Il Piccolo, 17 agosto 2019
Deceduto un detenuto iracheno. Scartata l'ipotesi del suicidio. Non ci sono segni di violenza sul corpo. Aperta un'indagine. Morto nel sonno, da solo, in una cella del Coroneo. Ventun anni, iracheno, in Italia da pochi mesi, richiedente asilo. Nessun segno di violenza apparente sul corpo.
Nulla che al momento possa spiegare, nemmeno minimamente, il perché di una fine del genere. È un mistero il decesso del giovane straniero trovato senza vita martedì mattina in carcere, sembra da altri detenuti. Il cuore avrebbe smesso di battere la sera prima. Il ventunenne, già inserito nel sistema di accoglienza Ics, era in carcere a causa di un'effrazione di una vetrina in piazza Oberdan.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 agosto 2019
Il 12 settembre si presenterà il documento elaborato nel progetto europeo E-Protect. Il 12 settembre verrà presentato il documento metodologico, elaborato nell'ambito del progetto europeo E-Protect, in collaborazione con il Dipartimento della giustizia minorile. Il progetto volto a qualificare la valutazione individuale dei minorenni vittime di reato prevista dalla Direttiva 29/ 2012 ai fini di assicurare che il superiore interesse di ogni minorenne sia considerato in maniera preminente in tutti i procedimenti che lo riguardano. Alla presentazione, seguirà una tavola rotonda di scambio e indirizzo a cui parteciperanno alcuni attori chiave che hanno preso parte al percorso progettuale.
di Giorgio Beretta
Il Manifesto, 17 agosto 2019
Il dossier del Viminale. Nel 2018 il 64,6% di omicidi familiari commessi da chi aveva un regolare porto d'armi. Un Paese sempre più sicuro, ma non negli spazi della vita quotidiana. Che, anzi, manifestano una crescente pericolosità, soprattutto per le donne. È quanto emerge dal Dossier Viminale presentato a Castel Volturno (Caserta) in occasione della tradizionale riunione di Ferragosto del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal ministro dell'Interno, Salvini.
Il Gazzettino, 17 agosto 2019
La Corte scarcera un imprenditore accusato di rapina. Era appena arrivato a Venezia per trascorrere un breve periodo di vacanza, quando è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità polacche, secondo le quali si sarebbe reso responsabile dei reati di rapina e furto con scasso.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 17 agosto 2019
Il dossier di Ferragosto del Viminale fa il quadro della sicurezza in Italia. L'80 per cento degli omicidi nella sfera affettiva o familiare. Sembra un'Italia più sicura quella messa a fuoco dal consueto dossier di Ferragosto del Viminale. Un'Italia dove calano omicidi, rapine e furti ma dove - a fronte di una diminuzione degli incidenti stradali - aumentano i morti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 agosto 2019
Le condizioni dell'istituto napoletano segnalate dopo la visita effettuata il 15 agosto. Riccardo Polidoro, responsabile dell'Osservatorio carcere dell'Ucpi: "se il ministro dell'interno fosse venuto avrebbe potuto constatare come si marcisce in cella".
Si conclude domani l'iniziativa "Ferragosto in carcere", promossa dal Partito Radicale con l'Osservatorio Carcere dell'Unione Camere Penali: dal 15 al 18 agosto 70 i luoghi di detenzione visitati da 278 tra dirigenti e militanti del Partito, avvocati dell'Ucpi, parlamentari, Garanti delle persone private delle libertà personali. La situazione in molte carceri risulta notevolmente critica e ciò spinge, giorno dopo giorno, i detenuti, ma anche i detenenti, ad assumere condotte a volte disperate.
In particolare c'è da segnalare la condizione della Casa Circondariale di Poggioreale a Napoli dove il 15 agosto si sono recati gli avvocati Riccardo Polidoro, Responsabile nazionale dell'Osservatorio Carcere dell'Ucpi, Sergio Schlitzer della Camera Penale di Napoli, Elena Lepre, dell'associazione "Il carcere possibile onlus".
La direttrice Maria Luisa Palma li ha guidati nei vari padiglioni e al termine dell'ispezione l'avvocato Polidoro ha stilato una relazione dalla quale si evince che "rispetto all'ultima visita qualcosa è stato fatto, ma moltissimo resta da fare. C'è un'impressionante disparità di condizioni igienico sanitarie tra un padiglione e un altro, mentre in tutti si soffre un insopportabile caldo, in alcuni casi mitigato da un ventilatore donato da un'associazione. Ventilatore che rappresenta per i detenuti che non ne usufruiscono un'ennesima ingiustizia. C'è da chiedersi com'è possibile che l'amministrazione penitenziaria non affronti una spesa irrisoria in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo in questi giorni".
Vi sono stanze che hanno il bagno con la doccia, ma anche stanze con 9 detenuti, "con mura umide e intonaco fatiscente - prosegue Polidoro - bagni vergognosi comunicanti con il vano dove si prepara il cibo ed in alcuni casi addirittura a vista. Le docce comuni sono in uno stato pietoso". Conclude il penalista: "Era stata annunciata la visita del ministro dell'Interno, che poi è stata annullata. Peccato, il sig. Salvini avrebbe potuto constatare come si marcisce in cella, secondo i suoi desideri in violazione della Costituzione".
E secondo i numeri riassunti in una nota dell'Osservatorio Carcere: "nel 2018 vi sono stati 148 detenuti morti, tra cui 67 suicidi. Al 7 agosto 2019, i morti sono 81 ed i suicidi 30. Un decesso ogni tre giorni. I dati del ministero di Giustizia relativi ai detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 luglio 2019 sono impietosi: a fronte di una capienza regolamentare di 50.480 sono presenti 60.254 detenuti di cui ben 18.518 in custodia cautelare.
Il dato della capienza regolamentare peraltro deve essere ulteriormente ridimensionato per via delle celle attualmente indisponibili per manutenzione che riduce di ulteriori 4.600 unità la detta capienza. In generale il trend di crescita è di circa 2.000 detenuti all'anno, incremento oramai costante e ciò dimostra ancora una volta che il fenomeno del sovraffollamento carcerario nel nostro Paese è strutturale e sistemico".
Il sovraffollamento non è il solo "morbo" che affligge le carceri italiane: "nel 35,3% non c'è acqua calda - prosegue il comunicato - il 7,1% non dispone di un riscaldamento funzionante, nel 20% non ci sono spazi per permettere ai detenuti di lavorare (dove ci sono, lavorare è un privilegio di pochi) e nel 27,1% non ci sono aree verdi per i colloqui coi familiari".
di Maria Brucale
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2019
Delegazione composta da: Donatella Corleo, coordinatrice, Gianmarco Ciccarelli, Chiara Mulé, Marco Traina, Avvocato, Giuseppe Arnone, tutti del Partito Radicale, Silvia de Pasquale, coordinamento associazione Capone di Bologna, Maria Brucale, Avvocato, responsabile commissione carcere Camera Penale di Roma.
Il carcere Ucciardone ha un bellissimo edificio storico e si colloca nel cuore di Palermo, non in periferia, in una zona distante dall'abitato, ma al centro della città, a significare che il carcere è parte della società, non qualcosa di altro e di lontano ma un segmento del tessuto sociale. È una casa di reclusione che ospita, dunque, persone condannate in via definitiva (solo dieci con posizioni miste di ricorrenti e definitivi) distribuite nei diversi circuiti detentivi tra i quali il più restrittivo è quello di 'media sicurezza'. La delegazione è accolta con viva cordialità dalla Direttrice vicaria, Dott.ssa Carmen Rosselli che fornisce i dati di interesse e accompagna i visitatori all'interno dell'istituto.
i reclusi sono 395, tra i quali 24 giovani adulti e circa 72 stranieri. Il tasso del sovraffollamento è decisamente sottodimensionato rispetto a tante altre realtà carcerarie ed appare rilevante solo per i ristretti nella Sezione IX. Si tratta di una sezione estremamente disagiata all'interno della quale i detenuti vivono in condizioni igieniche drammatiche, in spazi ristretti e fatiscenti, con muri cadenti e fradici. I bagni non sono provvisti di doccia, le tubature sono spesso rotte, l'ambiente è promiscuo e il solo lavello in uso serve a tutte le esigenze di vita, alla cucina, alla pulizia delle stoviglie, all' igiene personale. Anche le docce comuni sono usurate e logore. Per gli ospiti della IX, è possibile uscire dalla cella solo per quattro ore al giorno, due la mattina e due il pomeriggio, per accedere a un passeggio decisamente insufficiente, di circa 15 metri quadri, con il cielo grigliato che non consente sostanzialmente l'esercizio di alcuna attività fisica. Le persone ristrette segnalano la presenza massiccia di scarafaggi e zanzare e la assenza di fornitura da parte dell'amministrazione di prodotti disinfettanti per gli ambienti. La IX sezione è, comunque, destinata in tempi rapidi alla chiusura in attesa dell'apertura di una sezione, la VI, in via di completa ristrutturazione. Due giovani, un tunisino e un siriano, lamentano una condizione di isolamento. Le loro famiglie sono lontane, hanno chiesto da circa venti giorni la scheda per chiamare a casa ma ancora, per lungaggini burocratiche e attese di riscontri dai rispettivi consolati, aspettano. Grahmi, tunisino, è detenuto da dieci anni e non ha mai avuto un colloquio visivo né telefonico con nessuno dei suoi familiari, gli occhi grandi di un bambino e una tristezza inconsolabile addosso.
Non ricorda bene il cognome dei suoi, l'indirizzo, non sa scriverli. Il carcere dell'Ucciardone non ha mediatori culturali, una carenza grave per le tante persone che non conoscono la nostra lingua e le nostre leggi e vivono da ostaggi un sistema all'interno del quale non sono in grado di fare valere i loro diritti. Il carcere ammette la comunicazione via Skype sostitutiva del colloquio con i propri congiunti, per tutti i ristretti senza alcuna preclusione o condizione soggettiva.
I familiari devono previamente essere identificati attraverso un documento valido di identità e vengono poi riconosciuti prima che inizi il colloquio che avviene, comunque, con il controllo degli agenti di polizia penitenziaria che possono, in ogni momento, interromperlo in caso di irregolarità o violazione delle regole imposte. I detenuti stranieri con cui parliamo dicono di non conoscere tale opportunità, indice, anche questo, di un difetto di comunicazione con l'ambiente che li circonda che sarebbe alleviato dalla presenza di mediatori culturali.
Le altre sezioni sono dotate di doccia in cella (anche se l'acqua calda è un lusso spesso non disponibile), di spazi destinati alla socialità, di aree passeggio più decorose dotate di una bocca d'acqua e di un nebulizzatore. Sono soltanto per ii malati i quattro bidet esistenti. Ci viene fatto notare che nessun carcere dota le proprie stanze di bidet. E forse si dovrebbe partire da cose in apparenza piccole e chiedersi: perché a una persona privata della libertà è precluso l'utilizzo del bidet?
Le attività dell'istituto sono molteplici, quelle lavorative vengono offerte ai ristretti attraverso sistemi di turnazione e sono quasi interamente offerte dall'amministrazione penitenziaria. Ci sono corsi di studio e di formazione e, sebbene il carcere non sia Polo universitario, garantisce a chi lo richieda un collegamento con le facoltà di interesse.
All'interno della casa di reclusione c'è un pastificio che produce pasta artigianale venduta all'esterno con il proprio marchio "Ucciardone", un vero fiore all'occhiello.
La struttura ospita diverse persone con patologie psichiatriche.
Il dramma della malattia in ambito detentivo senza adeguati supporti terapeutici si sovrappone alla oggettiva difficoltà del personale di polizia penitenziaria di gestire situazioni di pericolo di atti auto ed etero lesivi. Proprio per aiutare tali soggetti particolarmente vulnerabili, il carcere ha avviato un progetto denominato "Pandora" a loro prevalentemente indirizzato, che prevede corsi di lettura, laboratori di stucchi, giardinaggio. Per la gestione dei malati psichiatrici particolarmente problematici è previsto il sostegno di un peer supporter.
L'area del supporto psicologico si compone di tre medici deputati al trattamento, due alla tutela della salute mentale, due per i disagi scaturenti dalla tossicodipendenza. Non ci sono detenute trans, un ristretto lamenta una condizione di sofferenza e di emarginazione derivata dalla sua palesata omosessualità. Alcuni reclusi lamentano disfunzioni dell'area sanitaria che non provvederebbe in tempi ragionevoli, in relazione alla gravità delle patologie sofferte, a fare sottoporre i reclusi alle cure ed ai controlli necessari.
L'area educativa è funzionante e dotata di personale numericamente adeguato (12 unità). L'osservazione è avviata già all'ingresso in istituto e la c.d. sintesi viene aggiornata, in raccordo con l'Uepe, una volta l'anno, salvo che sussistano specifiche esigenze di urgenza in ragione delle quali l'aggiornamento viene anticipato.
Gli spazi per i colloqui sono gradevoli e colorati. Le postazioni non sono separate da vetro a mezza altezza e all'interno di ognuna vi sono giochi destinati a rendere meno drammatico per i bambini l'impatto con la privazione della libertà del loro caro. C'è un'area giochi piccola ma curata e allegra. L'area verde è in un quadrato di prato circondato da alberi e offre uno spazio di vista libera che consente di vivere l'incontro con i propri congiunti in un'atmosfera non reclusa.
Il personale penitenziario è numericamente insufficiente e patisce, insieme alla popolazione ristretta, le inefficienze del sistema scontrandosi con la necessità di garantire al contempo sicurezza e qualità trattamentale e, anche, quando necessario, scorte ed assistenza alle traduzioni dei ristretti in udienza e delle persone malate nei luoghi di cura.
*Avvocato
ottopagine.it, 17 agosto 2019
Oggi in visita all'Istituto di Bellizzi e l'Icam di Lauro, domenica ad Ariano. La condizione carceraria in Italia è ormai emergenziale. Nel 2018 vi sono stati 148 detenuti morti, tra cui 67 suicidi. Al 7 agosto 2019, i morti sono 81 ed i suicidi 30. Un decesso ogni tre giorni. I dati del Ministero di Giustizia relativi ai detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 luglio 2019 sono impietosi: a fronte di una capienza regolamentare di 50.480 sono presenti 60.254 detenuti di cui ben 18.518 in custodia cautelare.
Il sovraffollamento, che pure di per sé integra una violazione dell' art.3 della Cedu, rappresenta soltanto uno dei fattori di crisi: nel 35,3% delle carceri italiane non c'è acqua calda, il 7,1% non dispone di un riscaldamento funzionante, nel 20% non ci sono spazi per permettere ai detenuti di lavorare (dove ci sono, lavorare è un privilegio di pochi) e nel 27,1% non ci sono aree verdi per i colloqui coi familiari; nella stragrande maggioranza delle carceri italiane non può svolgersi alcun trattamento, per la mancanza degli educatori carcerari e di risorse umane dedicate.
In relazione a tale drammatica situazione l'attuale governo ha definitivamente affossato la riforma dell'ordinamento penitenziario, non approvando l'eliminazione delle preclusioni e degli automatismi per accedere alle misure alternative alla detenzione, che pure sono previste dalla nostra Carta Costituzionale. Rispetto al sovraffollamento carcerario, la strategia governativa è fuori dalla realtà: da una parte vi è il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, che nega la sussistenza del fenomeno; dall'altra si punta sull'edilizia penitenziaria, in una visione carcerocentrica del tutto inattuale ed inattuabile.
Per tali ragioni l'Unione delle Camere Penali Italiane, con il proprio Osservatorio Carcere, dopo aver proclamato la giornata di astensione dalle udienze il 9 luglio scorso, con un convegno nazionale a Napoli, ha deciso di aderire all'iniziativa "Ferragosto in carcere", promossa dal Partito Radicale. Il "Ferragosto in Carcere" ha soprattutto il valore simbolico di evidenziare l'importanza che deve avere nell'agenda politica il tema della detenzione. L'iniziativa prevede la visita agli istituti di pena in uno dei giorni tra il 15(giovedì) e il 18 (domenica) di agosto.
La Camera Penale Irpina visiterà la casa Circondariale di Bellizzi Irpino e l'Icam di Lauro il 17.08. ed il Carcere di Ariano Irpino il 18.08.2019.Alla visita prenderanno parte, oltre che il Presidente della Camera Penale Irpina Avv. Luigi Petrillo ed il Responsabile Regionale dell' Osservatorio Carcere dell' Unione Camere Penali, Avv. Giovanna Perna, il Garante provinciale delle persone private della libertà personale, Carlo Mele, ed i Consiglieri regionali Maurizio Petracca e Francesco Todisco.
cataniatoday.it, 17 agosto 2019
Ieri tappa a Catania al carcere di Piazza Lanza, come ogni Ferragosto da diversi anni a questa parte. "Le criticità delle carceri sono legate alla mancanza di una riforma del sistema giustizia e dell'ordinamento penitenziario, che certo non sono la panacea di tutti i mali ma potrebbero aiutare. Invece nessuno dei Governi né di destra né di sinistra pongono al tema la giusta attenzione. Il motivo? È un tema che non porta consensi elettorali evidentemente". A dirlo è Donatella Corleo dei Radicali che oggi insieme a una delegazione del partito ha visitato il carcere Ucciardone di Palermo. Un'iniziativa dal titolo "Ferragosto in carcere", promossa con l'Osservatorio carcere dell'Unione delle Camere penali e che vede impegnati in tutta Italia 278 tra dirigenti e militanti, avvocati, parlamentari, garanti delle persone private delle libertà professionali. Settanta i luoghi di detenzione oggetto di sopralluoghi sino a domenica 18 agosto.
Ieri tappa a Catania al carcere di Piazza Lanza, oggi al Pagliarelli con Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino e membro del Consiglio generale del Partito Radicale. "Anche il Governo gialloverde non ha fatto nulla - ha aggiunto Corleo. Il ministro Bonafede aveva annunciato la costruzione di nuovi istituti, ma non c'è traccia neppure di un progetto". Al contrario dall'amministrazione del Dap "abbiamo ricevuto grande attenzione, anche nell'organizzazione di queste visite. In questo possiamo dire che abbiamo registrato un decisivo passo avanti".
di Marco Belli
gnewsonline.it, 17 agosto 2019
Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate due giorni fa dal Sindaco di Firenze Dario Nardella a proposito della Casa Circondariale di Firenze Sollicciano, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini fa notare quanto segue: "Mi fa piacere che al sindaco di Firenze stia a cuore il carcere della sua città.
Mi piacerebbe tuttavia che l'attenzione per i "tanti agenti della polizia penitenziaria che lavorano in condizioni disumane e anche tanti detenuti che vivono come bestie" fosse massima e costante sempre.
E non secondo l'appartenenza politica del titolare del Ministero della Giustizia. Sollicciano è indubbiamente una struttura nata male: lo ha riconosciuto il ministro Alfonso Bonafede per primo in occasione della visita a sorpresa che fece in istituto nel dicembre scorso. È un carcere particolarmente difficile da mantenere, a causa soprattutto di problemi nella sua concezione, sui quali tuttavia l'Amministrazione sta intervenendo grazie ai fondi messi a disposizione da questo Governo".
"Abbiamo finalmente sbloccato nel giugno dello scorso anno - aggiunge Basentini - l'appalto per i lavori di manutenzione straordinaria delle coperture e delle facciate dei reparti detentivi, per la revisione delle sotto-centrali termiche e per la realizzazione delle dorsali degli impianti idrico-sanitari. Si tratta di un investimento importante, di circa due milioni e mezzo di euro. Proprio nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha respinto l'ultimo ricorso contro l'assegnazione dell'appalto e quindi dopo l'estate si partirà con la realizzazione di questo intervento che punta a consolidare le coperture e la loro coibentazione, migliorando la ventilazione all'interno della struttura. Un altro intervento è stato sbloccato grazie ai fondi dell'ex Piano-carceri: circa 1 milione di euro per la realizzazione di un capannone da mille metri quadrati che servirà ad ospitare le lavorazioni dei detenuti. Infine, grazie a un finanziamento di Cassa delle Ammende per la Mof (il servizio di Manutenzione Ordinaria Fabbricati, ndr) del carcere fiorentino, sono stati installati i piatti-doccia nelle celle di alcune sezioni. Se ne stanno occupando gli stessi detenuti lavoranti e presto saranno installati nelle sezioni rimanenti".
"Per ultimo - conclude il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - voglio ricordare che Cassa delle Ammende finanzierà, tra le varie iniziative, anche progettualità finalizzate alla realizzazione di attività formative e lavorative nel settore della dematerializzazione e della digitalizzazione dei documenti d'archivio.
Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha già individuato un primo elenco di istituti, presso i quali già sussistono idonei locali che potranno essere adibiti a laboratori di digitalizzazione dei documenti d'archivio e a depositi per la gestione logistica dei materiali e delle attrezzature necessarie. Questo permetterà di aumentare le opportunità di lavoro per la popolazione detenuta negli istituti dove sarà avviato il progetto. Fra cui, proprio Sollicciano".
- Firenze: il sindaco "Sollicciano va demolito e ricostruito". Da Roma: "Fazioso"
- Prato: in carcere, poco personale e sovraffollamento
- Oristano: il Ferragosto tra i detenuti "una situazione drammatica"
- Cremona: in carcere ancora problemi e sovraffollamento
- Palermo: "struttura antica e inadeguata", i Radicali chiedono la chiusura dell'Ucciardone









