di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 24 maggio 2025
È la leva della “buona condotta”. La situazione nei penitenziari (oltre 16mila detenuti in più della capienza) è insostenibile. Il progetto di Giachetti (Iv) convince La Russa e riapre il confronto. Le condizioni di sovraffollamento dei penitenziari italiani, con oltre 16mila detenuti in più rispetto alla capienza tabellare, continuano a destare preoccupazione, insieme al numero dei suicidi e alle altre forme di grave malessere che affliggono il mondo carcerario. E, accanto agli interventi di edilizia carceraria su cui lavora il commissario straordinario di governo Marco Doglio, inizia a farsi strada l’ipotesi di un intervento normativo per sfoltire le presenze, anche se su questo, in seno alla maggioranza, un vero e proprio ragionamento ancora non è partito.
di Chiara Di Benedetto
Avvenire, 24 maggio 2025
Organizzato dalla cooperativa “La Valle di Ezechiele”, che dà lavoro agli ex detenuti, l’evento il 15 maggio ha messo insieme i cappellani delle carceri, il mondo della politica e la società civile. Una inaspettata convergenza di intenti si è realizzata ieri sul problema del sovraffollamento delle carceri italiane, anche e soprattutto per mano di Ignazio La Russa, che è intervenuto durante il convegno organizzato in Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani, dalla cooperativa “La Valle di Ezechiele”, che dal 2019 si occupa di dare lavoro agli ex detenuti. Il presidente del Senato - nonché noto avvocato penalista - ha infatti annunciato che presto incontrerà Roberto Giachetti, deputato di Italia viva e membro del Partito Radicale transnazionale, per discutere la sua proposta di liberazione anticipata: “Farò moral suasion perché se ne discuta”.
di Chiara Squarcione* e Laura Di Napoli**
L’Unità, 24 maggio 2025
Dal 10 maggio abbiamo intrapreso uno sciopero della fame a oltranza per sostenere, rafforzare, dare corpo all’azione radicale nonviolenta di Rita Bernardini a favore della proposta di Nessuno tocchi Caino di un anno di riduzione di pena per tutti i detenuti. Rita ha sospeso il suo sciopero al 22° giorno in seguito all’apertura manifestata dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha riconosciuto il sovraffollamento carcerario come problema prioritario e ha indicato come possibile soluzione la proposta di legge di Nessuno tocchi Caino sulla liberazione anticipata presentata alla Camera da Roberto Giachetti di Italia Viva.
immediato.net, 24 maggio 2025
Il deputato chiede di rafforzare l’organico dei funzionari giuridico-pedagogici: “Un solo educatore ogni 65 detenuti, così la Costituzione resta inapplicata”. Rafforzare il ruolo della funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione, potenziando l’organico degli educatori penitenziari. È questo il contenuto dell’interrogazione a risposta scritta presentata dall’onorevole Giandiego Gatta (Forza Italia), che ha riportato l’attenzione sulla carente presenza dei funzionari giuridico-pedagogici (Fgp) all’interno delle carceri italiane.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 24 maggio 2025
Il deputato azzurro presenta un’interpellanza parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio partendo dal caso di Garlasco: “Prevedere una sospensione cautelare del carcere quando, dopo una condanna definitiva, sorgono dei dubbi. A volte si cerca un colpevole, non il colpevole”. Quando un giudice decide di condannare lo fa, o dovrebbe, perché ritiene l’imputato colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Ci sono casi in cui, però, il dubbio sorge dopo la condanna definitiva. E non c’è modo di scarcerare il condannato. A meno che non si faccia la revisione del processo, che però è un percorso lungo e non sempre possibile. l caso di Garlasco è uno di questi. Alberto Stasi è stato condannato (dopo due assoluzioni) a 16 anni di carcere perché il giudice ha ritenuto avesse ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi, nella sua casa del paese in provincia di Pavia, nel 2007. Non c’è mai stato un movente. Non hanno trovato l’arma del delitto.
di Alberto Liguori*
Il Dubbio, 24 maggio 2025
In linea con il 2024, il “bollettino di guerra” del primo trimestre 2025 sulla violenza contro le donne ha fatto registrare una vera e propria mattanza (17 donne uccise), assumendo dimensioni drammatiche ed emergenziali come ha avuto modo di affermare nel novembre dello scorso anno il ministro dell’Interno Piantedosi. Il Legislatore ha reagito rafforzando gli strumenti di contrasto alla violenza contro le donne con l’adozione di misure di tutela della vittima per sterilizzare al massimo le occasioni di contatto tra la vittima e l’indagato. La strategia ha un comune denominatore: la tempestività dell’intervento attraverso l’esame della vittima nei tre giorni successivi all’iscrizione della notizia di reato e con la successiva valutazione del quadro cautelare nei 30 giorni dalla medesima iscrizione con opzione, nei casi più gravi, di misure cautelari personali o coercitive sulla base delle informazioni richieste all’organo di polizia giudiziaria procedente.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2025
La pena ancora da scontare non può però essere superiore a due anni e l’identità deve essere certa. Non ci può essere equiparazione con le misure alternative alla detenzione. Legittima l’espulsione dello straniero, privo di permesso di soggiorno, detenuto con meno di due anni di pena da scontare. Lo chiarisce la Corte costituzionale con la sentenza n. 73 depositata il 23 maggio 2025 e scritta da Giovanni Amoroso. Infondati quindi i dubbi di incostituzionalità sollevati dal tribunale di sorveglianza di Palermo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2025
La Cassazione con due pronunce affronta sia l’operatività del divieto in caso di sospensione condizionale sia le regole di presentazione dell’istanza e prestazione del consenso post regime transitorio della Riforma. La Cassazione ha chiarito con due sentenze coeve la legittimità dell’istanza di sostituzione della detenzione breve sotto il diverso profilo: dell’operatività o meno del divieto in caso di concessione della sospensione condizionale della pena per fatti ante Riforma e della tempestività della richiesta fatta per la prima volta in appello post regime transitorio della novella già modificata con il decreto correttivo Dlgs 164/2024.
vitatrentina.it, 24 maggio 2025
Nuovo incontro dei cappellani delle carceri del Triveneto che si sono ritrovati presso il Centro pastorale di Zelarino (Venezia) il 21 maggio scorso alla presenza dell’Arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, delegato dei Vescovi del Triveneto per tale settore. I cappellani si sono interrogati in particolare sulle accoglienze fuori dal carcere che le comunità parrocchiali, le Caritas o altre realtà ecclesiali sono in grado di mettere in atto per offrire - a chi può goderne, secondo la legge - la possibilità di concludere la pena in un contesto di reinserimento. Ribadiscono la necessità che tale opera di rieducazione trovi maggiore spazio e disponibilità all’esterno del carcere; non si tratta solamente di un’importante azione pastorale ma di un contributo reale per un’auspicabile soluzione ai problemi di sovraffollamento che continuano ad affliggere anche molti istituti carcerari del Triveneto.
di Sara Calini
umbria24.it, 24 maggio 2025
“Così la proposta alimenterebbe aspettative nei detenuti con il rischio che la macchina burocratica che verrebbe attivata non riesce a gestirle perché già ingolfata”. La proposta alternativa dall’Umbria. Mentre a Roma si discute l’ipotesi di una nuova norma che premi la buona condotta per sfoltire le carceri, dall’Umbria c’è speranza, ma anche perplessità: “Una legge può dare speranza - avverte il garante dei detenuti Giuseppe Caforio - ma senza risorse e strutture adeguate, rischia solo di inceppare ulteriormente il sistema giudiziario umbro già al collasso”.
- Piemonte. Il Garante: “Lavoro e sanità sono i principali problemi dei carcerati”
- Oristano. Ergastolano vince la battaglia per il diritto all’amore
- Benevento. Il Garante Ciambriello: “Si applichi la circolare sulla sessualità in carcere”
- Verbania. “Liberate i detenuti”: una riflessione sul mondo carcerario in occasione del Giubileo
- Isernia. Giustizia riparativa, l’esito del progetto Csv Molise e Demetra











