stopopg.it, 30 giugno 2019
Chiudere l'ex Opg di Castiglione delle Stiviere, potenziare nel territorio i servizi per la salute mentale di comunità. Come annunciato al termine della Conferenza nazionale per la Salute Mentale, l'Osservatorio nazionale Stop Opg" il 1 luglio 2019 sarà in visita, con la "Campagna Salute Mentale", all'ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere, rimasto aperto con quasi 160 persone ancora internate in 8 Rems, tutte concentrate negli spazi del vecchio manicomio giudiziario.
gonews.it, 30 giugno 2019
Le prime aperture e le prese di posizione a sostegno danno forza all'iniziativa di protesta del garante toscano dei detenuti. Franco Corleone riprenderà il digiuno la prossima settimana, da martedì 2 a giovedì 4 luglio, metterà di nuovo in pratica l'iniziativa con la quale intende ottenere risultati tangibili per migliorare le condizioni di vita dei detenuti nelle carceri toscane. Sollicciano, Livorno, la sezione femminile dell'istituto di Pisa, il teatro nel carcere di Volterra, queste alcune delle questioni più urgenti sul tavolo.
genovatoday.it, 30 giugno 2019
Si chiama "Mi riscatto per Genova" il progetto che nasce da un accordo tra il ministero della Giustizia e il Comune di Genova insieme ad altre istituzioni e per cui lunedì 1 luglio, a Genova, arriverà il ministro Alfonso Buonafede. I detenuti nelle carceri genovesi di Marassi e Pontedecimo potranno essere impegnati in lavori di pubblica utilità nei quartieri cittadini, dalla pulizia dei parchi alla sistemazione dei rivi e torrenti per arginare il rischio di esondazioni.
Questa novità rientra nello schema di accordo quadro approvato a maggio dalla giunta comunale di Genova e che coinvolge appunto il ministero della Giustizia, il tribunale di sorveglianza di Genova, la Cassa delle ammende e Autostrade per l'Italia e che regolamenterà il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Altre città, prima di Genova, hanno già sperimentato un progetto di questo tipo: Milano, Napoli, Roma, Torino, Pescara e Palermo. Duplice l'obbiettivo: da un lato l'inclusione sociale dall'altro il passaggio alla comunità di legalità e rispetto di norme e regole. Sarà l'unità organizzativa Valorizzazione del volontariato - area servizi alla comunità del Comune la struttura di riferimento per la realizzazione dei progetti. Il progetto, fondato sull'attività di "lavoro volontario e gratuito" per persone in stato di detenzione che possono usufruire dei benefici previsti dalla normativa in materia, non comporterà alcun onere a carico del bilancio comunale.
di Viviana Lanza
Il Mattino, 30 giugno 2019
Un detenuto di trentotto anni si e tolto la vita nel padiglione "Napoli": i detenuti tentano la rivolta, subito sedata. Morire di carcere, è accaduto ancora. Mezz'ora dopo le tre della notte, tra venerdì e ieri, nel padiglione Napoli. Un detenuto, Ciro M., originario del borgo Sant'Antonio Abate, è stato ritrovato senza vita all'interno della sua cella. Impiccato.
Alla notizia della morte c'è stato un principio di rivolta tra i detenuti del padiglione, presto rientrata. Il "Napoli" è uno dei reparti più storici del carcere di Poggioreale, è una sezione in cui vengono dirottati i recidivi, quindi quei detenuti che sono già stati in cella in passato, e gli immigrati finiti in carcere per la prima volta.
La scorsa notte in quel padiglione si è registrato un suicidio, ancora uno come sottolineano avvocati e operatori del settore che tornano a chiedere l'intervento delle istituzioni. Ciro aveva 38 anni e il carcere lo aveva già conosciuto. Divideva la cella con il cognato. Questo, all'apparenza, avrebbe dovuto ridurre il senso di solitudine ma chi può dirlo. Ciro si è impiccato di notte. E per lui non c'è stata possibilità di soccorso.
Quando lo hanno scoperto era già troppo tardi. Gli agenti della penitenziaria hanno allertato i soccorsi ma non c'è stato nulla da fare se non registrare il nuovo caso di suicidio che va ad allungare l'elenco di decessi all'interno di un carcere che "dovrebbe essere abbattuto per farne un museo del crimine, come è stato per Alcatraz" come auspica Pietro Ioia, presidente dell'associazione ex Detenuti organizzati napoletani.
Il padiglione Napoli è tra i più vecchi della già antica struttura. È una di quelle sezioni che andrebbero ristrutturate come si è pensato di fare per il padiglione Salerno, la sezione in cui, alcuni giorni fa è scoppiata una rivolta ad opera di 220 detenuti per il mancato ricovero di un 26enne di Melito che aveva la febbre alta da giorni.
A breve inizieranno lavori di ristrutturazione in quell'ala del carcere ma la protesta delle scorse settimane riporta alla ribalta la questione sovraffollamento, un'emergenza per la quale il 9 luglio prossimo ci sarà astensione degli avvocati proclamata dall'Unione Camere penali e che è al centro di iniziative della Camera penale di Napoli guidata dall'avvocato Ermanno Carnevale e dell'associazione "Il carcere possibile Onlus" che ha scritto a Sergio Mattarella.
"Dal 2018 a oggi sono stati 87 i suicidi e più di mille sono stati sventati dall'intervento degli agenti - spiega il presidente della Onlus, l'avvocato Anna Maria Ziccardi - Il sovraffollamento è tornato a livelli vicini a quelli antecedenti la nota sentenza di condanna per trattamenti inumani subita dal nostro Paese, che invoca il rispetto della legge ma deroga a principi a presidio dei diritti di ogni persona".
Tre suicidi solo nelle ultime settimane, 23 dall'inizio dell'anno, e dal 2010 sei casi nel Padiglione Napoli. "Non si può morire di carcere" dice il Garante campano per i detenuti Samuele Ciambriello evidenziando come i suicidi siano sempre più diffusi al di sotto dei 40 anni.
rgunotizie.it, 30 giugno 2019
Passi da gigante per il progetto "scacchi dietro le sbarre": il torneo tra detenuti della casa circondariale di Maiano di Spoleto - tenutosi lo scorso anno e promosso dal tecnico Coni e istruttore Fide Mirko Trasciatti - dopo essersi spinto Oltreoceano in un match live con detenuti di Chicago, allarga i suoi orizzonti ed organizza un torneo internazionale.
Sono 8 i paesi partecipanti - Armenia, Bielorussia, Brasile, Inghilterra, Italia, Spagna, Russia, Usa - che il 5 e il 6 agosto prossimi si collegheranno in diretta streaming per dare lo "start" al torneo. La struttura organizzatrice della due giorni di scacchi risponde al nome di "Cook County Department of Corrections" di Chicago.
Il torneo internazionale di scacchi vedrà scontrarsi team composti da quattro partecipanti in giochi di quindici minuti, per un totale di sette round. Ovviamente è stata ideata una piattaforma web, perfezionata e fornita dagli organizzatori dell'evento, attraverso la quale i partecipanti possono giocare in diretta e vedere, in un portale dedicato, classifiche e risultati. Annunciata anche una conferenza Skype in lingua inglese per il sei agosto che avrà come special guest il dodici volte Campione del mondo di scacchi Grandmaster Anatoly Karpov.
Lo sceriffo di Cook Country Thomas Dart ha spiegato che al termine del torneo i vincitori riceveranno un certificato di riconoscimento. Importante sarà anche la presenza dei media che seguano lo sviluppo dell'evento e, per questo, lo stesso sceriffo ha invitato le maggiori emittenti contando sul fatto che ogni carcere faccia altrettanto con i media locali.
I documenti ed i servizi ottenuti saranno poi condivisi nei Paesi partecipanti. Questo torneo internazionale segna la consacrazione della manifestazione, soprattutto per quanto concerne l'idea che ne sta alla base: mai come in questo caso "scacchi" è sinonimo di aggregazione e uguaglianza, strumento per collegare realtà lontane e diverse, per avvicinare vite accomunate, prima dagli errori, ed ora, oltre che da una passione, da un vero e proprio sport.
vercellioggi.it, 30 giugno 2019
Valeria Climaco, la Comunità di S. Egidio e "Il Folle Pretesto" organizzano un incontro memorabile. Ci sono parole a tal punto seducenti, non solo convincenti, che cadono come uno spartiacque.
Un po' come capitò a quel giovane ricco, tutto contento di riuscire finalmente a parlare con il Messia:" Il giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?". 21 Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, vai, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze". (Matteo, 16, 20 - 22). Fulminato da un avverbio. Poi. Prima vendi tutto e dallo ai poveri, e dopo vieni e seguimi. Difficile anche battere il mea culpa sul petto degli altri.
Così, anche la Comunità di Sant'Egidio si è sforzata di coniare un'espressione che si ponesse come segno di contraddizione. Eccola: nessuno è così povero, da non poter aiutare un altro ancora più povero. E qui vanno decisamente sul pesante, perché ci tolgono anche l'alibi della crisi, dei tempi difficili, e di tutte le cose vere e sacrosante, ma che non sono abbastanza per farci dire: sono forse io il custode di mio fratello? Espediente retorico messo lì per ricordarci che, quando vi si ricorre, è come se vi fosse, da qualche parte, un fratello che fosse già stato ucciso.
Dunque oggi, in questa festa dei Santi Pietro e Paolo, che di prigione ne sapevano qualcosa, alla Casa Circondariale di Vercelli, è l'occasione per conoscere un altro tassello del mosaico di barbarie di cui siamo ( noi uomini ) capaci. L'iniziativa è della Comunità di Sant'Egidio, con il contributo di quell'infaticabile Centrocampista che è Valeria Climaco, responsabile delle attività educative di Billiemme. Hanno organizzato un momento di festa, con l'esibizione (gratuita) de "Il Folle Pretesto", la band vercellese "specializzata" nello studio e divulgazione della musica di Freddie Marcury.
Ma il concerto è una scusa. Perché il motivo per cui ci siamo trovati è un altro. Si parla della vita nelle carceri in Africa. Che la Comunità di S. Egidio è andata a verificare di persona. Stanzoni dove sono detenute tutte insieme anche settanta persone, giovani, meno giovani, responsabili di vari reati, senza distinzione.
Dormono per terra, quando va bene su una stuoia. Mangiano se e quando i familiari portano loro qualcosa, altrimenti tozzi di pane: quando va bene. Acqua, quella che c'è e così una delle iniziative più concrete della Comunità di S.Egidio è quella di portare depuratori o finanziare la realizzazione di pozzi con tanto di autoclave.
Ma poi c'è la sorpresa. I detenuti, specie i più giovani e che provengono da famiglie povere, quando hanno scontato tutta le pena, spesso restano dentro. Perché? Perché l'Ordinamento di quei Paesi attribuisce alla parte pecuniaria della condanna (i soldi della "multa") lo stesso "peso" sanzionatorio di quella detentiva. Così, se è arrivato il "fine pena", cioè si è scontata tutta la pena, ma non si hanno i 100 - 200 euro (l'equivalente, che là sono tanti soldi) per la multa, si continua a stare dentro per settimane e mesi, finché qualcuno non li trova per te.
Perciò, l'iniziativa di oggi: raccogliere qualche spicciolo, tra coloro che sono nella carceri italiane, per "riscattare" ragazzi che continuano a stare in prigione in Africa. Liberiamo i detenuti. Non è vietato aderire anche a chi detenuto non sia, perché nessuno è così povero, da non poter aiutare un altro, ancora più povero di lui.
farodiroma.it, 30 giugno 2019
La trasmissione "A Sua Immagine" di Rai Uno dedica questa mattina un servizio alla parrocchia Cristo Re di Valpiana, in Maremma. che si è aggiudicata uno dei premi del concorso Tuttixtutti con un progetto che si propone di potenziare la struttura dell'orto parrocchiale mediante la costruzione di due serre, l'acquisto di un motocoltivatore e il rinnovo degli attrezzi.
"Al di là delle sbarre", si rivolge ai detenuti del carcere di Massa Marittima, inseriti in un programma di collaborazione con la parrocchia, e alla Mensa della Caritas che usufruisce di una parte della produzione. La collaborazione con il carcere è stata avviata da alcuni anni e i detenuti, principalmente impegnati nella coltivazione dell'orto, partecipano anche ad alcune attività parrocchiali nella logica dell'inclusione sociale. In virtù degli ottimi risultati ottenuti la parrocchia ha deciso di ampliare il terreno coltivabile, chiedendo in comodato d'uso gratuito un nuovo spazio.
"Siamo rimasti colpiti dalla fantasia e dallo spirito d'iniziativa delle parrocchie che hanno aderito al bando nazionale presentando progetti di utilità sociale validi e molto interessanti a sostegno delle più diverse situazioni di disagio e fatica emergenti dal territorio in cui si trovano", afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della Chiesa cattolica, sottolineando come "anche quest'anno potremo dare una mano alle parrocchie vincitrici contribuendo alla realizzazione delle iniziative proposte, come nel caso del progetto presentato dalla Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Catania, vincitrice del primo premio dell'edizione 2018, che intende realizzare una casa d'accoglienza per nuclei familiari in difficoltà o, tra le altre proposte, contribuendo all'avviamento del Multiservice solidale per offrire strumenti professionali nella forma del prestito d'uso, pensato dalla Parrocchia Sacro Cuore in Soria di Pesaro che si è aggiudicata il 2° premio, e all'articolato progetto di accoglienza, 3° classificato, ideato dalla parrocchia Santa Maria della Fiducia di Roma, rivolto a persone senza fissa dimora e a famiglie in stato di disagio che, grazie al sostegno della comunità parrocchiale, potranno sentirsi finalmente a casa".
nuovairpinia.it, 30 giugno 2019
Inaugurata all'interno del penitenziario la "Cantina dei Sapori". Avviata la produzione di erbe officinali e di confetture ricavate dai frutti raccolti all'interno del perimetro detentivo. Saranno commercializzate con l'etichetta "Dolcezze normanne" nel circuito penitenziario italiano. Nel circuito anche origano, salvia, menta e rosmarino con l'etichetta "Erbe libere". La Direttrice Giulia Magliulo: progetto in continuità con il mio predecessore che offre una opportunità di rieducazione e reinserimento del detenuto.
Produzioni agricole in carcere organizzate in una vera e propria filiera a Sant'Angelo dei Lombardi, dove i detenuti impiegati in una filiera dal vino alle erbe officinali, alle marmellate. "Nuove opportunità formative nella Casa di reclusione di Sant'Angelo dei Lombardi, dove, su input della Direttrice, Giulia Magliulo, sono state introdotte nuove lavorazioni nel tenimento agricolo", si annuncia dal penitenziario altirpino.
"È stata avviata la produzione di erbe officinali e di confetture ricavate dai frutti raccolti all'interno del perimetro detentivo". In particolare, "le marmellate, commercializzate con l'etichetta 'Dolcezze normannè, in ossequio alla storia antica del territorio irpino, sono destinate al circuito penitenziario italiano".
E lo stesso "avverrà con la produzione di origano, salvia, menta e rosmarino, a cui è stato assegnata l'etichetta "Erbe libere", e ad altre erbe, come la lavanda, che invece, raccolte in appositi sacchetti, anche questi realizzati sempre tra le mura del carcere, serviranno come profumatori". Emblematico in questo caso, anche il nome scelto per questo prodotto: "Profumi di Libertà", si fa notare.
Il progetto delle produzioni agricole in carcere punta evidentemente a garantire un percorso rieducativo e correzionale ai detenuti, finalizzato all'avviamento al lavoro. Si offre alla popolazione carceraria l'opportunità di migliorare le condizioni in cui sconta una pena, garantendo l'acquisizione di un mestiere per quanto queste persone riacquisteranno la libertà. Il progetto prosegue l'intuizione del precedente direttore, scomparso prematuramente.
La direttrice Magliulo spiega le circostanze in cui è maturato questo programma: "Fin dal mio arrivo a Sant'Angelo ho ritenuto di inserirmi nel solco progettuale già tracciato da chi mi ha preceduto alla guida della Casa di reclusione, cercando di dare nuovo impulso alle già note produzioni di vino e miele, che danno prestigio all'Istituto".
L'iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro con il personale del carcere santangiolese, che ha accolto il progetto con larga soddisfazione, fa sapere la Direzione carceraria. Si è trattato di un incontro "servito ad inaugurare anche la "Cantina dei Sapori", una sala di esposizione e degustazione dei tanti prodotti creati e commercializzati nella Casa di reclusione santangiolese". È "la sede immaginata per prima dal compianto direttore Massimiliano Forgione, la cui realizzazione fu bruscamente interrotta dalla morte del dirigente", ha ricordato Giovanni Salvati, commissario coordinatore con funzioni di comandante, che assieme alla Direttrice Magliulo ha tagliato il nastro.
A queste nuove produzioni del tenimento agricolo sovrintenderà l'assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria, Donato Festa, che nel corso della presentazione ha fatto da guida agli ospiti presenti. "Insomma, il carcere altirpino si distingue sempre più nel panorama penitenziario italiano come un luogo dove i detenuti possono lavorare e imparare un mestiere che potranno spendere quando avranno saldato il loro debito con la società". Era questa la filosofia gestionale del Direttore Forgione e questa è anche l'impronta che Giulia Magliulo ha voluto dare alla sua direzione.
Il Centro, 30 giugno 2019
A seguito di una segnalazione da parte di detenute che si trovano in sciopero della fame, il Garante nazionale ha visitato la sezione femminile di alta sicurezza 2 della Casa circondariale di Preturo. La sezione ospita in tutto quattro donne, tre delle quali sono imputate per reati di matrice anarchico insurrezionalista e stanno attuando lo sciopero della fame.
La delegazione del Garante nazionale, guidata dal presidente, Mauro Palma, ha avuto modo di parlare con le quattro donne, di consultare la relativa documentazione e di verificare le modalità con cui la protesta viene seguita dall'amministrazione del carcere. Nei prossimi giorni il Garante nazionale invierà un breve rapporto, "contenente le proprie valutazioni unitamente ad eventuali raccomandazioni, all'Amministrazione penitenziaria - si legge in una nota.
La sezione femminile di AS2 si trova all'esterno dell'Istituto dell'Aquila, dove ci sono detenute in regime speciale ex articolo 41 bis dell'Ordinamento penitenziario, l'unico reparto per donne con questo trattamento. Nei giorni scorsi ci sono state manifestazioni di protesta all'Aquila da parte di gruppi anarchici contro il 41 bis e per solidarizzare con le tre detenute.
comunitadicapodarco.it, 30 giugno 2019
Alta qualità tecnica e la forza delle storie: è questo il filo rosso che unisce video e audio cortometraggi che vincono il premio L'anello debole 2019, assegnato ieri sera, 28 giugno, dalla Comunità di Capodarco di Fermo, nella serata di premiazione del Capodarco L'Altro Festival, presentata dal direttore artistico del premio Andrea Pellizzari. Sul palco i protagonisti delle opere in gara a raccogliere gli applausi dei presenti.
Le opere finaliste, scelte dalla giuria di qualità del premio, sono state votate dagli oltre 100 componenti della giuria popolare, durante la proiezione-maratona della "Notte dei corti" e l'"Aperitivo on air" di giovedì 27 giugno. Da alcuni anni anche detenuti e agenti penitenziari contribuiscono a determinare i vincitori del premio con il proprio voto. All'avvio della serata l'incontro con Nicola Arbusti, educatore della casa di reclusione di Fermo, che ha presentato il progetto "Scolpire il movimento. La stop motion occasione dl narrazione creativa", che ha coinvolto i detenuti nella realizzazione di un cortometraggio di animazione. Apprezzata e applaudita la proiezione del video "Seraffino".
Vince la sezione audio cortometraggi "Scampia femminile plurale" di Giada Valdannini e Elisabetta Ranieri, prodotto da Radio3 Rai e trasmesso su Tre Soldi. Le autrici hanno voluto raccontare il quartiere di Napoli da un punto di osservazione diverso da quello narrato da libri e tv, dando voce alle donne.
Nella stessa categoria il Premio speciale della giuria è andato a "Vico della croce bianca" di Federica Manzitti, lavoro autoprodotto e inedito. Il vico, stretto e scuro, scende da monte e porta alle banchine del porto di Genova. Trenta anni fa era la strada dei travestiti, oggi la raccontano con sincerità e umanità Ursula e Rossella, 76 anni a testa.
Primo classificato per la sezione Corti della realtà "L'esodo centroamericano" di Cosimo Caridi e Ane Irazabal, prodotto da Fremantle Media Italia e trasmesso su Nemo, nessuno escluso - Rai2. Lo scorso ottobre migliaia di centroamericani hanno attraversato il Messico diretti verso gli Usa. Il reportage mostra come la prima carovana, composta in buona parte da donne e bambini, abbia attraversato gli stati più pericolosi.
Il riconoscimento per la sezione Corti di fiction è andato al film iraniano The role di Farnoosh Samadi prodotto da Three Gardens. La storia di una donna che accompagna il marito ad un provino per un film e si troverà a prendere un'importante decisione...
Nella sezione anche il Premio speciale della giuria di qualità a L'interprete di Hleb Papou, prodotto da Quasar. Francesca Osigwe, italiana di origini nigeriane, collabora con la polizia traducendo intercettazioni relative al traffico della prostituzione. Il caso di omicidio di una madame, legato a doppio filo a un oscuro patto Juju, la metterà a confronto con le sue paure più profonde. Una storia costruita per indizi, con un alto tasso di tensioni.
Il primo classificato della categoria Cortissimi è "Reason to celebrate" di CoorDown, FCB Mexico, Small New York. La celebrazione della giornata mondiale sulla sindrome di Down è l'occasione per ricordare che, a differenza di altre giornate internazionali, non ci sono ancora molti motivi per festeggiare. Lo spiegano i ragazzi protagonisti del corto.
Nella serata consegnati altri due premi speciali. Il Premio Comunità di Capodarco è andato a "Zulu Rema che ha imparato a volare" di Gaia Vianello, lavoro inedito, prodotto da La Furia Film. La storia di Emeer - Aka B-boy Zulu Rema adolescente tunisino a cui da bambino sono state amputate entrambe le gambe e della sua passione per l'arte e per la danza, che lo hanno portato a diventare campione nazionale di break dance e un modello per i giovani di tutto il mondo.
Assegnato anche il Premio #PontiNonMuri da Usigrai, sindacato dei giornalisti della Rai, per il miglior video su storie di inclusione, accoglienza e dialogo dalle periferie di tutto il mondo. Vince "Gli spiriti dell'acqua" di Emanuela Zuccalà, prodotto da Zona/Medici con l'Africa - Cuamm. La Sierra Leone è il paese con il tasso più alto al mondo di mortalità in gravidanza e sala parto. Nel distretto di Bonthe non esistono strade ma solo fiumi, e l'ospedale è su un'isola. Flaviour Nhawu è una specialista in sanità pubblica, determinata a cambiare il destino delle donne. Sfidando gli spiriti dell'acqua.
A consegnare "l'anello debole", opera realizzata dal maestro orafo Silvano Zanchi, Andrea Nobili, Garante per i diritti delle persone della Regione Marche; il consigliere della Regione Marche Francesco Giacinti; Francesco Trasatti, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Fermo; Alberto Palma presidente della Fondazione Carifermo e Angelo Serri direttore di Tipicità.
Il Capodarco L'Altro Festival ha il patrocinio di Comune di Fermo e Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission ed è organizzato con il contributo di Regione Marche, Fondazione Carifermo e Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Usigrai, Poliarte e Cinema Sala degli Artisti.










