di Chiara Giannini
Libero, 2 febbraio 2015
I detenuti non stanno più chiusi nelle celle ma girano per i blocchi 8 ore al giorno. Gli agenti: "Tutti assieme sono ingestibili, si picchiano fra loro e aggrediscono noi". La chiamano "vigilanza dinamica", ma l'apertura delle celle nelle carceri italiane sta portando solo grossi problemi.
Bollettino Giustizia, 2 febbraio 2015
I corsi di formazione per allievi agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria in via di svolgimento o che avranno inizio durante il biennio 2015-2016, hanno durata pari a sei mesi. Lo stabilisce il D.M. 10-12-2014 pubblicato oggi nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 2 febbraio 2015
Al di là dei giudizi sulla sua bontà, l'obiettivo di tagliare il periodo di inattività delle toghe è stato tradotto dall'esecutivo in un decreto legge scritto in modo da avere risultati contraddittori. E che va riformulato. Il testo o la testa: l'ordine impartito da una legge è descritto da ciò che sta nel testo della legge o da ciò che sta nella testa del legislatore?
Il muro contro muro tra governo e magistrati sulla riduzione delle ferie dei togati, che dopodomani approderà al Csm per una indicazione definitiva agli uffici giudiziari, rischia di compromettere qualcosa di più generale e ben più importante delle impuntature decisioniste del governo o dei riflessi corporativi delle toghe: minaccia il senso stesso delle leggi, insidia la certezza che il loro contenuto precettivo sia ricavabile dal loro testo secondo i canoni interpretativi fissati dalle Preleggi, anziché dall'oracolare ricerca di una presumibile volontà del legislatore dedotta da indicatori estranei al testo di legge come interviste tv, conferenze stampa, dichiarazioni postume.
Appropriato o demagogico che lo si ritenga, infatti, dall'estate scorsa il governo intende ridurre le ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni, che è cosa diversa dal periodo di sospensione feriale dei termini dei vari provvedimenti (anch'esso ridotto di 15 giorni), che a sua volta è cosa diversa dal periodo di sospensione delle udienze ordinarie, che a sua volta è cosa diversa dalla chiusura degli uffici giudiziari che in realtà d'estate non avviene mai per le attività urgenti, i turni, gli arresti, i processi con detenuti o a rischio prescrizione, le "direttissime".
Si può discutere all'infinito di quanto ridurre di 15 giorni le ferie dei magistrati sia utile o ininfluente, solo simbolico o persino controproducente rispetto all'obiettivo dichiarato di incrementare la produttività di tribunali e procure, tanto più se la riduzione non viene coordinata con una rivisitazione dell'architettura dei depositi dei provvedimenti in scadenza.
Ma una volta che questa è la volontà del governo, l'impasse nasce dal fatto che uno sbrigativo decreto legge l'ha tradotta in un testo che fallisce l'obiettivo perché, invece di modificare direttamente la norma sulle ferie, in un altro tessuto normativo ha aggiunto un articolo 8 bis "dopo l'articolo 8". Il risultato è che, se ci si attiene al testo nel quale dunque gli articoli 8 e 8 bis coesistono, le ferie dei magistrati ordinari resterebbero di 45 giorni, e solo quelle dei magistrati fuori ruolo scenderebbero a 30. L'esito sarebbe paradossale, visto che invece l'intenzione del legislatore di ridurle per tutti i magistrati a 30 giorni era ed è chiara nella relazione che accompagna il decreto, nei comunicati, nelle conferenze stampa, nelle slide e nei tweet, ai microfoni tv. Per venire incontro a questa volontà per così dire materiale, non basterebbe però soltanto forzare il testo formale così tanto da far finta di considerare normale una simile svista legislativa: si dovrebbe anche sposare una interpretazione larghissimamente teleologica ispirata da ardite "istanze di razionalità ed economicità dei mezzi giuridici", e cioè si dovrebbe dare valore alla circostanza che l'articolo 8 bis, voluto dal governo, peggiorerebbe l'efficacia dell'ordinamento giudiziario qualora non comportasse anche l'implicita abrogazione dell'articolo 8.
Solo che questa controversa ipotesi di abrogazione implicita (promossa a sorpresa dal parere dell'Ufficio studi del Csm, bocciata dalla proposta della VII commissione Csm, e rimessa dopodomani al giudizio finale appunto del plenum Csm) contrasta con l'articolo 15 delle Preleggi, che contempla che le norme siano abrogate solo "da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti"; e contrasta con l'articolo 12 che prevede che, se la norma è completa, "non si può attribuire alla legge altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse".
Ma soprattutto, persino a prescindere dal caos determinato dall'accoglimento della prevedibile pioggia di ricorsi delle toghe al Tar e al Consiglio di Stato, per il sistema sarebbe devastante l'idea che l'abrogazione implicita di una norma si possa far discendere non dall'esistenza di un'altra regola incompatibile con essa, ma da una generica presuntiva sensazione postuma del legislatore, espressa altrove rispetto al testo di legge, e relativa a un indefinito rischio che la disciplina di una certa materia sia indebolita dalla coesistenza di due norme vergate dal legislatore stesso.
Se dunque il governo ritiene irrinunciabile il taglio delle ferie dei magistrati, per non sfasciare il sistema ha una strada maestra: riscrivere senza svarioni le due righe della legge. Un rimedio che avrebbe già potuto attuare mesi fa, se durante l'iter di conversione del decreto legge non avesse ignorato l'allerta proveniente dall'Ufficio studi della Camera e contenuta anche in un emendamento correttivo mai messo ai voti.
Ansa, 2 febbraio 2015
Un gruppo di testimoni di giustizia - cittadini che hanno scelto di denunciare intimidazioni, racket, estorsioni e che spesso hanno dovuto abbandonare la propria casa e il proprio lavoro per essere nascosti in località protette - mercoledì 4 febbraio sarà davanti a palazzo Chigi per un sit-in pacifico.
Chiedono al Governo Renzi il decreto attuativo del provvedimento che prevede che loro, al pari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, possano accedere ad un programma di assunzione in tutte le pubbliche amministrazioni, dello Stato e degli enti locali. "Viviamo anni di sofferenze e umiliazioni - raccontano alcuni di loro - e solo per aver denunciato, molti di noi vivono in condizioni al limite della dignità.
La lotta alle mafie deve essere un atto concreto, non si possono abbandonare uomini e donne che hanno puntato il dito facendo condannare mafiosi e corrotti. Questa legge deve essere una priorità del Governo Renzi". Il sit-in, è stato annunciato, sarà ad oltranza.
"Noi protesteremo con la compostezza e la dignità che ci ha sempre contraddistinto", concludono gli organizzatori. Non tutti i testimoni di giustizia (in Italia sono in questo momento 85) aderiscono però a questa iniziativa: l'associazione testimoni di giustizia, di cui è presidente Ignazio Cutrò, imprenditore edile siciliano e testimone di giustizia costretto nei giorni scorsi alla chiusura della propria azienda, per esempio, non vi prenderà parte. "Il decreto attuativo sappiamo che è pronto - spiega Cutrò - manca solo la pubblicazione, dunque non ha senso protestare. È certamente un provvedimento che attendiamo da tempo e con speranza, ma siamo fiduciosi".
di Marzia Paolucci
Italia Oggi, 2 febbraio 2015
Parte Strasburgo 2, il piano straordinario varato dal ministero della Giustizia per azzerare l'arretrato civile ultra-triennale e affiancare sul piano organizzativo le riforme legislative promosse dal governo. L'obiettivo è quello di ridurre a un anno la durata massima delle cause civili commerciali e a meno di tre anni le altre di primo grado.
Alla guida del progetto che individua delle priorità di smaltimento, Mario Barbuto, chiamato in testa al Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero per attivare nel paese quel riuscito programma in atto dal 2001, prima presso gli uffici giudiziari di cui è stato in successione presidente, tribunale e Corte d'appello di Torino, e allargato poi a tutto il distretto torinese.
Oggi, sotto il suo nome, il ministero fa il passo successivo: dal capoluogo piemontese a tutti gli uffici giudiziari italiani a cui il programma sarà proposto come best practice nella convinzione che non sia vero che i magistrati italiani sono poco produttivi ma che invece abbiano bisogno di aiuto per organizzarsi il lavoro.
"Il metodo prevede per prima la scomparsa delle cause ultra-triennali a rischio legge Pinto, l'arretrato in senso stretto e poi la presenza negli archivi delle cause infra-triennali giacenti in senso tecnico suddivise in cause triennali da tenere sotto controllo, biennali considerate di routine e annuali, l'obiettivo virtuoso per eccellenza", ha spiegato Barbuto che affiancava il guardasigilli Andrea Orlando alla presentazione del 14 gennaio scorso di quello che in via Arenula è stato ribattezzato il Piano eccezionale contro l'arretrato.
Un metodo cronologico, quello del suo programma varato ben 14 anni fa che è stato inserito tra le best practice italiane censite dalla Sto, la Struttura tecnica organizzativa nata in seno al Csm nel 2010. "Non c'è alcuna imposizione di regole né direttiva alcuna", ha assicurato Barbuto, "ma solo l'invito a dotarsi di un metodo di lavoro per la conoscenza e la riduzione del debito giudiziario italiano nei confronti degli utenti cittadini.
Per il civile l'invito è a dotarsi di una delle best practice registrate dalla Sto del Csm mentre per il penale siamo ancora in una fase di radiografi a delle giacenze e dell'arretrato. Voglio vincere questa sfida". Tre le fasi previste per il civile: la prima, già esaurita a novembre con un censimento realizzato tramite la Direzione statistica del ministero che ha permesso l'identificazione per rispettivi tribunali e corti d'appello della reale entità delle cause giacenti distinguendole dal più grave arretrato ultra-triennale.
La seconda fase prevede invece l'azzeramento in tempi brevi di parte dell'arretrato secondo il principio Fifo - First in, first out: la prima causa che entra, è anche la prima a uscire. Così, in uno stringente timing, si prevede entro sei mesi l'azzeramento degli oltre 82 mila contenziosi iscritti a ruolo fi no al 2000 ed entro i successivi nove mesi, dei 127 mila e oltre affari iscritti fi no al 2005. La terza fase prevede in ultimo la gestione dell'arretrato residuo: gli otre 835 mila affari civili del periodo 2006-2010 e le giacenze infra-triennali degli iscritti 2011-2013 pari al risultato di 2.692.504 affari civili.
La legge di stabilità ha previsto l'istituzione di un fondo presso il ministero della Giustizia per l'efficienza del sistema giudiziario che prevede lo stanziamento di 50 milioni per il 2015, 90 per il 2016 e 120 dal 2017. Alle risorse economiche, si aggiungono le risorse umane per gli uffici dove c'è una scopertura di 9 mila amministrativi: a riguardo, ne arriveranno 1031 da altre amministrazioni (dovrebbero essere le province) in base all'attuale bando di mobilità volontaria esterna e 144 unità sono in corso di assunzione da graduatorie parzialmente inutilizzate da parte di altre amministrazioni.
www.romagnanoi.it, 2 febbraio 2015
Ha cercato di suicidarsi ieri pomeriggio nella sua cella. Un tentativo scongiurato grazie all'intervento della polizia penitenziaria. Un 30enne nordafricano, fra gli arrestati nell'operazione Kebab Connection, ha cercato di impiccarsi con una sorta di sottile fune. Il motivo sarebbe stata una mancata telefonata alla famiglia.
Il magrebino è venuto a conoscenza della malattia della madre. La chiamata all'estero necessita però di un'autorizzazione particolare e nell'immediato non era possibile ottenere il nulla osta. Inoltre, le forze dell'ordine devono prima verificare che il numero telefonico corrisponda a un familiare e non sia invece un contatto legato alla malavita. Il 30enne è stato portato all'Infermi, ma le condizioni non sono mai state gravi.
di Giulio Gavino
La Stampa, 2 febbraio 2015
Un detenuto settantenne chiede la pensione sociale ma scopre che per tutti, famiglia compresa, era morto circa due anni fa. È una vicenda ai confini della realtà quella che riguarda un recluso per reati contro il patrimonio ospite da tempo nel carcere di Valle Armea. A sciogliere la matassa degli errori e a fare chiarezza ci ha pensato la Polizia penitenziaria di Sanremo.
Quando la scorsa estate Saverio P. classe 1945, milanese, aveva chiesto che gli venisse corrisposta la pensione, dal Comune di Milano (chiamando in causa quello di Sanremo) avevano subito segnalato la cosa alla Polizia giudiziaria. Il motivo "Tentata truffa e sostituzione di persona" perchè quel Saverio ai terminali degli uffici demografici risultava morto da addirittura due anni. "Ma se ce l'abbiamo noi qui vivo e vegeto" - ha sospirato un ispettore della Polizia penitenziaria che non ha mollato e ha proseguito gli accertamenti.
Scava scava ha scoperto che in effetti a quel tempo in un parco cittadino del capoluogo lombardo era stato trovato il cadavere di un clochard che aveva in tasca il documento, la carta d'identità, di Saverio. Le forze dell'ordine avevano chiamato la famiglia e un fratello l'aveva in qualche modo riconosciuto. Tradito evidentemente dalle condizioni tutt'altro che buone del cadavere del barbone, dai capelli e dalla barba lunga e dall'aspetto trasandato.
Poi la famiglia gli aveva fatto il funerale, pagato il loculo (di fatto ad uno sconosciuto) e gli eredi legittimi si erano anche suddivisi l'eredità. Intanto, senza che nessuno lo sapesse, Saverio era in carcere, a scontare la condanna, magari un po' triste perchè nessuno lo andava a trovare. Ma era naturale, chi voleva andare a trovarlo andava al cimitero.
A questo punto la polizia giudiziaria ha convocato d'urgenza il fratello che un po' intimorito si è trovato a dover riconoscere Saverio, che credeva morto. E il riscontro è stato positivo, con seguito di commozione e scongiuri ma soprattutto con una serie di incredibili ripercussioni per il "resuscitato" e per la sua famiglia.
Per Saverio P. la buona notizia è che potrà incassare la pensione e anche gli arretrati. Restano invece da definire tutta una serie di altre questioni, a partire dal fatto di chi sia l'uomo seppellito con il nome di Saverio sulla lapide, quello morto nel parco di Milano con in tasca la carta d'identità di Saverio. Poi ci sono le questioni amministrative.
I beni ereditati dai congiunti di Saverio tornano a lui? E se sono stati venduti a terzi gli atti sono da considerarsi nulli? Insomma, una situazione amministrativa e giuridica tutta da chiarire e da definire. E non sarà un compito facile.
Una storia incredibile, insomma, e un colpo del destino imparabile? No, questo no, se Saverio avesse denunciato il furto o la scomparsa del documento probabilmente tutto questo non sarebbe accaduto. Ma al di là di questo chissà adesso quante risate si farà andando a trovare la propria tomba al cimitero.
www.casertanews.it, 2 febbraio 2015
Nella notte del sei febbraio a Marcianise (Caserta), presso il Centro Commerciale Campania, andrà in scena il TEDx Caserta 2015. Sul palco di questo atteso "Global forum" si alterneranno 10 speaker dall'Italia e dall'estero per condividere la loro prospettiva su vari temi, dalla tecnologia, all'arte, dalla glaciologia al design. Il TEDx si svolgerà di notte, dalle 22.00 alle 2.30, e a tenere svegli tutti partecipanti ed il pubblico di questo inedito evento ci penserà un caffè molto speciale, quello targato Lazzarelle.
Tra i partner del TEDx Caserta 2015infattic'è anche la cooperativa Lazzarelle, che produce un caffè realizzato dalle detenute della casa circondariale femminile di Pozzuoli. Un progetto finanziato dalla Regione, partito nel 2007, con un successo ed un riscontro sempre più crescente. La miscela è ottenuta dalla tostatura rigorosamente artigianale di chicchi provenienti da Brasile, Costa Rica, Colombia, India e Uganda.
La cooperativa promuove la creazione di nuova imprenditorialità e lavoro autonomo femminile" con un'energia che ha permesso lo svilupparsi del primo progetto di produzione carceraria in Campania. "Siamo molto felici di poter collaborare con un marchio simbolo di una produzione di qualità che si coniuga alla responsabilità sociale verso il territorio" dichiara il team del TEDx Caserta. "Potremmo dire che la storia della cooperativa Lazzarelle è un'ulteriore idea da condividere, come nello spirito delle conferenze TEDx che ascolteremo la notte del 6 febbraio".
Ristretti Orizzonti, 2 febbraio 2015
Domani, 3 febbraio, a Roma verrà presentato il volume di Patrizio Gonnella, "Detenuti stranieri in Italia. Norme, numeri e diritti". Durante l'incontro verranno presentati e illustrati i dati relativi alla presenza dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, suddivisi per nazionalità e per credo religioso, oltre che per età, legame famigliare e titolo di studio. Verrà inoltre riportato il dato relativo a quanti di questi detenuti siano in custodia cautelare, quanti appellanti e ricorrenti, quanti in esecuzione penale e in esecuzione penale esterna. Altro dato che sarà presentato è quello del tipo di reato per il quale vengono reclusi gli stranieri nel nostro paese. Sarà presentato inoltre il quadro normativo che, nel corso degli anni, ha fatto sì che il numero di stranieri nelle nostre carceri sia progressivamente aumentato.
Il volume, realizzato grazie all'attività di ricerca dell'Associazione Antigone con il sostengo di "Open Society Foundation" ed edito dall'Editoriale Scientifica, è il primo lavoro di questo genere realizzato in Italia. La presentazione si terrà alla Libreria del Viaggiatore, via del Pellegrino 78, a partire dalle ore 11.00. Insieme all'autore interverranno Silvana Sergi (Direttrice del carcere di Regina Coeli), Marco Ruotolo (Ordinario di Diritto Costituzione, Università Roma Tre) e Abudl Matahar (Mediatore culturale Associazione Medea). La Libreria del Viaggiatore, è la redazione della Round Robin, casa editrice che da anni promuove iniziative letterarie nelle carceri. Con il progetto "un libro ti fa evadere" la Round Robin ha raccolto - grazie ai suoi lettori - decine di volumi poi inviati nelle carceri che ne hanno fatto richiesta. Contestualmente la giovane casa editrice ha promosso presentazioni di alcuni titoli in catalogo, proprio all'interno delle carceri incontrando i detenuti. L'auspicio è che questo genere di iniziative - non a scopo di lucro e finanziate dall'editore stesso - possano continuare con la collaborazione dei lettori.
Un libro è come un viaggio. E la Round Robin si augura di regalare un momento di "evasione" proprio attraverso le sue pagine.
Ristretti Orizzonti, 2 febbraio 2015
Lo scorso 27 gennaio, il Ce.Se.Vo.Ca. (Centro Servizi al Volontariato di Capitanata) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento della Giustizia Minorile - USSM Bari (Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni) hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa.
Attraverso il documento, i firmatari si impegnano ad attivare ogni forma di collaborazione per lo sviluppo di efficaci interventi di prevenzione del disagio minorile e per il sostegno di una politica di reinserimento e di recupero dei minori attraverso la "presa in carico della comunità territoriale".
L'USSM sezione staccata di Foggia e il Ce.Se.Vo.Ca. ritengono che il volontariato possa efficacemente esprimere il suo impegno in alcuni ambiti di intervento, quali i servizi d'informazione, la collaborazione nella realizzazione di percorsi di educazione alla legalità e l'organizzazione di campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su temi specifici e problematiche emergenti che possano interessare categorie "deboli" come nomadi, minori stranieri, anche non accompagnati e tossicodipendenti, sia ristretti che sottoposti a misure alternative o sostitutive o a misure cautelari non detentive.
Attraverso il protocollo, l'USSM di Foggia - Sede distaccata, in collaborazione con il Ce.Se.Vo.Ca., si è impegnato a sensibilizzare i volontari sulle attività dei Servizi Minorili di Foggia e sulle cautele necessarie allo svolgimento di attività di volontariato con l'utenza penale minorile, favorendo idonee modalità di relazione ed integrazione organizzativa; informerà, inoltre, i volontari circa le possibili attività trattamentali per favorire - quando possibile - la loro partecipazione nelle fasi di programmazione e realizzazione di tali attività, con le modalità e i tempi necessari.
"Il Ce.Se.Vo.Ca. - spiega il Presidente, Pasquale Marchese - sensibilizzerà le proprie associazioni, operanti nei settori di intervento coerenti con quelli richiamati nel protocollo, al fine di promuovere la loro attiva partecipazione in un lavoro integrato con il sistema dei Servizi minorili di Capitanata e promuoverà, in concerto con la sede USSM di Foggia, corsi di preparazione ed aggiornamento per i volontari che intendano partecipare alle attività previste dal protocollo".
Il Ce.Se.Vo.Ca. si impegna, dunque, a promuovere interventi per lo sviluppo di una sensibilità civica verso l'esecuzione penale e per un coinvolgimento attivo della società nell'azione di risocializzazione, già avviato negli anni scorsi con l'UEPE Foggia (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), per quanto concerne i soggetti maggiorenni.
Il protocollo sottoscritto lo scorso 27 gennaio è l'ultimo atto, in ordine di tempo, di una collaborazione iniziata già da alcuni anni con l'USSM, attraverso l'organizzazione di "Percorsi di educazione alla legalità" da parte del Coordinatore della sede USSM di Foggia, dott. Tucci e, di altri interventi congiunti nell'ambito minorile.
- Torino: Osapp; ritrovato cellulare nascosto in una cella del carcere, si cerca la scheda sim
- Libri: "Totu sa Beridadi. Tutta la verità, storia di un sequestro", di Mario Trudu
- Libri: intervista a Mario Trudu, autore di "Totu sa Beridadi, storia di un sequestro"
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