di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 23 maggio 2025
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 18938 depositata ieri. La pendenza del procedimento relativo alla richiesta di una pena sostitutiva, ex articolo 20-bis Cp, non comporta la sospensione dell’ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 18938 depositata oggi, respingendo il ricorso dell’imputato contro la decisione della Corte di appello di Palermo, che decidendo quale Giudice dell’esecuzione, aveva rigettato l’istanza (finalizzata appunto ad ottenere la revoca o la sospensione dell’ordine di esecuzione di pene concorrenti per complessivi due anni, quattro mesi e ventotto giorni).
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 23 maggio 2025
L’istanza di revisione delle misure cautelari personali all’avvocato nominato dalla parte offesa è adempimento che se non correttamente eseguito comporta la nullità del provvedimento del Gip. In caso di reati contro le donne o violenza domestica o di genere la mancata notificazione alla persona offesa dell’istanza dell’indagato per la modifica delle misure cautelari personali già applicategli rende nullo il provvedimento che accoglie la richiesta. Così la Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 18979/2025 - ha respinto il ricorso dell’imputato che lamentava l’annullamento del provvedimento con cui il Gip aveva disposto il passaggio dalla misura dei domiciliari a quelli dell’obbligo di dimora nel Comune e del divieto di avvicinamento della persona offesa.
di Paolo Valenti
lavialibera.it, 23 maggio 2025
Hamid Badoui si è tolto la vita in cella dopo l’arresto nel capoluogo piemontese: temeva di tornare nel Centro in Albania. La Garante dei detenuti Monica Gallo: “Un sistema inutile che nega la dignità delle persone straniere”. Si chiamava Hamid Badoui, aveva 42 anni e viveva in Italia da 15. Si è tolto la vita nella sezione “nuovi giunti” dell’istituto Lorusso Cotugno di Torino nella notte di domenica, un giorno dopo l’ingresso: è il 32simo suicidio in un carcere italiano da inizio anno. Ma la sua storia somiglia anche a quelle delle troppe vittime dei centri di permanenza per il rimpatrio (cpr, almeno 15 i decessi negli ultimi sei anni): negli ultimi mesi era stato trattenuto nel cpr di Bari perché sprovvisto di permesso di soggiorno, poi trasferito nel centro di Gjadër, in Albania. Riportato in Italia, era stato arrestato sabato scorso nel capoluogo piemontese, pare per aver dato in escandescenza dopo aver subito un furto.
di Alessandra Montalbetti
Il Mattino, 23 maggio 2025
“Paolo è a limite della sopravvivenza e ha diritto ad essere salvato”. “Mio nipote si deve riprendere e dobbiamo riportarlo a casa”. Il commovente appello è quello di nonna Cira Russo. Chiede di trovare con urgenza, per suo nipote Paolo Piccolo, un posto in una struttura riabilitativa del Centro-Sud Italia specifica per le cure di cui necessita il 26enne originario di Barra, ridotto in fin di vita nel carcere di Bellizzi Irpino, da dieci detenuti che si sono accaniti brutalmente sul corpo del giovane detenuto ad ottobre scorso.
di Riccardo Ruggeri
incronaca.unibo.it, 23 maggio 2025
L’allarme del presidente Ceis sul nuovo settore per minorenni nel penitenziario. “Sono molto preoccupato per la città perché potenzialmente è una polveriera”. Con queste parole don Giovanni Mengoli, presidente del Consorzio Gruppo Ceis (Centro italiano di solidarietà), in occasione del convegno “Un luogo in cui abitare: le politiche abitative per minori-giovani adulti stranieri” tenuto su iniziativa dell’Istituzione Minguzzi e del Centro Astalli, ha espresso le proprie perplessità sulla sezione per detenuti giovani adulti creata nel carcere della Dozza di Bologna, con l’arrivo dalle carceri per minorenni di qualche decina di ragazzi.
di Fabrizio Morviducci
La Nazione, 23 maggio 2025
La sindaca Sereni a Sollicciano con una delegazione del consiglio. formata da maggioranza e opposizione. “Avvertiamo con forza il senso di responsabilità per questa struttura situata al confine col nostro territorio comunale, è stato importante affrontare insieme questo momento di consapevolezza”. La sindaca Sereni è tornata a Sollicciano con una delegazione del consiglio comunale formata da maggioranza e opposizione: il presidente del Consiglio, Gianni Borgi, i consiglieri Tommaso Francioli (Pd) Giulia Alderighi (M5S), Alessio Vari (Claudia Sereni sindaca), Pier Guido Pratesi (Avs) Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Claudio Gemelli (FdI).
abruzzosera.it, 23 maggio 2025
Trasformare la detenzione minorile in un’opportunità di crescita e cambiamento. È questo il cuore del convegno “Formazione minorile carceraria in Abruzzo - Analisi e prospettive”, che si terrà venerdì 23 maggio presso la sala convegni dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, al Tribunale in via XX Settembre. La giornata si configura come un importante momento di riflessione e confronto sui temi cruciali dell’istruzione, del reinserimento sociale e dei diritti all’interno del delicato contesto della detenzione minorile. Il principio guida è chiaro: il sapere deve essere accessibile a ogni individuo, anche in situazioni di particolare fragilità. In questa visione, la scuola assume un ruolo fondamentale come spazio di relazione, strumento per la costruzione di legami significativi e leva per la promozione della consapevolezza nei giovani detenuti.
di Silvia Bacci
rainews.it, 23 maggio 2025
Uno strumento di consapevolezza e reinserimento sociale. Il Lorusso e Cotugno rimane una delle carceri più complesse da gestire, tra sovraffollamento e carenza di personale. L’ombra dell’ultimo suicidio e la speranza di nuove possibilità. Proprio per dare risposte ad un isolamento sociale che priva le persone di un’identità, il teatro in carcere diventa uno strumento di consapevolezza di sé e degli altri, di crescita personale, di opportunità. Una storia di dolore e riscatto in “84 pagine”, lo spettacolo che i detenuti mettono in scena in questi giorni. Una lettera di richiesta di perdono scritta in un mese di cella da un giovane detenuto ai figli della donna uccisa. Una missiva del 1919 riemerse dall’archivio del Museo Lombroso dell’Università di Torino, trasposta nell’oggi e occasione di riflessione.
di Elisa Garatti
lavocedelpopolo.it, 23 maggio 2025
Dal carcere si sentono fuoriuscire alcune note di speranza. Sono le canzoni, scritte e intonate dai detenuti, che oggi trovano “casa” in un libretto, curato dai cappellani della Casa Circondariale “Nerio Fischione” e della Casa di Reclusione “Verziano” di Brescia, insieme alla Caritas e al Vol.Ca (Associazione Volontariato Carcere), risultato evidente e realizzazione concreta della scelta della Diocesi di Brescia di dedicare un’opera-segno giubilare al carcere, con il progetto “Via dei Bucaneve, 25”. “Alcune persone detenute hanno iniziato a scrivere e cantare brani dopo aver meditato la Bibbia. Hanno chiesto di poterli suonare per animare la Messa domenicale - scrive il cappellano del “Nerio Fischione”, don Stefano Fontana, nelle prime pagine.
di Daria Capitani
vita.it, 23 maggio 2025
A fine 2024, in Italia erano 77mila le persone in detenzione domiciliare o in affidamento in prova al servizio sociale. In Piemonte, l’organizzazione di volontariato La goccia di Lube promuove il reinserimento socio lavorativo di chi sta scontando la pena tramite misure alternative alla detenzione. Storie di ripartenza come quella di Sharon, che a Chieri sta cucendo una nuova trama per il suo futuro. “Questo posto per me è l’aria”. Sharon (il nome è di fantasia) sta confezionando una borsa. È di quelle con i manici regolabili: in caso di necessità, può diventare zaino. Ne mostra i dettagli: ogni cucitura è ben rifinita, anche il bottone che, spiega, “è la parte più complicata”. I suoi occhi scuri si illuminano quando racconta di quello che in poco più di un mese è riuscita a realizzare. La cosa più bella? “Le camicine per i battesimi”.
- Milano. Storie sbagliate, ma in carcere può nascere la scoperta dei propri talenti
- Catania. Lettere dal carcere, scambi tra studenti e detenuti dell’Ipm
- Cremona. Reinserimento sociale detenuti: “Ape? Sì” in pista coi Radicali
- Seconde generazioni e rabbia, Fabri Fibra: “Lo Stato non li aiuta”
- Prima il minore, altro che “reato universale”











