labtv.net, 11 maggio 2026
Il bilancio dei Rotary a 50 anni dalla Riforma. Non un semplice convegno celebrativo, ma un’analisi cruda e pragmatica della realtà detentiva attuale. Si è conclusa ieri la giornata di lavori dedicata ai 50 anni della Riforma Penitenziaria, promossa dai Rotary Club Valle Telesina, Benevento e Morcone-San Marco dei Cavoti. L’iniziativa ha saputo coniugare la verifica sul campo con l’approfondimento tecnico, mettendo a confronto i vertici dell’amministrazione penitenziaria, l’avvocatura e il mondo dell’associazionismo. I lavori sono iniziati in mattinata con un passaggio chiave: una delegazione dei Club Rotary organizzatori, della Camera Penale di Benevento, dei vertici dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino e dei Radicali Italiani è entrata nella Casa Circondariale per una visita alla struttura di detenzione sannita.
zoom24.it, 11 maggio 2026
Si è concluso il progetto “Partiamo dall’Apice”: detenuti, studenti e persone con disabilità insieme per imparare i segreti della terra tra inclusione sociale, biodiversità e nuovi percorsi rieducativi. Dal 14 aprile al 22 aprile 2026, a Vibo Valentia, nell’ambito del progetto “Partiamo dall’Apice”, promosso dall’Associazione La Goccia presieduta da Michele Napolitano, si è svolto il primo corso di Orticoltura Sinergica certificato nel territorio calabrese, progetto che ha visto la co-partecipazione di molteplici strutture, enti e realtà della provincia vibonese. Da anni l’associazione promuove il modello dell’agricoltura sociale, pratica agricola che ha il fine di favorire la crescita, la socializzazione, le relazioni interpersonali, la partecipazione e l’inclusione.
La Sicilia, 11 maggio 2026
Alaa Faraj, autore del romanzo epistolare “Perché ero ragazzo”, pubblicato da Sellerio, attualmente detenuto a Palermo, beneficiario di un provvedimento di grazia parziale concesso dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, è stato consacrato vincitore della XXII edizione del Premio letterario internazionale “Tiziano Terzani”. Faraj, dopo la comunicazione della vittoria alcune settimane fa, è intervenuto alla cerimonia a Udine con l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo.
di Annalisa Coppolaro
Corriere di Siena, 11 maggio 2026
Metti un gruppo di detenuti del carcere Santo Spirito di Siena con la passione per la scrittura e il teatro, un testo di qualità, una passione e un concorso prestigioso. Nasce così la formula che ha portato la casa circondariale senese a vincere il premio Maurizio Costanzo nelle carceri, con un testo dal titolo Un bar di paese, scritto con la Compagnia Lalut e Egumteatro. L’edizione 2026 del premio, che ha visto anche una menzione speciale per E niente dei detenuti dell’Ipm Nicola Fornelli di Bari, in partnership con Reload, metteva in palio la rappresentazione nel teatro Parioli Costanzo di Roma, ed dove sarà messa in scena a fine maggio.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 11 maggio 2026
Torna sul palcoscenico del teatro civico De Silva a Rho il racconto dell’esperienza carceraria del Gruppo della Trasgressione, che da 28 anni accompagna con diversi progetti i detenuti delle carceri di San Vittore, Bollate e Opera. Domenica 17 maggio (alle 21) la Trasgressione Band con il suo frontman, lo psicoterapeuta Juri Aparo, propone “Canzoni di De André e trame di libertà”. L’appuntamento è inserito nella rassegna T-Off. Contemporaneamente, nel foyer del teatro, dalle 18.30 saranno esposte alcune opere di pittori, scultori, fotografi sul tema della serata a cura della Associazione Trasgressione.net.
di Alfredo Venturini
buonasera24.it, 11 maggio 2026
Una riflessione sul libro di Fabrizio Pomes, nato dall’esperienza diretta della detenzione e dal tentativo di restituire umanità e dignità a un universo spesso nascosto. Il libro di Fabrizio Pomes si colloca in quel movimento impegnato a cercare di riqualificare la visione comune della prigione, rappresentandola in maniera veritiera. Prova a restituire dignità alle storie che il carcere spesso nasconde fra le sue mura. Nasce dall’esperienza diretta di chi ha vissuto la detenzione e prova a portarti oltre le sbarre di un mondo complesso, segnato dalla contraddizione fra isolamento e sovraffollamento. Non ha la presunzione di assolvere o condannare. Si limita ad osservare come la questione penitenziaria non sia marginale, ma profondamente intrecciata alla qualità civile di un Paese.
di Giacomo Rizzo
Corriere di Taranto, 11 maggio 2026
Il suono è quello di un citofono che squilla all’alba. “Per me la notte del 5 ottobre 2014 non è una data, è un rumore”, racconta Fabrizio Pomes. “Ti svegli di soprassalto, ti affacci e vedi le luci blu che filtrano dalle finestre. In quel momento pensi solo alla tua famiglia. In pochi minuti la tua vita cambia direzione. Senza spiegazioni, senza tempo per raccogliere pensieri o abbracci. Un attimo prima ero un uomo libero, un padre nella propria casa. Un attimo dopo ero un detenuto”. È l’inizio di una traiettoria che lo porterà dentro il carcere e, anni dopo, a mettere tutto nero su bianco in un libro dal titolo che è già una dichiarazione: “Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità”.
di Marco Impagliazzo
Avvenire, 11 maggio 2026
Mentre cresce il richiamo identitario del “ritorno a”, l’Italia reale cambia volto. E intreccia origini, lavoro, destini condivisi e futuro comune. Senza cancellare la propria natura plurale. “Remigrazione” è un termine che si utilizza sempre più spesso in quei mondi di destra che fanno dell’identità nazionale il cuore del proprio programma. In Italia non si parla (ancora?) di rimpatri forzati, ma si afferma che la cittadinanza è una concessione che può essere tanto accordata quanto revocata. Si fa capire che alcuni saranno (potenzialmente) stranieri per sempre; che la loro presenza qui è temporanea, e comunque indesiderata.
di Irene Famà
La Stampa, 11 maggio 2026
L’ultima aggressione ai danni di stranieri e di clochard a Roma. “Ma se non lo faccio io, chi lo deve fare?”. Intriso di ideologia sulla supremazia della razza, remigrazione e affini, uno degli adolescenti che a Roma hanno aggredito stranieri e clochard osserva il padre. E ripete, quasi stupito dalla perquisizione della polizia: “Se non ci penso io, chi?”. Come in Arancia Meccanica, insieme a due suoi amici vicini a gruppi di estrema destra, la notte del 7 febbraio ha assalito cinque persone che dormivano o passavano in zona stazione Termini, a Roma. Senza tetto, immigrati che agli occhi dei tre ragazzi, di diciassette, diciannove e vent’anni, apparivano come “inferiori, indesiderati, da spazzare via”. Una “caccia all’uomo”, così è scritto negli atti. Come a Catanzaro, Milano, Bologna, Verona.
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 11 maggio 2026
Il governo prepara un nuovo decreto per tornare al progetto originario degli “hub di frontiera”. Il varo entro giugno. Come nel gioco dell’oca, i centri in Albania sono pronti a tornare alla casella di partenza. Cioè alla formula originaria: hub di frontiera, per ospitare i migranti raccolti in mare. Non solo Cpr (centri per il rimpatrio), la scappatoia trovata dall’esecutivo un anno fa, per evitare che le costose strutture di Shengjin e Gjader restassero desolatamente vuote. Il governo lavora a un nuovo decreto, confermano a Repubblica più fonti di primo piano di maggioranza.
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