziare elementi privi dì particolare rilevanza rispetto alla valutazione richiesta ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale - quali il concorso causale della vittima, la sopravvenuta ottemperanza all'adeguamento di sicurezza e l'intervenuto risarcimento del danno - e, dall'altro aveva apoditticamente affermato il permanere di conseguenze invalidanti "limitate" e ritenuto "lieve" il grado della colpa, senza adeguatamente spiegare da quali elementi tratti dal caso concreto oggetto di giudizio derivassero valutazioni di questo tipo in ordine alla esiguità dell'offesa arrecata alla vittima in conseguenza dell'infortunio.
di Giuseppe Abbatepaolo*
gnewsonline.it, 16 dicembre 2019
Per i detenuti della Casa Circondariale di Bari corrispondere con l'esterno del carcere sarà ora più veloce. Il progetto "Collegamail" permetterà infatti di inoltrare e ricevere entro ventiquattr'ore e su un unico indirizzo di posta elettronica le comunicazioni che quotidianamente sono scambiate dalle persone recluse con l'esterno. Nata col supporto del Garante regionale dei detenuti, l'iniziativa si ripromette di tutelare il diritto alla comunicazione costituzionalmente garantito e ridurre la distanza del detenuto con la comunità di appartenenza: quindi non soltanto con la famiglia e con gli affetti più cari, ma anche con gli avvocati difensori e qualunque altro soggetto pubblico o privato ritenuto meritevole d'interesse.
Il progetto, che sarà curato dalla società cooperativa "Radici Future Produzioni", è stato presentato mercoledì scorso a Bari, nella sede della Presidenza della Regione Puglia, da Giuseppe Martone, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, insieme a Leonardo Palmisano, presidente della cooperativa, Valeria Pirè, direttricee della Casa Circondariale di Bari, Guglielmo Starace, presidente della Camera Penale, e Pietro Rossi, garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà.
La convenzione stipulata tra la società di gestione del progetto con la Direzione dell'istituto barese e il Provveditorato regionale di Puglia e Basilicata, prevede un periodo sperimentale di sei mesi, potendo comunque già vantare il ragguardevole primato di porsi come capofila del genere in un carcere del Meridione d'Italia.
Il provveditore Martone ha sottolineato che destinatari del servizio sono "tutti i detenuti di media sicurezza che, tramite la sottoscrizione di un abbonamento, potranno mantenere vivi i contatti con la famiglia e interloquire con la società esterna, i difensori, i medici, ecc. Il mondo della comunicazione globale ha abbattuto tutti i confini e allora perché, con la giusta attenzione ai presidi di sicurezza, non offrire questa possibilità anche alle persone private della libertà personale?".
Per la direttrice Pirè "questa possibilità concessa alla persona reclusa non può che lenire e alleviare il momento dell'isolamento nella struttura carceraria, testimoniato dal fatto che per lo più la corrispondenza è costituita da "lettere d'amore" che, al pari dei libri con poesie d'amore, allentano le tensioni e permettono ai ricordi di riaffiorare, sia pure in maniera mediata".
Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì e consentirà di recapitare grazie a "Collegamail" la corrispondenza da e verso il carcere entro 24 ore con la scansione delle lettere dei detenuti scritte a mano di proprio pugno e variamente indirizzate ai propri centri d'interesse.
*Referente per la comunicazione del Provveditorato Puglia e Basilicata
Il Sole 24 Ore, 16 dicembre 2019
Reati contro la persona - Reati sessuali - Fattispecie di minore gravità - Valutazione giudiziale - Parametri. Nell'ambito delle ipotesi di reati sessuali (sia in quelle di atti sessuali con minori di cui all'art. 609-quater c.p., come pure in quelle di violenza sessuale ex art. 609-bis c.p.), le fattispecie di minore gravità, soggette a più mite trattamento sanzionatorio, sono valutate dal giudice del merito che procede ad un apprezzamento globale del fatto, in cui rilevano i mezzi, le modalità di esecuzione, il grado di coartazione esercitato sulla vittima del reato, le condizioni fisiche e psicologiche della stessa, anche in relazione all'età. La natura globale del giudizio non implica una valutazione di tipo compensativo tra tutti gli elementi positivi e negativi, ma presuppone che la minore gravità sia accertata in riferimento a tutti gli elementi della fattispecie, sì da essere esclusa per la presenza anche di un solo elemento di conclamata gravità.
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 27 novembre 2019 n. 48184.
Reati contro la persona - Delitti contro la libertà personale - Violenza sessuale - In genere - Atti sessuali con minorenne - Attenuante della minore gravità - Criteri di valutazione - Giudizio di merito - Sindacato di legittimità - Esclusione. In tema di atti sessuali con minorenne, ai fini del riconoscimento dell'attenuante della minore gravità prevista dall'art. 609-quater, comma quarto, cod. pen. compete al giudice di merito, con valutazione che si sottrae al sindacato di legittimità, determinare quale sia il grado di compressione del bene giuridico, comparando tra di loro gli elementi negativi e positivi, con riferimento al grado di coartazione esercitato, alle condizioni psicofisiche, in relazione all'età e al danno anche psichico arrecato al minore.
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 24 ottobre 2018 n. 48377.
Reati contro la persona - Delitti contro la libertà personale - Violenza sessuale - In genere - Atti sessuali con minorenne - Riconoscimento dell'attenuante della minore gravità - Rilievo di condotte successive al compimento degli atti sessuali - Esclusione. In tema di atti sessuali con un minorenne, ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all'art. 609-quater, quarto comma, cod. pen., deve farsi riferimento alla valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest'ultima, anche in relazione all'età; non è, pertanto, ostativa a tal fine la condotta violenta tenuta dall'imputato dopo la consumazione del reato, trattandosi di condotta successiva al compimento degli atti sessuali in quanto tali. (In applicazione del principio la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza dei giudici di merito che avevano ritenuto ostativa al riconoscimento dell'attenuante la circostanza che l'imputato, alcuni giorni dopo il compimento degli atti sessuali, aveva tentato di sottrarre la minore alla madre con violenza, nonostante l'assenza di costrizione fisica nel compimento degli atti sessuali e l'esistenza di un iniziale consenso della vittima, divenuto stabile nell'ambito di una relazione duratura con l'imputato).
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 10 ottobre 2017 n. 46461.
Reati contro la persona - Delitti contro la libertà personale - Violenza sessuale - Atti sessuali con minorenne - Attenuante della minore gravità - Parametri di valutazione - Relazione sentimentale con la vittima - Rilevanza ai fini del diniego dell'attenuante - Sussistenza - Ragioni. In materia di reati sessuali con minorenne, ai fini del riconoscimento dell'attenuante per i casi di minore gravità, di cui all'art. 609-quater, comma 4, cod. pen., costituisce elemento negativo di valutazione la circostanza che gli atti sessuali si inseriscano nell'ambito di una "relazione amorosa" con il minore, essendo tale situazione indice, da un lato, di una sostanziale prevaricazione ai danni della vittima e, dall'altro, della ripetizione degli atti sessuali per un considerevole lasso di tempo.
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 14 luglio 2017 n. 34512.
di Serena Guzzone
strettoweb.com, 16 dicembre 2019
A pochi giorni dall'anniversario di nascita di Francesca Morvillo, l'Istituto Regionale Francesca Morvillo organizza una giornata di riflessione sul tema, coinvolgendo gli studenti delle scuole medie di Catania. A conclusione della giornata la premiazione del concorso "Giovani speciali che muovono la scuola". Giovani, legalità e giustizia sociale.
Questi i temi al centro dell'evento "Giovani speciali che muovono la storia", che si svolgerà domani 16 dicembre, negli spazi dell'Istituto Ardizzone Gioeni, coinvolgendo gli studenti delle scuole medie di Catania in un viaggio tra coraggio e lotta alle Mafie per ricordare la nascita di Francesca Morvillo. Unica donna magistrato ad essere uccisa nel nostro Paese, tra le prime a vincere il concorso di magistratura, Francesca Morvillo non era soltanto la moglie del Giudice Falcone ma una donna che credeva fortemente nel potere della giustizia sociale e nella battaglia contro la violenza mafiosa.
"Per sedici lunghi anni Francesca Morvillo lavorò alla Procura dei minori di Palermo, entrando in contatto con tantissimi bambini, che proteggeva, ascoltava e con cui cercava di instaurare un rapporto fiduciario. Francesca lavorava affinché le carceri non si riempissero, soprattutto di minori", dichiara Maria Isabella Di Quarto, dirigente scolastica dell'I.R.I.S.S Morvillo di Catania, promotore dell'iniziativa, realizzata in collaborazione con Fondazione Ebbene, l'associazione Unicef e con il patrocinio della Regione Siciliana e dell'Università degli Studi di Catania.
"In occasione del 30° anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia - continua - il nostro Istituto ha scelto per la quarta edizione di bandire un concorso rivolto agli studenti delle scuole secondarie di 1° grado. Il tema "Giovani speciali che muovono la storia" è finalizzato a stimolare una riflessione costruttiva sull'importanza dei giovani nelle società di tutti i tempi. Molti ragazzi, infatti, hanno profondamente segnato la Storia, rivoluzionato abitudini, mentalità e mobilitato coscienze, contribuendo al progresso e al rinnovamento del loro tempo e delle epoche successive".
Gli studenti avranno la possibilità di confrontarsi, a partire dalle 9.00, con Istituzioni, rappresentanti delle Organizzazioni e testimonial sulla necessità di valorizzare il protagonismo proprio dei giovani e stimolare la loro partecipazione civica per ridisegnare una Sicilia libera.
Saranno Presenti il Sindaco del Comune di Catania Salvo Pogliese, il Presidente di Fondazione Ebbene Edoardo Barbarossa, il Commissario straordinario dell'Ipab Gioeni Giampiero Panvini, i Presidenti Regionali e Provinciali dell'Unicef Vincenzo Lorefice e Ambra Picasso, il docente Antonino Terzo, che ha collaborato alla realizzazione della mostra "La Grande guerra e l'Università di Catania, la fotografa e blogger Giada Pappalardo.
Ad arricchire la giornata le testimonianze della Comunità Papa Giovanni XXII e le performance musicali del Coro "Santa Venerina Pueri", che ricorderanno Giuseppe Letizia, il primo bambino ucciso dalla mafia. In chiusura l'Assessore alla Pubblica Istruzione e madrina del concorso Barbara Mirabella e il Direttore Agenzia 17 del Monte dei Paschi di Siena, partner dell'evento, Gianluca Chiofalo, premieranno i vincitori del concorso "Giovani speciali che muovono la storia". La giornata è uno degli Eventi Towards di "Economy of Francesco", l'appuntamento di Assisi voluto da Papa Francesco, che riunirà 500 giovani provenienti da tutto il mondo per la costruzione di un'economia del bene comune come antidoto all'economia criminale.
lavocedigenova.it, 16 dicembre 2019
Inaugurazione il 20 dicembre alle 11.30 nella Casa circondariale Pontedecimo. "La barchetta rossa e la zebra", col patrocinio del Comune di Genova, intende contrastare la povertà educativa minorile e favorire la relazione tra figli e genitori detenuti nelle Case circondariali Marassi e Pontedecimo di Genova: Inaugurazione il 20 dicembre alle 11.30 nella Casa circondariale Pontedecimo di Genova.
In questi nuovi e colorati spazi i figli delle mamme detenute nella Casa circondariale di Pontedecimo potranno svolgere molte attività ludico-formative con la supervisione degli educatori, in attesa d'incontrare il proprio genitore. Contestualmente agli spazi di Pontedecimo sarà riqualificata anche la struttura San Donato nel centro storico di Genova in cui i minori, figli dei detenuti, potranno svolgere attività di doposcuola, laboratori ed altre attività ludico-formative. I lavori di riqualificazione concludono l'iter di ristrutturazione degli spazi dedicati ai minori previsti dal progetto e seguono quelli già inaugurati, lo scorso dicembre, nella Casa circondariale Marassi.
È un progetto selezionato dall'Impresa sociale con i bambini, promotore e partner principale è la Fondazione Francesca Rava Nph Italia, capofila è "Il cerchio delle relazioni"; sviluppato in sinergia con l'amministrazione penitenziaria locale e le associazioni territoriali del terzo settore: la cooperativa sociale "Il Biscione", Veneranda Compagnia di Misericordia, il Centro medico psicologico pedagogico "LiberaMente", Arci Genova e Ceis Genova.
Durante l'inaugurazione interverranno il sindaco di Genova Marco Bucci, Luca Villa (presidente del Tribunale dei minori), Giacomo Guerrera (garante infanzia al Comune di Genova), Isabella De Gennaro (direttore Casa circondariale Pontedecimo di Genova); Martina Colombari sarà la madrina d'eccezione.
toscana-notizie.it, 16 dicembre 2019
Quattrocento coperte inviate da Regione e Misericordie per alleviare il disagio dei detenuti del carcere di Sollicciano a Firenze, a causa di un guasto all'impianto di riscaldamento. L'iniziativa del presidente della Regione Enrico Rossi, che si attivato assieme alla Protezione civile regionale e la Alla federazione Regionale delle Misericordie della Toscana.
"Duecentocinquanta coperte arriveranno grazie alla Protezione civile regionale ha detto Rossi e altre centocinquanta dalle Misericordie, grazie all'interessamento del presidente Corsinovi. Sappiamo tutti qual la situazione di disagio che vivono i detenuti nella maggior parte delle strutture penitenziarie italiane per cui ci chiediamo cosa stia facendo il ministro Bonafede per migliorare una situazione molto delicata, essendo, Sollicciano come il resto delle carceri italiane, strutture che ricadono nella sua competenza". Il presidente Rossi ha inoltre annunciato che sabato prossimo, 22 dicembre, far visita al carcere fiorentino insieme al garante regionale per i diritti dei detenuti Franco Corleone.
sienafree.it, 16 dicembre 2019
Si terrà martedì 17 dicembre alle ore 17,30, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico di Siena, la presentazione del libro scritto dai detenuti della Casa circondariale di Siena dal titolo "Diciassette storie per diciassette Contrade".
All'appuntamento, aperto alla cittadinanza, l'assessore al Sociale Francesca Appolloni, il direttore del Carcere Sergio La Montagna, il Rettore del Magistrato delle Contrade Carlo Rossi, il curatore dell'opera Michele Campanini e rappresentanti dei gruppi dei piccoli delle Contrade.
La pubblicazione ispirata ai simboli araldici delle Contrade nasce grazie al supporto di Michele Campanini, professore di Lettere, che ha raccontato ai detenuti di S. Spirito cosa è, e cosa rappresenta il Palio. Un racconto avvincente quello di Campanini che ha stimolato i detenuti a regalare diciassette storie ai bambini di Siena. Fiabe che prendono spunto dagli animali dell'araldica contradaiola.
"Storie fantastiche - come scrive Campanini nella prefazione - ma con richiami a Siena e alle sue tradizioni, nate da un laboratorio di scrittura iniziato per caso e durato quasi un anno, che ha portato alla creazione di racconti unici nei quali confluiscono anche culture e tradizioni lontane. Non si parla mai di Siena, ma la città in qualche modo è presente in ogni racconto. Un laboratorio di scrittura che è diventato, in parallelo, laboratorio di pittura grazie a Monica Minucci che ha dato continuità, con i colori, alle fiabe scritte, per arricchire il testo con splendide illustrazioni".
Un vero e proprio percorso di integrazione per conoscere, e quindi capire la città. "L'inclusione - come dice l'assessore Appolloni - può avvenire attraverso la conoscenza. La conoscenza della realtà dove si vive, dove si intrecciano rapporti, dove, un domani, si cercherà un'occupazione, perché lo svantaggio sociale, alla base di molte devianze, nasce proprio dalle differenze culturali che entrano in conflitto quando non si hanno gli strumenti del sapere, quelli che portano al rispetto del "diverso" e a una convivenza civile.
Un ringraziamento, quindi, al direttore La Montagna per la scelta ed adozione di strategie tese alla riduzione del disagio sociale che non solo ha ricadute efficaci sui detenuti, ma anche sulla collettività tutta, perché un detenuto che ha avuto la possibilità di imparare, di apprendere, di essere informato sulle peculiarità della realtà in cui si trova a vivere, forse ha più possibilità di inserirsi e di essere accolto".
di Simone Bianchin
La Repubblica, 16 dicembre 2019
Il Coro dei detenuti di San Vittore insieme ai professionisti di quello della Scala insieme per i bambini. L'appuntamento per unire le forze con la musica e col canto, per contrastare e scacciare via la povertà aiutando concretamente, è l'iniziativa benefica in programma alle 21 di domani all'Auditorium di Largo Mahler. Un coro per aiutare i bambini.
L'appuntamento per unire le forze con la musica e col canto, per contrastare e scacciare via la povertà aiutando concretamente, è l'iniziativa benefica in programma alle 9 di domani sera (fino alle 23) all'Auditorium di Largo Mahler. In scena il concerto natalizio del Coro dei detenuti della Nave di San Vittore. Con 26 dei 44 carcerati (tutti uomini) che "hanno sentito il desiderio, anche l'urgenza, di fare qualcosa per chi ha bisogno".
Vivono in un reparto speciale al terzo raggio della casa circondariale, gestito da una équipe medica che si occupa delle terapie per le persone con problemi di dipendenze. Un reparto condotto, sin dalla nascita nel 2002, dalla dottoressa Graziella Bertelli, psicologa e criminologa. Anche lei si trova tra i volontari che domani cantano con quei detenuti che hanno ottenuto dal giudice il permesso di uscire.
Quasi tutti italiani e tutti in attesa di giudizio. Si stanno esercitando per il concerto dall'estate scorsa, con le prove fissate ogni martedì dalle 14,30 alle 16. E si conferma il salto di qualità artistica: si esibiscono ancora assieme ai professionisti del Coro della Scala e agli attori del Macrò Maudit Teàter (sede in via Grigna 5, un attivo centro di produzioni teatrali, corsi e laboratori).
Oltre alle canzoni classiche del periodo (da Jingle Bells a White Christmas, più qualcosa di lirico "Ma è una sorpresa", dicono), la presenza degli attori si spiega con un'idea: sono chiamati a dare voce e corpo sul palcoscenico ad alcuni racconti inediti, scritti dai detenuti. A dirigere il concerto sarà Bruno Casoni, il responsabile del coro della Scala.
Partecipa con trentotto suoi coristi. Ed erano stati loro, lo scorso aprile - dopo il debutto con il coro dei detenuti in occasione del saluto per "fine mandato" di Giuseppe Guzzetti come presidente della Fondazione Cariplo - a proporre di continuare l'esperienza del cantare insieme. L'ingresso domani si apre a tutte le persone che hanno lasciato la donazione per sostenere il programma QuBì - la ricetta contro la povertà infantile, stimata per i casi di oltre ventimila minori che abitano a Milano - promosso da Fondazione Cariplo.
Il denaro ricavato con queste donazioni servirà per dare a molti la possibilità di andare dal dentista e potersi curare (non pochi "saltano" le cure per l'impossibilità di sostenerle". Per ogni donazione compresa tra dieci e venti euro viene inviato un voucher per prenotare un posto al concerto "Voci fuori dal coro"; invece, per ogni donazione uguale o superiore a venti euro vengono inviati due voucher. In entrambi i casi, la serata va prenotata seguendo le indicazioni e il sito al quale collegarsi per effettuare la donazione è www.forfunding.it.
Poi arriverà il ringraziamento con l'invito al concerto. Poter portare ciascuno di questi bambini dal dentista diventa concreto anche grazie agli studi dei professionisti che hanno aderito per volontariato: sono realtà non profit che si impegnano per offrire anche giornate di screening per i bambini, e lo fanno nei vari quartieri della città.
di Federico Rampini
La Repubblica, 16 dicembre 2019
Tremendo il flop della conferenza di Madrid. Il tempo scarseggia, l'emergenza impone di agire subito per tagliare le emissioni carboniche, o la crisi ambientale diventerà irreversibile e le conseguenze ancora più tragiche.
La tentazione è facile, basta leggere il coro di condanne delle Ong ambientaliste. La colpa è dei "soliti sospetti": Donald Trump e la lobby dell'energia fossile. Questa è una caricatura della realtà. Non aiuta a risolvere i problemi veri.
Trump ha responsabilità gravi nel suo negazionismo; l'industria petrolifera e altre che usano l'energia fossile si macchiano di colpe imperdonabili. Ma le cause del disastro sono più ampie. Partiamo da alcuni dati di fatto, spesso ignorati. Ne11992 gli scienziati e i leader del mondo si occuparono di cambiamento climatico alla conferenza di Rio de Janeiro.
Da allora ad oggi, anziché tagliare le emissioni, o fermarle, o anche soltanto rallentarne la crescita, è stata immessa nell'atmosfera terrestre la stessa quantità di CO2 che fu generata dall'inizio della Rivoluzione industriale. Il disastro di questo trentennio è avvenuto prevalentemente in Cina e in India. Era cominciato molto prima che a Donald Trump venisse in mente di fare politica. La Cina è un caso da studiare.
Fu applaudita la svolta ambientalista di Xi Jinping, quando nel 2015 decise di unirsi a Barack Obama e così sbloccò gli accordi di Parigi. Sotto la sua guida Pechino si lanciò in un Green New Deal, senza aspettare che il termine diventasse di moda in Occidente. La Cina ha investito così tanto nelle fonti rinnovabili da conquistare il primato mondiale nell'energia solare. Pechino ha ritrovato cieli azzurri come non si vedevano da molti decenni.
Però la stessa Cina ha continuato a costruire nuove centrali a carbone; e a esportarne in molti paesi emergenti dall'Asia all'Africa. Infine il "verde" Xi Jinping ha avuto un ripensamento proprio quest'anno. Al primo segnale di rallentamento della crescita cinese ha tagliato gli investimenti nelle energie rinnovabili. Il maggiore produttore cinese (e mondiale) di pannelli solari, è finito in bancarotta.
La lezione qual è? Perfino un regime autoritario, dominato da un Uomo Forte con una straordinaria concentrazione di potere, in grado di pianificare su un arco temporale di venti o quarant'anni, alla fine deve fare i conti con il consenso. Xi Jinping teme il risentimento popolare in caso di crisi economica; non vuole che i cortei di Hong Kong contagino Shanghai.
Ricordiamo la reazione che ebbe Emmanuel Macron di fronte ai gilet gialli. Il presidente francese si rimangiò la tassa carbonica, una misura ambientalista, dando ragione a chi gli urlava nei cortei: "Tu ti preoccupi della fine del mondo, noi non sappiamo arrivare alla fine del mese". Cina e India stanno trascinandoci verso un disastro ambientale perché la decresciti felice è improponibile. Purtroppo, nessuno ancora è riuscito a dimostrare che la sostenibilità genera più occupazione e più reddito del capitalismo carbonico.
L'Europa si candida a farlo, almeno in apparenza, con il piano verde presentato da Ursula von der Leyen. Anche su quello però abbondano gli equivoci. Si è parlato di centinaia di miliardi di investimenti, ma di soldi veri l'Unione ne mette pochi, aspettandosi che il resto venga dai privati. Inoltre i paesi emergenti sospettano che l'ambientalismo sia la nuova veste politically correct del protezionismo: il Green New Deal di Ursula include una tassa anti-inquinamento sulle importazioni di beni fabbricati generando CO2.
Questi sono i dazi di Trump con una verniciata di colore verde. Il tema vero rimane quello del consenso. Trump vinse anche grazie ai voti dei siderurgici e dei minatori, in Ohio e Pennsylvania. Hillary Clinton dava per scontato che per salvare il pianeta quei lavori brutti sporchi e cattivi andassero eliminati; magari riconvertiti ai bei mestieri della Silicon Valley... inventori di app? Trump gli promise la sopravvivenza. Loro non ebbero dubbi.
- Massa. Lo chef Alessandro Bandoni cucinerà il pranzo di Natale per il carcere
- La lezione di Dürrenmatt, la giustizia troppo umana non è la verità
- Un manuale di democrazia contro l'odio e per il dialogo
- La sindrome siriana in Libia
- La riforma rimandata della giustizia che frena gli investimenti stranieri










