di Francesco Viviani
triesteallnews.it, 5 maggio 2026
“Nel carcere di Trieste i detenuti dormono nei corridoi”. È uno dei passaggi più duri delle dichiarazioni rilasciate da Enrico Sbriglia, Garante regionale dei diritti della persona, intervenuto ai microfoni della Rai FVG per denunciare le condizioni di sovraffollamento degli istituti penitenziari in Friuli Venezia Giulia. Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, a fronte di una capienza regolamentare complessiva di 487 posti nei cinque istituti di pena della regione, i detenuti presenti sono circa 750. Una pressione che si riflette in modo particolare sulla Casa circondariale di Trieste, dove i posti disponibili sono 125, mentre le persone ospitate risultano 243.
di Simonetta Ieppariello
ottopagine.it, 5 maggio 2026
Storie di riscatto e rinascita dalla sezione femminile di media sicurezza del carcere di Bellizzi Irpino ad Avellino. Progetti di recupero, attività, spazi di socialità, iniziative e nuovi obiettivi per una vita migliore oltre le sbarre, diventano il racconto di un percorso di rinascita. Nella sezione c’è una biblioteca, un salone per estetica e coiffeur, una palestra per il benessere del corpo e una sala dedicata alla sartoria, dove cinque detenute stanno imparando un mestiere, Mara e Adriana, come anche Svetlana sognano una sfilata fuori da carcere, in cui quei vestiti possano essere indossati nel segno della consapevolezza e della libertà.
di Maria Grazia Lombardi
rainews.it, 5 maggio 2026
Nicoletta Siliberti è la direttrice del carcere maschile di Turi: “Qui non mi sento identificata in un genere, solo lo Stato può avere in custodia persone che poi restituisce alla comunità”. Carcere di Turi, secondo piano. La direttrice del penitenziario, Nicoletta Siliberti, ci conduce nei diversi settori dell’istituto in provincia di Bari, che in passato ospitò Antonio Gramsci e Sandro Pertini e dove oggi si scontano pene definitive. Al secondo piano c’è un ampio corridoio con i telefoni a gettoni. Da qui i detenuti possono comunicare con le famiglie. Sulle pareti bianche i murales realizzati in passato. Tra i progetti portati avanti dalle educatrici anche un laboratorio di fischietti in terracotta, attività artigianale tipica della zona, la realizzazione di libri tattili in linguaggio Braille e un giornale interno scritto dagli stessi detenuti.
agrigentonotizie.it, 5 maggio 2026
A Casa Sanfilippo nasce un progetto sociale tra tutela dei beni e percorsi di legalità. La Valle dei Templi si prepara a diventare anche luogo di inclusione e reinserimento sociale. Il 7 maggio alle 9,30, nella sede di Casa Sanfilippo, sarà firmato il protocollo d’intesa tra il Parco archeologico e paesaggistico e l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna di Agrigento con l’obiettivo di unire tutela del patrimonio e percorsi di recupero per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. A sottoscrivere l’accordo saranno il direttore del Parco Roberto Sciarratta e il direttore dell’Ulepe - Ufficio locale di esecuzione penale esterna - Stefano Papa, dando ufficialmente il via a un progetto che si fonda sul principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
di Antonello Torchia
edunews24.it, 5 maggio 2026
Dal Decreto Caivano il numero di minori negli Ipm è cresciuto del 48%. A Catania un concerto mostra cosa manca: dati, dichiarazioni e prospettive. A fine aprile, nell’Istituto penale per i minorenni di Bicocca a Catania, una cinquantina di ragazzi ha ascoltato per la prima volta un pianoforte da vicino. Il musicista italo-brasiliano Marcelo Cesena ha suonato Brahms, poi la sigla dei Simpsons, e da quel momento li ha conquistati. Un ragazzo africano, alla fine, gli ha chiesto: “Perché suoni il pianoforte?”. Risposta: “Per poter incontrare te”.
calabriapost.net, 5 maggio 2026
La musica come occasione concreta di rinascita personale e inclusione sociale entra nella Casa Circondariale di Vibo Valentia con “MusicanDO… Insieme”, il progetto in partenza nel mese di maggio 2026 promosso dall’Associazione Promocultura ETS, guidata dal prof. Tommaso Rotella, in collaborazione con la direzione del carcere nella persona del suo Direttore Angela Marcello del vice Direttore dr. Omar J. R. Melito, del comandante di reparto Pietro Davide Romano del Vice Comandante Eleonora Presa, di tutti i funzionari dell’Area giuridico-pedagogica e la Caritas Diocesana di Mileto-Nicotera-Tropea, nella persona del direttore don Antonio Pileggi.
csi.milano.it, 5 maggio 2026
La prefazione al libro, scritta da Lucia Teormino, responsabile del progetto carcere CSI Milano, “Liberi di Giocare”. Nel libro, anche le testimonianze di alcune società CSI che hanno preso parte al progetto, disputando una gara di campionato a San Vittore. Ci sono luoghi in cui il calcio non è solo uno sport, ma una possibilità. Dietro le mura di San Vittore, il pallone non rotola soltanto per segnare dei gol: diventa un mezzo per ricominciare, per riscoprire la propria dignità, per sentirsi parte di qualcosa di vero. “Liberi di giocare” è il titolo di un progetto, ma è soprattutto un manifesto di speranza. Questa pubblicazione racconta un anno straordinario di vita e di sport.
La Repubblica, 5 maggio 2026
La proiezione domani alle 18.30 nella sala del Cinema Aquila a Roma. Il tutto è promosso da “Women in Film, Television & Media Italia”. Un appuntamento per riflettere sul valore dell’arte e della creatività applicati alla formazione professionale di persone in regime di detenzione carceraria. Accadrà domani, 5 maggio, a partire dalle 18.30 al Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila, 66-74), dove avrà luogo l’evento “Carcere e Futuro. Formazione e trasformazione creativa nell’esperienza carceraria”. “Le farfalle della Giudecca”. Tutto è organizzato da Women in Film, Television & Media Italia (Wiftmi) con il Pigneto Film Festival e il Nuovo Cinema Aquila, ricco di iniziative sotto la direzione artistica di Mimmo Calopresti. Si comincia con la proiezione del documentario “Le Farfalle della Giudecca” (74’), diretto da Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli, con la voce narrante di Ottavia Piccolo, presentato all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (Isola di Edipo). Al termine ci sarà una riflessione sul tema della carcerazione come momento di rigenerazione e ristrutturazione della persona a livello psicologico, creativo e lavorativo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 5 maggio 2026
In questa fase storica, in cui la guerra anestetizza il sentire sociale, la sfida è tornare a riconoscere l’altro - e così il proprio limite - per ricostruire uno spazio di comunità. Di questa sfida si fa carico il saggio “Per una pace possibile”. La guerra ha in sé una doppia forza distruttrice: non solo quella fisica, che riguarda i luoghi e le persone, ma anche quella di corrodere il linguaggio con cui la si racconta e la si spiega, anestetizzando lentamente anche il senso di orrore e lo sdegno. Questo è tanto più vero nel tempo presente, che è sempre più martoriato dai conflitti armati che hanno invaso i media a partire dal 7 ottobre 2023, per poi arrivare alla tragedia di Gaza, all’allargamento del fronte a tutto il Medio Oriente fino, ora, allo scontro bellico in Iran.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 5 maggio 2026
La pubblica amministrazione non aveva neanche motivato il diniego. In cinque anni 975 richieste respinte per ragioni di sicurezza. E non servono prove. Gli hanno negato la cittadinanza perché “contiguo alla sinistra antagonista veronese”. Fatto che, secondo la pubblica amministrazione, rappresenterebbe un pericolo per la Repubblica. Nel 2026 bastano simili tesi per rifiutare a chi vive in Italia da tanti anni, parla perfettamente la lingua, ha un reddito e una residenza regolare la possibilità di entrare a pieno titolo nella società di cui già fa parte. È il caso di L. O., per il quale le ragioni del diniego non sono state nemmeno motivate: non solo in prima battuta, ma perfino in sede di ricorso. Così alla fine il Tar del Lazio ha dato ragione all’uomo.
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